Centro Pio La Torre

Centro Pio La Torre Organizzazione no-profit

20/08/2026

Solidarietà a Don Ugo Di Marzo
Il Centro Studi Pio La Torre invita a mantenere alta la guardia ed esprime piena solidarietà a Don Ugo Di Marzo, parroco della Chiesa Maria Santissima delle Grazie nel quartiere Roccella di Palermo, vittima di un atto vandalico ai danni dell'automobile utilizzata dalla sua famiglia.
L'episodio dimostra ancora una volta la fragilità e le pressioni a cui sono esposti i presidi di legalità e aggregazione nei quartieri periferici della città.
Il Centro Studi invita le istituzioni e le forze dell'ordine a non sottovalutare l'accaduto che si inserisce pienamente nel contesto che la città di Palermo sta vivendo ormai da mesi. Preservare la serenità e la sicurezza di chi opera quotidianamente sul fronte dell'inclusione è fondamentale per evitare che il controllo sociale e l'arroganza criminale prendano il sopravvento.

Emilio Miceli - Presidente Centro Studi Pio La Torre
Parrocchia Maria SS. delle Grazie in Roccella - Palermo

29/07/2026

La mafia si rialza, il governo pensi a tutelare il 41 bis
DI Emilio Miceli
In questi mesi abbiamo visto in azione kalashnikov
ed intimidazioni di vario genere; ci siamo
interrogati sulla riorganizzazione di Cosa Nostra e
sulle gang giovanili; tanti operatori commerciali
hanno conosciuto la paura di diventare bersaglio; la
città si è a lungo interrogata sulla qualità di questo
attacco mentre scopriamo che le uniche parole
spese dal ministro della Giustizia sono contro il
procuratore di Palermo, cioè contro chi ha scoperto
questa trama e forse l'ha interrotta e chiede,
giustamente, conto e ragione della assoluta
permeabilità delle carceri italiane alle relazioni con
l'esterno.
Sono questi i casi in cui è giusto interrogarsi sulla
efficacia delle politiche di sicurezza di questo Paese.
Insomma, mai la produzione di leggi e
provvedimenti è stata come ora inversamente
proporzionale alla loro reale efficacia. Muso duro in
Tv ed immobilismo nella pratica quotidiana. Mi
domando se questa cultura di governo avrebbe mai
avuto il coraggio di istituire il "carcere duro" per i
mafiosi. Dico questo perché Palermo è dentro una
fase delicata, in bilico tra la normalità ed il ritorno
alla tragedia dell'attacco mafioso. Tanti di noi
ricordano "l'hotel Ucciardone" e quanti omicidi sono
stati commissionati dall'interno di quel carcere. Non
è forse il caso di riflettere sul ritorno di una antica
prassi che è costata cara a Palermo ed al Paese?
Nordio dovrebbe rassicurarci, impegnarsi con
alcune azioni concrete, disporre ispezioni e
ricercare soluzioni per l'affollamento carcerario.
Invece tenta di scansare il tema del
sovraffollamento e dell'allentamento della vigilanza.
Difende il corpo della polizia penitenziaria come se
il problema non fosse assai più vasto e complesso.
Bassa cucina.
Palermo è in apprensione perché ha memoria,
ricorda le strade insanguinate, i morti per terra e le
stragi. Nessun Paese europeo ha conosciuto tanto
sangue e tanti morti. Pretendiamo il diritto ad
essere ascoltati, a esplicitare le nostre ansie e le
nostre paure. Inutile presentarsi il 19 luglio ad
onorare Paolo Borsellino e la sua scorta e poi non
assumersi la responsabilità del governo delle
istituzioni carcerarie e della sicurezza dei cittadini.
Un carcerato, attraverso il suo (illegale) smartphone,
impartiva ordini all'esterno. Si trovino le falle
anziché autoassolversi. Ci aspettavamo una
riflessione più preoccupata, l'impegno ad una
azione puntuale e rigorosa a verificare eventuali
falle oppure l'adozione di accorgimenti in grado di
scongiurarne per il futuro. Questo ci si aspetta da un
ministro.
Una cosa è certa: Palermo è riconoscente nei
confronti del procuratore Maurizio de Lucia e non
ha apprezzato la reazione sopra le righe del
ministro Nordio. Ci sono tre temi, intangibili, che
fanno parte della strategia antimafia di Giovanni
Falcone e Paolo Borsellino e vanno rispettati
puntigliosamente se si vuole onorare la loro
memoria e quella dei tanti caduti: il reato di
associazione mafiosa, le confische di prevenzione
ed il cosiddetto "carcere duro", il 41 bis.
Vigili, il ministro, affinché le basi della normativa
antimafia vengano rispettate. Rimuova gli ostacoli,
si occupi della lotta alle cosche. Non è De Lucia il
problema, è il progressivo ve**re meno della
attenzione dello Stato sulla più grande tragedia del
Paese: la mafia.

su Repubblica del 28 luglio 2026

28/07/2026
29/04/2026

Indirizzo

Via Umberto Boccioni 206
Palermo
90146

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Telefono

+39091348766

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