20/04/2022
SCIOPERO PER LA VITA • lettera n.126
Sono Geo e scrivere questa lettera è stato molto difficile.
«Cosa significa per te provare eco-ansia?».
Questa è stata la domanda con la quale è iniziata l'intervista per l'.
Solo dopo mi sono accorto che mai nessuna persona me l'aveva chiesto prima.
Credo di aver iniziato a provare eco-ansia nel 2019, quando iniziai ad informarmi sulla crisi climatica ed ecologica attuale.
In poco meno di un anno ho cambiato il mio modo di vivere: ho smesso di comprare cose superflue, ho iniziato a nutrirmi in maniera totalmente vegetale e a viaggiare con mezzi a basso impatto ambientale.
Nonostante ciò, da subito ho capito che l'unica cura possibile contro questo enorme male era, ed è tutt'ora, la mobilitazione.
Tutt'oggi sono un'attivista di , e .italia e grazie a questi movimenti ho conosciuto tantissime persone, giovani e meno giovani, con le quali condivido la stessa voglia di vivere.
L'ansia che provo oggi è molto più accentuata: non c'è giorno che passi che non pensi al disastro che come umanità stiamo producendo alla Terra e ai suoi abitanti, a tutte quelle specie in via d'estinzione e quelle che uccidiamo e manipoliamo per i nostri scopi; ma anche alle prossime generazioni (tra cui i miei cuginetti) che si ritroveranno un pianeta al collasso, con sempre più guerre e carestie.
Svegliarsi con questo pensiero ogni giorno di certo non fa stare bene ma sapere che è un dolore condiviso tra milioni di attivistɜ in tutto il globo, in qualche modo, fa stare meglio.
Nell'indifferenza totale delle scelte politiche dei governi odierni sembra quasi di vivere in un film apocalittico.
E mi chiedo: se fossero loro a ritrovarsi con le scarpe infangate nel letto del fiume più lungo d'Italia che nel mese d'aprile ha registrato il "record" di siccità, capirebbero la necessità di prendere decisioni serie e andare oltre il profitto?