Fondazione Falcone

Fondazione Falcone La Fondazione Falcone promuove la cultura della memoria civile della lotta alle mafie.

𝐏𝐈𝐄𝐑𝐒𝐀𝐍𝐓𝐈, 𝐔𝐍 𝐔𝐎𝐌𝐎 – 𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐓𝐎 𝐀 𝐏𝐈𝐄𝐑𝐒𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐌𝐀𝐓𝐓𝐀𝐑𝐄𝐋𝐋𝐀Domenica 27 settembre alle ore 18.00,La Fondazione Falcone e il Museo...
29/08/2026

𝐏𝐈𝐄𝐑𝐒𝐀𝐍𝐓𝐈, 𝐔𝐍 𝐔𝐎𝐌𝐎 – 𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐓𝐎 𝐀 𝐏𝐈𝐄𝐑𝐒𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐌𝐀𝐓𝐓𝐀𝐑𝐄𝐋𝐋𝐀

Domenica 27 settembre alle ore 18.00,La Fondazione Falcone e il Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, avranno il piacere di ospitare l’autore, attore e regista Ugo De Vita con “Piersanti, un uomo”, 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗼 𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝗲𝗿𝘀𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮, 𝗻𝗲𝗹 𝟵𝟭° 𝗮𝗻𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮.

Un oratorio per voce recitante e violino, scritto e curato da Ugo De Vita, che attraverso la parola, il racconto e la musica restituisce la figura umana e civile di un uomo delle istituzioni che fece della legalità, del rigore morale e del servizio alla Sicilia la ragione del proprio impegno pubblico.

𝗔𝗰𝗰𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗨𝗴𝗼 𝗗𝗲 𝗩𝗶𝘁𝗮, 𝗶𝗹 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗮𝗲𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗙𝗮𝗯𝗶𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼, 𝗰𝗼𝗻 𝗠𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗖𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗶.

La Fondazione Falcone è particolarmente lieta di accogliere questo appuntamento e il suo autore, Ugo De Vita, da sempre impegnato attraverso il teatro e la cultura nel custodire e trasmettere la memoria civile del nostro Paese. 𝗥𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗣𝗶𝗲𝗿𝘀𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶. Significa ricordare una Sicilia che ha saputo esprimere uomini capaci di credere nelle istituzioni e di pagarne, fino alle estreme conseguenze, la coerenza e il coraggio.

📍 Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” – Palazzo Jung, via Lincoln 71, Palermo
📆 Domenica 27 settembre 2026 | Ore 18.00
🎟️ Prenotazioni: inviare mail a [email protected]
Ingresso ad inviti fino ad esaurimento posti
♥️ Un appuntamento di memoria, cultura e impegno civile che siamo orgogliosi di ospitare.

𝐂𝐄𝐑𝐂𝐇𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐂𝐇𝐈 𝐂𝐈 𝐂𝐑𝐄𝐃𝐄. 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐍𝐎𝐈.💙 Il Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vuole crescere, cerchiamo n...
24/08/2026

𝐂𝐄𝐑𝐂𝐇𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐂𝐇𝐈 𝐂𝐈 𝐂𝐑𝐄𝐃𝐄. 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐍𝐎𝐈.

💙 Il Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vuole crescere, cerchiamo nuove energie. Ogni giorno accogliamo cittadini, giovani, famiglie, studenti e visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero.

E da quando la Fiat Croma sulla quale viaggiavano il 23 maggio del 1992 Giovanni Falcone e Francesca Morvillo è entrata a far parte del percorso culturale del Museo, sentiamo ancora più forte la responsabilità di custodire e trasmettere questa memoria. Per questo oggi 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗲, 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗻𝘇𝗲, 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗲 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗲 𝗮𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗲 𝗮𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶. Cerchiamo volontari che abbiano voglia di regalarci il loro tempo, la loro energia e la loro competenza e certo il loro indispensabile entusiasmo. Ma non cerchiamo semplicemente volontari.

🫂 𝗖𝗲𝗿𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗲𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗮𝗻𝗼. 𝗖𝗵𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗙𝗮𝗹𝗰𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗕𝗼𝗿𝘀𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗴𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼, 𝗺𝗮 𝘀𝗶𝗮 𝘂𝗻 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼. Tutti coloro i quali vogliano affiancarci nell’accoglienza dei visitatori, nelle attività del Museo, negli eventi e nelle iniziative della Fondazione Falcone.

Dare una mano al museo e ai nostri progetti, a Palazzo Jung significa vivere il Museo da dentro, conoscere nuove persone, condividere esperienze e, soprattutto, contribuire concretamente a tenere viva una storia di lotta per la cultura della legalità e della giustizia che appartiene a tutti. 𝗦𝗲 𝗵𝗮𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶, 𝗻𝗼𝗶 𝘁𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼. 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶,𝗺𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗵𝗮 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲 𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗮𝗻𝗼 𝗰𝘂𝗿𝗮.

☎️ Candidati direttamente al Museo del Presente chiamandoci al: 328 5456520
o scrivendo a: [email protected]

Ho letto oggi sul Fatto Quotidiano, nella rubrica di Marco Travaglio "Ma mi faccia il piacere", un passaggio dedicato a ...
17/08/2026

Ho letto oggi sul Fatto Quotidiano, nella rubrica di Marco Travaglio "Ma mi faccia il piacere", un passaggio dedicato a mio fratello Giovanni che mi ha profondamente amareggiata.

Commentando l’articolo del Foglio del 14 agosto, nel quale Luciano Violante, Pietro Grasso e Giuseppe Ayala affermano che «Falcone non avrebbe cenato con Lavitola», Travaglio liquida la questione con una battuta: «Lavorava solo nel governo di Giulio Andreotti».

È una frase che trovo indegna, un esempio di cattivo giornalismo, costruito sulla battuta anziché sulla verità dei fatti. Mio fratello non lavorava per il governo di Giulio Andreotti. Giovanni Falcone lavorava per lo Stato italiano.

Quando, nel 1991, Giovanni accettò l’incarico di Direttore generale degli Affari penali al Ministero della Giustizia, non lasciò Palermo per avvicinarsi alla politica: fu Palermo, in qualche modo, a costringerlo ad andare via.

Era stato progressivamente isolato, delegittimato e ostacolato oltreché per timori delle loro connivenze anche per una certa ampia invidia, proprio mentre conduceva la battaglia più difficile contro Cosa nostra.

A delegittimarlo contribuirono una certa politica, un cattivo giornalismo che anche allora come ora preferiva il sospetto alla verità dei fatti e, dolorosamente, anche una parte della stessa magistratura e diversi suoi colleghi.

Giovanni non abbandonò la lotta alla mafia: la portò nel cuore dello Stato.

Portò con sé l’esperienza enorme e la consapevolezza che, per sconfiggere Cosa nostra, non bastavano il coraggio e la capacità dei singoli magistrati: bisognava cambiare gli strumenti, le strutture e il modo stesso con cui lo Stato organizzava la propria risposta alla criminalità mafiosa.

E i risultati di quei quindici mesi parlano più di qualsiasi polemica.

Giovanni realizzò in maniera determinante la costruzione di una nuova architettura dell’antimafia italiana: la Direzione nazionale antimafia, le Direzioni distrettuali antimafia, la Direzione investigativa antimafia, un più efficace coordinamento delle indagini e il rafforzamento degli strumenti legislativi contro la criminalità organizzata e della collaborazione con la giustizia.

Quello che qualcuno oggi maldestramente tenta di rappresentare con una battuta come una vicinanza a un Governo fu, in realtà, uno dei periodi più importanti della sua vita istituzionale, un anno e mezzo o poco meno nel quale riuscì a trasformare anni di esperienza nella lotta alla mafia in strumenti concreti dello Stato contro Cosa nostra.

Giovanni non apparteneva a un Governo.
Non apparteneva a un partito, mentre oggi molti rincorrono seggi e poltrone.
Non apparteneva a una parte politica.
Giovanni Falcone apparteneva e appartiene allo Stato, alla Repubblica e a tutti gli italiani.

Ed è proprio per questo che considero ancora più doloroso vedere il suo nome utilizzato, trentaquattro anni dopo la strage di Capaci, come argomento di una polemica politica.

Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini delle loro scorte sono tra i morti che più onorano l’Italia e se non si riesce ad avere rispetto della loro storia, qualche volta il silenzio è la scelta più dignitosa.

✍🏼 𝑴𝒂𝒓𝒊𝒂 𝑭𝒂𝒍𝒄𝒐𝒏𝒆

⚠️ Aggiornamento orario visite presso il Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino Dal 17 al 21 Agosto: dal...
16/08/2026

⚠️ Aggiornamento orario visite presso il Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Dal 17 al 21 Agosto: dalle ore 10.00 alle ore 13.00

🔐 𝐂𝐡𝐢𝐮𝐬𝐢 𝐢𝐥 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚

Il ricordo di Rocco Chinnici non appartiene soltanto alla storia della magistratura italiana: appartiene alla coscienza ...
29/07/2026

Il ricordo di Rocco Chinnici non appartiene soltanto alla storia della magistratura italiana: appartiene alla coscienza del nostro Paese.

Fu lui a intuire che la mafia poteva essere combattuta solo lavorando insieme, condividendo idee, prove e responsabilità. Da quella visione nacque il pool antimafia, del quale Giovanni Falcone divenne uno dei protagonisti più straordinari, raccogliendo e portando avanti l’eredità del suo maestro.

Nel giorno dell’anniversario della sua uccisione, la Fondazione Falcone rende omaggio a un uomo che ha saputo vedere il futuro quando sembrava impossibile immaginarlo. Il suo esempio continua a vivere nel lavoro di chi difende la giustizia e nell’impegno di tutti coloro che credono che la cultura della legalità sia la più grande risposta alla violenza mafiosa.

Ricordare Rocco Chinnici significa ricordare dove è iniziato quel cammino che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno percorso fino all’estremo sacrificio. La sua memoria continua a indicarci la strada

🫂 𝐋𝐚 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐅𝐚𝐥𝐜𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐨 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐒𝐨𝐭𝐭𝐨𝐬𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐁𝐚𝐥𝐛...
28/07/2026

🫂 𝐋𝐚 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐅𝐚𝐥𝐜𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐚 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐨 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐒𝐨𝐭𝐭𝐨𝐬𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐁𝐚𝐥𝐛𝐨𝐧𝐢 per avere voluto visitare il Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e incontrare la professoressa Maria Falcone, il Presidente del Museo Vincenzo Di Fresco, il Direttore e Curatore Alessandro De Lisi, gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria.

♥️ Le parole pronunciate dal Sottosegretario Balboni hanno ribadito un principio nel quale crediamo profondamente: 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐦𝐚𝐢 𝐮𝐧 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨, 𝐦𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞. È il punto da cui ripartire ogni giorno per costruire un Paese più giusto, più libero dalle mafie.

Onorati per il sostegno al percorso che punta a vedere riconosciuta la Fiat Croma di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo come “Reperto della Nazione”. Questa automobile non è soltanto un reperto storico. È una 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐚𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢, 𝐮𝐧 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨.

☀️ Ogni giorno gli spazi del Museo del Presente sono visitati da centinaia di ragazze e ragazzi d’Italia e di Europa. Visitano questo nuovo luogo di cultura per conoscere una storia di lotta alla mafia e di sostegno alle istituzioni democratiche compiendo la loro scelta di responsabilità. È questo 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐅𝐚𝐥𝐜𝐨𝐧𝐞, 𝐝𝐢 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐌𝐨𝐫𝐯𝐢𝐥𝐥𝐨, 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚: 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐚 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐢𝐧 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨.

🙏🏼 Ogni giorno, da ogni parte d’Italia e del mondo, centinaia di ragazze e ragazzi, famiglie, cittadini e visitatori sce...
26/07/2026

🙏🏼 Ogni giorno, da ogni parte d’Italia e del mondo, centinaia di ragazze e ragazzi, famiglie, cittadini e visitatori scelgono di entrare nel Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Lo fanno per conoscere una storia, per riflettere, per capire. E 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐢𝐚𝐭 𝐂𝐫𝐨𝐦𝐚 sulla quale il 23 maggio 1992 morirono Giovanni Falcone e Francesca Morvillo; nello stesso attentato di Capaci persero la vita anche gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, il cui sacrificio resta indissolubilmente legato a quello del Giudice Falcone e di sua moglie.

Le lunghe attese, affrontate con pazienza e rispetto, ci dicono una cosa semplice ma straordinaria: 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐅𝐚𝐥𝐜𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐯𝐢𝐯𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐚𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢. E lo sono soprattutto nel cuore delle nuove generazioni, che continuano a cercare il senso del loro esempio e del loro sacrificio.

🇮🇹 Per questo siamo orgogliosi che la Fiat Croma abbia trovato la sua casa nel Museo del Presente. 𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞. 𝐄' 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨, 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚. È un luogo di memoria che diventa responsabilità, conoscenza e speranza. La Fondazione Falcone desidera rivolgere un sentito ringraziamento al Ministero della Giustizia e al Corpo di Polizia Penitenziaria che, con alta sensibilità istituzionale, hanno reso possibile che questo straordinario reperto storico e civile della Nazione fosse collocato nel Museo del Presente, affinché possa essere visitato, conosciuto e vissuto dal maggior numero possibile di cittadini. Rendere la memoria accessibile significa renderla viva.

𝐂𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐅𝐢𝐚𝐭 𝐂𝐫𝐨𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨. 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨, 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐜𝐢𝐚𝐬𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐬𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞.

❤️‍🩹 A tutti coloro che ogni giorno raggiungono Palermo, attendono con pazienza il proprio turno e varcano la soglia del Museo, va il nostro grazie più sincero. La vostra presenza è il segno più bello che la memoria, quando è autentica, continua a generare impegno, coscienza e speranza. È per voi, ed è soprattutto per i giovani, che questo luogo continua a vivere. Perché 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐥𝐚: 𝐬𝐢 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞, 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐢𝐧 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨.

❤️‍🩹 𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝟓𝟕 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚.Dal 23 maggio al 19 luglio 1992 scorrono il dolo...
22/07/2026

❤️‍🩹 𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝟓𝟕 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚.

Dal 23 maggio al 19 luglio 1992 scorrono il dolore, il coraggio, la paura, la speranza. E ampie zone d’ombra ancora non dissolte celano la piena verità sul peggiore periodo repubblicano dopo gli anni di piombo. Cinquantasette giorni che separano le stragi di Capaci e di via D’Amelio, ma che uniscono per sempre i nomi di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e degli uomini e delle donne delle loro scorte alla coscienza civile del nostro Paese.

𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐩𝐞𝐫𝐨̀, 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐢𝐯𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞. 𝐕𝐢𝐯𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞.

💙 Per questo 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 “𝟓𝟕 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢… 𝟓𝟕 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐞… 𝟓𝟕 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞…”: un percorso che invita i giovani a trasformare il ricordo in partecipazione, le parole in impegno, la memoria in futuro. Ogni parola sarà un valore da riscoprire. 𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧’𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐚𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚, 𝐦𝐚 𝐮𝐧 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐚, 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚 𝐜𝐢𝐚𝐬𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐢.

Negli spazi del Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è stato 𝐬𝐯𝐞𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐞𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐠𝐧: 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐥𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐨𝐬𝐚 dove, attraverso le 57 parole del coraggio e dell’impegno, il cortile d’onore é rischiarato ogni notte. 𝐋’𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐥𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐥𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐒𝐮𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐢𝐧𝐞𝐫 𝐁𝐥𝐮 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, quella Croma corazzata sulla quale viaggiavano Giovanni Falcone e Francesca Morvillo il 23 maggio del 1992 e dove trovarono la morte per mano mafiosa.

🖼️ Oltre un centinaio di giovani della generazione 57 provenienti da tutta Italia guidati dalla presidente dell’Agenzia Italiana per la Gioventù - AIG Federica Celestini Campanari hanno stretto in un abbraccio di energie e di impegno la Fondazione Falcone e presentato il loro lavoro alla Presidente Maria Falcone, al Dottor Giuseppe Pierro Capo dipartimento per le politiche giovanili e servizio civile universale e agli altri intervenuti. Occasione anche per una visita speciale alla mostra straordinaria delle Gallerie degli Uffizi delle opere colpite nella strage dei Georgofili del 1993, oggi prorogata fino a fine agosto

𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐯𝐢𝐯𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀.
𝐄' 𝐯𝐢𝐯𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞.

❤️‍🩹 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞.  𝐀𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚.Ogni anno migliaia di persone, con sensibilità, stori...
21/07/2026

❤️‍🩹 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞. 𝐀𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚.

Ogni anno migliaia di persone, con sensibilità, storie, idee politiche e percorsi diversi, scelgono di ritrovarsi in via DAmelio per rendere omaggio a Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.

𝐄' 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞.

Errori possono essere commessi da chiunque. Possono nascere incomprensioni, difetti di comunicazione, valutazioni sbagliate. Fa parte della vita democratica. Ma 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐦𝐚𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐜𝐢𝐩𝐫𝐨𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞. Lo diciamo oggi con la stessa convinzione con cui lo abbiamo sostenuto nel 2023, quando Maria Falcone fu assurdamente accusata di essere responsabile di decisioni che non aveva né il ruolo né la possibilità materiale di assumere, mentre si trovava sul palco del 23 maggio sotto l’albero Falcone. In quelle ore il Paese assistette a immagini di scontri tra una parte dei manifestanti e le forze dell’ordine, con un corteo alternativo fermato e momenti di forte tensione culminati anche in cariche della polizia. Maria Falcone e tutti coloro i quali erano sul palco non potevano rendersi conto di quanto stesse accadendo, perché lontani dagli scontri, eppure, nonostante ciò, fu oggetto di accuse assurde e profondamente dolorose.

Così come ieri fu sbagliato attribuire responsabilità a chi non ne aveva, allo stesso modo oggi non è il tempo delle contrapposizioni o delle reciproche accuse, ma quello della riflessione e della responsabilità, 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢. 𝐍𝐨𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐚 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐚 𝐮𝐧’𝐚𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚. 𝐀𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐚𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢.

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Francesca Morvillo non hanno sacrificato la loro vita per una parte d’Italia. Hanno dato la vita per l’Italia intera. Per uno Stato più giusto, più libero, più forte della violenza mafiosa. Insieme a loro hanno pagato con la vita Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.

Per questo 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐨, 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐬𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐡𝐚 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐟𝐢𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐨𝐧𝐨𝐫𝐚𝐫𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐩𝐮𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐨 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢. Continueremo a stigmatizzare ogni forma di estremismo e di contrapposizione, da qualunque parte essa provenga. Continueremo a difendere una memoria che unisce e non divide, che costruisce e non alimenta conflitti. Perché il modo migliore per onorare Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Francesca Morvillo non è chiedersi chi abbia ragione o da quale parte si stia. È ricordare che il loro sacrificio appartiene a tutti gli italiani e che nessuno può rivendicarne un’esclusiva.

🇮🇹 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐚𝐝 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞, 𝐧𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐜𝐢𝐩𝐫𝐨𝐜𝐨, 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨. 𝐄' 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐅𝐚𝐥𝐜𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨. 𝐄𝐝 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐢𝐫𝐞.

𝟏𝟗 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟏𝟗𝟗𝟐 – 𝟏𝟗 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔𝟑𝟒 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐝𝐢 𝐕𝐢𝐚 𝐃’𝐀𝐦𝐞𝐥𝐢𝐨.𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞, 𝐩𝐮𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧...
19/07/2026

𝟏𝟗 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟏𝟗𝟗𝟐 – 𝟏𝟗 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
𝟑𝟒 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞 𝐝𝐢 𝐕𝐢𝐚 𝐃’𝐀𝐦𝐞𝐥𝐢𝐨.

𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞, 𝐩𝐮𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨, 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞.
𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐟𝐮 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐨𝐫𝐨. Dopo la strage di Capaci, iniziarono quei 57 terribili giorni che appartengono ormai alla storia d’Italia: cinquantasette giorni di dolore, di lucidità, di instancabile ricerca della verità. Giorni nei quali Paolo Borsellino dedicò ogni energia a dare un nome e un volto ai responsabili dell’assassinio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Di Cillo Antonio Montinaro.

Borsellino era assolutamente consapevole di essere il prossimo bersaglio.
Sapeva che l’esplosivo destinato a lui e agli uomini della sua scorta era già arrivato a Palermo. Eppure non arretrò di un solo passo,non cercò scampo.

𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐨̀ 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐢. 𝐒𝐜𝐞𝐥𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐨 𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨, dalla parte della Nazione, con il coraggio di chi considera il proprio dovere più importante della propria vita.

Il 19 luglio 1992, in Via D’Amelio, 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐚 𝐥𝐮𝐢 𝐟𝐮𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬𝐬𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐀𝐠𝐨𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐥𝐚𝐧𝐨, 𝐄𝐦𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐚 𝐋𝐨𝐢, 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐋𝐢 𝐌𝐮𝐥𝐢, 𝐖𝐚𝐥𝐭𝐞𝐫 𝐄𝐝𝐝𝐢𝐞 𝐂𝐨𝐬𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐂𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐓𝐫𝐚𝐢𝐧𝐚, donne e uomini che condivisero fino all’ultimo la stessa scelta di servizio e di fedeltà alle istituzioni.

Oggi, a trentaquattro anni da quel giorno, il Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” rinnova il proprio impegno: custodire la memoria perché diventi cultura della responsabilità, conoscenza e coscienza civile. 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐞 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐅𝐚𝐥𝐜𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨, 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐭𝐢, 𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐯𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭𝐚̀, 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐮𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐠𝐞𝐫𝐥𝐨.

Per questo continueremo, ogni giorno, a raccontare la loro storia e quella di tutte le donne e gli uomini che hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro la mafia.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚 𝐦𝐚𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐭𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚. 𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨.

Indirizzo

Via Lincoln 71
Palermo
90133

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
Martedì 10:00 - 13:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
Giovedì 10:00 - 13:00
Venerdì 10:00 - 13:00

Telefono

+390916812993

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