Our Voice

Our Voice Our Voice è una organizzazione internazionale artistica e politico-sociale. In Italia è una APS.

Our Voice è un'organizzazione artistica e politico-sociale, laica e apartitica, che mira, nei territori in cui è presente, (Italia, Argentina, Uruguay e Paraguay), a sostenere una lotta intersezionale, capace di scardinare il sistema di dominio che opprime il pianeta. Per raggiungere questo obiettivo, a seconda delle realtà di ogni territorio, realizziamo:
- Attività artistiche e culturali
- Attiv

ismo e giornalismo
- Accompagnamento socio-sanitario
- Attività educative e di animazione sociale

Tutto questo, dando importanza al lavoro in rete con altre realtà come collettivi, associazioni e movimenti sociali, che perseguono i nostri obiettivi. Fondata in Italia nel 2013 da Sonia Bongiovanni (attrice e attivista), l’organizzazione si è costituita, a partire dal 2020, anche come una Organizzazione di Volontariato. Successivamente, nel 2024 è diventata un’Associazione di Promozione Sociale. Numeri telefonici/ Números telfónicos
Italia: +39 3318566581
Argentina: +54 9 341 681-5292
Uruguay: +598 92 700 125

Sito web: www.ourvoice.it

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCB0JACp_pe9MyETwcADXfUA

Instagram: https://www.instagram.com/ourvoiceit

Marcello Dell’Utri archiviato, di nuovo, per le stragi. La gip del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha disposto ...
05/06/2026

Marcello Dell’Utri archiviato, di nuovo, per le stragi. La gip del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti dell’ex senatore, indagato nell’inchiesta sui mandanti esterni delle bombe di mafia del 1993. La firma del decreto risale allo scorso 15 gennaio, ma i familiari delle vittime ne sono venuti a conoscenza solo ieri: ennesimo schiaffo in faccia in questi 33 anni di incessante ricerca della verità e della giustizia.
Mentre Silvio Berlusconi, anche lui indagato come mandante esterno, era stato archiviato dopo la morte, per Dell’Utri, secondo la gip di Firenze, non esistono elementi sufficienti a sostenere un processo. Non solo. “Mancano elementi concreti - scrive Martucci - su contatti e rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e, quindi, Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi». Tanti saluti alle sentenze, su tutte quella che ha condannato Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, che certificano il ruolo di «uomo cerniera» dell’ex senatore tra i boss e l’allora imprenditore milanese.
La prima inchiesta che li coinvolgeva risale al 1996 (e archiviata tre anni dopo). Berlusconi e Dell’Utri venivano indicati con i nomi di fantasia «Autore 1» e «Autore 2». L’ipotesi degli inquirenti era che la campagna stragista fosse finalizzata a favorire l’affermazione politica di Forza Italia e l’ascesa di Berlusconi. Dell’Utri, in particolare, era indagato per aver istigato e sollecitato il boss mafioso Giuseppe Graviano a organizzare la campagna stragista.
Avrebbe svolto, secondo l’accusa, un ruolo di «indicatore dei luoghi» in cui effettuare gli attentati, con l’obiettivo di creare un clima di terrore utile al nuovo progetto politico.
La notizia dell’archiviazione è stata immediatamente commentata dalla famiglia Berlusconi e da tutto il centrodestra, a cominciare da Giorgia Meloni.
Resta intanto l’amarezza dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili che, nel giorno del 33° anniversario della carneficina, avevano chiesto il rinvio a giudizio di Marcello Dell’Utri, Mario Mori e Paolo Bellini. Per loro, il tempo della verità non è ancora giunto.

30/05/2026

Ripubblichiamo un pezzo dell’intervento dell’avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino e del nostro attivista , pronunciato nel giorno del 33° anniversario della strage politico-mafiosa di via dei Georgofili, durante il convegno organizzato a Firenze dall’Associazione dei familiari delle vittime della strage, insieme a e al .

In merito alla querela mossa contro Jamil dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, Repici ha detto: “Magari avrò la possibilità di esaminare come querelante l’onorevole , e confido che riuscirò a farle confessare il depistaggio che sta facendo oggi la Commissione Antimafia”. “Lo dovrà confessare, perché dovrà spiegare che cosa sono state le riunioni preliminari ai lavori della Commissione fatti da lei col generale Mori, con gli esponenti del Partito Radicale e con l’avvocato Trizzino”, ha aggiunto.

Ancora una volta ringraziamo dal profondo l’avv. Repici, ma anche Salvatore Borsellino () e tuttə coloro che in questi giorni ci hanno espresso solidarietà e hanno difeso il nostro attivista querelato per le parole pronunciate nel luogo della strage di via d’amelio il 19 luglio 2025.

Ribadiamo nuovamente un concetto semplice: continuiamo, a testa alta!

28/05/2026

Ripubblichiamo un pezzo dell’intervento di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo e fondatore del Movimento Agende Rosse, pronunciato ieri nel giorno del 33° anniversario della strage politico-mafiosa di via dei Georgofili.

Durante il convegno “Strage e attentati: il mosaico incompiuto della verità giudiziaria”, organizzato a Firenze dall’Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili insieme a e dal , Salvatore Borsellino ha difeso la nostra organizzazione e il nostro attivista Jamil El Sadi, recentemente querelato dalla presidente dell Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo.

Ancora una volta ringraziamo dal profondo Salvatore per queste parole e per non farci sentire solə, come tantə in questi giorni tramite messaggi, articoli, comunicati e dichiarazioni rilasciate alla stampa.

Continuano, a testa alta!

L’intervento integrale di Salvatore Borsellino lo trovate sul sito di

27/05/2026

“L’inferno in Terra”

Il 23 maggio l’arte era presente in piazza nel corteo della società civile di Palermo. Abbiamo intrapreso un percorso di creazione collettiva che ha unito la ricerca artistica allo studio approfondito dei temi, traducendosi in un’opera provocatoria e di forte impatto.

L’installazione rappresenta un’allegoria dell’Inferno dantesco e nasce come atto di denuncia civile.

Attraverso la metafora dei gironi danteschi, intendiamo denunciare le criticità relative all’operato della Commissione Parlamentare Antimafia in merito alla ricerca della verità sulle stragi del 1992-1993 e la incompatibilità dell’organo costituzionale a perseguire in maniera imparziale l’obiettivo, causata dalla perdita di credibilità della propria presidentessa.

Crediamo fermamente che l’arte può essere un potente linguaggio visivo capace di dare voce al dissenso, scuotere le coscienze e lanciare messaggi d’impatto che le sole parole non sempre riescono a trasmettere. L’arte è resistenza.

26/05/2026

Strage Capaci, Morosini: “Ancora verità parziali”

Nel giorno del 23 maggio, a 34 anni dalla strage di Capaci, il presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, ha preso parte al corteo “Finché avremo voce: contro silenzi e depistaggi di Stato”, ribadendo la necessità di continuare a cercare la verità sulle stragi mafiose e sui tanti punti ancora oscuri di quella stagione.

Secondo Morosini, infatti, su Capaci e sulle stragi dei primi anni Novanta restano ancora “dei pezzi mancanti, delle verità parziali”. Per questo, ha spiegato, “non bisogna smettere di cercarla la verità”. Una ricerca che riguarda magistratura e organismi investigativi, ma che non può esaurirsi nei tribunali. “Ci sono degli organismi istituzionali che hanno dei compiti ben precisi a livello investigativo, a livello processuale, di approfondimento. Ma poi c’è la società civile che, consapevole del fatto che non è emerso tutto, deve rappresentare questa esigenza di verità, questa sete di verità”.

Il presidente del Tribunale ha indicato nella partecipazione popolare uno degli elementi più importanti della giornata palermitana. “Io credo che questo corteo oggi, questa manifestazione, sia un bel modo per portare nel dibattito pubblico il tema della ricerca della verità”, ha affermato.

Chiara Colosimo ha querelato il nostro attivista Jamil El Sadi per l’intervento pronunciato il 19 luglio 2025 a Palermo,...
26/05/2026

Chiara Colosimo ha querelato il nostro attivista Jamil El Sadi per l’intervento pronunciato il 19 luglio 2025 a Palermo, durante la commemorazione della strage di Via d’Amelio organizzata dal Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino.

Nel nostro intervento abbiamo contestato le scelte investigative portate avanti all’interno della Commissione presieduta da sul tema delle stragi.

Abbiamo deciso di rendere pubblica questa notizia perché non abbiamo alcuna intenzione di arretrare.

Rivendichiamo il diritto di critica politica verso chi ricopre ruoli istituzionali e continuiamo a pensare che il confronto democratico non possa essere sostituito dalle querele.

L’intervento di fu pronunciato in uno spazio dedicato ad Our Voice, in una piazza che da anni rappresenta un presidio libero e indipendente di memoria, verità e lotta antimafia. E, per sua natura, di critica - anche aspra - nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni laddove conducono il proprio lavoro in modo oltremodo discutibile. Una manifestazione che, tra le altre cose, rifiuta le passerelle istituzionali ed è vicina a quella parte di società civile che continua a chiedere piena verità sulle del ’92 e del ’93, sulle quali ancora non si conoscono i nomi dei mandanti esterni a Cosa nostra.

Confidiamo pienamente nella magistratura. Saranno i magistrati a valutare serenamente i fatti e il contenuto di parole pronunciate pubblicamente nell’ambito del legittimo diritto di critica politica.

Abbiamo già nominato il nostro legale e ci difenderemo nelle sedi opportune non appena entreremo ufficialmente in possesso degli atti.

Una cosa è certa: continueremo a denunciare ogni tentativo di riscrittura della storia delle stragi, ogni attacco all’autonomia della magistratura, ogni operazione politica che allontana la ricerca della verità dai mandanti esterni delle stragi politico-mafiose.

A lorsignori diciamo: non cancellerete il diritto di una generazione di pretendere verità e giustizia su quei fatti.

25/05/2026

Stragi ‘92-‘93, Scarpinato: “Verità deve resistere”

“Questa commissione passerà alla storia per essere la commissione che ha impedito in tutti i modi qualsiasi indagine sui depistaggi, sui mandanti e sui complici esterni delle stragi”. Dal corteo del 23 maggio a Palermo, “Finché avremo voce: contro silenzi e depistaggi di Stato”, l’ex procuratore generale di Palermo e oggi senatore del Movimento 5 Stelle, Roberto Scarpinato, ha lanciato un duro attacco contro la Commissione parlamentare antimafia presieduta da Chiara Colosimo, accusandola di avere ostacolato ogni reale approfondimento sulle verità ancora oscure delle stragi mafiose.

Secondo Scarpinato, la conclusione dei lavori della Commissione sarebbe già scritta. “La relazione della Colosimo è pronta dall’inizio dei lavori, lo sappiamo già”, ha dichiarato davanti ai manifestanti riuniti nel 34esimo anniversario della strage di Capaci.

Per l’ex magistrato, non è più credibile la narrazione secondo cui le stragi sarebbero state esclusivamente opera di Cosa Nostra. “Non la daranno a bere a tutta questa gente che è qui che le stragi sono state solo di mafia”, ha affermato, sostenendo invece l’esistenza di responsabilità esterne e di depistaggi mai chiariti fino in fondo.

Scarpinato ha accusato parte della politica di voler evitare qualsiasi approfondimento sulle connessioni tra le stragi e altri livelli di potere. “Loro non si possono permettere di ti**re i loro scheletri dall’armadio e vogliono raccontare alla gente una storia di appalti della Prima Repubblica che non ha nessuna connessione con le vicende politiche di oggi”, ha detto.

23/05/2026

Il 23 maggio non può diventare la passerella di chi tradisce ogni giorno le battaglie di Giovanni Falcone. Oggi siamo scesi in piazza contro i silenzi, i depistaggi di Stato e l’ipocrisia di chi celebra la legalità mentre smantella strumenti di giustizia e riscrive la storia delle stragi.

Noi scegliamo la memoria viva, quella che pretende verità sui mandanti esterni, sulle complicità e sui depistaggi. Contro l’operato della Commissione parlamentare antimafia di Chiara Colosimo e le passerelle politiche dei rappresentanti del Governo che sporcano il sacrificio di Falcone, Morvillo, Dicillo, Montinaro, Schifani e tutte le vittime delle stragi.

Finché avremo voce, continueremo a pretendere tutta la verità.

23/05/2026

Il saluto del Sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo all’inizio del Corte del 23 maggio.

22/05/2026

La memoria delle stragi non può ridursi a un rituale vuoto o a una celebrazione di facciata. Ricordare Falcone, Borsellino, Morvillo e tutte le vittime di innocenti di mafia significa attualizzare quella ricerca di verità nel presente, denunciando ogni tentativo di riscrivere la storia: a partire proprio delle stragi di Capaci, di Via D’Amelio e del 1993.

Questo è uno dei temi che abbiamo posto durante la conferenza stampa di lancio del corteo del 23 maggio, svoltasi questa mattina sotto l’Albero Falcone. È necessario difendere le verità storiche e giudiziarie emerse grazie al lavoro di magistrati che hanno individuato responsabilità e connessioni che chiamano in causa pezzi dello Stato: dall’agenda rossa di Paolo Borsellino alle “menti raffinatissime” di cui parlava Giovanni Falcone, restano ancora aperti interrogativi fondamentali.

Per questo il corteo del 23 maggio sarà anche un momento di denuncia contro ogni forma di retorica istituzionale che tradisce quotidianamente la memoria delle stragi e dei delitti eccellenti. Nel corso della manifestazione ci sarà una performance artistica contro l’operato della Commissione Parlamentare Antimafia, che parcellizza e atomizza la lettura delle stragi concentrandosi solo su via d’Amelio e di questa solo su una pista: “Mafia-appalti”.

Le stragi sono ancora in mezzo a noi perché le loro conseguenze e le loro verità irrisolte continuano a incidere sul presente del nostro Paese.

Indirizzo

Via Villaermosa, 29
Palermo
90139

Telefono

+393291927010

Sito Web

https://www.ourvoice.it/referendum2026votono

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