13/10/2026
CRISI AGROALIMENTARE E CARO VITA
"I CONTI NON TORNANO": A GRAMMICHELE NEL CALATINO AGRICOLTORI E CITTADINI CONTRO LA SPECULAZIONE
Oltre venti trattori in assemblea per denunciare il crollo dei prezzi all'origine e i rincari al consumo. La CIA Sicilia rilancia la mobilitazione verso il sit-in di due settimane a Roma.
GRAMMICHELE (Catania) – "I conti non tornano: tutto a carico di agricoltori e cittadini". Con questo slogan forte e chiaro, a Grammichele nel Calatino si è tenuta un'affollata assemblea pubblica organizzata dalla sede locale della CIA – Agricoltori Italiani insieme a quelle del Calatino. Una mobilitazione pacifica ed esemplare, aperta dal raduno di oltre venti trattori stazionati nella piazza principale senza causare alcun disagio alla viabilità. Un messaggio chiaro: produttori e consumatori si trovano oggi sulla stessa barca di fronte a una crisi economica senza precedenti.
L'incontro ha visto susseguirsi numerosi interventi di produttori ed esponenti delle istituzioni locali. Ad aprire i lavori è stato il presidente della sede comunale di Grammichele, Francesco Zaccaria, che ha ripercorso punto per punto le criticità che stanno strangolando le aziende agricole del comprensorio calatino. Successivamente, il presidente provinciale Michelangelo Arena ha analizzato le cause profonde e strutturali dell'attuale congiuntura negativa, evidenziando le fragilità del sistema locale e le difficoltà di accesso al mercato.
Particolarmente incisive le conclusioni di Graziano Scardino, presidente regionale di CIA Sicilia, che ha puntato il dito contro le gravi distorsioni della filiera agroalimentare. "I prezzi riconosciuti agli agricoltori sono in caduta libera, mentre dal campo alla tavola si assiste a rincari vertiginosi per i consumatori", ha denunciato Scardino. "Queste enormi differenze dimostrano chiaramente la mancanza di un'equa distribuzione del valore lungo l'intera catena".
A questo scenario si aggiunge l'aumento incontrollato dei costi dei carburanti, dei fertilizzanti e delle materie prime: un mix micidiale che, unito al crollo dei prezzi all'origine e alle tensioni geopolitiche internazionali, sta creando una vera e propria "tempesta perfetta" sulle spalle delle aziende agricole isolane.
L'assemblea di Grammichele rappresenta una tappa fondamentale di un percorso iniziato già a luglio, quando la CIA ha inviato a tutti i Comuni un ordine del giorno da far approvare nei Consigli comunali. Dopo le manifestazioni e gli incontri territoriali, la protesta si sposta ora sul piano nazionale: per il mese di ottobre è infatti programmato un lungo sit-in di due settimane a Roma.
Dalla CIA confermano che le azioni di protesta non si fermeranno con la trasferta nella Capitale, ma continueranno ad oltranza fino a quando non verranno ottenuti interventi concreti per il contenimento dei costi di produzione e l'azzeramento delle speculazioni lungo la filiera.