Fondazione Wanted Palermo

Fondazione Wanted Palermo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Fondazione Wanted Palermo, Organizzazione non governativa (ONG), c/o Oratorio S. Stefano protomartire/piazza del monte di pietà, 5, Palermo.

Lo scopo primario del programma “WANTED … presi per il verso giusto ” promosso da Extroart, è quello di far conoscere e riconoscere le opere d’arte trafugate per riportarle nella loro legittima collocazione che è quella della fruizione pubblica. CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE A FAVORE DEL PATRIMONIO CULTURALE

La Fondazione_Wanted_Palermo opera a favore della tutela del Patrimonio Culturale, realiz

za interventi in Italia e nel mondo finalizzati a dare ad ogni reperto archeologico (sia marino che terrestre) ed a tutte quelle opere d’arte trafugate nel nostro territorio, la possibilità di essere riconosciute, ritrovate e ricollocate nella loro sua giusta sede d’origine.

16/05/2026

IN MEMORIA DI Ludovico Gippetto

La notte scorsa ha consegnato alla memoria Ludovico Gippetto, e con lui se ne va un frammento dell’anima culturale di Palermo.

Per chi lo ha conosciuto e stimato rimane scolpito il valore di un uomo il cui cammino per decenni ha rischiarato i territori d’ombra in cui la bellezza della nostra terra veniva ferita, sottratta, dimenticata.

Scompare un sognatore pragmatico, un uomo capace di trasformare la cultura in un’arma di legalità e di riscatto.

C’era una ferita, su tutte, che Ludovico portava dentro come un dolore incontenibile e personale: il furto della Natività del Caravaggio. Quella tela violata e mai ritrovata a Palermo non era per lui un semplice caso di cronaca d'arte, ma una mutilazione viscerale inflitta alla nostra terra. In quel vuoto lasciato dal Merisi, Ludovico vedeva il destino di una Sicilia depredata, e per tutta la vita ha lottato contro quell'assenza, trasformando la sua lotta in un esercizio quotidiano di resistenza culturale.

Fin dal lontano 1992, con la sua Fondazione Wanted, aveva intuito che il recupero delle opere d'arte trafugate non fosse unicamente un compito delle Forze dell'Ordine, ma un dovere morale e collettivo. Attraverso una comunicazione incisiva, ha saputo restituire dignità ai capolavori sottratti al bene comune, ricucendo i fili di una memoria storica altrimenti spezzata.

Ma la grandezza di Ludovico non si misurava soltanto nei tributi pubblici. Si esprimeva nella sua generosità profonda, quella capacità rara di farsi ponte e di aprire porte a chi, per estrazione o percorso, si sentiva estraneo a determinati mondi.

Chi scrive ha avuto, seppur per un breve periodo, il privilegio raro di abitare questo spazio di immensa fiducia.
Ludovico possedeva il dono della maieutica e, con l’eleganza aristocratica dello spirito che lo contraddistingueva, mi ha accolto in un universo intellettuale che sentivo lontano, permettendomi di far dialogare le mie parole con le sue visioni.

Scrivere sotto la sua egida significava partecipare a una crociata laica in difesa del bello.

Forse adesso, oltre il confine della commozione, Ludovico ha finalmente ritrovato i colori perduti del suo Caravaggio.
A noi lascia l'eco del suo Wanted, quella ricerca incessante di ciò che è andato perduto, che continuerà a vivere in ogni riga che scriveremo, in ogni bellezza che decideremo di difendere.

A me, in filigrana tra queste righe attraversate dalla tristezza, resta il debito inestinguibile della gratitudine.

Grazie Ludovico❤️

Grazie per avermi concesso il diritto di cittadinanza nei tuoi spazi digitali. Anche se sono passati anni da quei giorni, l'emozione di aver abbracciato la tua causa è rimasta intatta, vivida e incancellabile.
Te ne vai restituendoci la piena consapevolezza che, come scriveva un tempo Luzi, l'arte è il viaggio che compie il visibile verso l'invisibile.

Che la terra ti sia lieve.

Alla moglie Grazia Picarella e alla loro bambina giunga il cordoglio più profondo, unito alla certezza che il ricordo di un uomo così nobile non conoscerà mai oblio.
Salvina Cimino

Solo degli ingenui — o di chi ha bisogno di crederci — può prendere sul serio il racconto della commissione presieduta d...
03/04/2026

Solo degli ingenui — o di chi ha bisogno di crederci — può prendere sul serio il racconto della commissione presieduta da Rosy Bindi.
A Palermo, quella vera, non quella da verbale istituzionale, il boss non è un notaio distratto: è un sistema nervoso. Vede tutto, sa tutto, autorizza tutto. Anche ciò che sembra sfuggire… in realtà è già passato sotto il suo sguardo.
Un furto non autorizzato nel suo mandamento? Già questo, da solo, suona come una favola raccontata male. Ma il capolavoro arriva dopo: rintracci i ladri, li definisci “scassa pagliai” — quindi inutili, fuori controllo, pericolosi per l’equilibrio — e invece di ristabilire l’ordine con una punizione esemplare, ti metti a fare l’acquirente e sborsi cinque milioni per la tela?
Non è solo poco credibile. È un rovesciamento totale delle regole non scritte su cui si regge quel sistema: controllo, reputazione, deterrenza.
Ma certo, raccontiamocela così. Fa meno paura. Fa sembrare tutto più casuale, più umano, quasi goffo.
Peccato che a Palermo, quando qualcosa “sfugge”, di solito è perché qualcuno ha deciso che doveva sfuggire. 😏

Chi non ha rubato la Natività? La mafia…

La mafia non rubò il Caravaggio per tenerlo: lo usò come una partita di cocaina.

E dopo 55 anni, il quadro non è ancora tornato.

Palermo, notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969. Qualcuno entra nell'Oratorio di San Lorenzo, nel quartiere Kalsa. Non forza niente di importante. Taglia la tela dal telaio, la arrotola come se fosse un tappeto, e sparisce nel buio.

L'opera è la Natività con i santi Lorenzo e Francesco di Caravaggio. 268 per 197 centimetri. L'unico Caravaggio di Palermo. Scoperta mancante il pomeriggio del 18 ottobre dalle custodi, Emilia e Maria Gelfo.

In 5 giorni, Cosa Nostra la riacquista dai ladri — dei ragazzi, nessun professionista — per 4-5 milioni di lire. A ordinare l'operazione è Gaetano Badalamenti, boss di Cinisi. Non perché ami Caravaggio. Perché ne capisce il valore economico.

E qui arriva la parte che cambia tutto.

Il dipinto non finisce in una villa privata. Non viene nascosto in una cassaforte blindata. Viene usato come valuta nel traffico internazionale di droga. Lo confermano le rivelazioni dei pentiti alla Commissione Antimafia, nella relazione firmata da Rosi Bindi: la Natività servì a saldare debiti con contatti svizzeri, probabilmente ceduta pezzo per pezzo a un mercante d'arte in Svizzera.

Un Caravaggio smembrato. Come una spedizione di merce.

Le indagini coinvolsero Carabinieri, FBI e persino i servizi segreti vaticani. Nessuno trovò nulla. Nel 2009, il pentito Gaspare Spatuzza dichiarò — riportando le parole di Filippo Graviano, che nel 1969 aveva 8 anni — che la tela fu nascosta in una stalla, rovinata da topi e maiali, poi bruciata. Una versione non verificata. Contraddetta da altre piste.

Il quadro vale oggi oltre 20 milioni di euro. Forse è distrutto. Forse è in una collezione privata inaccessibile. Forse è diviso in frammenti sparsi in mezz'Europa.

Non lo sa nessuno. O meglio: qualcuno lo sa, e non parla.

Un capolavoro del XVII secolo è stato trattato come una partita di droga. E il caso è ancora aperto.

In breve:
Notte del 17 ottobre 1969: la Natività di Caravaggio viene tagliata dal telaio e rubata dall'Oratorio di San Lorenzo a Palermo.
Gaetano Badalamenti la riacquista per 4-5 milioni di lire e la usa come valuta nel traffico di droga con contatti svizzeri.
Dopo 55 anni, nessuna traccia. Distrutta, smembrata o nascosta: il mistero è ancora aperto.

Indirizzo

C/o Oratorio S. Stefano Protomartire/piazza Del Monte Di Pietà, 5
Palermo
90134

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