03/07/2026
🟥 Energia: Cgil e Filctem, in assenza di riconversioni a rischio dismissione le centrali termoelettriche siciliane, con un impatto devastante su interi territori
“Il governo regionale affronti subito il problema aprendo un tavolo di merito con le parti sociali
Palermo, 3 lug- “Le centrali termoelettriche siciliane in assenza di riconversioni andranno fatalmente incontro a ridimensionamenti e dismissioni. Un processo già iniziato, che rischia di avere un impatto sociale devastante, con centinaia di lavoratori che potrebbero restare senza occupazione” . Lo denunciano in una nota congiunta la Cgil e la Filctem siciliane”. “Una transizione energetica largamente preannunciata e non governata- scrivono in una nota il segretario generale della Filctem Cgil Sicilia, Pino Foti, e la segretaria confederale Cgil Gabriella Messina -che oggi in Sicilia presenta il conto amaro dell’assenza di una politica industriale ed energetica e dei mancati investimenti. Siamo di fronte al fallimento politico della transizione – aggiungono- verso quelle tecnologie che avrebbero dovuto garantire la riconversione dei siti industriali storici, salvaguardando lo sviluppo produttivo dei territori, i livelli occupazionali e il mantenimento di adeguati standard di benessere economico e sociale”.
Cgil e Filctem richiamano la vertenza in corso dei lavoratori della centrale termoelettrica A2A Energiefuture di S.Filippo del Mela (Me), e il confronto tra sindacato ,azienda e deputazione regionale che si è sviluppato nella Terza Commissione dell’ARS convocata per discutere del futuro di quel sito. “Oggi quanto paventato- affermano Foti e Messina-si sta drammaticamente avverando, secondo i piani di esercizio della rete elettrica nazionale. La prima centrale termoelettrica a non essere più ritenuta essenziale da Terna per la sicurezza del sistema, subendo già un drastico ridimensionamento operato sul mercato dei servizi di dispacciamento, è quella di Porto Empedocle. Ma, in assenza di scelte industriali immediate e di una ferrea regia politica regionale e nazionale, lo stesso destino colpirà, anche le altre nessuna esclusa: le centrali di San Filippo del Mela (A2A), quella Enel di Priolo Gargallo, quella BeG di Priolo Gargallo, la centrale Igcc ( Isab energy) di Priolo Gargallo.
Uno scenario “annunciato”, sostengono Cgil e Filctem che aggiungono: “Avevamo ampiamente avvertito che, parallelamente all’incremento esponenziale delle fonti energetiche rinnovabili (FER) e ai massicci investimenti di Terna nei collegamenti sottomarini ad altissima tensione progettati per esportare migliaia di megawatt (come il Tyrrhenian Link verso la pen*sola italiana e il futuro elettrodotto Tunita verso la Tunisia), le nostre centrali tradizionali avrebbero perso il loro ruolo strategico di pilastri del sistema elettrico isolano. Senza un serio piano industriale di riconversione produttiva, il destino di questi poli era segnato: un graduale ridimensionamento destinato a sfociare in una lenta e inesorabile dismissione”.
Foti e Messina sottolineano che “sono già centinaia, nelle sole centrali di Porto Empedocle e San Filippo del Mela, i lavoratori, tra dipendenti diretti e operai dell’indotto impegnati nelle manutenzioni e nei servizi, che guardano con profonda angoscia al proprio futuro occupazionale. Le centrali sono state e sono il volano economico di interi territori dei quali hanno garantito, sinora, lo sviluppo economico, il riscatto e la specializzazione di intere generazioni. In assenza di alternative e di riconversioni, intere aree si impoveriranno”. E aggiungono: “La transizione energetica oltre ad essere inevitabile è una grande opportunità che però va colta con una chiara politica industriale e norme adeguate che attraggano le aziende inducendole a misurarsi su nuovi progetti con idonei investimenti. C’è bisogno insomma – concludono Foti e Messina- che la politica, il governo regionale, i territori e le parti sociali affrontino urgentemente questo problema in un tavolo di merito, che si trasformi nell'avamposto di una programmazione vera, capace di imporre ai colossi dell'energia impegni vincolanti per la reindustrializzazione”.