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ll CO.I.S.P, Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, nasce nel 1992 ed in breve tempo ha acquisito consenso e forza rappresentativa tali da essere, già dal 1994, Sindacato maggiormente rappresentativo a livello nazionale.

Durante la cerimonia degli alamari del 233º corso Allievi Agenti della Polizia di Stato, svoltasi il 3 agosto presso la ...
21/08/2026

Durante la cerimonia degli alamari del 233º corso Allievi Agenti della Polizia di Stato, svoltasi il 3 agosto presso la scuola P.O.L.G.A.I di Brescia, l’Assistente Capo Coordinatore Agata Privitera in servizio presso l’Ufficio di Gabinetto della Questura di Palermo e l’Assistente Capo Coordinatore Alessandro Cina in servizio presso il Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale, hanno avuto il piacere di appuntare gli alamari alla figlia Greta. La stessa scelta di servizio, lo stesso senso del dovere, che si trasmette da una generazione all’altra, un passaggio di testimone e di valori che rappresentano la continuità di un ideale di vita e di lavoro.
A Greta vanno i nostri più sinceri auguri di buon lavoro per l’impegno istituzionale che l’attende al servizio della comunità.

Campionati europei di atletica leggera:🏅 Gianmarco Tamberi conquista, contro ogni pronostico, una straordinariamedaglia ...
15/08/2026

Campionati europei di atletica leggera:

🏅 Gianmarco Tamberi conquista, contro ogni pronostico, una straordinaria
medaglia d’oro.

Con la misura di 2.32, il Poliziotto porta l’Italia e le Fiamme Oro sul tetto d’Europa.

Per “Gimbo” è un risultato ancora più significativo perché rappresenta il
quarto titolo europeo della carriera nel salto in alto. 👏🏼👏🏼👏🏼

Cari Amici, siamo consci che la vita del militante sindacale richiede quotidiani sacrifici e che, nonostante le tante so...
15/08/2026

Cari Amici, siamo consci che la vita del militante sindacale richiede quotidiani sacrifici e che, nonostante le tante soddisfazioni, può riservare anche amarezze e delusioni.
Gli attivisti del COISP, però, sono consapevoli di servire una causa giusta a tutela degli interessi collettivi di tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato che, inevitabilmente, ricadono nella quotidianità e negli aspetti sociali delle loro famiglie.
Le campagne di tesseramento richiedono sacrifici perché non sono scontate e ancora tanti Lavoratori non hanno compreso che la nostra causa è giusta ed è rivolta al progresso generale della civiltà ed alla giustizia fra gli uomini e per queste ragioni non bisogna mai scoraggiarsi.
Tutti Noi me compreso, hanno iniziato tanto tempo fa le proprie attività di militanza dal basso, all’interno di organismi democratici di rappresentanza, con sacrificio e abnegazione.
Lavoriamo con coscienza dunque, e rafforziamo ancor di più la nostra proverbiale compattezza ed unità d’intenti nel promuovere la tutela degli Appartenenti alla Polizia di Stato e la loro collocazione sociale al fine di costruire una Società più giusta. Questo è il nostro credo!
Lavoriamo con tenacia, con pazienza, come il piccolo rivolo contribuisce a ingrossare il grande fiume sino a renderlo travolgente, così ogni piccolo contributo di ogni militante confluisce nel maestoso fiume della nostra storia, quale strumento della nostra forza e garanzia del nostro avvenire.
Quando si ha la piena consapevolezza di servire una grande e giusta causa, ognuno può dire alla propria donna, ai propri figli ed affermare di fronte alla società, di avere compiuto il proprio dovere. Buon lavoro Amici!
Buon Ferragosto Nicolò DI MARIA

Voi vicino alla gente, noi vicino a voi.Buon Ferragosto!
14/08/2026

Voi vicino alla gente, noi vicino a voi.
Buon Ferragosto!

Il 6 Agosto del 1985 morivano a Palermo, in un attentato mafioso, il Commissario Antonio “Ninni” Cassarà (38 anni) e l’A...
06/08/2026

Il 6 Agosto del 1985 morivano a Palermo, in un attentato mafioso, il Commissario Antonio “Ninni” Cassarà (38 anni) e l’Agente Roberto Antiochia (23 anni).

Ninni Cassarà fu uno dei più stretti collaboratori di Falcone e Borsellino e artefice, insieme a Beppe Montana, della cattura di centinaia di mafiosi coinvolti nel “maxi-processo” a Cosa nostra.

Della squadra di Montana e Cassarà aveva fatto parte per due anni il giovanissimo Agente Roberto Antiochia, che in quella torrida estate del 1985 aveva da poco ottenuto l’atteso trasferimento per Roma.

Quando, il 28 Luglio, Beppe Montana venne assassinato in un vile agguato, Antiochia non esitò a prendere dei giorni di permesso e a precipitarsi a Palermo, per fare volontariamente la scorta a Cassarà, su cui pendeva un’altra probabile condanna a morte.

Pochi giorni dopo, il 6 Agosto, saranno entrambi trucidati a colpi di Ak-47 davanti all’abitazione dello stesso Cassarà, che morirà tra le braccia della moglie.

“Eroi consapevoli”.

Il COISP li ricorda e rende loro onore.

⚠️⚠️⚠️ Caso Fakir, Anselmo mette in discussione Procura e credibilità Stato“Le parole dell’avvocato Anselmo non rapprese...
28/07/2026

⚠️⚠️⚠️ Caso Fakir, Anselmo mette in discussione Procura e credibilità Stato

“Le parole dell’avvocato Anselmo non rappresentano una legittima richiesta di garanzie, ma una delegittimazione preventiva del lavoro della Procura di Bologna e della Squadra Mobile. Far passare il principio che chi indossa una divisa sia, per definizione, incapace di svolgere un’indagine imparziale è una tesi grave, che mette sotto accusa un intero sistema investigativo”. Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp, rispondendo alle affermazioni del legale della famiglia Fakir.

“Le indagini - continua Pianese - non le dirige la Questura, ma la Procura della Repubblica, che opera in piena autonomia e decide modalità e sviluppo degli accertamenti. Insinuare che magistrati e investigatori possano lasciarsi condizionare da fantomatiche pressioni politiche significa alimentare un sospetto pesantissimo sulle istituzioni senza offrire alcun elemento concreto. La solidarietà portata dalle istituzioni agli agenti coinvolti non è un'ingerenza, ma un atto dovuto verso chi rischia la vita per la sicurezza pubblica.

Noi siamo i primi a pretendere che sulla morte di Fakir venga accertata tutta la verità, ma la verità si cerca attraverso gli atti d’indagine e non delegittimando chi è chiamato a svolgerli. Sostenere che la Procura non sia libera e che la Squadra Mobile sia asservita alla politica non colpisce solo questo procedimento, ma mina la credibilità stessa dello Stato di diritto”, conclude.

🕯️Il 28 Luglio del 1985 cadeva per mano della mafia, a soli 34 anni, il Commissario Giuseppe “Beppe” Montana.Fu il fonda...
28/07/2026

🕯️Il 28 Luglio del 1985 cadeva per mano della mafia, a soli 34 anni, il Commissario Giuseppe “Beppe” Montana.

Fu il fondatore, insieme al Vice Questore Ninni Cassarà, della sezione “catturandi” della Squadra Mobile di Palermo, cui si deve, tra l’altro, l’arresto della maggior parte dei 475 mafiosi coinvolti nel maxi-processo istruito dai Giudici Falcone e Borsellino.

Il 28 Luglio di 41 anni fa, il giorno prima di andare in ferie, venne ucciso a colpi di pi***la da Giuseppe Lucchese, mentre era con la fidanzata a Porticello, frazione di Santa Flavia, nei pressi del porto dove era ormeggiato il suo motoscafo.
Il suo assassinio fu il primo di una scia di omicidi mafiosi che quell’estate avrebbero colpito al cuore la Polizia di Stato e insanguinato Palermo.

Il COISP lo ricorda e gli rende onore.

🛑 Scontri Bologna, Coisp si costituisce parte civile per assistenza legale a poliziotti feriti“Ci costituiremo parte civ...
24/07/2026

🛑 Scontri Bologna, Coisp si costituisce parte civile per assistenza legale a poliziotti feriti

“Ci costituiremo parte civile nei processi contro i manifestanti violenti che hanno trasformato Bologna in un teatro di guerriglia, provocando lesioni e contusioni a quasi sessanta poliziotti. Saremo in aula per chiedere condanne esemplari e il completo risarcimento dei danni”, dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp.

“Per condurre questa azione legale al fianco dei nostri colleghi - continua Pianese - abbiamo stretto un accordo con l'avvocato e professore Antonello Madeo, il cui studio legale metterà a disposizione una struttura di altissimo livello per la presentazione delle querele e per l'esercizio di ogni azione risarcitoria.

Chi pensa di poter trasformare la piazza in una spedizione punitiva contro lo Stato deve sapere che ne risponderà non solo penalmente, ma anche sotto il profilo economico: chiederemo il conto di ogni singolo giorno di prognosi e di tutti i danni materiali e fisici provocati alle Forze dell’Ordine.

Non è uno spirito di rivalsa, ma una battaglia di civiltà. Per troppo tempo le aggressioni contro chi indossa una divisa sono state considerate un rischio 'calcolato' del mestiere.

Da oggi affermiamo un principio d'acciaio: aggredire un poliziotto ha un costo salatissimo, civile e penale, e i responsabili dovranno risponderne fino in fondo”, conclude.

Gentile Direttore,avete scelto una parola forte per la prima pagina del Secolo: “l’irresponsabile”. E guardando a  Bolog...
22/07/2026

Gentile Direttore,
avete scelto una parola forte per la prima pagina del Secolo: “l’irresponsabile”. E guardando a Bologna, dopo gli scontri di due giorni fa, è davvero difficile trovarne una più adatta.
Perché una città non finisce a ferro e fuoco per caso. Sessanta poliziotti non finiscono in ospedale per caso. E non è un caso se, per riportare l’ordine, è stato necessario chiamare i Reparti Mobili da Padova, Firenze e Roma.

Ogni reparto spostato significa uomini sottratti al controllo del territorio, chilometri percorsi, mezzi impiegati, straordinari, risorse pubbliche: tutto pagato dai cittadini.
Di fronte a tutto questo, dal sindaco Lepore non ci aspettavamo atti di eroismo, ma il minimo indispensabile: di assumersi la responsabilità politica e morale di aver indetto una manifestazione prima ancora che la magistratura potesse accertare i fatti. Convocare d'urgenza una piazza a caldo, infatti, significa scegliere una scorciatoia populista che getta inevitabilmente benzina sul fuoco.

È doveroso fare piena luce su ciò che è accaduto, certo, ma non occorreva una dote profetica per prevedere il finale della piazza. Perché la solidarietà e il sostegno alla famiglia di una vittima non si esprimono prestando il fianco al mondo antagonista, pronto a cogliere qualsiasi pretesto per attaccare lo Stato. Non è questa la risposta democratica, è una pericolosa strumentalizzazione.

Non chiediamo le dimissioni del sindaco di Bologna, non ci interessa alimentare una polemica politica. Ma c’è una differenza enorme tra chiedere le dimissioni e pretendere il rispetto dovuto alle donne e agli uomini in divisa.

Quel rispetto, in questi giorni, è mancato. È mancato verso i quasi sessanta poliziotti che sono usciti da quella guerriglia con ferite, contusioni e ustioni. È mancato verso i reparti arrivati da mezza Italia per evitare che Bologna sprofondasse ancora di più nel caos. È mancato verso chi, invece di scappare davanti alle pietre e alle bombe carta, è rimasto lì a fare il proprio dovere.
Da Lepore ci saremmo aspettati un'unica, semplice, parola: scusa.

Scusa ai bolognesi che hanno visto la loro città trasformata in un campo di battaglia. Scusa ai commercianti che hanno contato i danni. Scusa alle persone perbene che abitano al Pilastro che chiedono sicurezza ed apprezzano l’operato delle forze di polizia, Scusa ai contribuenti chiamati a sostenere il costo di un imponente dispositivo di ordine pubblico. E scusa ai poliziotti la cui vita è stata messa a repentaglio dalla sua irresponsabilità.
Mentre per ogni causa si riempiono le piazze, la notizia dei sessanta poliziotti rimasti feriti è scivolata via quasi nel silenzio. Eppure, se quella notte il bilancio non è stato ancora più drammatico, lo si deve unicamente alla loro tenuta. Abbiamo l’impressione che in Italia il cordoglio per un agente scatti solo quando c’è una bara davanti alla quale sfilare e una telecamera a cui strizzare l'occhio. Prima arrivano gli insulti, le aggressioni, le pietre, le bottiglie. Poi arrivano le corone di fiori, i messaggi di vicinanza, le promesse. Ma il mattino dopo quando il sipario si richiude, tutto torna come prima fino alla prossima emergenza.

Noi non chiediamo medaglie, ma qualcosa di molto più semplice: che chi rappresenta le istituzioni trovi il coraggio di stare, senza ambiguità e a prescindere dal colore politico, dalla parte di chi difende lo Stato. Sempre. E non soltanto quando è troppo tardi. Perché chi oggi sceglie di minimizzare su sessanta poliziotti feriti, fornisce una inaccettabile copertura politica a chi va in piazza per attaccare lo Stato.

Domenico Pianese
Segretario generale Coisp

22/07/2026

Indirizzo

Via Agostino Catalano 24
Palermo
90135

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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