26/05/2026
BCsicilia - Università Popolare
Nell’ambito del Progetto “Il treno dell’Arte”
ROMA, VISITA GUIDATA A 6 GRANDI MOSTRE:
Tesori dei Faraoni - Bernini e i Barberini - Caravaggio e i maestri della luce - Vasari e Roma - Arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino - Mario Schifano
4 – 8 Giugno 2026
Giovedì 4 Giugno
Ore 20,25 Partenza dalla stazione ferroviaria di Palermo.
Ore 20,55 Partenza dalla stazione ferroviaria di Termini Imerese.
Cena libera.
Pernottamento in Cuccette 4 posti.
Venerdì 5 Giugno
Ore 9,00 Arrivo a Roma Termini.
Ore 10,00 Ci si dirige verso le Scuderie del Quirinale per visitare la grande mostra “Tesori dei Faraoni”, un grande progetto culturale che ha portato nella Capitale una selezione di 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, molti dei quali esposti per la prima volta fuori dal loro paese. Tesori dei Faraoni è un viaggio nella civiltà egizia attraverso le sue forme più alte e insieme più intime: potere, fede, vita quotidiana. Il percorso apre con lo splendore dell’oro, materia divina e simbolo dell’eternità. Il sarcofago dorato della regina Ahhotep II, la Collana delle Mosche d’oro, antica onorificenza militare per il valore in battaglia, e il collare di Psusennes I introducono al mondo delle élite egizie, dove l’ornamento diventa linguaggio politico e riflesso di una teologia del potere. Intorno al corredo funerario di Psusennes I, scoperto a Tanis nel 1940, si concentrano oggetti di straordinaria raffinatezza: amuleti, coppe e gioielli che, dopo tremila anni, conservano intatta la loro luce. Dalla magnificenza regale si entra nell’universo del rito e del passaggio, dove la morte è intesa come trasformazione. Il monumentale sarcofago di Tuya, madre della regina Tiye, domina una sezione dedicata alle pratiche funerarie e alla fede di rinascita. Attorno, le statuette shabti, i vasi canopi e un papiro del Libro dei Morti raccontano la precisione quasi scientifica con cui gli Egizi preparavano il viaggio nell’aldilà: un insieme di formule, immagini e strumenti per attraversare il mondo invisibile e rinascere alla luce di Ra. Una delle sezioni più attese è dedicata alla “Città d’Oro” di Amenofi III, scoperta nel 2021 da Zahi Hawass. Gli utensili, i sigilli e gli amuleti provenienti da questo straordinario sito restituiscono la voce degli artigiani e dei lavoratori che costruivano la grandezza dei faraoni. La mostra culmina nel mistero della regalità divina. Le statue e i rilievi che chiudono il percorso sono tra le espressioni più alte dell’arte faraonica: l’Hatshepsut inginocchiata in atto d’offerta, la diade di Thutmosi III con Amon, la Triade di Micerino, fino alla splendida maschera d’oro di Amenemope, dove il volto del re, levigato e perfetto, diventa icona di un corpo che appartiene ormai al divino. In chiusura, la Mensa Isiaca – eccezionalmente concessa dal Museo Egizio di Torino – riannoda il filo simbolico che da Alessandria conduce a Roma, testimoniando l’antico legame spirituale e culturale tra i due mondi. Come ricorda Zahi Hawass, “il più grande monumento mai costruito dall’Egitto non fu una piramide o un tempio, ma l’idea stessa di eternità.” È questa idea, più forte della pietra e dell’oro, a risuonare in ogni sala della mostra.
Ore 13,00 Pranzo libero.
Ore 14,30 Al Museo Storico della Fanteria in Piazza Santa Croce in Gerusalemme si visita la mostra “Caravaggio e i maestri della luce” accompagna il pubblico alla scoperta del caravaggismo e della profonda influenza esercitata da Michelangelo Merisi (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610) su una vasta generazione di artisti, italiani e stranieri. Il percorso espositivo mette al centro il ruolo rivoluzionario della luce, intesa come strumento narrativo ed emotivo capace di trasformare il realismo in una nuova visione pittorica. Le prime sezioni presentano le opere dei seguaci più vicini al maestro, come Bartolomeo Manfredi e Antiveduto Gramatica, che ne raccolsero l’eredità sperimentando soluzioni di grande tensione drammatica. Si prosegue poi con artisti quali Orazio Gentileschi e Massimo Stanzione, che reinterpretarono il naturalismo caravaggesco in chiave più intima e poetica, dando vita a scene di forte lirismo e delicatezza espressiva. Il percorso si amplia quindi alla dimensione internazionale, con pittori stranieri come Stomer, De Ribera e Van der Helst, testimoni della diffusione del linguaggio caravaggesco oltre i confini italiani, e si arricchisce del confronto con la scuola bolognese, dove il chiaroscuro dialoga con ideali di equilibrio e armonia. Culmine dell’esposizione è L’Incredulità di San Tommaso di Caravaggio, capolavoro che chiude la mostra e ne rappresenta il fulcro emotivo, sintetizzando luce, realismo e spiritualità. L’esposizione offre così un quadro ampio e coinvolgente della rivoluzione caravaggesca e della vitalità dei suoi interpreti.
Ore 17,30 Arrivo in albergo.
Ore 20,00 Cena libera.
Sabato 6 Giugno
Ore 8,00 Colazione in albergo
Ore 9,30 Ci si sposta a Palazzo Venezia per la visita alla mostra “La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino”. Quando realizza La Maddalena, alla fine del Quattrocento, Piero di Cosimo (1462-1522), si sta affermando come uno dei più raffinati e insieme tra i più misteriosi artisti fiorentini della sua generazione. Formatosi nella bottega di Cosimo Rosselli, il pittore elabora un linguaggio molto personale, innestando sul solido impianto del maestro e di Domenico Ghirlandaio suggestioni originali, talora fantasiose, dalla pittura fiamminga e da Leonardo da Vinci. Nella tavola Piero di Cosimo decide di rappresentare la Maddalena, tra le più fedeli seguaci di Gesù, come una giovane donna del proprio tempo, una fiorentina del Quattrocento, circondata da oggetti che appartengono alla sua vita quotidiana: le vesti, il filo di perle, il vaso degli unguenti, la lettera e il libro. È proprio in questi oggetti che l’opera si apre e rivela un mondo. Da qui prende forma l’idea della mostra: utilizzare il dipinto come chiave per entrare nella vita delle donne nella Firenze del Rinascimento e nella realtà che le circonda. Un progetto interdisciplinare che coinvolge circa trenta studiosi di diversa formazione e provenienza, in un dialogo serrato tra storia dell’arte, storia e storia della cultura materiale. Nelle sue undici sezioni il percorso segue tre linee concatenate e interdipendenti. La prima è dedicata alla stessa Maddalena di Piero di Cosimo: l’opera è indagata sotto il profilo iconografico e stilistico, inserita nel percorso dell’artista e letta nelle sue coordinate culturali. La seconda linea segue passo dopo passo le donne fiorentine del tempo: dalla nascita e dall’educazione alla vita religiosa, dal matrimonio e dalla maternità alla gestione della casa, dalla devozione alle occupazioni fuori e dentro l’ambiente domestico fino alla cura del corpo. La terza linea pone al centro la straordinaria qualità estetica e tecnica delle cosiddette arti decorative nell’Italia del Rinascimento, dove un tessuto, una brocca, un gioiello erano parte integrante dello stesso universo culturale e produttivo di un dipinto o di una scultura. Un ricco apparato didattico digitale accompagna il visitatore: ventidue video-installazioni create per l’occasione e una sala multimediale che fa toccare con mano in che modo venivano realizzati gli oggetti esposti, le ceramiche, i vetri, i tessuti, i gioielli e, ovviamente, le tavole dipinte, rendendo visibile il lavoro, la tecnica, il sapere.
Ore 13,00 Pranzo libero.
Ore 15,00 Pontificia Università della Santa Croce in Piazza di Sant’Apollinare, 49 (accanto Piazza Navona) presentazione del libro “Urbanistica e Architettura in cerca dell’umano. Bellezza, decoro e armonia” a cura di Cesare Capitti e Alfonso Lo Cascio.
Pomeriggio libero.
Ore 20,00 Cena libera.
Domenica 7 Giugno
Ore 8,00 Colazione in albergo
Ore 9,30 Ai Musei Capitolini si visiterà la mostra “Vasari e Roma” curata da Alessandra Baroni. A conclusione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari (1511-1574), Roma rende omaggio a uno dei grandi protagonisti del Rinascimento con un progetto espositivo dedicato al profondo e duraturo legame tra l’artista aretino e la città eterna. La mostra ricostruisce il percorso culturale e artistico compiuto da Giorgio Vasari nei suoi diversi soggiorni romani con l’intento di restituire al pubblico dei Musei Capitolini la ricchezza e la complessità della sua figura poliedrica di pittore, architetto, scenografo e biografo, ma anche di straordinario interprete e testimone delle vite di papi, signori, letterati e artisti del XVI secolo, grazie anche ai numerosi capolavori in prestito da importanti istituzioni italiane e internazionali tra cui Palazzo Barberini, il Vive – Palazzo Venezia, la Galleria degli Uffizi, l’Archivio di Stato di Firenze, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Galleria degli Uffizi, la Biblioteca Apostolica Vaticana, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Nazionale di Siena e il Móra Ferenc Múzeum di Szeged (Ungheria). Il progetto mette in luce il ruolo determinante che Roma ebbe nella formazione del giovane Vasari, nel confronto con l’arte antica e con i grandi modelli della modernità – da Raffaello al Michelangelo “romano” – e nel rapido e straordinario sviluppo della sua carriera al servizio di prestigiosi prelati e pontefici.
Ore 13,00 Pranzo libero.
Ore 14,00 Si raggiunge quindi Palazzo Barberini nelle cui sale è ospitata la grande mostra “Bernini e i Barberini”: un’indagine sul rapporto speciale tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII. La mostra offre un’occasione inedita per ripensare la nascita del Barocco attraverso la lente privilegiata del dialogo personale e intellettuale tra Bernini e papa Urbano VIII, figure chiave nell’affermazione del linguaggio artistico del loro tempo. In un dibattito ancora aperto sulle origini del Barocco – tra chi lo colloca intorno al 1600, con Carracci e Caravaggio, e chi lo vede affermarsi pienamente negli anni Trenta del Seicento con Bernini, Pietro da Cortona e Borromini – la mostra mette a fuoco proprio la centralità del rapporto tra l’artista e il cardinale Barberini, poi divenuto papa, come chiave interpretativa di quella svolta epocale. Il percorso della mostra, che si articola in sei sezioni, ognuna dedicata a un aspetto cruciale del rapporto tra Bernini e i Barberini, segue la carriera di Bernini dagli esordi alla piena maturità, documentando il passaggio dal tardo manierismo paterno a un linguaggio personale di travolgente potenza espressiva. Opere fondamentali come il “San Sebastiano” del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e il “Putto con drago” del Getty Museum testimoniano il momento in cui la scultura barocca nasce davvero, mentre prestiti eccezionali quali “Le Quattro Stagioni” dalla collezione Aldobrandini permetteranno di approfondire il confronto tra il padre Pietro Bernini, anch’esso scultore e artista, e il figlio Gian Lorenzo. La mostra riporterà inoltre per la prima volta a Palazzo Barberini la galleria dei ritratti degli antenati Barberini, capolavori in marmo scolpiti da Bernini, da Giuliano Finelli e da Francesco Mochi, oggi dispersi in collezioni pubbliche e private. Un’altra parte del percorso esplora il Bernini pittore, incoraggiato da Maffeo Barberini a cimentarsi anche in questo ambito, dove – accanto a tele presentate per la prima volta in pubblico – l’unico importante dipinto ‘pubblico’ di Bernini sarà esposto a confronto con il suo pendant di Andrea Sacchi (entrambe le opere sono un prestito eccezionale della National Gallery di Londra). Disegni, incisioni e modelli permetteranno poi di approfondire il ruolo dell’artista nei grandi cantieri di San Pietro, dal “Baldacchino” alla rimodellazione della crociera fino al monumento funebre di Urbano VIII, cuore simbolico del pontificato e della stagione berniniana. A Palazzo delle Esposizioni si visiterà la mostra dedicata a “Mario Schifano” (Holms, Libia 1934-Roma 1998). “Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura”, così il critico e poeta Cesare Vivaldi descriveva nel 1963 il giovane Schifano. È a questa stima, essenziale, incontrovertibile e largamente condivisa, che, prima di ogni altro proposito, la mostra ambisce a dare risonanza con una raccolta di oltre cento opere, tra le più acclamate e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere. Il percorso espositivo si snoderà nella rotonda e nelle sette grandi sale a piano nobile di Palazzo Esposizioni, dove, dopo la consueta introduzione biografica corredata da fotografie d’autore e documenti, le opere si articoleranno in ordine cronologico a partire dai lavori degli esordi sino a quelli degli anni Novanta. La mostra restituirà la sua biografia artistica attraverso le sue principali invenzioni visive: dalle opere interessate alla sperimentazione con i materiali fino ai monocromi, dalle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dai temi della storia dell’arte ai paesaggi TV e all’immagine in movimento, dai lavori frutto della commistione di fotografia e pittura ai quadri più recenti di esplicito impegno sociale. È nota la predilezione di Mario Schifano a realizzare nello stesso lasso di tempo lavori affini, pertanto, saranno accostate in mostra opere appartenenti alla medesima serie e le incisive novità di cui è costellato il suo lavoro saranno documentate al loro primo apparire. Lungo il percorso espositivo si assisterà a una esuberante e continua rigenerazione della pittura attraverso l’impiego di tecniche, materiali e processi assai diversi tra loro, tra i quali una parte di rilievo avrà il cinema. Al cinema di Schifano, per permettere ai visitatori e alle visitatrici della mostra un ingresso gratuito e reiterato, sarà dedicato un programma di proiezioni nella Sala Cinema di Palazzo Esposizioni durante tutta la durata della mostra.
Ore 20,16 Partenza da Roma
Pernottamento in Cuccette 4 posti.
Lunedì 8 Giugno
Ore 8,38 Arrivo alla stazione ferroviaria di Termini Imerese.
Ore 9,08 Arrivo alla stazione ferroviaria di Palermo.
Per informazioni ed iscrizioni: Email [email protected] - Tel. 346.8241076.