29/07/2026
Gli stati dell’Unione europea devono bloccare la vendita dei titoli israeliani (Israel Bonds) usati per finanziare il genocidio nella Striscia di Gaza.
🔴 Cosa sono gli Israel Bonds?
Gli Israel Bonds sono uno strumento finanziario che Israele usa per raccogliere soldi da parte degli investitori. I proventi di questi titoli vanno nel budget generale dello stato di Israele e, a detta delle stesse autorità, servono a sostenerne la capacità militare. Per venderli all’interno dell’Unione europea, Israele ha però bisogno che uno stato membro ospiti il programma di emissione e vendita, funzione svolta dal 2021 dalla Banca centrale d’Irlanda. Nel 2025, però, in seguito alle proteste in Irlanda contro il genocidio nella Striscia di Gaza, Israele ha chiesto di trasferire il programma in Lussemburgo.
🔴 I titoli nell'Unione europea
Dal settembre 2025 gli Israel Bonds nell’Ue sono quindi stati gestiti dal Lussemburgo e offerti al pubblico in Austria, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi. Il 31 agosto scadrà il prospetto approvato in Lussemburgo e, in questi giorni, dopo la pressione della società civile, le autorità hanno reso noto che non rinnoveranno il loro impegno. L’Irlanda invece rimane, con la sua Banca centrale, lo stato membro “ospitante”. Questo significa che può chiedere a un altro stato membro di accoglierli nuovamente a partire da settembre. A questo punto sta quindi all’Irlanda e agli altri stati membri Ue, se non vogliono diventare complici di genocidio, rifiutare le nuove proposte.
🔴 Il genocidio nella Striscia di Gaza
Dopo il 7 ottobre 2023 il governo israeliano ha infatti aumentato i finanziamenti destinati alle attività militari e, nello stesso anno gli Israel Bonds sono stati presentati come un’opportunità per “sostenere Israele in guerra”. Questo vuol dire che i soldi raccolti nell’Unione europea attraverso la vendita dei titoli possono servire per sostenere i crimini nel Territorio palestinese, incluso il genocidio nella Striscia di Gaza.
Continuare a permettere la vendita di questi titoli può comportare non solo una violazione dell’obbligo internazionale di prevenire il genocidio ma anche il rischio di prestare aiuto o assistenza alla sua commissione.