20/10/2026
🟥 Edilizia scolastica: Cgil, Flc e Fillea Sicilia, solo l’80% delle scuole ha certificazione completa di agibilità. Mancano palestre, mense e laboratori. Grandi ritardi sugli interventi del Pnrr. Un Report del sindacato
“Scuole sicure e ambienti adeguati sono fondamentali per garantire il diritto allo studio e il superamento della povertà educativa e delle disuguaglianze sociali e territoriali”
Palermo, 20 ott- Lo stato delle scuole in Sicilia denota problemi di manutenzioni, di sicurezza e di qualità dell’istruzione, in pratica della effettiva fruizione del diritto allo studio, quando mancano anche mense, palestre, laboratori, impianti adeguati. A fare un focus sull’argomento sono state oggi la Cgil, la Flc e la Fillea regionali che hanno presentato un dossier a circa due anni dall’ultima rilevazione. Due anni trascorsi pressochè inutilmente, se i problemi restano invariati o in minima parte affrontati, è stato sottolineato durante una conferenza stampa delle tre sigle, “anche in presenza dei finanziamenti del Pnrr, sui quali si scontano imponenti ritardi”. Dal Report del sindacato si evince che solo l’80% delle scuole ha la certificazione completa di agibilità e , ha sottolineato Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia, “non c’è nessuna omologazione per quanto riguarda le centrali termiche”. Su 3.138 edifici scolastici , il 77% (2.431) sono privi del certificato di agibilità, uno dei quattro che riguardano la sicurezza. In tema di accessibilità e servizi , è fisicamente accessibile solo il 35,6% degli edifici, è dotato di percorsi tattili appena lo 0,7% e di segnalazioni visive di emergenza il 13%, con grandi difficoltà dunque per gli studenti con disabilità. La mensa è presente nel 14,43% dei casi ( dato nazionale 36,50), la palestra nel 27,34% delle scuole. “Siamo insomma ben lontani- ha osservato Messsina- dalla scuola della nostra Costituzione che non può prescindere dall’avere un tetto sicuro sulla testa e locali adeguati allo scopo. Il governo pensi a questo tetto piuttosto che al tetto sulla presenza degli stranieri o all’introduzione di nuovi reati per i minori”. Lo studio della Cgil rileva anche che ben 23 istituti risiedono in zone ad alto rischio sismico, “numero che aumenterebbe- ha detto Giovanni Pistorio se si effettuasse la necessaria riclassificazione, per renderla più rispondente alla realtà. La vecchia classificazione- ha osservato- ha subito infatti il condizionamento di speculatori e palazzinari”. Complessivamente comunque, il 92,35% delle scuole si trova in zona 1 e 2 a pericolosità sismica alta o medio alta. “La sicurezza- ha detto il segretario generale della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, deve essere una priorità permanente delle politiche pubbliche, non un tema da affrontare solo dopo un incidente o un crollo o dopo una tragedia sfiorata, come quella di Marsala. Edilizia scolastica e povertà educativa- ha aggiunto- sono strettamente connesse. Quando mancano palestre, laboratori e spazi adeguati si riducono infatti le opportunità formative, sportive e di socializzazione soprattutto per studenti che provengono da nuclei familiari fragili. Le disuguaglianze educative- ha aggiunto-si trasformano in disuguaglianze sociali, che rischiano di aumentare”. Francesco Rizzo, della Rete degli studenti medi ha rilevato le “difficoltà delle aree interne dove sono state soppresse 1.405 sedi scolastiche” e sollevato il tema delle segnalazioni dei rischi ad opera dei dirigenti scolatici. E’ la questione delle responsabilità che sono “della Regione che su 370 istanze per interventi- ha detto Messina- ne ha finanziate solo 150”. O della proprietà, che siano i comuni per la scuola primaria, le ex province per la secondaria di secondo grado o anche i privati. Segnalati dal sindacato i ritardi negli interventi del Pnrr. “E’ grave ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino- che a 2 mesi dalla scadenza del programma solo il 51% dei progetti per le mense sia stato completato o collaudato, solo il 37,5% dei progetti di nidi per l’infanzia, il 75% di quelli per le palestre e il 52% degli interventi di messa in sicurezza. Sono ritardi- ha sottolineato- che incidono pesantemente sul diritto allo studio”. Come incidono i tagli sul personale. Cgil, Flc e Fillea siciliane chiedono per “ gli studenti siciliani pari opportunità rispetto agli studenti del centro-nord”. Quindi investimenti strutturali e continuativi per messa in sicurezza e spazi educativi, il superamento dei ritardi nella spesa delle risorse disponibili “perché il futuro della Sicilia, sostiene il sindacato, passa dalla scuola pubblica e il futuro della scuola pubblica passa anche dalla qualità e dalla sicurezza dei luoghi in cui studia e di lavora”.