16/05/2026
IN MEMORIA DI Ludovico Gippetto
La notte scorsa ha consegnato alla memoria Ludovico Gippetto, e con lui se ne va un frammento dell’anima culturale di Palermo.
Per chi lo ha conosciuto e stimato rimane scolpito il valore di un uomo il cui cammino per decenni ha rischiarato i territori d’ombra in cui la bellezza della nostra terra veniva ferita, sottratta, dimenticata.
Scompare un sognatore pragmatico, un uomo capace di trasformare la cultura in un’arma di legalità e di riscatto.
C’era una ferita, su tutte, che Ludovico portava dentro come un dolore incontenibile e personale: il furto della Natività del Caravaggio. Quella tela violata e mai ritrovata a Palermo non era per lui un semplice caso di cronaca d'arte, ma una mutilazione viscerale inflitta alla nostra terra. In quel vuoto lasciato dal Merisi, Ludovico vedeva il destino di una Sicilia depredata, e per tutta la vita ha lottato contro quell'assenza, trasformando la sua lotta in un esercizio quotidiano di resistenza culturale.
Fin dal lontano 1992, con la sua Fondazione Wanted, aveva intuito che il recupero delle opere d'arte trafugate non fosse unicamente un compito delle Forze dell'Ordine, ma un dovere morale e collettivo. Attraverso una comunicazione incisiva, ha saputo restituire dignità ai capolavori sottratti al bene comune, ricucendo i fili di una memoria storica altrimenti spezzata.
Ma la grandezza di Ludovico non si misurava soltanto nei tributi pubblici. Si esprimeva nella sua generosità profonda, quella capacità rara di farsi ponte e di aprire porte a chi, per estrazione o percorso, si sentiva estraneo a determinati mondi.
Chi scrive ha avuto, seppur per un breve periodo, il privilegio raro di abitare questo spazio di immensa fiducia.
Ludovico possedeva il dono della maieutica e, con l’eleganza aristocratica dello spirito che lo contraddistingueva, mi ha accolto in un universo intellettuale che sentivo lontano, permettendomi di far dialogare le mie parole con le sue visioni.
Scrivere sotto la sua egida significava partecipare a una crociata laica in difesa del bello.
Forse adesso, oltre il confine della commozione, Ludovico ha finalmente ritrovato i colori perduti del suo Caravaggio.
A noi lascia l'eco del suo Wanted, quella ricerca incessante di ciò che è andato perduto, che continuerà a vivere in ogni riga che scriveremo, in ogni bellezza che decideremo di difendere.
A me, in filigrana tra queste righe attraversate dalla tristezza, resta il debito inestinguibile della gratitudine.
Grazie Ludovico❤️
Grazie per avermi concesso il diritto di cittadinanza nei tuoi spazi digitali. Anche se sono passati anni da quei giorni, l'emozione di aver abbracciato la tua causa è rimasta intatta, vivida e incancellabile.
Te ne vai restituendoci la piena consapevolezza che, come scriveva un tempo Luzi, l'arte è il viaggio che compie il visibile verso l'invisibile.
Che la terra ti sia lieve.
Alla moglie Grazia Picarella e alla loro bambina giunga il cordoglio più profondo, unito alla certezza che il ricordo di un uomo così nobile non conoscerà mai oblio.
Salvina Cimino