Gruppo di Spiritualità Pagana C.W.P21

Gruppo di Spiritualità Pagana C.W.P21 C.W.P21 nasce a Palermo con l’intento di condividere e riunire coloro che sono in cammino, o si pongono in ascolto, dell’Antica Religione.

Un luogo di incontro e di ricerca per chi si avvicina al Sentiero Pagano con rispetto, e desiderio di conoscenza.

Il Cerchio del Fuoco non è nato per chiudere. È nato per ardere!Nasce a Palermo, tra il 2016 e il 2017, in forma privata...
05/03/2026

Il Cerchio del Fuoco non è nato per chiudere. È nato per ardere!
Nasce a Palermo, tra il 2016 e il 2017, in forma privata.
Un incontro, un’intesa spirituale tra William e Arke’o, un fuoco custodito nel silenzio, prima ancora che condiviso.
Nel 2021 quel fuoco sceglie di aprirsi al dialogo comunitario. C.W.P.21
Fin dall’inizio abbiamo scelto una via chiara: sincretismo consapevole, radicato, coerente. Non una fusione confusa, ma un dialogo vero tra percorsi diversi che si riconoscono sotto lo stesso cielo.
Abbiamo fatto nostro il pensiero di Quinto Aurelio Simmaco, che nella Relatio de ara Victoriae scriveva:
«Tutti contemplano le stesse stelle. Un solo cielo ci è comune. Che importa se ognuno cerca la verità a suo modo? Non si può seguire una sola strada per raggiungere un mistero così grande.»
Questo è il nostro punto di partenza.
Nel Cerchio del Fuoco ognuno porta la propria vocazione, il proprio sentire, la propria esperienza.
Nessuno deve spegnere la propria fiamma per appartenere. Anzi: è proprio quella fiamma che nutre il Cerchio.
Qui siamo “Primi tra Primi”.
Equidistanti dal Divino.
Il centro non è una persona: è la Fiamma comune.
Ogni membro compie un percorso personale profondo, ma lo fa dentro un confronto comunitario vivo. Non esistono dissonanze quando c’è ascolto. Ogni differenza diventa ricchezza.
Molti ci chiedono quale sia la funzione dei Custodi?
Non solo mantenere accesa la fiamma sugli altari, attraverso la cura giornaliera e le celebrazioni rituali.
Ma aiutare ciascuno a riconoscere la propria scintilla e condividerne i frutti con l’intero Cerchio.
Per questo il Cerchio del Fuoco Palermo non è semplicemente “inclusivo”.
È una casa spirituale.
Un luogo dove l’unicità non divide, ma compone, crea , si trasforma, si moltiplica.
Ognuno di noi è un tassello.
Una voce del Divino che si manifesta a frammenti lungo la storia dell' essere umano, attraverso la storia, attraverso i costumi, attraverso la nostra l'unicità della nostra vita.
E quando impariamo a riconoscere la bellezza che l’altro porta dentro, il Fuoco non è più solo simbolo.
Come comunità celebriamo, quando possibile, la Ruota dell’Anno in forma condivisa.
Non come semplice calendario rituale, ma come gesto di comunione: riconoscere insieme la ciclicità dell’esistenza, il respiro della Terra, il ritorno costante del Mistero.
Tra tutti i passaggi della Ruota, due momenti hanno per noi un valore fondativo.
Imbolc, dedicato alla Dea Brighid, fuoco della poesia, della guarigione e della fucina spirituale.
E Lughnasadh, consacrato al Dio Lugh, luce della maestria, dell’ingegno e della sovranità luminosa.
Non sono solo ricorrenze stagionali: sono gli atti simbolici che hanno accompagnato e custodito la nascita stessa del Cerchio del Fuoco. Sono le nostre radici accese.
Alla coppia divina, Dio e Dea, il Cerchio unisce un terzo principio essenziale: il Custode.
Il Custode non è una figura esterna.
È il divino interiore che vive in ognuno di noi.
È la scintilla che siamo, la memoria sacra che attende di essere riconosciuta.
Per questo la nostra esperienza comunitaria si fonda sulla Triade Sacra: Dio, Dea, Custode.
Non dualità, ma coesistenza.
Non distanza dal divino, ma partecipazione.
Non adorazione che separa, ma riscoperta che unisce.
Celebrare insieme significa proprio questo:
ricordare che il Fuoco arde nei cicli del mondo, nelle divinità che onoriamo… e dentro ciascuno di noi.
E quando queste tre dimensioni tornano ad armonizzarsi, il Cerchio non è solo spazio rituale, diventa coscienza viva.
In Luce e in Fuoco Arke'o e William Custodi del Cerchio del Fuoco Palermo - C,W.P.21

Celebrazione Giornata della Memoria Pagana 24 Febbraio 2026 - presso Tempio del Fuoco - C.W.P21
24/02/2026

Celebrazione Giornata della Memoria Pagana
24 Febbraio 2026 - presso Tempio del Fuoco - C.W.P21

20/02/2026

Quello che stiamo attraversando, tra Imbolc e Ostara, è un tempo sottile. Non è ancora primavera, ma l'inverno non ha più l'ultima parola. È un confine, un ennesimo periodo liminale. E nei confini le tradizioni si sfiorano, si guardano, a volte si riconoscono!

“Sacerdote: il significato perduto di una parola che brucia ancora.”La parola sacerdote porta con sé un’eredità antica, ...
18/02/2026

“Sacerdote: il significato perduto di una parola che brucia ancora.”
La parola sacerdote porta con sé un’eredità antica, spesso ridotta a un ruolo religioso specifico, ma in realtà molto più ampia e profonda. Deriva dal latino sacerdos, composto da sacer — “sacro” — e dare — “dare”.
Il sacerdote è dunque, letteralmente, colui che dà il sacro, o, in modo ancora più preciso, colui che rende sacro. Non ne è proprietario, non ne è padrone: ne è custode e servitore, colui che rende presente una dimensione che esiste da sempre ma che necessita di consapevolezza per manifestarsi.
Molto prima delle religioni strutturate, l’essere umano viveva immerso in un mondo percepito come animato e misterioso. Nelle società arcaiche emergeva una figura capace di attraversare simbolicamente il confine tra visibile e invisibile: lo sciamano, il mediatore, il custode del fuoco e dei sogni.
Non esisteva ancora la parola “sacerdote”, ma esisteva già la funzione: creare un ponte tra la comunità e il mistero, tra il quotidiano e l’invisibile, tra il mondo dei vivi e il mondo dell'oltre.
Con il sorgere delle grandi civiltà questa funzione si struttura. Nell’Antico Egitto i sacerdoti custodivano i templi e mantenevano l’ordine cosmico; nella Grecia antica officiavano i riti che garantivano l’armonia tra la polis e le divinità; nella Roma antica il pontifex era il “costruttore di ponti”, immagine perfetta del sacerdote come collegamento vivente tra umano e divino. Il sacerdozio, in queste culture, era servizio all’equilibrio del mondo.
Nel tempo, con l’affermarsi delle religioni monoteistiche, la figura sacerdotale si è progressivamente istituzionalizzata, assumendo forme più gerarchiche e separate dalla comunità. Il sacerdote è diventato spesso amministratore del sacro. Ma questa evoluzione storica non cancella la radice originaria: il sacerdote non è colui che detiene il divino, bensì colui che lo rende presente.
Oggi, in molte spiritualità contemporanee e nei percorsi pagani, si assiste a un ritorno a quella radice.
Essere sacerdote significa assumersi una responsabilità: custodire uno spazio rituale, guidare una celebrazione, accompagnare passaggi di vita, mantenere acceso un fuoco che appartiene alla comunità e al Mistero.
Ma il sacerdozio non è soltanto servizio alla comunità. È anche, e forse prima di tutto, servizio a sé stessi.
Essere sacerdoti significa intraprendere un dialogo unico e personale con il divino. Un dialogo che non è teorico, ma trasformativo. Non si tratta solo di parlare al divino, ma di lasciarsi plasmare da esso. Di modellare la propria vita, il proprio carattere, le proprie scelte secondo una tensione verso il sacro.
In questa prospettiva il sacerdozio diventa cammino interiore:
ricerca continua, disciplina, ascolto, responsabilità.
È una scelta consapevole, che implica coerenza e dedizione.
Fino a un punto più profondo: non limitarsi a servire il divino, ma incarnarlo.
Non per sostituirsi ad esso, ma per diventare trasparenza del divino nel mondo. Per lasciare che il sacro prenda forma nella propria voce, nei propri gesti, nelle proprie azioni.
Ed è in questa visione che si inserisce il cammino del Cerchio del Fuoco Palermo. Nel Cerchio, il sacerdote nasce dalla comunità e per la comunità opera, ma al tempo stesso intraprende un percorso interiore rigoroso e trasformativo. Custodisce il Fuoco, apre e chiude lo spazio rituale, richiama la Triade Divina, rende vivo il tempo della Ruota dell’Anno. Tuttavia, prima ancora di guidare altri, è chiamato a guidare sé stesso.
Nel Cerchio del Fuoco, il sacerdozio non è un titolo, ma una scelta rinnovata. È diventare ponte, diventare custode, diventare presenza. È lavorare costantemente affinché il dialogo con il divino non rimanga un’idea, ma diventi esperienza viva.
Così la parola antica ritrova il suo senso pieno: il sacerdote è colui che rende sacro. E nel gesto di accendere il Fuoco, di pronunciare un’invocazione, di porsi in ascolto profondo, quella radice millenaria continua a vivere , come servizio alla comunità, come servizio a sé stessi, come cammino verso una trasformazione consapevole e responsabile.
In Luce e in Fuoco Arke'o
Custode del Cerchio del Fuoco Palermo C.W.P.21
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Articolo : https://the-pagan-blog.webnode.it/.../sacerdote-il.../

04/02/2026

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Nel nostro cammino  come pagani; come Custodi del Cerchio del Fuoco Palermo , la preghiera, intesa come  relazione viva ...
05/01/2026

Nel nostro cammino come pagani; come Custodi del Cerchio del Fuoco Palermo , la preghiera, intesa come relazione viva e partecipata con il Divino, non è supplica né distanza.
Nella nostra esperienza Pregare significa sintonizzarsi, entrare in ascolto, ricordare il legame che unisce l’essere umano, la Natura e le Divinità.

In eco con gli insegnamenti della Wicca e del druidismo moderno, nelle quali, riconosciamo vie contemporanee che hanno saputo custodire, rivelare e rendere nuovamente praticabile il rapporto sacro tra l’essere umano, la Natura e il Divino.
Come Custodi, onoriamo questi insegnamenti perché risuonano con la nostra esperienza diretta del sacro:
la ritualità come linguaggio dell’anima, la ciclicità del tempo,
la sacralità dell’incarnazione, il divino immanente e l'esperiena comunitaria. La nostra preghiera vive nel rito, nella meditazione; entrando in uno stato di vibrazione condivisa, tra noi e con le nostre Divinità, e quando il confine tra noi e il sacro si assottiglia, il divino torna a essere esperienza!

Pregare, per noi, è, per tanto, sintonizzarsi a tal punto da dissolvere i confini:
noi nelle Dee e negli Dei,
le Dee e gli Dei in noi.
In quello spazio senza tempo, l’Io si fa silenzio e l’essenza divina riaffiora. È lì che attingiamo, è lì che ricordiamo chi siamo.

Questo non ci porta ad rifiuto del mondo né della fisicità.
Al contrario: è un ritorno alla memoria sacra dell’incarnazione.
Nella memoria ritrovata celebriamo la bellezza della vita vissuta, con tutte le sue passioni e le sue sfaccettature terrene: l’amore, il piacere, la gioia, il desiderio, la relazione, il dolore, ,la paura, la morte.

Il nostro sentiero non conosce privazione né penitenza.
Noi crediamo nella gioia della consapevolezza
e nella pienezza della vita come atto sacro.

Vivere ricordando il divino che siamo è la nostra preghiera;
gioirne e parteciparne pienamente, in questa incarnazione,
è l’esaltazione viva della nostra essenza. )O(
'' Abbiamo udito la Voce che chiama dal profondo della Terra e dalle Stelle, e abbiamo scelto di rispondere col Fuoco del Cuore ...''
Dal Libro Mastro del Cerchio del Fuoco Palermo - Con Amore e Fiducia , in Luce e in Fuoco ARKE'O C.d.F.

Io sono qui, Strega per memoria e scelta.Sotto ogni Luna Pienami unisco a chi camminò prima di me.A coloro che ci hanno ...
03/01/2026

Io sono qui, Strega per memoria e scelta.
Sotto ogni Luna Piena
mi unisco a chi camminò prima di me.
A coloro che ci hanno preceduto
noi rendiamo onore )O(
A coloro che verranno dopo di noi,
noi offriamo benedizione )O(
Diana, Madre della Luna e dei Passi Segreti,
posa il tuo sguardo su questo Cerchio )O(
In questa Notte delle Streghe
custodisci chi eravamo,
illumina chi siamo,
proteggi chi saremo.
Così, che di Plenilunio in Plenilunio,
il Cerchio attraversi il tempo. Felice Esbat )O(
ARKE'O e William Custodi del Cerchio del Fuoco Palermo
3 Gennaio 2026 - Primo Plenilunio

Auguri del Cerchio del Fuoco In questa notte di passaggio,31 dicembre, vigilia del Capodanno sociale,sentiamo il desider...
31/12/2025

Auguri del Cerchio del Fuoco

In questa notte di passaggio,
31 dicembre, vigilia del Capodanno sociale,
sentiamo il desiderio, come Cerchio del Fuoco,
di unirci a questo momento liminale così vasto e condiviso.

Sebbene per noi il vero varco dell’Anno Nuovo
si apra a Samhain,
riconosciamo la forza di ogni soglia,
di ogni tempo sospeso in cui il mondo intero
trattiene il respiro e si prepara a rinascere.

Che questa notte possa essere per tutti
un’occasione di luce, consapevolezza e rinnovamento,
un tempo in cui lasciare andare ciò che non serve più
e accogliere con cuore aperto ciò che desidera nascere.

Auguriamo pace, serenità e rinascita,
nelle case, nei cuori e nei cammini di ognuno.
Possano gli Dei illuminare sempre i nostri passi
e il Fuoco Sacro continuare a guidarci
nel nuovo ciclo che si apre.
Possa la Benedizione di Brighid e Lugh guidarci lungo il sentiero. Buon 2026
Arke'o e William Custodi del Tempio del Fuoco Palermo

Nella notte tra il 21 e il 22 dicembre, abbiamo celebrato Yule.Un rito solenne e sacro, vissuto nella veglia e nella cus...
22/12/2025

Nella notte tra il 21 e il 22 dicembre, abbiamo celebrato Yule.
Un rito solenne e sacro, vissuto nella veglia e nella custodia del Fuoco.
Come di consueto, il rito è poi proseguito nel banchetto conviviale e nello scambio dei doni, perché Yule è anche condivisione, calore umano, presenza viva.

Yule è un rito di passaggio, un momento liminale della Ruota dell’Anno.
È la soglia in cui l’oscurità non viene negata, ma attraversata.
È il tempo in cui l’introspezione profonda lascia intravedere i primi bagliori del Dio che rinasce: non ancora trionfante, non ancora visibile a tutti, ma vivo, pulsante, reale.

Per il Cerchio del Fuoco Palermo, questo Yule è stato speciale.
Abbiamo scelto una celebrazione in forma privata, come Custodi e Fondatori, per riprenderci un’intimità necessaria.
Un ritorno consapevole alle origini.
Un rientrare dentro noi stessi per ascoltare di nuovo il Fuoco, senza rumore, senza aspettative, senza ruoli esteriori.

È stato un atto di radicamento.
Un rinnovare la nostra vocazione.
Un ricordare perché custodiamo, perché celebriamo, perché abbiamo scelto il sacerdozio come servizio e come presenza vigile nel tempo.

Yule ci insegna che la Luce non nasce nel clamore, ma nel silenzio.
Che la continuità non è scontata, ma va custodita.
Che ogni nuovo ciclo comincia sempre da un atto interiore di fedeltà.

In questo periodo sacro, invitiamo tutte e tutti a trarre nuova spinta dal tempo di Yule:
a rallentare,
ad ascoltare,
a proteggere ciò che sta nascendo dentro, anche se è ancora fragile.

Che ognuno possa riconoscere il proprio Fuoco, anche quando sembra solo una brace.

Alla comunità pagana tutta,
agli amici, alle sorelle e ai fratelli sul Sentiero,
auguriamo un felice e benedetto periodo di Yule,
che la Notte sia maestra
e che la Luce, tornando, ci trovi pronti.

Come Custodi del Cerchio del Fuoco Palermo,
vi affidiamo le nostre benedizioni:

Che la Dea ci insegni l’attesa.
Che il Dio ci accompagni nel ritorno.
Che il Fuoco ci abiti anche quando non è visibile.

Nella gioia ci siamo incontrati,
nella gioia ci lasciamo,
nella gioia ci ritroveremo.

In Luce e in Fuoco 🔥
Arke'o e William Custodi del Cerchio del Fuoco Palermo - C.W.P.21

07/11/2025

Dalla Sicilia una voce che unisce spiritualità, arte e comunità: Arkèo, fondatore del Cerchio del Fuoco Palermo e redattore di The Pagan Blog, chiude il ciclo della Ruota dell'Anno.

Indirizzo

Palermo
90100

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