06/06/2026
𝐏𝐫𝐞𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢, 𝐛𝐫𝐢𝐭𝐚𝐧𝐧𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐨𝐫𝐠𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐬𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨
La Fondazione Falcone esprime la propria 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐠𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐨𝐟𝐟𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞𝐨𝐭𝐢𝐩𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐢 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐛𝐫𝐢𝐭𝐚𝐧𝐧𝐢𝐜𝐢 𝐓𝐡𝐞 𝐒𝐮𝐧 𝐞 𝐓𝐡𝐞 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐩𝐡 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨 in occasione delle notizie relative alle nozze di Dua Lipa e Callum Turner.
Definire la Sicilia attraverso il solo richiamo alla mafia significa perpetuare una narrazione vecchia, ingiusta e profondamente irrispettosa nei confronti di milioni di cittadini onesti che ogni giorno lavorano, studiano, producono cultura, impresa, innovazione e legalità.
𝐋𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚.
È una terra che ha pagato uno dei tributi più alti nella lotta contro la criminalità organizzata. Palermo e l’intera Sicilia portano ancora le ferite del sacrificio di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, degli agenti delle scorte e di tutte le vittime innocenti della mafia. Un prezzo altissimo pagato per affermare i valori della legalità, della giustizia e della democrazia.
Per questo ringraziamo ed esprimiamo piena solidarietà al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per avere reagito con fermezza e dignità a nome di tutti i siciliani. La sua protesta rappresenta il sentimento di un intero popolo che non accetta più di essere raccontato attraverso luoghi comuni offensivi e storicamente superati.
Appare inoltre singolare che proprio The Sun e The Telegraph continuino ad alimentare stereotipi sulla Sicilia, mentre nel Regno Unito da anni si discute pubblicamente dell’ingresso di enormi capitali di provenienza opaca nel mercato immobiliare londinese e dell’influenza esercitata da reti criminali transnazionali e oligarchiche sull’economia britannica. Interi quartieri di Londra sono da tempo al centro di dibattiti internazionali sul riciclaggio di denaro sull’utilizzo del mercato immobiliare per occultare patrimoni di dubbia provenienza e sulla capacità dell’organizzazioni criminali di infiltrarsi nei circuiti finanziari globali.
Nessun Paese europeo può oggi ritenersi immune da fenomeni di criminalità organizzata, riciclaggio e corruzione. Proprio per questo risulta ancora più grave continuare a descrivere la Sicilia attraverso immagini e cliché che ignorano decenni di sacrifici, lotte e conquiste nella difesa della legalità. Ci uniamo pertanto all’appello del Presidente Schifani e chiediamo con forza a The Sun e The Telegraph di porgere pubbliche scuse alla Sicilia e ai siciliani. Del resto, gli stessi britannici dovrebbero ricordare l’esempio offerto dalla Regina Elisabetta II. Pochi giorni dopo la strage di Capaci, nel maggio del 1992, la Sovrana volle modificare il programma della sua visita ufficiale per rendere omaggio alle vittime dell’attentato mafioso, recandosi sul luogo della strage e deponendo un omaggio floreale. Un gesto di straordinaria sensibilità istituzionale e umana che manifestò rispetto verso la Sicilia, verso i siciliani e verso il sacrificio di chi aveva dato la vita nella lotta alla mafia.
Oggi, ricordare quell’immagine significa custodire un segno di umanità e di vicinanza. 𝐔𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞, 𝐜𝐡𝐢𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐨 𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨̀ 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐥𝐞: 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢. Un esempio che oggi alcune testate britanniche farebbero bene a ricordare.
La libertà di stampa è un valore fondamentale.
Ma 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨, 𝐧𝐞́ 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚.
𝐒𝐮 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐝 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 di un solo passo