05/06/2026
🔴 ISOLA DELLE FEMMINE E SFERRACAVALLO NON DIMENTICANO: 61 ANNI FA LA TRAGEDIA DELLA PETROLIERA "LUISA" 🚢
Per molti il nome "Luisa" evoca la figura di una giovane donna. Ma per la nostra memoria storica, e in particolare per le comunità di Isola delle Femmine e della borgata di Sferracavallo, questo nome è legato a una delle più dolorose tragedie del mare del secondo dopoguerra.
Oggi, 5 giugno, ricorre il 61° anniversario del terribile rogo della petroliera "Luisa", avvenuto nel 1965 a Bandar Mashur, nel Golfo Persico. L'Associazione BCsicilia Isola delle Femmine ha voluto affidarci un toccante comunicato per strappare all'oblio il sacrificio di quei marinai.
La "Luisa", una maestosa petroliera da 31mila tonnellate di proprietà della società veneziana Cosarma ma iscritta al compartimento di Palermo, aveva appena terminato le operazioni di carico di 25.000 tonnellate di greggio destinate all'Italia. All'improvviso, un'esplosione nella sala caldaie trasformò la nave in un inferno di fuoco. Il comandante, con un ultimo disperato atto di eroismo, riuscì ad allontanare lo scafo dal molo, evitando che le fiamme raggiungessero i depositi del porto e scongiurando una catastrofe di proporzioni immani.
La nave si capovolse e affondò. Il mare circostante, coperto di petrolio, divenne una trappola di fuoco. Dei 41 membri dell'equipaggio, ben 28 p***ero la vita. Tra loro c'erano 17 siciliani e 9 palermitani.
💔 IL TRIBUTO DI SFERRACAVALLO E ISOLA DELLE FEMMINE
Il dolore colpì duramente il nostro territorio. Sferracavallo p***e tre dei suoi figli:
• Vincenzo Giammanco (40 anni, fuochista), che lasciò la moglie Dora e due figli piccoli.
• Ignazio Vassallo (49 anni), uomo scrupoloso e stimato, anch'egli strappato alla moglie e ai figli.
• Salvatore Cricchio, detto "Turiddu" (27 anni, motorista), il più piccolo di nove figli di una famiglia di pescatori, prossimo alle nozze. Il dolore per la sua perdita fu talmente devastante che il padre Vincenzo morì di crepacuore pochi mesi dopo, la notte di Natale, trovato inginocchiato davanti alla foto del figlio.
Isola delle Femmine pianse invece la giovane vita di Francesco Lo Bello.
L'unico a salvarsi tra i marittimi della zona fu il diciannovenne Nicola Favaloro, un mozzo che sopravvisse miracolosamente, pur riportando gravissime ustioni su gran parte del corpo.
Le famiglie appresero la notizia dai drammatici dispacci alla radio. Nelle settimane successive, a Sferracavallo e nei comuni limitrofi si celebrarono funerali senza salme: i pochi resti recuperati non poterono essere identificati e riposano oggi in un'unica sepoltura comune nel cimitero di Venezia.
Nel 2015, in occasione del 50° anniversario, una commossa cerimonia al porto di Sferracavallo ha visto il lancio in mare di una corona di alloro per ricordare questi padri, figli e mariti che non fecero più ritorno a casa.
A 61 anni di distanza, la redazione de Il Giornale Di Capaci si unisce a BCsicilia Isola delle Femmine nel mantenere vivo il ricordo di questi lavoratori del mare. Il loro sacrificio e il dolore delle loro famiglie appartengono alla memoria collettiva della nostra terra.
✍️ Articolo basato sul comunicato di Agata Sandrone (Presidente BCsicilia Isola delle Femmine)
📷 Foto di Antonio Giammanco