10/06/2026
Nel IV secolo d.C., quando viaggiare significava affrontare mesi di cammino, deserti, montagne e territori sconosciuti, una donna intraprese uno dei più straordinari pellegrinaggi della tarda antichità. Il suo nome era Egeria.
Probabilmente originaria della Hispania romana, tra il 381 e il 384 d.C. percorse migliaia di chilometri attraverso l'Oriente cristiano, visitando Gerusalemme, il Sinai, l'Egitto, la Siria e la Mesopotamia. Ma ciò che rende il suo viaggio eccezionale non è soltanto la distanza percorsa: Egeria ci ha lasciato un racconto dettagliato della sua esperienza, considerato il più antico diario di viaggio scritto da una donna giunto fino a noi.
Nelle pagine del suo Itinerarium, Egeria descrive paesaggi, monasteri, liturgie, celebrazioni e incontri con monaci e vescovi. Il suo sguardo è curioso, attento e profondamente coinvolto. Non viaggia per conquistare o commerciare, ma per comprendere. Cerca nei luoghi la traccia della memoria biblica, trasformando il pellegrinaggio in un'esperienza di conoscenza e interpretazione del mondo.
La storia di Egeria ci ricorda che il viaggio non è mai stato soltanto uno spostamento nello spazio. Per molte donne, partire ha significato attraversare confini ben più complessi di quelli geografici: convenzioni sociali, aspettative familiari, limitazioni culturali e stereotipi di genere. Se oggi ricordiamo Egeria come una pioniera, è perché ebbe il coraggio di rivendicare il proprio diritto a guardare il mondo con i propri occhi.
Nei secoli successivi altre donne avrebbero seguito, consapevolmente o meno, le sue orme. Viaggiatrici, esploratrici, scrittrici e pellegrine che fecero della partenza un gesto di autodeterminazione, trasformando la strada in uno spazio di libertà e il viaggio in una pratica di emancipazione.
È proprio da questa prospettiva che nasce Io viaggio sola: Grand Tour al femminile a Palermo , un itinerario antropologico-letterario dedicato alle donne che hanno sfidato i limiti imposti dalla loro epoca per conquistare il diritto all'esperienza, alla conoscenza e allo sguardo.
Attraverso le strade di Palermo ripercorreremo le storie delle protagoniste del viaggio al femminile, dando voce ai loro diari, ai loro carteggi e alle loro testimonianze. Un percorso che ci porterà a riflettere sul significato politico e culturale del partire sole, ieri come oggi, e sul viaggio come strumento di costruzione dell'identità, resistenza e libertà.
Perché ogni volta che una donna decide di mettersi in cammino, da Egeria fino ai nostri giorni, non sta soltanto cambiando luogo: sta ridefinendo i confini del possibile.