22/09/2026
«All’inizio io ebbi la tentazione di chiudermi nel mio dolore personale. Quando mi vidi attorno tanta gente che piangeva Paolo e lo chiamava per nome, dopo un momento di gelosia — “Paolo apparteneva a me”, mi dicevo, “cosa c’entrano tutti gli altri?” — poi mi resi conto che quello che vedevo era un dolore vero, un dolore forte, e questo mi fece capire quanto ognuno avesse sentito suo il progetto di Paolo.
In quel momento mi resi conto che dovevo essere parte di tutto questo. Una volta H**e de Bonafini, una delle madri di Plaza de Mayo, mi disse: “Bisogna socializzare il proprio dolore”. E aveva ragione: socializzare il dolore lo rende diverso, è come se gli desse uno scopo. Il dolore, a quel punto, diventa progetto, diventa riscatto. Guai se il dolore diventa rassegnazione.»
𝐑𝐢𝐭𝐚 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨
Con queste parole abbiamo dato avvio al servizio delle nuove operatrici e dei nuovi operatori volontari del Servizio Civile Universale, impegnati nel progetto Biblioteca custode di memoria presso il Centro Studi Paolo e Rita Borsellino. Le immagini di questi giorni raccontano l’inizio della formazione specifica: un momento importante, nel quale proviamo a trasmettere non soltanto conoscenze e strumenti, ma anche visioni, passioni, esperienze e valori maturati nel tempo. Perché ogni nuovo percorso nasce anche dalla capacità di consegnare ad altri ciò che abbiamo ricevuto. L’esperienza vissuta diventa progetto. La memoria diventa strumento di crescita. Le storie diventano occasioni per costruire consapevolezza.
Una parte significativa della formazione è dedicata alla figura di Rita Borsellino, al suo percorso personale e civile, alla capacità di trasformare un dolore immenso in una risorsa collettiva. Attraverso le sue parole emerge anche il volto più umano di Paolo Borsellino, prima ancora che quello del magistrato: «Paolo è diventato il magistrato che era, perché era l’uomo che era». Abbiamo ripercorso anche la fase dell'impegno politico, che senza soluzione di continuità è connesso a tutte le altre e in particolare la candidatura alla Presidenza della Regione Siciliana. Vent’anni dall’esperienza del Rita Express, che lei stessa ha ricordato come «il momento più bello della mia vita».
Da queste esperienze prende forma anche il nostro modo di intendere il Servizio Civile: un percorso ispirato alla pace, che intende praticare cittadinanza attiva, nel quale crescere insieme.
Buon anno di servizio civile ad Aurora, Francesco, Frida e Giulia.