12/03/2025
𝗔𝗦𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗘 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗗𝗜𝗡𝗜 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗗𝗢𝗡𝗢 𝗔 𝗦𝗖𝗛𝗜𝗙𝗔𝗡𝗜: 𝗨𝗡 𝗣𝗜𝗔𝗡𝗢 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗚𝗨𝗔𝗥𝗗𝗔 𝗔𝗟 𝗙𝗨𝗧𝗨𝗥𝗢, 𝗠𝗔 𝗕𝗟𝗢𝗖𝗖𝗔 𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔 𝗜𝗡 𝗨𝗡 𝗠𝗢𝗗𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗢𝗕𝗦𝗢𝗟𝗘𝗧𝗢.
12 marzo 2025 – In risposta alla lettera del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, pubblicata sul Giornale di Sicilia, le associazioni ed i cittadini aderenti alla Campagna Futuro In Cenere, rilanciano la ferma opposizione al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, denunciando le criticità strutturali che rendono questo piano inefficace, economicamente insostenibile e contrario agli obiettivi dell’economia circolare e della transizione ecologica.
Denunciamo le argomentazioni di questo governo scandite da Schifani nella sua lettera. La strategia presentata dal Governatore è vetusta e obsoleta come le soluzioni tecnologiche proposte.
Molte delle affermazioni scritte nella lettera di Schifani sono fuorvianti. Non è vero ad esempio che la Sicilia non possedeva un piano rifiuti. Il PRGR avrebbe dovuto integrare specifici punti dati dalle osservazioni pervenute dagli organi istituzionali e non essere totalmente riscritto come fatto da questo governo.
Risulta stucchevole la “sofferenza di solitudine" esposta dal Governatore Regionale. Questo piano è stato approvato con procedura commissariale e in compressione della democrazia e della partecipazione. All’interno delle due città di Catania e Palermo, in cui si realizzeranno gli inceneritori, non si è assistito ad alcun dibattito pubblico e quello istituzionale è stato soppresso come accaduto ad esempio nel Consiglio Comunale di Palermo.
L'esercizio di compressione della democrazia ed il silenzio hanno caratterizzato tutto l’iter di approvazione del Piano.
Pericoloso lanciare l'accusa di "voler difendere il business delle discariche". Chi scrive combatte contro tale sistema con alternative chiare e coerenti nella prevalenza degli interessi pubblici. Condividiamo l'affermazione che "Il sistema attuale, infatti, ha spesso alimentato interessi economici poco trasparenti, in alcuni casi perfino legati alla criminalità organizzata", ma questa è una constatazione che Schifani dovrebbe fare a chi per decenni ha governato la Sicilia a più livelli sotto queste logiche.
𝙄𝙣𝙫𝙚𝙨𝙩𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙨𝙗𝙞𝙡𝙖𝙣𝙘𝙞𝙖𝙩𝙞 𝙖 𝙛𝙖𝙫𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙞𝙣𝙘𝙚𝙣𝙚𝙧𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤.
Ben il 70% dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027, pari a circa 800 milioni di euro, verrà destinato alla costruzione di due inceneritori, con un impatto economico, sociale e ambientale devastante per la Sicilia. Queste risorse, invece di sviluppare infrastrutture per il riuso e il riciclo, ed il trattamento del residuo con recupero di materia attraverso “Fabbriche dei Materiali” e tecnologie a minore impatto sanitario e ambientale, a freddo senza combustione, serviranno a condannare la Sicilia a una gestione inefficiente e costosa, in totale controtendenza rispetto alle strategie più virtuose, che stanno progressivamente eliminando tali impianti.
E’ offensiva la dichiarazione fatta da Schifani nella sua lettera. Una affermazione presente anche all’interno dello stesso PRGR secondo la quale l’utilizzo di Fondi pubblici FSC impedirebbe l’aggravio dei costi per i cittadini. I fondi FSC sono fondi dei cittadini comunitari e quindi anche di quelli siciliani. Non si prendano in giro i siciliani, Sviluppo e Coesione significano investimenti utili a proiettare la Sicilia nel Futuro e non ad ancorarla al Medioevo della gestione rifiuti. I Siciliani stanno già pagando e continueranno a farlo a caro prezzo.
𝘿𝙞𝙘𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙗𝙖𝙨𝙩𝙖 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙩𝙤𝙧𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙞𝙛𝙤𝙨𝙚𝙧𝙞𝙚: 𝙄𝙣𝙘𝙚𝙣𝙚𝙧𝙞𝙩𝙤𝙧𝙞 𝙨𝙞 𝙤 𝙣𝙤?
Per chi si oppone a questo Piano scellerato il tema non sono solo i “Termovalorizzatori”, le tante argomentazioni vengono messe all’angolo dalla comunicazione mediatica da tifoseria.
Il tema per i cittadini è quello di garantire un sistema di gestione efficiente, economico ed in linea con i dettami di legge e le strategie di decarbonizzazione e l’attuazione di misure industriali concrete di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.
Abbiamo obiettivi diversi. Quello dei governi siciliani, da Cuffaro a Musumeci fino a Schifani, è difendere e ampliare il modello di gestione centralizzato su due mega-impianti(discariche o inceneritori che siano). Quello delle Associazioni, dei territori e della società civile è utilizzare i Fondi europei per invertire la rotta e apportare effetti concreti al miglioramento della gestione pubblica attraverso un sistema decentrato e diffuso, la realizzazione di impianti di recupero delle materie, la creazione di posti di lavoro. Vogliamo impedire che venga alimentato ancora il pericoloso accentramento di potere, di risorse economiche e tecnologia nella gestione rifiuti nelle mani di pochi.
𝘿𝙖𝙩𝙞 𝙚𝙧𝙧𝙖𝙩𝙞 𝙚 𝙤𝙗𝙞𝙚𝙩𝙩𝙞𝙫𝙞 𝙢𝙖𝙣𝙘𝙖𝙩𝙞
Il piano regionale si basa su proiezioni di flussi di rifiuti costanti, che non tengono conto degli obiettivi di riduzione della produzione dei rifiuti previsti dalle normative. Non viene inoltre garantito un miglioramento della raccolta differenziata nelle città di Palermo e Catania, che restano tra le peggiori d’Italia. Senza interventi concreti in queste aree, il rischio è che i rifiuti vengano destinati esclusivamente agli inceneritori, innescando un circolo vizioso di dipendenza e necessità di smaltimento, ostacolando lo sviluppo di pratiche virtuose ed economicamente più sostenibili. Questo è chiaro e lapalissiano.
𝙄𝙢𝙥𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙖𝙢𝙗𝙞𝙚𝙣𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙚 𝙨𝙖𝙣𝙞𝙩𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙨𝙤𝙩𝙩𝙤𝙫𝙖𝙡𝙪𝙩𝙖𝙩𝙤
Il Rapporto Ambientale annesso al piano non fornisce dati concreti sugli impatti delle emissioni degli inceneritori, né sulle conseguenze per la salute dei cittadini. Perchè non se ne vuole parlare?
𝙇𝙚 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙚 𝙧𝙞𝙘𝙝𝙞𝙚𝙨𝙩𝙚
Chiediamo alla Regione di:
✅Ritirare il PRGRU e rielaborarlo secondo i principi della gerarchia dei rifiuti.
✅Destinare gli investimenti pubblici a infrastrutture per creare Sviluppo e Coesione e quindi implementare la raccolta differenziata e il recupero di materia, il compostaggio e il riuso e valutare gli scenari alternativi all’incenerimento così come prevede la corretta attuazione della procedura VAS (Valutazione Ambientale Strategica).
✅Implementare un Piano di Prevenzione Rifiuti con obiettivi chiari e misurabili.
✅Rafforzare la raccolta differenziata e il recupero di materia nelle grandi città, senza più tollerare percentuali inaccettabili.
✅Garantire la trasparenza nei processi decisionali e la partecipazione attiva dei cittadini.
La Sicilia e i Siciliani meritano di guardare al futuro, non al ritorno perenne di strategie obsolete già superate dalla storia. La nostra battaglia continua per un’isola libera dall’incenerimento e orientata a un modello di gestione sostenibile ed equo, a vantaggio di Tutti.
𝙇𝙚 𝘼𝙨𝙨𝙤𝙘𝙞𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙚𝙙 𝙞 𝘾𝙞𝙩𝙩𝙖𝙙𝙞𝙣𝙞 𝙖𝙙𝙚𝙧𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝘾𝙖𝙢𝙥𝙖𝙜𝙣𝙖 𝙁𝙪𝙩𝙪𝙧𝙤 𝙄𝙣 𝘾𝙚𝙣𝙚𝙧𝙚