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14/10/2026
CRISI AGROALIMENTARE E CARO VITA "I CONTI NON TORNANO": A GRAMMICHELE NEL CALATINO AGRICOLTORI E CITTADINI  CONTRO LA SP...
13/10/2026

CRISI AGROALIMENTARE E CARO VITA
"I CONTI NON TORNANO": A GRAMMICHELE NEL CALATINO AGRICOLTORI E CITTADINI CONTRO LA SPECULAZIONE

Oltre venti trattori in assemblea per denunciare il crollo dei prezzi all'origine e i rincari al consumo. La CIA Sicilia rilancia la mobilitazione verso il sit-in di due settimane a Roma.

GRAMMICHELE (Catania) – "I conti non tornano: tutto a carico di agricoltori e cittadini". Con questo slogan forte e chiaro, a Grammichele nel Calatino si è tenuta un'affollata assemblea pubblica organizzata dalla sede locale della CIA – Agricoltori Italiani insieme a quelle del Calatino. Una mobilitazione pacifica ed esemplare, aperta dal raduno di oltre venti trattori stazionati nella piazza principale senza causare alcun disagio alla viabilità. Un messaggio chiaro: produttori e consumatori si trovano oggi sulla stessa barca di fronte a una crisi economica senza precedenti.

L'incontro ha visto susseguirsi numerosi interventi di produttori ed esponenti delle istituzioni locali. Ad aprire i lavori è stato il presidente della sede comunale di Grammichele, Francesco Zaccaria, che ha ripercorso punto per punto le criticità che stanno strangolando le aziende agricole del comprensorio calatino. Successivamente, il presidente provinciale Michelangelo Arena ha analizzato le cause profonde e strutturali dell'attuale congiuntura negativa, evidenziando le fragilità del sistema locale e le difficoltà di accesso al mercato.

Particolarmente incisive le conclusioni di Graziano Scardino, presidente regionale di CIA Sicilia, che ha puntato il dito contro le gravi distorsioni della filiera agroalimentare. "I prezzi riconosciuti agli agricoltori sono in caduta libera, mentre dal campo alla tavola si assiste a rincari vertiginosi per i consumatori", ha denunciato Scardino. "Queste enormi differenze dimostrano chiaramente la mancanza di un'equa distribuzione del valore lungo l'intera catena".

A questo scenario si aggiunge l'aumento incontrollato dei costi dei carburanti, dei fertilizzanti e delle materie prime: un mix micidiale che, unito al crollo dei prezzi all'origine e alle tensioni geopolitiche internazionali, sta creando una vera e propria "tempesta perfetta" sulle spalle delle aziende agricole isolane.

L'assemblea di Grammichele rappresenta una tappa fondamentale di un percorso iniziato già a luglio, quando la CIA ha inviato a tutti i Comuni un ordine del giorno da far approvare nei Consigli comunali. Dopo le manifestazioni e gli incontri territoriali, la protesta si sposta ora sul piano nazionale: per il mese di ottobre è infatti programmato un lungo sit-in di due settimane a Roma.

Dalla CIA confermano che le azioni di protesta non si fermeranno con la trasferta nella Capitale, ma continueranno ad oltranza fino a quando non verranno ottenuti interventi concreti per il contenimento dei costi di produzione e l'azzeramento delle speculazioni lungo la filiera.

13/10/2026

Un segnale forte di unità, preoccupazione ma anche di determinazione è quello lanciato dalla sala dei Servizi Sociali di Via dei Mille a Grammichele. In occasione dell'assemblea comunitaria della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), preceduta da un sfilata in corteo dei trattori in piazza

PAC, L'AGRICOLTURA SICILIANA ALLA SFIDA DI BRUXELLES: SERRATO CONFRONTO CON IL COMMISSARIO HANSENTaormina - Un confronto...
13/10/2026

PAC, L'AGRICOLTURA SICILIANA ALLA SFIDA DI BRUXELLES: SERRATO CONFRONTO CON IL COMMISSARIO HANSEN

Taormina - Un confronto serrato, costruttivo nei toni ma fermo nei contenuti. I vertici delle organizzazioni professionali agricole della Sicilia hanno incontrato il Commissario europeo all'Agricoltura, Christophe Hansen, per porre al centro dell'agenda europea le priorità del comparto primario isolano e nazionale.

Al centro del dibattito, le prospettive della futura Politica Agricola Comune (PAC), oggi a un bivio fondamentale per la sostenibilità economica delle imprese.Nel corso del suo intervento, il presidente di CIA Sicilia, Graziano Scardino, ha espresso con nettezza le posizioni della confederazione, rivendicando con forza la necessità di preservare l'autonomia della PAC e di dotarla di risorse finanziarie adeguate.

La prima emergenza evidenziata riguarda la tenuta economica delle aziende. Secondo la CIA, il nuovo bilancio comunitario non può prescindere dalla necessità di coprire l'inflazione e il costante incremento dei costi di produzione che negli ultimi anni ha gravato sui bilanci dei produttori.

Per garantire un'effettiva equità, Scardino ha sollecitato l'introduzione di un tetto ai pagamenti (capping) uniforme in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, misura ritenuta indispensabile per favorire una redistribuzione equilibrata dei fondi a beneficio anche delle piccole e medie realtà produttive.

La CIA ha ribadito il no a qualsiasi ridimensionamento dei premi accoppiati alle produzioni strategiche e ha alzato le barricate contro l'ipotesi di escludere progressivamente i pensionati dal sostegno di base entro il 2032.

Critiche decise sono giunte anche sul fronte della gestione delle emergenze: la proposta attuale della Commissione Europea per la gestione del rischio è stata giudicata "molto debole" rispetto all'impatto sempre più devastante dei cambiamenti climatici e delle oscillazioni di mercato.

Necessario anche un forte rilancio delle Organizzazioni Comuni di Mercato (OCM) e una riserva strategica di risorse per favorire l'inserimento dei giovani in agricoltura.

"Una PAC forte ed autorevole non è un semplice strumento finanziario per il reddito degli agricoltori, ma il pilastro su cui poggiano la tutela dell'ambiente e la produzione di cibo sano", ha sottolineato Scardino a margine dell'incontro. "Senza la PAC non può esistere alcuna sovranità alimentare, né a livello europeo né a livello nazionale".


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09/10/2026
              (Confederazione Italiana Agricoltori)
07/10/2026







(Confederazione Italiana Agricoltori)


AGRICOLTURA SICILIANA, IN ARRIVO RISTORI SU CARBURANTE E GRANO DUROL’assessore Sammartino incontra le organizzazioni di ...
02/10/2026

AGRICOLTURA SICILIANA, IN ARRIVO RISTORI SU CARBURANTE E GRANO DURO

L’assessore Sammartino incontra le organizzazioni di categoria e annuncia due emendamenti per le variazioni di bilancio. Scardino (Cia Sicilia): «Incentivi fondamentali per evitare una desertificazione economica prima ancora che climatica».

Un'iniezione di liquidità e un segnale concreto di vicinanza alle imprese agricole dell'isola, stritolate da mesi tra la spirale rialzista dei costi di produzione e i prezzi di vendita all'ingrosso ai minimi storici. È quanto emerso nel corso dell'incontro svoltosi tra l'assessore regionale all'Agricoltura, Luca Sammartino, e i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole.

Due emendamenti strategici predisposti dall'assessorato, destinati a confluire nella manovra di variazione di bilancio. I provvedimenti mirano a concedere ristori diretti alle aziende per abbattere l'impatto del caro carburante e a compensare le pesanti perdite registrate lungo la filiera del grano duro.

Positivo il giudizio espresso dai vertici regionali di Cia Agricoltori Italiani. Il presidente della Cia Sicilia, Graziano Scardino, ha accolto con favore gli impegni assunti dall'esecutivo di Palazzo d'Orléans, richiamando tuttavia l'attenzione sull'iter parlamentare che dovrà trasformare le promesse in interventi operativi.

«Diventa fondamentale che l'Assemblea Regionale Siciliana approvi senza ritardi questi emendamenti nell'ambito delle variazioni di bilancio» ha dichiarato Scardino. «Si tratta di una boccata d'ossigeno indispensabile per un comparto che si trova a gestire costi energetici e operativi insostenibili a fronte di remunerazioni spesso non in grado di coprire le mere spese di gestione».

La preoccupazione del settore guarda sia al presente che alla tenuta futura del territorio. La Sicilia rappresenta uno dei principali granai d'Italia, con una superficie seminativa a grano duro che supera ampiamente i 200.000 ettari.

Tuttavia, le difficoltà economiche non risparmiano gli altri settori chiave dell'agricoltura siciliana — dalla frutticoltura all'agrumicoltura, fino alla vitivinicoltura —, anch'essi fortemente dipendenti dall'impiego dei prodotti energetici per le normali operazioni colturali e l'irrigazione.

«Il rischio concreto che stiamo correndo — ha concluso il presidente regionale della Cia — è quello di assistere a una progressiva desertificazione economica dei nostri campi, guidata dall'abbandono delle terre per ragioni finanziarie prima ancora che per fattori climatici. Il senso di responsabilità deve guidare l'intero Parlamento regionale nell'adozione immediata di misure finanziarie d'importanza vitale per la tenuta del nostro tessuto socio-economico».

CIA Sicilia: «Senza aiuti sul carburante a rischio centinaia di ettari incolti»La Cia Sicilia giudica il via libera dell...
30/09/2026

CIA Sicilia: «Senza aiuti sul carburante a rischio centinaia di ettari incolti»

La Cia Sicilia giudica il via libera dell’Ars per il riconoscimento di un contributo contro il caro carburante per l’agricoltura, solo un primo passo ma assolutamente insufficiente ad affrontare in maniera seria l’attuale momento di difficoltà delle imprese agricole.

Sulle nostre aziende si è abbattuta una tempesta perfetta tra aumento dei costi di produzione e basso prezzo di vendita per la maggior parte delle nostre colture e dei nostri prodotti.

La CIA chiede con forza la disponibilità di altre risorse. Il periodo di prelievo del carburante ammesso a contributo è troppo ristretto e ricade nei mesi in cui i rincari non erano così accentuati. Durante i mesi estivi gli aumenti sono diventati più consistenti tanto che oggi si rischia di non seminare e lasciare incolti centinaia di migliaia di ettari di terreni.

Le dichiarazioni della politica circa il maggior gettito fiscale che ha portato alle variazioni di bilancio devono concretizzarsi in maggiori risorse per l’agricoltura e la pesca e devono prevedere necessariamente un allungamento del periodo di intervento.

La Cia continua la sua mobilitazione cominciata a luglio per la tutela del reddito delle nostre imprese. Si rischia la scomparsa di tante filiere produttive che comporteranno problemi anche di ordine sociale per intere comunità.

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