19/10/2026
Lo scorso martedì 13 Ottobre abbiamo parlato con Giovanni Bellia (Avvocato Attivista del Foro di Palermo) e Claudio Riolo (Coordinatore del Laboratorio per la difesa e l’attuazione della Costituzione) di cosa si nasconde davvero dietro il nuovo DDL contro l'antisemitismo.
Dal 2 ottobre 2026 è all'ordine del giorno della Camera dei deputati la proposta di legge A.C. 2830, recante disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo. Analizzando però il testo emergono forti dubbi: siamo di fronte all'ennesima legge bavaglio?
Il testo vorrebbe che lo Stato italiano adottasse la definizione ufficiale dell'IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), secondo cui: “L'antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti”.
Ma per esprimere un dissenso consapevole, è fondamentale fare due distinzioni storiche e culturali cruciali:
1) Chi sono i semiti? Il termine non indica solo gli ebrei. Deriva da Sem (figlio di Noè) e unisce storicamente sia i popoli arabi che gli ebrei, oltre a diverse popolazioni del C***o d'Africa.
2) Cos’è il sionismo? È un movimento politico e ideologico nato a fine '800 in Europa per la creazione di uno Stato ebraico nella terra di Palestina. Confondere i due piani è un errore concettuale.
Trincerarsi dietro definizioni fumose rischia di soffocare il legittimo dissenso politico. Come si può restare in silenzio di fronte alla violazione dell'Articolo 21 della nostra Costituzione, che garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero?
Questo DDL somiglia molto a un tentativo di voltarsi dall'altra parte, ignorando ciò che lo Stato israeliano sta facendo a Gaza, in Cisgiordania e nei territori occupati. Sembra quasi un "contentino" politico per allinearsi con chi gestisce le fila economiche del mondo geopolitico.