Accademia Gnostica Samael Aun Weor Palermo

Accademia Gnostica Samael Aun Weor Palermo Scuola di Meditazione, Gnosticismo e Auto-Conoscenza

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18/06/2026

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Allora Faramir venne a cercarla, e di nuovo passeggiarono insieme sulle mura; ed egli le disse: «Éowyn, perché resti qui, invece di unirti ai festeggiamenti a Cormallen, oltre Cair Andros, ove tuo fratello ti attende?».
Ed ella rispose: «Non lo sai?».
Ma egli disse: «Vi sono due motivi possibili, ma quale dei due sia quello vero, non saprei dire».
Ed ella disse: «Non desidero giocare agli indovinelli. Parla più chiaro!».
«Poiché lo desideri, signora», egli disse: «tu non parti, perché soltanto tuo fratello ti ha mandata a chiamare, e ammirare in tutto il suo trionfo Sire Aragorn, erede di Elendil, ormai non ti procurerebbe alcuna gioia. Oppure perché io non parto, e desideri rimanermi accanto. E forse per ambedue i motivi, e tu stessa non sapresti scegliere. Éowyn, tu non mi ami, o non vuoi amarmi?».
«Desideravo l’amore di un altro», ella rispose; «ma non voglio la pietà di nessuno».
«Lo so», egli disse. «Desideravi l’amore di Sire Aragorn. Perché egli era grande e potente, e tu ambivi la fama, la gloria: volevi essere innalzata sopra le cose meschine che strisciano sulla terra. E come un grande capitano a un giovane soldato, egli sembrava a te ammirevole. Perché lo è, un signore fra gli uomini, e il più grande che esista oggi. Ma quando ti diede soltanto comprensione e pietà, tu non desiderasti più nulla, se non una morte coraggiosa in battaglia. Guardami, Éowyn!».
Éowyn guardò Faramir a lungo e senza abbassare gli occhi; e Faramir disse: «Non deridere la pietà, dono di un cuore gentile, Éowyn! Ma io non ti offro la mia pietà, perché sei una dama nobile e valorosa e hai conquistato da sola fama e gloria che non saranno obliate; e sei una dama tanto bella che nemmeno le parole dell’idioma
elfico potrebbero descriverti. E io ti amo. Un tempo ebbi pietà della tua tristezza. Ma ora, se tu non conoscessi la tristezza, la paura o il dolore, se tu fossi anche la benefica Regina di Gondor, io ti amerei lo stesso. Non mi ami tu, Éowyn?».
Allora il cuore di Éowyn cambiò ad un tratto, e fu ella finalmente a comprenderlo; e improvvisamente il suo inverno scomparve, e il sole brillò in lei.
«Questa è Minas Anor, la Torre del Sole», ella disse; «e, guarda! l’Ombra è scomparsa! Non sarò più una fanciulla d’arme, né rivaleggerò con i grandi Cavalieri, né amerò soltanto i canti che narrano di uccisioni. Sarò una guaritrice, e amerò tutto ciò che cresce e non è arido». E di nuovo guardò Faramir. «Non desidero più essere una regina», disse.

J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli;
ARt: Wiktoria Skalsa

-Stella del Vespro

I 19 PRECETTI DEL GUERRIERO:1. Non contravvenire all'immutabile Via (cioè: accetta i cambiamenti che la vita ti presenta...
08/06/2026

I 19 PRECETTI DEL GUERRIERO:

1. Non contravvenire all'immutabile Via (cioè: accetta i cambiamenti che la vita ti presenta)
2. Evita i piaceri del corpo (cioè: impara a vincere te stesso).
3. Sii assolutamente imparziale (cioè: non ti attaccare a pregiudizi e preconcetti, ma valuta ogni situazione per quello che è).
4. Non avere desideri (cioè: non dipendere da cose o persone all'infuori di te).
5. Non avere interessi (cioè: fa' che le tue azioni siano libere e non dipendano da secondi fini).
6. Non invidiare gli altri (cioè: riconosci che ognuno ha il posto che gli spetta nell'universo).
7. Non rattristarti nelle separazioni (cioè: riconosci che non esiste reale separazione nel Dao).
8. Resta esente da rancori e animosità (cioè: non lasciare che le tue emozioni ti turbino)
9. Non avere desiderio d'amore (cioè: ama disinteressatamente e non per soddisfare una qualche passione fugace).
10. Non avere preferenze (cioè: non lasciare che i tuoi gusti e affetti condizionino il tuo agire)
11. Non ricercare la comodità personale (cioè: impara a vivere in ogni condizione che ti si presenta)
12. Non concederti lussi (cioè: impara la giusta misura in ogni cosa).
13. Non possedere oggetti preziosi (cioè: abituati a vivere con l'essenziale, in modo da non aver mai nulla da perdere o di cui preoccuparti).
14. Non ritenere false credenze o superstizioni (cioè: sperimenta prima per te stesso, anziché credere a quello che dicono gli altri).
15. Non spendere denaro se non per la spada (cioè: mantieniti nella lotta e non perdere tempo con altre sciocchezze).
16. Dedicati solo alla Via, incurante della morte (cioè: vinci la paura di morire, morendo prima nel tuo ego).
17. Anche nella vecchiaia, disinteressati al possesso (cioè: sii impeccabile in ogni momento della tua vita).
18. Rispetta gli dei, ma non pregarli (cioè: affronta te stesso e non sperare in miracoli esterni senza sforzo da parte tua).
19. Non lasciare mai la Via di Heiho (cioè: non abbandonare mai la via del guerriero)

Musashi Miyamoto, Dokko-do (La Via che bisogna percorrere da Soli)

«Sii come il promontorio contro cui si infrangono incessantemente i flutti: resta immobile e intorno a esso si placa il ...
04/06/2026

«Sii come il promontorio contro cui si infrangono incessantemente i flutti: resta immobile e intorno a esso si placa il ribollire delle acque. «Me sventurato, mi è capitato questo». Niente affatto! Semmai: «Me fortunato, perché anche se mi è capitato questo resisto senza provar dolore, senza farmi spezzare dal presente e senza temere il futuro». Infatti una cosa simile sarebbe potuta accadere a tutti, ma non tutti avrebbero saputo resistere senza cedere al dolore. Allora perché vedere in quello una sfortuna anziché in questo una fortuna?»
(Marco Aurelio)

22/05/2026

Da "La gerarchia celeste" dello pseudo-Dionigi l'Areopagita (V–VI secolo), iniziato, teologo e filosofo bizantino.

“In ogni caso, è ovvio che per formare il Vuoto Illuminante, sono necessari i seguenti elementi:1. UN GENERATORE.2. UNA ...
19/05/2026

“In ogni caso, è ovvio che per formare il Vuoto Illuminante, sono necessari i seguenti elementi:

1. UN GENERATORE.
2. UNA P***A DI SUZIONE.
3. UNA DINAMO.

Il primo, il generatore, è presente in ognuno di noi; mi riferisco agli organi sessuali e alla potente energia elettrica sessuale. Il secondo, la p***a di suzione, si trova nei canali Ida e Pingala, nel Prana, nel respiro. Il terzo, la dinamo, è legata al cervello; è la volontà. Inspirate molto lentamente; mentre inspirate, vocalizzate il mantra HAM (H-A-M; la “H” suona come la “J”, JAM). L'inspirazione deve essere lenta e profonda. Ovviamente, dovrete inspirare mentre recitate il mantra HAM. Ma dovete farlo con la mente, perché non è possibile inspirare e recitare il mantra contemporaneamente. In tal caso inalereste con la bocca, e questo non è comodo; dovete inspirare con il naso. E poi espirate con SAH (S-A-H).
Ricordiamo Ham-Sah, il Cigno Kala-Hamsa, il miracoloso Ham-Sah, il Terzo Logos, l'Ibis dal piumaggio splendido, la Colomba Bianca dello Spirito Santo, ecc.
Mentre inspiri, immagina che l'Energia Sessuale salga lungo la colonna vertebrale fino al cervello; o per dirla più chiaramente, attraverso i canali Ida e Pingala che si avvolgono intorno alla colonna vertebrale fino al cervello. Quando espiri SAH, fallo velocemente ma delicatamente. Non forzare la tua Natura con l'inspirazione e l'espirazione. Mantieni la mente calma e silenziosa.
Man mano che la Meditazione si intensifica, la Forza Sessuale diventerà centripeta, cioè fluirà intensamente dall'esterno verso l'interno. Se prima fluiva centrifugamente, con ogni inspirazione più profonda, diventa sempre più centripeta.
Questi termini "centripeta" e "centrifuga" necessitano di chiarimenti. "CENTRIFUGA": Questo è la forza che si muove dall'interno verso l'esterno. "CENTRIPETA": Questa è la forza che si muove dall'esterno verso l'interno.
Abbiamo bisogno che l'Estasi si manifesti. E per questo, è essenziale che l'energia sessuale diventi centripeta; che diventi sempre più centripeta. Ciò si ottiene attraverso un'inspirazione profonda e ritmica accompagnata dal mantra. L'espirazione diventa sempre più profonda.
I grandi Mistici della Meditazione raggiungono il momento in cui rendono tutta la loro Forza centripeta e riescono persino, in quei momenti, a diventare indipendenti dal respiro. Il loro corpo diventa come morto, in uno stato di profonda catalessi, ed essi, in Samadhi, godono della vita libera nel suo movimento, penetrano il Vuoto Illuminante, sperimentano il Reale, ciò che non è del tempo, ciò che è al di là della mente.
Vedete, dunque, come l'Energia Sessuale ci aiuta nella Meditazione. Ma, ripeto (e non mi stancherò di ripeterlo, bisogna dirlo chiaramente), deve essere resa sempre più centripeta. Lasciatela fluire dall'esterno verso l'interno. Pertanto, è necessario creare il vuoto. Le ghiandole sessuali si attiveranno, proiettando la loro energia verso l'interno e verso l'alto. La p***a di suzione si attiverà, attirando quell'energia verso il cervello. La dinamo (la dinamo della volontà) entrerà in gioco con una profonda concentrazione”. (V.M. Samael Aun Weor – Domande e risposte)

Immagine: La coltivazione dell'energia sessuale secondo il Taoismo e la medicina cinese

L'ideogramma cinese per il pronome personale "io" è un carattere antico che in origine mostrava una mano nell'atto di im...
14/05/2026

L'ideogramma cinese per il pronome personale "io" è un carattere antico che in origine mostrava una mano nell'atto di impugnare un'arma, probabilmente un tridente o una lancia. Ciò richiama l'idea di auto-affermazione in un mondo fluido, dove ogni cosa muta ed è soggetta a mutamento. L'io si oppone a questo mutamento, afferrandosi o aggrappandosi agli oggetti della sua percezione e costituendo così la sua falsa identità. Questo, sebbene possa sembrare benefico, e la moderna psicologia lo difende come "necessario bisogno di sopravvivenza morale e sociale", in realtà ci limita fortemente, perché ci impedisce di sperimentare l'Essere, la vita libera nel suo movimento. Ci impedisce di essere tutto nel tutto, di essere albero, di essere pianta, di essere animale...di essere!
La Gnosi ci insegna ad eliminare l'io psicologico per sperimentare l'Essere, il Tao dai diecimila nomi.

Un esercito invasore entrò in una città e seminò il panico.Tutti fuggivano terrorizzati, e anche i monaci di un tempio a...
14/05/2026

Un esercito invasore entrò in una città e seminò il panico.
Tutti fuggivano terrorizzati, e anche i monaci di un tempio abbandonarono il monastero. Tutti, tranne il maestro zen, che rimase seduto immobile in meditazione.
Poco dopo il generale nemico irruppe nel tempio. Vedendo il monaco perfettamente calmo, si irritò per quella mancanza di paura e gli gridò:
«Tu! Non capisci chi hai davanti? Io potrei trafiggerti con la mia spada senza ba***re ciglio!»
Il maestro aprì lentamente gli occhi e rispose con serenità:
«E tu non capisci chi hai davanti. Io potrei essere trafitto dalla tua spada senza ba***re ciglio.»
Il generale rimase colpito dalla presenza e dall’impassibilità del maestro. Dopo un lungo silenzio, abbassò la spada, si inchinò e lasciò il tempio.

(Racconto Zen)

12/05/2026
📣🎙 PROSSIMA ATTIVITÀ RADIO in diretta (MEDITAZIONE GUIDATA):🗓 sabato 9 Maggio ore 15:00⭐️«PRATICA DI IMMAGINAZIONE»⭐️🔗Po...
05/05/2026

📣🎙 PROSSIMA ATTIVITÀ RADIO in diretta (MEDITAZIONE GUIDATA):
🗓 sabato 9 Maggio ore 15:00

⭐️«PRATICA DI IMMAGINAZIONE»⭐️

🔗Potete seguire la meditazione in diretta collegandovi a Radio Koradi:
https://koradi.org/it/radio-koradi/

✔️Dopo la meditazione condivideremo un documento riassuntivo della pratica disponibile sul canale Telegram di Radio Koradi Italia.

A sabato!

Accademia Gnostica Samael Aun Weor Palermo

PERCHE' NON DOBBIAMO TEMERE LA MORTE, SECONDO IL PENSIERO DI GIORDANO BRUNO (STRAORDINARIAMENTE VICINO ALLE CONCEZIONI B...
01/05/2026

PERCHE' NON DOBBIAMO TEMERE LA MORTE, SECONDO IL PENSIERO DI GIORDANO BRUNO (STRAORDINARIAMENTE VICINO ALLE CONCEZIONI BUDDISTE E TAOISTE, RIVOLUZIONARIE PER L'EPOCA).

"Ecco qua la ragione per cui non dobbiamo temere che alcuna cosa si disfi, che nessun particolare o si disperda o svanisca veramente, o si diffonda nel vuoto che lo smembri annichilandolo. Ecco la ragione della mutazione vicissitudinale del tutto; per cui non esiste cosa cattiva da cui non si esca, non esiste cosa buona in cui non si incorra, mentre tutta la sostanza persevera medesima e una, attraverso il campo infinito e la perpetua mutazione. Da questa contemplazione (se vi faremo attenzione) deriverà che nessuno strano incidente ci potrà deprimere col dolore o il timore e nessuna fortuna ci potrà esaltare col piacere o la speranza; per cui otterremo la via vera alla vera moralità, saremo magnanimi, disprezzatori di ciò che pensieri fanciulleschi stimano e risulteremo di certo più grandi di quelli che il volgo cieco adora, perché diventeremo veri contemplatori della storia della natura, che è scritta in noi stessi, e giudiziosi esecutori delle leggi divine, che sono scolpite nel centro del nostro cuore.
Conosceremo che non è diverso volare da qui al cielo che dal cielo a qui, non diverso ascendere da là a qua, che da qua a là, né è diverso discendere dall’uno all’altro punto. Noi non siamo più circonferenziali ad essi, che essi a noi; loro non sono più centro a noi che noi a loro; non diversamente da loro noi calchiamo la stella e siamo contenuti dal cielo.
Eccoci dunque fuori dall’invidia, eccoci liberi dalla vana ansia e stolta preoccupazione di bramare come lontano quel grande bene che possediamo vicino e unito a noi. Eccoci più liberi dal gran timore che loro caschino sopra di noi che dalla speranza che noi caschiamo sopra di loro; perché così un aere infinito sostiene questo globo come quelli; così questo animale corre libero per il suo spazio e ottiene la sua regione, come ciascuno di quegli altri corre per il suo. Quando avremo considerato e compreso questo, oh a quanta maggiore considerazione e comprensione ci disporremo! Onde per mezzo di questa scienza otterremo certo quel bene, che con le altre si cerca vanamente.
Questa è la filosofia che apre i sensi, accontenta lo spirito, magnifica l’intelletto e conduce l’uomo alla vera beatitudine che può avere come uomo e consiste proprio in questa disposizione: perché lo libera dalla sollecitazione dei piaceri e dalla cieca sensazione dei dolori, lo fa godere dell’essere presente, e non più temere che sperare riguardo al futuro; perché la provvidenza, o fato, o sorte, che dispone della vicissitudine del nostro essere particolare, non vuole né permettere che sappiamo più dell’uno che ignoriamo dell’altro, rendendoci, a prima vista e al primo impatto, dubbiosi e perplessi. Ma mentre consideriamo più profondamente l’essere e sostanza di quello in cui siamo immutabili, troveremo che non c’è morte, non solo per noi, ma per nessuna sostanza; mentre nulla sostanzialmente si sminuisce, ma tutto cambia volto, scorrendo nello spazio infinito […] Così si magnifica l’eccellenza di Dio, si manifesta la grandezza del suo impero; non si glorifica in uno ma in innumerevoli soli, non in una terra, un mondo, ma in centomila, intendo in infiniti mondi".

De L'Infinito, Universo e Mondi (resa in italiano moderno)

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