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L'Anolf Sicilia è un Organizzazione di Volontariato che si propone fra gli scopi e le finalità il pieno inserimento degli immigrati nel tessuto sociale regionale a tutela dei loro diritti e di quelli delle loro famiglie.Presente in tutte e 9 le province

08/10/2026
06/10/2026

Paolo Domenico Pozzo
Presidente ANOLF PIEMONTE ETS – ODV
Piemonte - Progettazione, cooperazione e formazione nel solco delle comunità.

Anolf è da tempo impegnata nel sostegno all’integrazione sociale e lavorativa dei cittadini di origine straniera sul territorio piemontese. Attraverso una rete strutturata di Anolf territoriali a livello provinciale offre ascolto, assistenza legale ed orientamento al mercato del lavoro, alla formazione ed ai servizi sociali alle lavoratrici, ai lavoratori ed alle loro famiglie, di concerto con le tutele ed i servizi offerti in concezione con la CISL.
Anolf Piemonte ETS, oltre a svolgere una funzione di coordinamento delle Anolf territoriali, promuove un'opera di sensibilizzazione, formazione e informazione sui diritti sociali, lavorativi e abitativi. Un impegno che si traduce in percorsi formativi rivolti a operatori e volontari, in campagne informative e in momenti pubblici di confronto, nella convinzione che la conoscenza dei diritti, delle procedure e dei servizi sia il primo strumento di autonomia e che il contrasto alle disuguaglianze e allo sfruttamento passi anche dalla costruzione di una cultura condivisa dell'inclusione.
Anolf Piemonte ETS sviluppa inoltre da diversi anni progetti di cooperazione internazionale con l’avallo dell’Anolf Nazionale ETS volti a promuovere percorsi di mobilità formativa e lavorativa dai paesi di origine verso l'Italia, in collaborazione con le sedi estere di Anolf.
È il caso dei progetti MENTOR e MENTOR 2, - Mediterraneannetwork for training orientation to regular migration – che, con l’obiettivo di migliorare e rendere più sostenibile il modello di mobilità e migrazione circolare tra Italia, Marocco e Tunisia per motivi di studio o lavoro, hanno offerto tirocini formativi in aziende italiane a giovani qualificati selezionati in Marocco e Tunisia che al termine del percorso hanno beneficiato di un accompagnamento all’inserimento lavorativo e/o alla creazione di attività imprenditoriali, anche attraverso un sostegno economico, nei paesi di origine.
Con la consapevolezza della crescente necessità di manodopera qualificata da parte del Mercato del Lavoro italiano e nell’intento di promuovere percorsi migratori protetti, in grado di garantire diritti e reale integrazione, Anolf Piemonte ha recentemente concluso il progetto SkillNet- Rafforzamento della migrazione circolare legale e qualificata attraverso la cooperazione tra Italia e Pakistan”
A partire dall’analisi dei fabbisogni delle imprese italiane e delle opportunità offerte dalla legislazione italiana per l’ingresso in Italia per motivi di lavoro, il progetto ha favorito il dialogo tecnico sugli standard ed i processi formativi tra il sistema di formazione professionale piemontese e le controparti pakistane, avvalendosi del supporto e la partecipazione della Regione Piemonte, del Ministero del Lavoro, delle imprese e delle agenzie formative del territorio. L’obiettivo è l’allineamento della capacità dei sistemi formativi locali di preparare lavoratori e lavoratrici alla mobilità internazionale, anche attraverso specifici percorsi pre-partenza, per garantirne un inserimento sociale e lavorativo che assicuri diritti e protezione sociale.
Infine, Anolf Piemonte è attualmente impegnata nel progetto MedLab, con l’obiettivo di rafforzare i legami e promuovere iniziative di cooperazione internazionale tra il Piemonte il Marocco e la Tunisia.
È infatti profondo il legame tra sviluppo locale dei paesi di origine e qualità dei percorsi migratori. Dove mancano opportunità di formazione e di lavoro, la migrazione irregolare rischia di restare l'unica via percorribile, alimentando vulnerabilità e sfruttamento; dove invece si investono risorse nei sistemi formativi, nei canali legali di ingresso e negli accordi di mobilità, la partenza può diventare una scelta libera e consapevole. Per questo Anolf Piemonte ETS considera la cooperazione internazionale non un ambito separato dalla tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e straniere/i in Italia, ma la sua dimensione complementare: rafforzare competenze e prospettive nei paesi di origine significa rendere più solide – e più inclusive – anche le comunità che si intrecciano con il Piemonte attraverso le diaspore e i percorsi di mobilità circolare.

Secondo i dati ISTAT, al 31 dicembre 2024 in Piemonte vivono 442.819 cittadini stranieri, pari al 10,4% della popolazione, con un aumento di 13.914 persone rispetto all’anno precedente.

Sono rappresentate 178 cittadinanze. La comunità più numerosa è quella rumena (28,6%), seguita dalla marocchina (11,5%) e dall’albanese (8,7%).

In una regione segnata dall’invecchiamento demografico, la presenza straniera contribuisce al ricambio generazionale e alla vitalità delle comunità locali. Accoglienza, diritti, formazione e partecipazione diventano così elementi centrali per costruire territori più inclusivi.

Fonte: ISTAT, Censimento permanente della popolazione – Piemonte, 2024, pubblicato nel 2026.

06/10/2026

Andrei Anca Maria
Presidente ANOLF RIETI APS

ANOLF Rieti: esserci con il cuore, trasformare ogni ostacolo in una soluzione.

Assumere recentemente la presidenza di ANOLF Rieti ha rappresentato per me l’inizio di un viaggio umano intenso e profondo. Un viaggio anche in senso letterale: gestisco e coordino le attività spostandomi da Roma, ma ogni volta che arrivo a Rieti percepisco con forza l’anima di un territorio che merita ascolto, presenza e dedizione.

Questa esperienza alla guida di ANOLF Rieti mi offre straordinarie opportunità per conoscere sempre più a fondo questa realtà, le sue dinamiche e le esigenze che ogni giorno emergono dal territorio. Un percorso che porto avanti con l’impegno di ascoltare, comprendere e dare risposte concrete, e con una forte motivazione: creare sinergie autentiche e far sentire alle persone che qui non sono sole.

La provincia di Rieti e i comuni della Sabina sono luoghi ricchi di storia e di umanità, ma anche territori nei quali le distanze e, talvolta, le difficoltà burocratiche possono accentuare la condizione di fragilità di chi affronta situazioni più complesse. Le persone di origine immigrata che vivono e lavorano qui sono ormai parte integrante del nostro tessuto sociale: donne e uomini provenienti dalla Romania, dall’Albania, dal Marocco, dalla Nigeria, dal Bangladesh, dall’Ucraina, dall’America Latina e da tanti altri Paesi.

Ci sono persone che ogni giorno si prendono cura, con attenzione e sensibilità, dei nostri anziani; altre lavorano nei campi, nei cantieri, nelle attività commerciali e nei servizi. Con il loro lavoro, il loro impegno e le loro storie contribuiscono concretamente alla vita, alla crescita e all’economia del nostro territorio.

Quando una persona varca la soglia dell’ANOLF, spesso porta con sé un carico di ansia, smarrimento e preoccupazione. Chi si trova ad affrontare la burocrazia per un permesso di soggiorno, un ricongiungimento familiare o un contratto di lavoro può scontrarsi con difficoltà, tempi lunghi e procedure non sempre semplici da comprendere.

Il mio impegno primario come Presidente, condiviso con tutta la squadra di volontari e sostenuto dalla Confederazione CISL Roma Rieti, nel quadro di un rapporto di collaborazione che valorizza le rispettive autonomie, è proprio quello di cambiare prospettiva: non vogliamo essere coloro che si limitano a elencare i problemi o ad aggiungere nuovi ostacoli, ma persone capaci di mettersi al fianco di chi ha bisogno per individuare, insieme, soluzioni concrete.

Per me, “essere presenti” non significa soltanto garantire una presenza sul territorio o rispettare degli orari d’ufficio. Significa offrire una vicinanza autentica, concreta e profondamente umana. Significa poter dire a una lavoratrice che ha lasciato i propri figli lontano, oppure a un giovane che cerca un’occasione di riscatto: “Siamo qui per te. Ti ascoltiamo e cercheremo insieme il percorso più adatto.”

Attraverso il supporto nelle pratiche, l’orientamento ai servizi, la tutela dei diritti e la promozione di occasioni di incontro e di dialogo, lavoriamo ogni giorno per costruire rapporti di fiducia e avvicinare sempre di più le diverse comunità che compongono il nostro territorio.

Nessun percorso di integrazione può essere costruito da soli. Il miglioramento della nostra società nasce dalla disponibilità di ciascuno a fare la propria parte, dalla capacità di aprirsi all’altro, di ascoltare e di riconoscersi reciprocamente.

Quando aiutiamo una persona a ritrovare la propria dignità e una maggiore fiducia nel domani, non stiamo sostenendo soltanto un singolo individuo: stiamo contribuendo a rendere l’intera comunità di Rieti più giusta, solidale e umana per tutti.

Il mio percorso alla guida di ANOLF Rieti è ancora agli inizi, ma è accompagnato da una forte volontà di costruire, mettere in relazione energie e competenze e contribuire ad abbattere quelle barriere che ancora oggi possono creare distanza e solitudine. Vogliamo che ANOLF Rieti diventi sempre di più un punto di riferimento, un luogo nel quale chiunque arrivi possa trovare una mano tesa, un sorriso sincero, ascolto e la certezza che, insieme, sia sempre possibile individuare un percorso.

I numeri di una comunità che cambia

Anche i dati dell’ISTAT aiutano a comprendere quanto la presenza delle persone di origine immigrata rappresenti ormai una componente strutturale della realtà reatina.

Al 31 dicembre 2024, nella provincia di Rieti risultano residenti 14.406 cittadini con cittadinanza non italiana, su una popolazione complessiva di 149.766 abitanti: una presenza pari a circa il 9,6% della popolazione provinciale.

Un dato significativo, in crescita rispetto all’anno precedente: alla fine del 2023 i residenti con cittadinanza non italiana erano 14.077, pari a circa il 9,4% della popolazione.

Dietro questi numeri, però, ci sono soprattutto persone, famiglie, lavoratori, giovani e bambini. Ci sono percorsi di vita, sacrifici, speranze e il desiderio, comune a tutti, di costruire un futuro sereno e dignitoso.

Ed è proprio accanto a queste persone che ANOLF Rieti sta lavorando e continuerà a lavorare, consolidando la propria presenza sul territorio, promuovendo nuove collaborazioni e costruendo ponti tra persone, servizi e istituzioni.

Perché l’integrazione non nasce soltanto dalle norme o dalle pratiche amministrative: nasce dall’incontro, dall’ascolto e dalla capacità di riconoscersi parte della stessa comunità.

ANOLF Rieti vuole esserci così: con competenza, con presenza e, soprattutto, con umanità.

06/10/2026

Latifa Mouaffaq
Presidente Anolf Foggia

Foggia in cammino: donne, lavoro, formazione e inclusione al centro del cambiamento

Il territorio di Foggia vive una fase di profonda trasformazione sociale ed economica, dove l’inclusione e la formazione rappresentano i motori di una comunità resiliente e aperta al futuro.

Un pilastro fondamentale di questo rinnovamento è rappresentato dalle donne, protagoniste nei percorsi di inserimento lavorativo ed emancipazione sociale. Accanto a loro, l’impegno dell’Anolf territoriale si rivolge con attenzione ai giovani cittadini di origini immigrate, energie propulsive del territorio che affrontano le sfide della partecipazione e della ricerca di opportunità. A ciò si unisce la forte e radicata presenza delle comunità del Maghreb, parte ormai integrante e vitale dell’identità foggiana.

Una presenza che trova conferma anche nei dati demografici. Al 1° gennaio 2025, nel Comune di Foggia risultano residenti 10.564 cittadini di origini immigrate, pari al 7,3% della popolazione, mentre nell’intera provincia sono 37.194, pari al 6,3% dei residenti. Nel capoluogo, tra le comunità più numerose figurano quella romena, quella marocchina e quella senegalese; a livello provinciale si conferma una presenza significativa proveniente, oltre che dalla Romania, anche dal Marocco, dalla Bulgaria e dall’Albania. Sono numeri che raccontano una realtà ormai strutturale e profondamente inserita nella vita sociale ed economica della Capitanata.

La presenza delle comunità del Maghreb assume un valore ancora più significativo se si guarda al mondo del lavoro e, in particolare, al settore agricolo, fondamentale per l’economia della Capitanata. Nei campi e nelle diverse attività della filiera agroalimentare il contributo di tanti lavoratori di origini immigrate è ormai una componente importante del tessuto produttivo. Un contributo che richiama la necessità di continuare a investire nella dignità del lavoro, nella sicurezza, nella formazione e nella conoscenza dei diritti.

Allo stesso tempo, un segnale particolarmente positivo arriva dalle donne, molto partecipi nei percorsi di formazione promossi sul territorio. La loro presenza non rappresenta soltanto la volontà di acquisire nuove competenze, ma esprime un desiderio concreto di autonomia, conoscenza, emancipazione e partecipazione alla vita sociale e lavorativa. Sono donne che scelgono di formarsi, di migliorare le competenze linguistiche e professionali, di conoscere i propri diritti e di costruire nuove opportunità per sé e per le proprie famiglie. Una partecipazione di cui, come Anolf Foggia, siamo particolarmente orgogliosi.

Per superare le barriere linguistiche e burocratiche, l’azione quotidiana dell’Anolf a supporto dei cittadini di origini immigrate si rivela decisiva. Gli sportelli informativi offrono orientamento e mediazione, mentre i corsi di lingua italiana aprono le porte alla dignità, all’inclusione vera nel tessuto sociale e al dialogo con le istituzioni.

Questo lavoro straordinario è possibile grazie alla collaborazione volontaria e al sostegno di categorie, enti e associazioni, ma soprattutto alla capacità di costruire una rete capace di ascoltare il territorio e trasformarne i bisogni in risposte concrete.

In questo percorso merita particolare rilievo la sensibilità della Segretaria Generale della Cisl Foggia, Carla Costantino, che ha saputo dare attenzione e sostegno ai temi che riguardano le donne, il lavoro, la formazione, la sicurezza e la tutela delle persone più fragili. La sua apertura al dialogo e la disponibilità alla collaborazione hanno favorito una sinergia forte con Anolf Foggia, valorizzandone l’impegno e contribuendo a creare le condizioni affinché molte esigenze del territorio potessero essere affrontate attraverso ascolto, confronto e azioni condivise. Una sensibilità che, soprattutto sui temi dell’emancipazione femminile e delle nuove opportunità attraverso la formazione, rappresenta un valore importante per tutta la comunità.

È importante, allo stesso tempo, sottolineare che Anolf Foggia è un ente del Terzo Settore dotato di piena autonomia associativa, che opera in collaborazione e in convenzione con la Cisl, nel rispetto della propria identità e delle proprie finalità. È proprio questa autonomia, unita alla capacità di lavorare in rete, a rendere possibile un’azione vicina alle persone e ai loro bisogni reali.

In questo lavoro condiviso un contributo importante arriva anche dalle categorie, tra cui FAI CISL Foggia e FISASCAT CISL Foggia, insieme agli enti e alle associazioni che collaborano sul territorio. Una sinergia che permette di affrontare bisogni diversi ma strettamente collegati: dai servizi di sportello all’orientamento e alla tutela sociale e lavorativa, dalla formazione linguistica all’educazione civica, fino alla sicurezza e alla prevenzione nei luoghi di lavoro.

La formazione diventa così uno strumento concreto di emancipazione. Non significa soltanto acquisire competenze, ma conoscere i propri diritti e doveri, comprendere le regole del mondo del lavoro, prevenire gli infortuni, accedere consapevolmente ai servizi e costruire un rapporto più diretto con le istituzioni e con la comunità nella quale si vive.

Inoltre, rispondendo ad uno dei fabbisogni più urgenti che emergono dal territorio, Anolf Foggia organizza corsi mirati di formazione per colf e badanti, offrendo sbocchi occupazionali regolari e supporto qualificato alle famiglie. Anche in questo ambito il ruolo delle donne assume un valore centrale: attraverso la formazione possono costruire percorsi di autonomia, professionalità e lavoro regolare, diventando protagoniste del proprio futuro e della crescita della comunità.

Questo insieme di esperienze rappresenta per noi motivo di orgoglio e rafforza l’impegno dell’Anolf Foggia nel continuare ad essere un presidio di ascolto, orientamento e tutela, capace di unire formazione, lavoro, partecipazione e dignità della persona.

In questo percorso di crescita collettiva, rivolgo come Presidente di Anolf Foggia un sentito ringraziamento alla Presidente nazionale di Anolf, per il riferimento costante che ha sempre rappresentato e che tuttora rappresenta, per la grande apertura al dialogo sempre dimostrata e per il supporto attivato in tutte le iniziative condivise, a conferma che la forza della nostra rete associativa risiede nella cooperazione senza confini.

03/10/2026

3 OTTOBRE

Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione

Mentre si conclude questa giornata, resta vivo il dovere della memoria.

Ricordiamo le donne, gli uomini e i bambini che hanno perso la vita lungo le rotte migratorie, nel tentativo di raggiungere un luogo sicuro e costruire un futuro migliore.

Una memoria che, purtroppo, continua a parlare anche del presente. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), a metà settembre almeno 2.292 persone risultavano morte o disperse nel 2026 nelle traversate via mare verso l’Europa. Un numero che potrebbe essere ancora più alto, perché non tutte le tragedie e le vite perdute vengono documentate.

Nel Mediterraneo, secondo UNHCR, nei primi otto mesi del 2026 sono state registrate 1.757 persone morte o disperse; 938 lungo la sola rotta del Mediterraneo centrale, quella che conduce principalmente verso l’Italia.

Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, speranze e storie. Le persone che raggiungono l’Italia attraverso il Mediterraneo provengono da realtà molto diverse: tra le principali nazionalità dichiarate nel 2026 figurano Bangladesh, Somalia, Algeria, Sudan, Pakistan, Egitto, Eritrea e Tunisia. La maggior parte delle partenze via mare verso l’Italia è avvenuta dalla Libia, seguita da Algeria e Tunisia.

Il 3 ottobre ci ricorda che la memoria non può limitarsi a una ricorrenza. Ci interpella e ci richiama alla responsabilità, all’umanità e all’impegno quotidiano.

ANOLF rinnova il proprio impegno per la dignità di ogni persona, per i diritti, l’accoglienza, l’interazione, la solidarietà e la convivenza tra popoli e culture.

Perché ricordare significa anche non distogliere lo sguardo.

ANOLF – Oltre le frontiere

Maria Ilena Rocha
Presidente ANOLF Nazionale

29/09/2026

Nadia Mazziero
Presidente ANOLF Vercelli ODV – Piemonte Orientale.

Dalle mondine ai nuovi lavoratori: Vercelli, terra di riso, lavoro e nuove comunità

Vercelli è una terra che conosce bene il valore del lavoro. Le risaie, le campagne e le cascine hanno segnato per generazioni la storia economica e sociale del territorio. Quest’anno ricorrono i 120 anni dalla conquista delle otto ore di lavoro da parte delle mondine, una pagina fondamentale che ci ricorda quanto i diritti non siano mai scontati e quanto il lavoro debba sempre restare legato alla dignità della persona.

Oggi quelle risaie sono cambiate. Molte attività sono state meccanizzate, ma alcune lavorazioni manuali vengono ancora svolte, spesso da lavoratori arrivati da altri Paesi. È un’immagine che racconta bene il Vercellese contemporaneo: un territorio che conserva la propria identità e, allo stesso tempo, cambia attraverso nuove presenze, famiglie e comunità.

Alla fine del 2024 nella provincia di Vercelli vivevano 17.490 persone di cittadinanza straniera, pari al 10,54% della popolazione. Non si tratta quindi di una presenza marginale, ma di una componente stabile della società locale, presente nell’agricoltura, nell’industria, nell’edilizia, nella logistica, nei servizi e nell’assistenza familiare.

Come Presidente di ANOLF Vercelli ODV – Piemonte Orientale, credo che il nostro compito sia proprio quello di stare dentro questi cambiamenti. Ogni giorno incontriamo persone che hanno bisogno di orientamento sui documenti, sul lavoro, sulla casa, sulla lingua e sull’accesso ai servizi. Ma dietro ogni pratica c’è sempre una storia, una famiglia e un progetto di vita.

Per questo ANOLF non può limitarsi alla sola assistenza amministrativa. Dobbiamo aiutare le persone a diventare autonome, conoscere i propri diritti, comprendere le regole del lavoro e costruire relazioni con il territorio. La conoscenza della lingua italiana, la formazione professionale e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono strumenti fondamentali per una vera inclusione.

Una particolare attenzione va alle donne. Nella storia di ANOLF Vercelli c’è anche l’esperienza di Casa Speranza, nata per offrire protezione a donne vittime di abusi e violenze, anche con figli. Un’esperienza concreta di accoglienza e tutela che ha mostrato quanto l’inclusione passi anche dalla possibilità di ritrovare sicurezza, autonomia e fiducia nel futuro.

Quella sensibilità resta per noi un riferimento. Una donna che conosce i propri diritti, può accedere ai servizi e costruire un percorso lavorativo è una donna più libera e più forte. Per questo ascolto, orientamento e attenzione alle situazioni di fragilità continuano a essere parte essenziale del nostro modo di essere ANOLF.

Vercelli e il Piemonte Orientale sono anche territori di piccoli centri, dove la presenza di nuove famiglie può contribuire a mantenere vive comunità che affrontano invecchiamento e calo demografico. Inclusione significa quindi non soltanto accogliere, ma creare le condizioni perché le persone possano partecipare pienamente alla vita sociale, economica e civile.

La storia delle mondine ci insegna che lavoro e diritti devono camminare insieme. Oggi quella lezione conserva tutta la sua attualità. Cambiano le persone, i Paesi di provenienza e le professioni, ma resta la stessa esigenza di dignità, tutela e partecipazione.

È questo il senso del nostro impegno: costruire ponti tra persone e territorio, accompagnare chi arriva e valorizzare chi sceglie di restare. Perché una comunità cresce davvero quando nessuno viene lasciato ai margini e quando ogni persona può sentirsi parte del futuro del luogo in cui vive.

Essere ANOLF significa anche essere un ente del Terzo Settore, con una propria autonomia, una propria identità e una responsabilità precisa nei confronti delle persone e delle comunità. Significa essere radicati nel territorio, conoscerne i cambiamenti e cercare di dare risposte che non siano soltanto assistenza, ma strumenti per costruire autonomia, partecipazione e inclusione.

È un lavoro che non può essere svolto da soli. Le situazioni che incontriamo sono spesso complesse e riguardano contemporaneamente documenti, lavoro, casa, famiglia, lingua e accesso ai servizi. Per questo negli anni sono diventate importanti le collaborazioni, le convenzioni e le reti costruite sul territorio.

In questo percorso si inserisce anche la storica sinergia con la CISL Piemonte Orientale, le categorie sindacali e i servizi, una collaborazione che, nel rispetto dell’autonomia e dell’identità di ANOLF, permette di mettere insieme competenze ed esperienze diverse e di essere più vicini alle persone, soprattutto quando le questioni legate alla migrazione si intrecciano con il lavoro e con la tutela dei diritti.

Dietro una richiesta sui documenti può esserci infatti un problema lavorativo, una difficoltà familiare, il bisogno di una casa o semplicemente la necessità di comprendere meglio i propri diritti e i propri doveri. Fare rete significa riuscire a guardare alla persona nella sua interezza e non soltanto alla singola pratica o al singolo problema.

Questo vale ancora di più per le donne. Pensiamo alle tante donne arrivate da altri Paesi che lavorano, sostengono le proprie famiglie e costruiscono qui il proprio futuro. Ma pensiamo anche a quelle che possono trovarsi in condizioni di maggiore fragilità, isolamento, dipendenza economica, abuso o violenza.

L’esperienza maturata negli anni ci ha insegnato quanto siano importanti l’ascolto, l’orientamento e la capacità di accompagnare una donna verso un percorso di sicurezza e autonomia. Significa anche saper riconoscere le situazioni di difficoltà e creare collegamenti con le realtà del territorio che possono offrire protezione e sostegno.

Il Piemonte Orientale è fatto di territori diversi: città, paesi, campagne, montagne e tanti piccoli centri. In ognuno di questi luoghi le nuove comunità stanno diventando parte della vita quotidiana. Ci sono persone provenienti dalla Romania, dal Marocco, dall’Albania e da molti altri Paesi. Ci sono lavoratrici e lavoratori nelle aziende, nelle campagne, nei cantieri, nella logistica, nei servizi e nell’assistenza familiare. Ci sono famiglie che hanno scelto di stabilirsi qui e bambini e ragazzi che crescono nelle nostre scuole.

Sono presenze che assumono un significato ancora maggiore in territori che devono confrontarsi con l’invecchiamento della popolazione, la denatalità e il progressivo spopolamento di alcuni piccoli centri. Per questo parlare di inclusione significa parlare anche del futuro delle nostre comunità.

I numeri di un Piemonte che cambia

I dati ISTAT aiutano a comprendere la dimensione di questo cambiamento. Alla fine del 2024 in Piemonte vivevano 442.819 persone di cittadinanza straniera, pari al 10,4% della popolazione regionale. Sono persone provenienti complessivamente da 178 Paesi.

Se guardiamo al Piemonte Orientale, alla fine del 2024 ISTAT registra 39.963 persone di cittadinanza straniera nella provincia di Novara, 17.432 nella provincia di Vercelli, 11.528 nel Biellese e 10.586 nel Verbano-Cusio-Ossola.

Complessivamente sono 79.509 persone nelle quattro province. Ma i numeri, da soli, non raccontano tutto. Dietro quelle cifre ci sono lavoratrici e lavoratori, famiglie, donne, uomini, giovani e bambini. Ci sono persone che contribuiscono ogni giorno alla vita dei nostri territori e altre che stanno ancora cercando di costruire il proprio percorso di autonomia.

La sfida, allora, non è soltanto quella dell’accoglienza. È quella della partecipazione. Significa creare le condizioni perché una persona possa conoscere i propri diritti, lavorare in sicurezza, imparare la lingua, costruire relazioni e sentirsi parte della comunità nella quale vive.

29/09/2026

Elmajdi Mohammed
Presidente ANOLF PUGLIA APS

ANOLF Puglia. Dalle persone ai territori: costruire inclusione, abitare, lavorare e appartenere.

Quando parliamo di immigrazione in Puglia, parliamo prima di tutto di persone che vivono e lavorano nei nostri territori e che, in molti casi, sono diventate una presenza stabile nelle nostre comunità. Come ANOLF Puglia lo vediamo ogni giorno: incontriamo persone con storie e provenienze diverse, arrivate qui attraverso percorsi differenti, ma spesso accomunate dallo stesso desiderio di costruire una vita più stabile e autonoma.

In Puglia questo legame è particolarmente evidente. L’agricoltura continua a rappresentare uno dei principali settori di impiego per molti lavoratori stranieri e il lavoro stagionale scandisce ancora fortemente tempi, spostamenti e possibilità occupazionali. Ma la realtà che incontriamo sta cambiando: sempre più persone trovano spazio anche nella ristorazione, nel turismo, nell’edilizia, nella logistica e nei servizi alla persona.

Avere un lavoro, però, non significa necessariamente aver raggiunto l’autonomia. Molto spesso le difficoltà iniziano proprio da qui: trovare una casa con un regolare contratto di locazione, spostarsi da un comune all’altro, comprendere le procedure amministrative, imparare la lingua, accedere ai servizi o semplicemente sapere a chi rivolgersi.

È su questi bisogni concreti che abbiamo costruito negli anni il nostro modo di lavorare. Cerchiamo di non aspettare soltanto che le persone arrivino ai nostri sportelli, ma di raggiungerle nei luoghi in cui vivono e lavorano. Con Su.Pr.Eme.2 e i Poli Sociali Integrati, ad esempio, svolgiamo attività di prossimità e unità di strada; con il Pronto Intervento Sociale di Foggia e San Severo intercettiamo situazioni di fragilità che richiedono risposte immediate, accompagnamento e una rete di servizi capace di lavorare insieme.

Uno dei temi che oggi sentiamo maggiormente è quello della casa. Con “(IN)Volontariamente Vicini”, sostenuto da Fondazione CON IL SUD e realizzato insieme al Comune di Pietramontecorvino, stiamo lavorando nei Monti Dauni per costruire percorsi di autonomia abitativa attraverso il First Housing. Non si tratta semplicemente di trovare un alloggio: significa accompagnare le persone nella gestione della casa, nel rapporto con i proprietari, nell’accesso ai servizi e nel loro inserimento nella comunità.

La stessa attenzione accompagna il nostro lavoro nella Foresteria regionale di Borgo Mezzanone, un luogo strettamente legato alla presenza dei lavoratori agricoli stagionali. Anche qui la sfida è andare oltre l’accoglienza temporanea e creare percorsi che mettano in relazione abitare, lavoro, tutela dei diritti, servizi e autonomia.

Negli ultimi anni abbiamo seguito anche l’accoglienza diffusa delle persone provenienti dall’Ucraina e sviluppato attività di mediazione interculturale, orientamento al lavoro, alfabetizzazione linguistica e contrasto alle situazioni di sfruttamento e marginalità. Esperienze diverse che ci hanno insegnato una cosa: i bisogni non possono essere affrontati separatamente.

Una persona può avere bisogno contemporaneamente di un documento, di una casa, di un lavoro, di imparare l’italiano e di qualcuno che la aiuti a orientarsi. Per questo cerchiamo di partire sempre dalla persona e non dal singolo problema.

La Puglia che vediamo attraverso ANOLF è fatta di campagne e città, di piccoli comuni e grandi realtà produttive, di lavoratori stagionali e di famiglie che ormai vivono qui stabilmente. Il nostro compito è provare a creare ponti tra queste persone e i territori che le accolgono. Perché l’inclusione, quando funziona davvero, non riguarda soltanto chi arriva: rende più forte l’intera comunità.

ANOLF Puglia, Ente del Terzo Settore, promuove inclusione, dignità del lavoro, tutela e accesso ai diritti e ai servizi per le persone di origine immigrata. Un impegno straordinario portato avanti nell’ambito della fratellanza e delle convenzioni con CISL Puglia, in sinergia con i servizi e le categorie, mettendo in rete competenze e strumenti di tutela.

I dati ISTAT:

Secondo il Censimento permanente ISTAT, al 31 dicembre 2024 la Puglia conta 3.877.395 residenti, di cui 155.066 cittadini stranieri, pari al 4% della popolazione regionale. Rispetto al 2023, la presenza straniera è aumentata di 7.797 persone. Le provenienze interessano 169 Paesi e le comunità più numerose sono quelle rumena (18,8%), albanese (12,7%) e marocchina (8%).

Questa presenza è ormai parte della vita sociale ed economica della Puglia. Molti cittadini stranieri lavorano anche nelle campagne e nelle attività agricole stagionali, contribuendo ogni giorno alle produzioni del territorio. Accanto al lavoro continuano le campagne di informazione, orientamento e contrasto allo sfruttamento e al caporalato, per sostenere i lavoratori, far conoscere i loro diritti e facilitare l’accesso ai servizi.

Per ANOLF Puglia, inclusione significa accompagnare le persone nella vita quotidiana e nei territori: abitare, lavorare e appartenere diventano così parti dello stesso percorso.

Indirizzo

Palermo
90141

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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