Sbaratto

Sbaratto Sbaratto è l'associazione dei mercatari e delle mercatare dell'usato dell'Albergheria.

L'associazione è frutto di un percorso comunitario e riparativo nato con il sostegno dell'assemblea permanente SOS Ballarò.

11/02/2026

Sbaratto è l'associazione dei mercatari e delle mercatare dell’usato dell’Albergheria. Nata nel 2019, oggi rappresenta circa 300 operatori e operatrici informali del riutilizzo che raccolgono da donazioni, sbarazzi o contenitori stradali le merci, che ogni giorno vengono esposte al mercato dell’Albergheria.

Sbaratto è stata al centro di un processo di formalizzazione sperimentale dal basso nel 2021 e 2022 basata sul riconoscimento del valore socio-ecologico e di ammortizzatore sociale dell’attività, e sulla creazione di un’Area di Libero Scambio ispirata all’esperienza torinese di Vivibalon.

Attualmente il mercato è completamente informale, e la nuova Giunta di destra non ha alcun interesse reale a trovare una soluzione che preservi la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici dell’usato e che valorizzi il prezioso contributo ecologico che portano alla città.
Per questo realtà come Sbaratto, come Vivibalon, sono importantissime forme di aggregazione politica, di lotta contro l’invisibilizzazione e la marginalizzazione, e per politiche della città più giuste ed eque.

https://www.catador.it/sbaratto-lassociazione-dei-mercatari-dellalbergheria-a-palermo/

Ci uniamo ai festeggiamenti per l’esito del processo a carico di Massimo Castiglia: prosciolto!  Il 9 ottobre 2018 il me...
18/11/2025

Ci uniamo ai festeggiamenti per l’esito del processo a carico di Massimo Castiglia: prosciolto!

Il 9 ottobre 2018 il mercato dell’usato dell’Albergheria ha ospitato due giornate di discussione pubblica e di workshop dal titolo “L’Albergheria, quartiere mercato: storie risorse proposte”.

In quell’occasione, per la prima volta mercatarɜ, Università di Palermo, SOS Ballarò, Emmaus Palermo, e una ricca rete di studiosɜ, di associazioni, di realtà del territorio, si sono sedutɜ attorno a dei tavoli di lavoro per studiare il mondo dell’usato informale, a partire dalle persone che in quel mondo ci lavorano.

Per la prima volta in quel momento abbiamo conosciuto il gruppo del mercato del ViVi Balon di Torino, che siamo andatɜ poi a visitare nel 2021.
È stata anche un'occasione per capire meglio come realizzare la formalizzazione in via sperimentale dell’Area di Libero Scambio. E infine, un bellissimo spazio di costruzione di legami di comunità.

Purtroppo quel momento storico è stato anche segnato dallo scontro verbale fra Massimo, allora Presidente della Prima Circoscrizione, e un funzionario in borghese della Polizia Municipale, che con un atteggiamento sprezzante e classista, ha tentato di sabotare l’iniziativa, e ha denunciato Massimo per aggressione a pubblico ufficiale, trascinandolo in un processo lungo sei anni che ha visto la luce solo adesso.

Le circostanze e le responsabilità di quell’episodio sono ancora poco chiare, ma una cosa è chiarissima: c’è gente che per fini politici odia le persone più vulnerabili, e che non esita a fare il leone con chi sta in una posizione precarizzata.
La precarietà del lavoro al mercato è data anche dal modo in cui sono disegnate le norme e le classi sociali. Scarti che gestiscono scarti, e che evidentemente per certa politica devono rimanere tali.

Viva le persone che, come Massimo, riconoscono la dignità e la serietà del lavoro del riuso, del recupero, della valorizzazione degli scarti. Alleatɜ che prendono sul serio il lavoro informale, e che lottano al fianco del mercato.

Fra qualche giorno comincerà un nuovo cantiere, per la pedonalizzazione della piazzetta di San Saverio, un’area interess...
16/10/2025

Fra qualche giorno comincerà un nuovo cantiere, per la pedonalizzazione della piazzetta di San Saverio, un’area interessata dalle attività dell'usato.

Il 2 ottobre Sbaratto è stata convocata dall’assessore Carta e dal consigliere Imperiale, e ci è stato detto che bisogna “collaborare informalmente”, e che l’associazione dovrebbe aiutare il Comune, parlare con i mercatari e le mercatare, far rispettare la pulizia e il decoro, e far spostare le persone in vista del cantiere.
Dopo un pò di insistenze da parte nostra sulla necessità di avere un qualche atto scritto in merito alla nostra condizione generale, ci è stato detto che la regolarizzazione arriverà in un futuro, ma ci vuole tempo, e che se vogliamo, possiamo studiare i Patti di Collaborazione come formula, poi si vedrà.
Ora, questi processi partecipativi a convenienza ci stanno stancando.
Due anni fa ci è stato detto che il Comune intendeva regolarizzare, e due anni dopo non esiste ancora nessun progetto leggibile sull’Area di Libero Scambio, e niente di concreto all’orizzonte.

La promessa della tanto sbandierata rigenerazione urbana sembra (diciamo sembra, perché appunto non c’è niente di ufficiale, niente di chiaro) prevedere in particolare due cose: la sostanziale riduzione del mercato in un’area in cui sappiamo già che non entreranno tutte le operatrici e gli operatori; e allo stesso tempo, micro-interventi di decoro urbano, pensati senza un dialogo reale con mercatarɜ e residenti, e senza un reale intervento sociale sul quartiere che vada oltre il modello dei CAF.

Al posto di studiare una proposta per dare nuova linfa alle attività ecologiche diffuse della raccolta e del riuso, al posto di rafforzare il valore di ammortizzatore e presidio sociale, ci si ricorda del mercato solo quando si deve aprire un cantieruzzo, per sedare gli animi e usare Sbaratto come parafulmine del conflitto verso questa Giunta.

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Ieri la nostra Cetty è intervenuta al Consiglio Comunale richiesto dai religiosi dell’Albergheria, e convocato all’ex ci...
11/09/2025

Ieri la nostra Cetty è intervenuta al Consiglio Comunale richiesto dai religiosi dell’Albergheria, e convocato all’ex cinema Edison.

La rete di quartiere ha manifestato una grande delusione per l’interruzione di un lavoro sul quartiere messo in piedi dieci anni fa, basato su uno sguardo che mette al primo posto l’equità sociale e la lotta alle disuguaglianze strutturali.

Fra le tante vertenze aperte e intrecciate, la questione della presenza del nostro mercato a San Saverio. Nel 2019 si era creata l’Area di Libero Scambio, riconoscendo due cose: che il mercato ha sempre svolto una funzione fondamentale di ammortizzatore sociale, e che il mercato è ecologico.

Ci disgusta che la Giunta attuale, per evidente contrasto politico con la precedente, e per mancanza di visione sociale ed ecologica, ha rinnegato quel tentativo sperimentale, complesso ma ricco, di riconoscere formalmente il mercato secondo delle regole condivise.
Ai pochi incontri che in due anni siamo riusciti a strappargli, calano la testa dicendo che capiscono, ma non ci hanno mai veramente coinvolto nel petrovare insieme una soluzione, e continuano ad affrontare il mercato come se fosse una mera questione di decoro urbano e di ostacolo alla turistificazione (che miopia).
L’Albergheria Creativa, l’espulsione dei mercatari del campo di bocce, la pedonalizzazione di fronte la chiesa di San Saverio: sono tutte decisioni che ci hanno imposto, che si sappia!

Ieri il Consiglio Comunale non ha dato risposte alle critiche che abbiamo fatto, ma se non altro è stata occasione per ribadire alcune cose: la natura del nostro mercato è ecologica e di produzione di reddito! Qualsiasi amministrazione comunale minimamente sensata deve supportare la creazione una rete popolare di riuso, recupero, riparazione, valorizzando i mestieri storici della raccolta e della valorizzazione degli scarti. Nel 2023 abbiamo elaborato collettivamente una proposta di regolamento comunale (link nei commenti), inviata al Comune e mai presa in considerazione.

C’è un patrimonio di competenze ecologiche che rischia di scomparire, e sarà tutta la città che ne pagherà le conseguenze.

12/03/2025

𝗔𝗦𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗘 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗗𝗜𝗡𝗜 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗗𝗢𝗡𝗢 𝗔 𝗦𝗖𝗛𝗜𝗙𝗔𝗡𝗜: 𝗨𝗡 𝗣𝗜𝗔𝗡𝗢 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗚𝗨𝗔𝗥𝗗𝗔 𝗔𝗟 𝗙𝗨𝗧𝗨𝗥𝗢, 𝗠𝗔 𝗕𝗟𝗢𝗖𝗖𝗔 𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗖𝗜𝗟𝗜𝗔 𝗜𝗡 𝗨𝗡 𝗠𝗢𝗗𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗢𝗕𝗦𝗢𝗟𝗘𝗧𝗢.

12 marzo 2025 – In risposta alla lettera del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, pubblicata sul Giornale di Sicilia, le associazioni ed i cittadini aderenti alla Campagna Futuro In Cenere, rilanciano la ferma opposizione al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, denunciando le criticità strutturali che rendono questo piano inefficace, economicamente insostenibile e contrario agli obiettivi dell’economia circolare e della transizione ecologica.

Denunciamo le argomentazioni di questo governo scandite da Schifani nella sua lettera. La strategia presentata dal Governatore è vetusta e obsoleta come le soluzioni tecnologiche proposte.

Molte delle affermazioni scritte nella lettera di Schifani sono fuorvianti. Non è vero ad esempio che la Sicilia non possedeva un piano rifiuti. Il PRGR avrebbe dovuto integrare specifici punti dati dalle osservazioni pervenute dagli organi istituzionali e non essere totalmente riscritto come fatto da questo governo.

Risulta stucchevole la “sofferenza di solitudine" esposta dal Governatore Regionale. Questo piano è stato approvato con procedura commissariale e in compressione della democrazia e della partecipazione. All’interno delle due città di Catania e Palermo, in cui si realizzeranno gli inceneritori, non si è assistito ad alcun dibattito pubblico e quello istituzionale è stato soppresso come accaduto ad esempio nel Consiglio Comunale di Palermo.
L'esercizio di compressione della democrazia ed il silenzio hanno caratterizzato tutto l’iter di approvazione del Piano.

Pericoloso lanciare l'accusa di "voler difendere il business delle discariche". Chi scrive combatte contro tale sistema con alternative chiare e coerenti nella prevalenza degli interessi pubblici. Condividiamo l'affermazione che "Il sistema attuale, infatti, ha spesso alimentato interessi economici poco trasparenti, in alcuni casi perfino legati alla criminalità organizzata", ma questa è una constatazione che Schifani dovrebbe fare a chi per decenni ha governato la Sicilia a più livelli sotto queste logiche.

𝙄𝙣𝙫𝙚𝙨𝙩𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙨𝙗𝙞𝙡𝙖𝙣𝙘𝙞𝙖𝙩𝙞 𝙖 𝙛𝙖𝙫𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙞𝙣𝙘𝙚𝙣𝙚𝙧𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤.

Ben il 70% dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027, pari a circa 800 milioni di euro, verrà destinato alla costruzione di due inceneritori, con un impatto economico, sociale e ambientale devastante per la Sicilia. Queste risorse, invece di sviluppare infrastrutture per il riuso e il riciclo, ed il trattamento del residuo con recupero di materia attraverso “Fabbriche dei Materiali” e tecnologie a minore impatto sanitario e ambientale, a freddo senza combustione, serviranno a condannare la Sicilia a una gestione inefficiente e costosa, in totale controtendenza rispetto alle strategie più virtuose, che stanno progressivamente eliminando tali impianti.
E’ offensiva la dichiarazione fatta da Schifani nella sua lettera. Una affermazione presente anche all’interno dello stesso PRGR secondo la quale l’utilizzo di Fondi pubblici FSC impedirebbe l’aggravio dei costi per i cittadini. I fondi FSC sono fondi dei cittadini comunitari e quindi anche di quelli siciliani. Non si prendano in giro i siciliani, Sviluppo e Coesione significano investimenti utili a proiettare la Sicilia nel Futuro e non ad ancorarla al Medioevo della gestione rifiuti. I Siciliani stanno già pagando e continueranno a farlo a caro prezzo.

𝘿𝙞𝙘𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙗𝙖𝙨𝙩𝙖 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙩𝙤𝙧𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙩𝙞𝙛𝙤𝙨𝙚𝙧𝙞𝙚: 𝙄𝙣𝙘𝙚𝙣𝙚𝙧𝙞𝙩𝙤𝙧𝙞 𝙨𝙞 𝙤 𝙣𝙤?

Per chi si oppone a questo Piano scellerato il tema non sono solo i “Termovalorizzatori”, le tante argomentazioni vengono messe all’angolo dalla comunicazione mediatica da tifoseria.
Il tema per i cittadini è quello di garantire un sistema di gestione efficiente, economico ed in linea con i dettami di legge e le strategie di decarbonizzazione e l’attuazione di misure industriali concrete di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.
Abbiamo obiettivi diversi. Quello dei governi siciliani, da Cuffaro a Musumeci fino a Schifani, è difendere e ampliare il modello di gestione centralizzato su due mega-impianti(discariche o inceneritori che siano). Quello delle Associazioni, dei territori e della società civile è utilizzare i Fondi europei per invertire la rotta e apportare effetti concreti al miglioramento della gestione pubblica attraverso un sistema decentrato e diffuso, la realizzazione di impianti di recupero delle materie, la creazione di posti di lavoro. Vogliamo impedire che venga alimentato ancora il pericoloso accentramento di potere, di risorse economiche e tecnologia nella gestione rifiuti nelle mani di pochi.

𝘿𝙖𝙩𝙞 𝙚𝙧𝙧𝙖𝙩𝙞 𝙚 𝙤𝙗𝙞𝙚𝙩𝙩𝙞𝙫𝙞 𝙢𝙖𝙣𝙘𝙖𝙩𝙞

Il piano regionale si basa su proiezioni di flussi di rifiuti costanti, che non tengono conto degli obiettivi di riduzione della produzione dei rifiuti previsti dalle normative. Non viene inoltre garantito un miglioramento della raccolta differenziata nelle città di Palermo e Catania, che restano tra le peggiori d’Italia. Senza interventi concreti in queste aree, il rischio è che i rifiuti vengano destinati esclusivamente agli inceneritori, innescando un circolo vizioso di dipendenza e necessità di smaltimento, ostacolando lo sviluppo di pratiche virtuose ed economicamente più sostenibili. Questo è chiaro e lapalissiano.

𝙄𝙢𝙥𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙖𝙢𝙗𝙞𝙚𝙣𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙚 𝙨𝙖𝙣𝙞𝙩𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙨𝙤𝙩𝙩𝙤𝙫𝙖𝙡𝙪𝙩𝙖𝙩𝙤

Il Rapporto Ambientale annesso al piano non fornisce dati concreti sugli impatti delle emissioni degli inceneritori, né sulle conseguenze per la salute dei cittadini. Perchè non se ne vuole parlare?

𝙇𝙚 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙚 𝙧𝙞𝙘𝙝𝙞𝙚𝙨𝙩𝙚

Chiediamo alla Regione di:

✅Ritirare il PRGRU e rielaborarlo secondo i principi della gerarchia dei rifiuti.

✅Destinare gli investimenti pubblici a infrastrutture per creare Sviluppo e Coesione e quindi implementare la raccolta differenziata e il recupero di materia, il compostaggio e il riuso e valutare gli scenari alternativi all’incenerimento così come prevede la corretta attuazione della procedura VAS (Valutazione Ambientale Strategica).

✅Implementare un Piano di Prevenzione Rifiuti con obiettivi chiari e misurabili.

✅Rafforzare la raccolta differenziata e il recupero di materia nelle grandi città, senza più tollerare percentuali inaccettabili.

✅Garantire la trasparenza nei processi decisionali e la partecipazione attiva dei cittadini.

La Sicilia e i Siciliani meritano di guardare al futuro, non al ritorno perenne di strategie obsolete già superate dalla storia. La nostra battaglia continua per un’isola libera dall’incenerimento e orientata a un modello di gestione sostenibile ed equo, a vantaggio di Tutti.

𝙇𝙚 𝘼𝙨𝙨𝙤𝙘𝙞𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙚𝙙 𝙞 𝘾𝙞𝙩𝙩𝙖𝙙𝙞𝙣𝙞 𝙖𝙙𝙚𝙧𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝘾𝙖𝙢𝙥𝙖𝙜𝙣𝙖 𝙁𝙪𝙩𝙪𝙧𝙤 𝙄𝙣 𝘾𝙚𝙣𝙚𝙧𝙚

Ieri la Polizia Municipale è entrata di nuovo al mercato delle cose usate, e ha fatto sgomberare alcune aree, totalmente...
27/02/2025

Ieri la Polizia Municipale è entrata di nuovo al mercato delle cose usate, e ha fatto sgomberare alcune aree, totalmente a caso.
C’entra l’avvio della raccolta differenziata porta a porta? C’entra la “lotta al degrado”? C’entra il consumo di sostanze?

Non importa la reale ragione, l’importante è mettere in scena la performance dell'abuso di potere: blitz a sorpresa, ruspe, qualche merce sequestrata qua e là a piacimento, compiere azioni di forza senza logica apparente, e soprattutto, non dare spiegazioni sensate.

La spiegazione allora ce la diamo noi.
La Giunta Comunale non sa affrontare la povertà dilagante, l’epidemia di droghe pesanti che sta colpendo anche il mercato ormai, e la massa sempre crescente di persone allo sbando, anche a seguito dell’eliminazione del reddito di cittadinanza.

Allo stesso tempo vorrebbe inseguire il miraggio del turismo, del decoro, delle case luccicanti, per cui il mercato è un’interferenza fastidiosa.

La strategia migliore che Lagalla e comitiva hanno saputo mettere in campo è la retorica della povertà buona e della povertà cattiva. Il solito schifo della guerra fra poveri insomma.

La povertà buona è quella di chi vende veramente cose usate, che sta provando a mettersi in gioco, e che dovrebbe controllare gli altri e fare delazione.
La povertà cattiva è chi vende farmaci o cibo, come certa propaganda sta sbandierando in queste ore, o chi spaccia e consuma.

Ma per fortuna adesso c’è la nuova raccolta differenziata, che risolverà veramente tutto: in un contenitore buttiamo i poveri buoni, nell’altro quelli cattivi!

RAP e Comune hanno volutamente ignorato il tavolo tecnico che avevamo richiesto da mesi, per parlare di cose serie, di accesso ai centri comunali di raccolta, di regimi agevolati per il lavoro povero.
L’economia circolare giusta l’abbiamo sempre fatta noi, da tempi non sospetti. E questa risorsa storica, preziosa per la città, sarebbe da promuovere ed estendere, come un'alternativa di gestione popolare dei materiali, e di lavoro dignitoso per tanta gente.

La gestione dei rifiuti e delle economie, fatta in questo modo, è un disastro annunciato. Ma tanto il Comune ha già un capro espiatorio.
Indovinate chi?

Indirizzo

Palermo
90134

Orario di apertura

Martedì 07:30 - 14:00
Mercoledì 07:30 - 14:00
Giovedì 07:30 - 14:00
Venerdì 07:30 - 14:00
Sabato 07:30 - 14:00
Domenica 07:30 - 14:00

Telefono

+3284714215

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