L’Associazione Malam Mourna nasce nel 1972. Malam Mourna (il signore della gioia) è il nome che i lebbrosi di Zinder hanno dato al missionario siciliano, Leonardo Navarra. Questi, nel 1972, riceve la chiamata come missionario in Africa, dove la malaria e la povertà distruggono ogni cosa che mostri un barlume di vita. Nel fratello Leonardo, uomo dal volto sempre gioioso, nonostante le innumerevoli
difficoltà che doveva giornalmente affrontare, c’è stata sempre la certezza dell’amore infinito che Dio ha per la creatura umana. Uno dei più importanti collaboratori in Italia del fratello Leonardo Navarra, è stato il fratello Martino Listì, a tutt’oggi presidente dell’Associazione Missionaria Malam Mourna Onlus. Egli è la figura di riferimento delle chiese evangeliche italiane e di tutti gli altri enti donatori per Zinder. Il suo incontro con il fratello Leonardo fu casuale in casa di comuni fratelli evangelici, casuale perché lo evitava volutamente, sapendo che chiedeva ai giovani di andare in Africa con lui. Fu colpito dal suo parlare che metteva in risalto, alla luce della Parola di Dio, l’importanza del praticare l’amore cristiano e l’importanza della fede accompagnata dalle opere. Citò dei versi dell’epistola di san Giacomo: «Se un fratello o una sorella non hanno la possibilità finanziaria di comprarsi degli indumenti e sono mancanti del cibo quotidiano, ed uno di voi dice loro: andate in pace, scaldatevi e satollatevi, ma non date le cose necessarie al corpo, che giova?» Metteva in risalto il fatto che oggi avviene così in mezzo a molti che si nominano cristiani, ma non hanno amore e ca**tà per i poveri, per gli ammalati, per i vecchi, per gli orfani. A parole nessuno è più cristiano di loro, ma in pratica non danno nessun aiuto a coloro che hanno bisogno. Essi pensano di avere conosciuto Cristo, perché credono nell’esistenza di Dio, in un Dio solo. Da quella sera sentì qualcosa dentro il suo cuore e, quando il fratello Leonardo gli chiese se volesse collaborare con lui dall’Italia per i poveri di Zinder, dalla sua bocca uscì un timido si, non sapendo neppure cosa avrebbe potuto fare. Iniziò con un gruppo di giovani della chiesa a raccogliere cartoni per strada e venderli. La prima cifra che realizzarono fu di 30.000 lire, che spedirono subito al fratello Leonardo. Iddio toccò il cuore di tanti e a poco a poco iniziò la scalata a quella montagna piena di difficoltà. La gioia del volto del fratello Leonardo Navarra incoraggiò e contagiò molti, che iniziarono ad amare il Cristo nell’aiutare il lebbroso, il piccolo affamato.
È il 38º viaggio che il fratello Martino Listì compie in Africa accompagnato da alcuni collaboratori. Dio fino a oggi, fornisce la salute per affrontare ed adempiere il lavoro che man mano si sviluppa. Alla morte del fratello Leonardo Navarra, il 18 giugno 1991, avvenuta a causa di una malattia contratta in Africa , era convinto che quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio, perché senza il fratello Leonardo non sentiva dentro di lui la capacità di continuare il lavoro, (L’opera è di DIO, i servi vanno e vengono). Questo era il pensiero del fratello Martino, ma non quello di Dio. Egli, il più delle volte, per mostrare la Sua gloria e potenza usa, per ragione di contrasto, le persone con i propri limiti, le proprie debolezze, le proprie incapacità, facendole diventare strumenti validi ed efficaci nella Sua mano. Il fratello Leonardo ha lasciato una lettera, più di una lettera, un testamento da parte dello Spirito Santo dove ha chiesto al fratello Martino di non dimenticarsi mai dei suoi lebbrosi, dei ragazzi del Centro da lui fondato e, soprattutto, dei due più piccoli Alì e Lawan, allora di 7 e 8 anni. Per disegno divino, è riuscito a portarli in Italia e, dopo mille peripezie, averli in adozione.