15/06/2026
Una giornata tra memoria, arte e percezione: Gibellina
La visita culturale a Gibellina, organizzata nell’ambito del progetto “Vietato non toccare”, ha rappresentato un’esperienza intensa e coinvolgente, capace di unire cultura, inclusione e scoperta sensoriale.
Partiti da Palermo nelle prime ore del mattino, i partecipanti hanno raggiunto una città che, dalle ferite del terremoto del Belice del 1968, è riuscita a rinascere trasformandosi in un grande laboratorio d’arte contemporanea e di memoria collettiva.
La prima tappa è stata il Museo delle Trame Mediterranee, all’interno del Baglio Di Stefano. Qui l’arte, l’artigianato e le culture del Mediterraneo si intrecciano in un percorso ricco di stimoli. Le opere e le installazioni hanno offerto occasioni di esplorazione tattile e multisensoriale, permettendo ai partecipanti di vivere l’arte non solo attraverso la vista, ma anche tramite il contatto, l’ascolto e l’immaginazione. Particolarmente suggestiva è stata la presenza della celebre opera di Mimmo Paladino, La Montagna di Sale, capace di evocare emozioni profonde e molteplici interpretazioni.
Un sentito ringraziamento va al direttore del museo, Vincenzo Fiammetta, per la calorosa accoglienza, la disponibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti del gruppo, contribuendo a rendere l’esperienza ancora più significativa e accessibile.
Il momento più intenso della giornata è stato senza dubbio l’incontro con il Grande Cretto, straordinaria opera di land art realizzata da Alberto Burri. Camminare tra le grandi fenditure che ripercorrono le antiche strade della città distrutta ha suscitato emozioni difficili da descrivere. Il silenzio, il vento, l’eco dei passi e la percezione delle pareti di cemento hanno creato un’esperienza immersiva, nella quale ciascuno ha potuto costruire una propria immagine interiore del luogo. Per le persone cieche e ipovedenti, il Cretto si è rivelato uno spazio particolarmente significativo: un’opera da attraversare, ascoltare e toccare, capace di raccontare una storia attraverso le sensazioni.
Dopo il pranzo e un momento di convivialità, la visita è proseguita tra le opere e le installazioni di Gibellina Nuova, dove arte e architettura dialogano costantemente con il paesaggio e con la memoria del territorio. Ogni tappa ha offerto nuovi spunti di riflessione sul valore della rinascita, della creatività e dell’accessibilità culturale.
Il rientro a Palermo, nel tardo pomeriggio, ha concluso una giornata ricca di contenuti e di emozioni. I partecipanti hanno portato con sé non solo il ricordo di luoghi straordinari, ma anche la consapevolezza che l’arte può essere realmente inclusiva quando viene progettata per essere vissuta attraverso tutti i sensi. Gibellina ha lasciato un segno profondo, dimostrando come la memoria possa trasformarsi in bellezza e come l’esperienza culturale possa diventare occasione di incontro, condivisione e crescita personale.