14/04/2026
Ex Asu, Csa-Cisal in Prima commissione Ars: “Proroga per la stabilizzazione”
Palermo, 14 aprile 2026 – “E’ indispensabile che l’Ars approvi una proroga per la stabilizzazione dei 1.100 lavoratori del bacino ex Asu: una richiesta che abbiamo formalizzato alla Prima commissione dell’Ars per evitare di danneggiare i lavoratori”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca, Nicolò Scaglione e Gianluca Cannella del sindacato Csa-Cisal, che questa mattina ha partecipato ai lavori della Prima commissione dell’Ars.
“Poco più della metà di questi lavoratori è impiegata in circa 90 comuni siciliani, il resto in realtà sociali – continuano Badagliacca, Scaglione e Cannella – ma la normativa, ad oggi, prevede che la stabilizzazione avvenga tassativamente entro il prossimo mese di giugno, pena l’esclusione dal bacino. Un rischio che non possiamo correre, per questo è necessario un intervento normativo per spostare il termine al 31 dicembre 2027, garantendo comunque la permanenza nel bacino indipendentemente dall’iter amministrativo. Inoltre chiediamo alle istituzioni siciliane di sollecitare l’approvazione di una norma nazionale che consenta anche ai comuni in dissesto di procedere alla stabilizzazione”.
𝐄𝐱 𝐀𝐬𝐮, 𝐂𝐬𝐚-𝐂𝐢𝐬𝐚𝐥 𝐢𝐧 𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐀𝐫𝐬: “𝐏𝐫𝐨𝐫𝐨𝐠𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞”
Palermo, 14 aprile 2026 – “E’ indispensabile che l’Ars approvi una proroga per la stabilizzazione dei 1.100 lavoratori del bacino ex Asu: una richiesta che abbiamo formalizzato alla Prima commissione dell’Ars per evitare di danneggiare i lavoratori”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca, Nicolò Scaglione e Gianluca Cannella del sindacato Csa-Cisal, che questa mattina ha partecipato ai lavori della Prima commissione dell’Ars.
“Poco più della metà di questi lavoratori è impiegata in circa 90 comuni siciliani, il resto in realtà sociali – continuano Badagliacca, Scaglione e Cannella – ma la normativa, ad oggi, prevede che la stabilizzazione avvenga tassativamente entro il prossimo mese di giugno, pena l’esclusione dal bacino. Un rischio che non possiamo correre, per questo è necessario un intervento normativo per spostare il termine al 31 dicembre 2027, garantendo comunque la permanenza nel bacino indipendentemente dall’iter amministrativo. Inoltre chiediamo alle istituzioni siciliane di sollecitare l’approvazione di una norma nazionale che consenta anche ai comuni in dissesto di procedere alla stabilizzazione”.