21/05/2026
Un protocollo d’intesa tra l’università Kore di Enna e i sindacati Spi Cgil Sicilia e Fisac Sicilia per elaborare un «Piano di azione per rilanciare lo sviluppo dell’occupazione e dei settori produttivi della Sicilia». È stato siglato oggi ad Enna tra la Fisac Cgil Sicilia, rappresentata dalla segretaria generale Mimma Argurio, lo Spi Cgil Sicilia, rappresentato dalla segretaria regionale Maria Concetta Balistreri, e l’ateneo ennese, rappresentato dal presidente Cataldo Salerno. A collaborare alla stesura del protocollo e seguirne l’evoluzione e la successiva applicazione, saranno i professori Raffaele Scuderi, direttore del dipartimento di scienze economiche e giuridiche, Vincenzo Fasone, ordinario di politica economica e la professoressa Alessia Gabriele, ordinaria di diritto del lavoro.
Il protocollo nasce alla luce delle molteplici transizioni in atto e della trasformazione tecnologica e digitale, che hanno inciso in modo irreversibile sul contesto socio demografico, economico e produttivo dei territori più svantaggiati nell’Isola. Trasformazione demografica e spopolamento che rendono più che mai necessario il dialogo tra generazioni diverse per immaginare insieme soluzioni di sviluppo - nel solco della legalità - e prospettive di benessere per tutte le generazioni. A far sorgere l’esigenza della nuova partnership, oltre all’evidenza del valore strategico del settore del credito, sono state soprattutto le profonde differenze salariali tra le regioni del Nord e quelle del Sud d’Italia e delle Isola. Differenze che si traducono in ulteriori divari tra le pensioni del Nord e del Sud e tra uomini e donne, «aumentando i disagi - si legge nel protocollo sottoscritto - anche in relazione al fenomeno sempre crescente dello spopolamento dei territori, del fenomeno migratorio da parte dei giovani verso le Università del Nord e il conseguente nuovo fenomeno migratorio degli anziani».
Dunque l’idea del protocollo, per elaborare una strategia comune di coesione per riportare gli investimenti al Sud e nelle Isole Maggiori, favorendo offerte di lavoro di qualità attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie, nonché un incremento della «buona occupazione» in termini di standard di tutela, che garantisca adeguate e sostenibili politiche di welfare.