Filctem CGIL Sicilia

Filctem CGIL Sicilia Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Filctem CGIL Sicilia, Sindacato, Via Arrigo boito 3, Palermo.

Federazione Italiana Lavoratori Chimica Energia Manifatture- organizza i lavoratori dell’industria e dell’artigianato chimico-farmaceutico,tessile - abbigliamento e calzaturiero, gomma plastica

Risultato In Sicilia Assemblee nuova articolazione di orario Blue Team E Distribuzione:72,77% favorevoli, 23,10% contrar...
03/08/2026

Risultato In Sicilia Assemblee nuova articolazione di orario Blue Team E Distribuzione:
72,77% favorevoli, 23,10% contrari, 4,13 astenuti.

🟥  Presidio davanti al MIMIT, dove è in corso la riunione convocata dal Ministero sulla riorganizzazione della chimica d...
30/07/2026

🟥 Presidio davanti al MIMIT, dove è in corso la riunione convocata dal Ministero sulla riorganizzazione della chimica di Eni da cui è stata esclusa la Filctem Cgil

Siamo qui intanto perché non abbiamo mai condiviso le scellte dell'azienda e del governo che, di fatto, rinunciano a un’industria strategica per il nostro Paese e per la Sicilia, mettendo a rischio occupazione, competenze e prospettive di sviluppo.

Ed anche per denunciare un fatto gravissimo e senza precedenti: l’esclusione della Filctem CGIL, l’organizzazione maggiormente rappresentativa del settore, dal tavolo convocato dal Ministero.

Un comportamento inaccettabile e profondamente antisindacale, messo in atto proprio da una istituzione della Repubblica, che decide di escludere dal confronto l’organizzazione “colpevole” di aver espresso un dissenso nel merito delle scelte industriali.

Il confronto democratico non può trasformarsi nella selezione degli interlocutori sulla base del loro consenso.

Continueremo a far sentire la nostra voce, dentro e fuori i tavoli, per difendere il lavoro, l’industria chimica e il diritto di rappresentare le lavoratrici e i lavoratori.

23/07/2026

🟥 Caldo: Cgil e Filctem Sicilia: “Black out e reti elettriche al collasso, una regione bloccata e lavoratori stremati da turni massacranti sotto il sole”.
“Servono assunzioni immediate e investimenti reali sulle reti per fronteggiare una situazione che da anni non è più evento eccezionale”

Palermo, 23 lug- “Le temperature estreme e prolungate di questi giorni, con picchi che superano i 40°C-42°C, hanno fatto puntualmente riesplodere le gravissime criticità della rete elettrica siciliana. I guasti a catena dovuti al surriscaldamento dei cavi sotterranei e all'esplosione dei giunti elettrici hanno gettato ancora nell'emergenza ampie porzioni del territorio siciliano. Nel capoluogo, a Palermo, le interruzioni hanno colpito a macchia d'olio interi quartieri e zone nevralgiche estendendosi ad aree del Catanese, del Siracusano e della provincia di Ragusa. In molti casi non si è trattato di rapidi cali di tensione, ma di blackout prolungati da 12 fino a oltre 24 ore di fila, che hanno lasciato migliaia di famiglie, anziani, persone fragili, attività ed aziende senza luce, aria condizionata e persino acqua. A fronteggiare questo prevedibile disastro infrastrutturale anche stavolta sono stati i soli lavoratori elettrici - tecnici e gli operativi di E-Distribuzione e delle ditte d'appalto — costretti a compiere sforzi sovrauma, con turni massacranti di oltre 12 ore, lavorando anche in piena notte o sotto il sole rovente su un asfalto che supera i 50°C per scavare, individuare il guasto, sostituire le campate di cavi bruciate ed accorrere subito in un'altra area per ripetere la stesa operazione” . E’ la descrizione della Cgil e della Filctem della situazione drammatica di queste ore in Sicilia. “Solo quando la regione riuscirà a pretendere adeguati finanziamenti per una efficiente rete elettrica al pari delle altre regioni e a realizzarla- dicono il segretario generale della Filctem Cgil Sicilia, Pino Foti e Gabriella Messina, segretaria confederale regionale Cgil- questa situazione potrà cambiare”. Foti e Messina aggiungono che “ la salute e l'incolumità dei lavoratori non possono essere sacrificate per coprire l'inefficienza del sistema e di chi ha responsabilità di governo ed ha quindi l’obbligo di individuare soluzioni. Non è più tollerabile liquidare quanto sta accadendo come un fatto del tutto imprevedibile o eccezionale”.
E affermano: “Registriamo Inadeguatezza e obsolescenza delle reti. La rete di distribuzione di media e bassa tensione è strutturalmente inadeguata a reggere l'aumento dei consumi estivi sommato al surriscaldamento del terreno. Senza interventi profondi di ammodernamento e digitalizzazione- rilevano i due esponenti sindacali- la rete continua a spezzarsi nei soliti punti critici. Il segretario della Filctem e Gabriella Messina aggiungono i temi dell’ emergenza organici e dello stress termico. “ Anni di contrazione del personale – osservano- hanno ridotto al minimo le squadre d'intervento operativo sul territorio. Oggi bastano poche giornate di caldo torrido prolungato per saturare la capacità d'intervento. Il personale è numericamente troppo esiguo per sostenere turni e reperibilità di questa portata senza violare le norme sui riposi, sulla sicurezza e sulle ordinanze contro lo stress termico.” “Il cambiamento climatico soprattutto in Sicilia – dicono Foti e Messina- è una condizione strutturale e le ondate di calore estremo estive durano ormai settimane. Schifani la smetta di voltarsi dall’altro lato- sottolineano- dica grazie ai lavoratori elettrici e convochi un immediato tavolo con le aziende del settore e il sindacato pretendendo, come chiediamo da anni, un piano straordinario di assunzioni per rafforzare stabilmente le squadre operative su tutta l'Isola e un vero piano di investimenti vincolato per il potenziamento delle reti. Sono richieste semplici che rispondono ai bisogni e ai diritti dei siciliani – concludono Foti e Messina - portano investimenti e lavoro e soprattutto intervengono sulla salute sulla sicurezza e l’incolumità dei lavoratori “.

23/07/2026
03/07/2026

🟥 Energia: Cgil e Filctem, in assenza di riconversioni a rischio dismissione le centrali termoelettriche siciliane, con un impatto devastante su interi territori

“Il governo regionale affronti subito il problema aprendo un tavolo di merito con le parti sociali

Palermo, 3 lug- “Le centrali termoelettriche siciliane in assenza di riconversioni andranno fatalmente incontro a ridimensionamenti e dismissioni. Un processo già iniziato, che rischia di avere un impatto sociale devastante, con centinaia di lavoratori che potrebbero restare senza occupazione” . Lo denunciano in una nota congiunta la Cgil e la Filctem siciliane”. “Una transizione energetica largamente preannunciata e non governata- scrivono in una nota il segretario generale della Filctem Cgil Sicilia, Pino Foti, e la segretaria confederale Cgil Gabriella Messina -che oggi in Sicilia presenta il conto amaro dell’assenza di una politica industriale ed energetica e dei mancati investimenti. Siamo di fronte al fallimento politico della transizione – aggiungono- verso quelle tecnologie che avrebbero dovuto garantire la riconversione dei siti industriali storici, salvaguardando lo sviluppo produttivo dei territori, i livelli occupazionali e il mantenimento di adeguati standard di benessere economico e sociale”.
Cgil e Filctem richiamano la vertenza in corso dei lavoratori della centrale termoelettrica A2A Energiefuture di S.Filippo del Mela (Me), e il confronto tra sindacato ,azienda e deputazione regionale che si è sviluppato nella Terza Commissione dell’ARS convocata per discutere del futuro di quel sito. “Oggi quanto paventato- affermano Foti e Messina-si sta drammaticamente avverando, secondo i piani di esercizio della rete elettrica nazionale. La prima centrale termoelettrica a non essere più ritenuta essenziale da Terna per la sicurezza del sistema, subendo già un drastico ridimensionamento operato sul mercato dei servizi di dispacciamento, è quella di Porto Empedocle. Ma, in assenza di scelte industriali immediate e di una ferrea regia politica regionale e nazionale, lo stesso destino colpirà, anche le altre nessuna esclusa: le centrali di San Filippo del Mela (A2A), quella Enel di Priolo Gargallo, quella BeG di Priolo Gargallo, la centrale Igcc ( Isab energy) di Priolo Gargallo.
Uno scenario “annunciato”, sostengono Cgil e Filctem che aggiungono: “Avevamo ampiamente avvertito che, parallelamente all’incremento esponenziale delle fonti energetiche rinnovabili (FER) e ai massicci investimenti di Terna nei collegamenti sottomarini ad altissima tensione progettati per esportare migliaia di megawatt (come il Tyrrhenian Link verso la pen*sola italiana e il futuro elettrodotto Tunita verso la Tunisia), le nostre centrali tradizionali avrebbero perso il loro ruolo strategico di pilastri del sistema elettrico isolano. Senza un serio piano industriale di riconversione produttiva, il destino di questi poli era segnato: un graduale ridimensionamento destinato a sfociare in una lenta e inesorabile dismissione”.
Foti e Messina sottolineano che “sono già centinaia, nelle sole centrali di Porto Empedocle e San Filippo del Mela, i lavoratori, tra dipendenti diretti e operai dell’indotto impegnati nelle manutenzioni e nei servizi, che guardano con profonda angoscia al proprio futuro occupazionale. Le centrali sono state e sono il volano economico di interi territori dei quali hanno garantito, sinora, lo sviluppo economico, il riscatto e la specializzazione di intere generazioni. In assenza di alternative e di riconversioni, intere aree si impoveriranno”. E aggiungono: “La transizione energetica oltre ad essere inevitabile è una grande opportunità che però va colta con una chiara politica industriale e norme adeguate che attraggano le aziende inducendole a misurarsi su nuovi progetti con idonei investimenti. C’è bisogno insomma – concludono Foti e Messina- che la politica, il governo regionale, i territori e le parti sociali affrontino urgentemente questo problema in un tavolo di merito, che si trasformi nell'avamposto di una programmazione vera, capace di imporre ai colossi dell'energia impegni vincolanti per la reindustrializzazione”.

02/07/2026

🟥 TAVOLO VERSALIS AL . PRESIDIO DAVANTI AL MINISTERO PER LA MANCATA CONVOCAZIONE DELLA CGIL E DELLA Filctem-Cgil

🔴 “Ad oggi, non abbiamo ancora avuto nessuna comunicazione, né come CGIL, né come Filctem Cgil, da parte del MIMIT per essere convocati alla riunione prevista mercoledì 8 luglio sulla verifica del piano di riorganizzazione di Eni Versalis. Continua quindi, con tutta evidenza, a manifestarsi la volontà e la scelta politica di escludere la CGIL e la Filctem dalla discussione, fatto questo di una gravità inaudita perché perpetrato da una sede Istituzionale come il Ministero delle Imprese e del Made in Italy”. Lo affermano il segretario confederale della Cgil, 𝗚𝗶𝗻𝗼 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗲 e 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗙𝗮𝗹𝗰𝗶𝗻𝗲𝗹𝗹𝗶, segretario generale della Filctem Cgil, in occasione della convocazione dell’Assemblea Generale della Filctem Cgil Nazionale, allargata a tutte le Strutture e ai delegati/e, che si svolgerà in presidio davanti al MIMIT, in concomitanza con l’incontro.

“Con questa esclusione – concludono Giove e Falcinelli - si vuole ledere il diritto costituzionale ad esprimere la propria opinione a tutte le lavoratrici e ai lavoratori che hanno conferito rappresentanza alla CGIL e alla Filctem Cgil”.

📌𝗔𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱𝗶̀ 𝟴 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟮:𝟬𝟬, 𝗱𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗜𝗠𝗜𝗧 𝗮 𝗩𝗶𝗮 𝗠𝗼𝗹𝗶𝘀𝗲, 𝟮, 𝗥𝗼𝗺𝗮.
Collettiva Il Diario del lavoro Adolfo Urso Ministero delle Imprese e del Made in Italy Canale Energia Staffetta Quotidiana

La "mappa" delle dismissioni: dda Porto Empedocle al polo di Priolo
01/07/2026

La "mappa" delle dismissioni: d
da Porto Empedocle al polo di Priolo

20/06/2026
🟥 Brindisi, assemblea generale FILCTEM CGIL Nazionale. “Chimica - Quale   per l’  delle  ”L’assemblea generale della FIL...
19/06/2026

🟥 Brindisi, assemblea generale FILCTEM CGIL Nazionale. “Chimica - Quale per l’ delle ”

L’assemblea generale della FILCTEM CGIL Nazionale si è riunita oggi a Brindisi, un luogo simbolo che, insieme a tutto il Mezzogiorno d’Italia e alla
Sicilia, ha subito pesantemente le conseguenze della scelta di Eni di abbandonare la chimica di base.

Una decisione che ha prodotto effetti irreversibili sull’intera filiera industriale a valle, mettendo a rischio competenze, occupazione e prospettive di sviluppo per interi territori.

Continuiamo a sostenere con convinzione che quella sia stata una scelta sbagliata. Oggi, più che mai, riteniamo che le conseguenze di quella decisione siano evidenti e che lo saranno sempre di più nei prossimi anni, con ricadute significative su un intero asset strategico del sistema produttivo italiano quale è la chimica di base

Per questo ribadiamo la necessità di una politica industriale nazionale che assuma un ruolo di indirizzo nelle scelte delle grandi aziende a partecipazione statale. Non è accettabile che decisioni che incidono sul futuro di interi settori produttivi e di migliaia di lavoratrici e lavoratori siano determinate esclusivamente da logiche finanziarie.

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Palermo
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