05/06/2026
Marcello Dell’Utri archiviato, di nuovo, per le stragi. La gip del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti dell’ex senatore, indagato nell’inchiesta sui mandanti esterni delle bombe di mafia del 1993. La firma del decreto risale allo scorso 15 gennaio, ma i familiari delle vittime ne sono venuti a conoscenza solo ieri: ennesimo schiaffo in faccia in questi 33 anni di incessante ricerca della verità e della giustizia.
Mentre Silvio Berlusconi, anche lui indagato come mandante esterno, era stato archiviato dopo la morte, per Dell’Utri, secondo la gip di Firenze, non esistono elementi sufficienti a sostenere un processo. Non solo. “Mancano elementi concreti - scrive Martucci - su contatti e rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e, quindi, Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi». Tanti saluti alle sentenze, su tutte quella che ha condannato Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, che certificano il ruolo di «uomo cerniera» dell’ex senatore tra i boss e l’allora imprenditore milanese.
La prima inchiesta che li coinvolgeva risale al 1996 (e archiviata tre anni dopo). Berlusconi e Dell’Utri venivano indicati con i nomi di fantasia «Autore 1» e «Autore 2». L’ipotesi degli inquirenti era che la campagna stragista fosse finalizzata a favorire l’affermazione politica di Forza Italia e l’ascesa di Berlusconi. Dell’Utri, in particolare, era indagato per aver istigato e sollecitato il boss mafioso Giuseppe Graviano a organizzare la campagna stragista.
Avrebbe svolto, secondo l’accusa, un ruolo di «indicatore dei luoghi» in cui effettuare gli attentati, con l’obiettivo di creare un clima di terrore utile al nuovo progetto politico.
La notizia dell’archiviazione è stata immediatamente commentata dalla famiglia Berlusconi e da tutto il centrodestra, a cominciare da Giorgia Meloni.
Resta intanto l’amarezza dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili che, nel giorno del 33° anniversario della carneficina, avevano chiesto il rinvio a giudizio di Marcello Dell’Utri, Mario Mori e Paolo Bellini. Per loro, il tempo della verità non è ancora giunto.