10/08/2026
🟥 Versalis Priolo: La CGIL chiede trasparenza. Come nel decommissioning, anche oggi il rischio è che il lavoro venga sottratto alle imprese storiche del territorio.
Siracusa, 10 agosto 2026
Le dichiarazioni di soddisfazione espresse dalla Regione Siciliana e da alcune organizzazioni sindacali sullo stato di avanzamento del piano di riconversione di Versalis a Priolo e Ragusa non può sostituire la verifica concreta dei fatti.
La CGIL continua a chiedere trasparenza sugli investimenti, sull'affidamento delle commesse e sulle reali ricadute occupazionali. A oggi, infatti, non sono stati resi noti i criteri con cui vengono assegnati i lavori né quali imprese siano effettivamente coinvolte nella realizzazione dei nuovi impianti. L'esperienza del decommissioning degli impianti di cracking insegna che gli annunci non bastano. Anche allora venne sostenuto che sarebbe stata garantita la massima attenzione al tessuto produttivo locale. In realtà, una parte significativa delle attività è stata affidata ad aziende esterne, escludendo molte imprese dell'indotto storico del polo petrolchimico siracusano.
Oggi il rischio è che quello schema si ripeta.
Si sostiene che le imprese locali non sarebbero in grado di rispondere alle esigenze dei cantieri perché mancherebbero professionalità specializzate. Una motivazione che la CGIL respinge con forza, perché rischia di trasformarsi nell'alibi per giustificare l'affidamento delle lavorazioni ad aziende provenienti da altri territori, penalizzando ancora una volta il sistema produttivo siracusano. L'indotto del petrolchimico ha costruito negli anni competenze riconosciute a livello nazionale ed internazionale nei settori della manutenzione industriale, della carpenteria, delle costruzioni di impianti, del montaggio meccanico e delle saldature specialistiche. Competenze che non sono nate per caso, ma sono il risultato di decenni di grandi realizzazioni industriali che hanno fatto del polo siracusano uno dei principali distretti industriali del Paese. Ne è testimonianza la straordinaria esperienza realizzata nell’area attrezzata di Punta Cugno, che negli anni Ottanta, con la costruzione di piattaforme petrolifere offshore, arrivo a impiegare circa 2.000 lavoratori metalmeccanici, formando generazioni di saldatori, tubisti, carpentieri, montatori meccanici e gruisti che hanno poi operato nei più importanti siti industriali italiani ed esteri. Più recentemente, l'esperienza dell’azienda SITECO, - finita nel 2011 quando il blocco delle autorizzazioni regionali per i parchi eolici in Sicilia azzerò completamente gli ordini - protagonista nella realizzazione di torri e componenti per il settore eolico, ha ulteriormente dimostrato come il territorio sia in grado di esprimere professionalità di altissimo livello anche nelle filiere della transizione energetica. Per questo sorprende sentire affermare che mancherebbero le competenze necessarie. Le professionalità oggi richieste nei cantieri di riconversione sono le stesse che il polo industriale siracusano ha formato e impiegato per decenni. Se oggi alcuni profili risultano meno disponibili, è perché migliaia di lavoratrici e lavoratori altamente qualificati sono stati costretti, negli ultimi anni, a trasferirsi verso altri siti italiani o all'estero a causa della progressiva riduzione degli investimenti e della perdita di attività nel territorio.
Non si può, quindi, prima disperdere un patrimonio di competenze costruito in oltre cinquant'anni di storia industriale e poi sostenere che il problema sia la mancanza di professionalità locali. Non è accettabile utilizzare questa narrazione per favorire imprese provenienti da altri territori senza aver prima investito nella riqualificazione e valorizzazione dei lavoratori, nel ricambio generazionale e nella valorizzazione di imprese che per decenni hanno garantito la continuità produttiva del petrolchimico.
Per questo la CGIL rinnova la richiesta, avanzata più volte, di un tavolo Ministeriale dove Eni Versalis deve rendere pubblici gli affidamenti delle principali commesse, indicando le imprese aggiudicatarie, i criteri adottati nella selezione, la quota di lavori assegnata alle imprese del territorio e le ricadute occupazionali previste, sia per i lavoratori diretti sia per quelli dell'indotto. La transizione industriale non può tradursi in una semplice sostituzione delle produzioni lasciando fuori le imprese e i lavoratori che hanno costruito la storia industriale di questo territorio. La CGIL continuerà a vigilare affinché gli investimenti annunciati producano lavoro stabile, sviluppo e valorizzazione dell’indotto storico, contrastando ogni processo che favorisca la progressiva esternalizzazione delle attività e l'impoverimento del tessuto produttivo siracusano. La vera sfida della riconversione non è soltanto costruire nuovi impianti, ma garantire che il valore economico, il lavoro e il patrimonio di competenze costruito rappresenti ancora il valore di un territorio che per oltre mezzo secolo ha sostenuto lo sviluppo dell'industria petrolchimica in Sicilia e nel Paese.
Versalis sarà credibile solo quando avrà dimostrato, con dati, atti concreti e piena trasparenza, che le opportunità generate dagli investimenti producano una ricaduta positiva sui lavoratori e sul territorio.
Settore Industria Cgil Siracusa