Museofalconeborsellino

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Museofalconeborsellino Memoria, impegno e cultura. Benvenuti al Museo Falcone Borsellino, il "bunkerino" all'interno del Palazzo di Giustizia di Palermo. Unisciti a noi!

Un luogo di riflessione sulla lotta alla mafia. Visite guidate gratuite su prenotazione.

Ogni persona attraversa le stesse stanze.Ma non tutti escono dal Museo Falcone Borsellino con le stesse immagini, le ste...
19/10/2026

Ogni persona attraversa le stesse stanze.
Ma non tutti escono dal Museo Falcone Borsellino con le stesse immagini, le stesse domande o gli stessi pensieri.

C’è chi rimane colpito dai luoghi di lavoro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, chi dai documenti, chi dal metodo del pool antimafia, chi da un particolare incontrato durante la visita.

Se sei già stato al Museo, cosa ti è rimasto dopo la visita?

Una parola, un’immagine, una riflessione, una domanda.
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Legalità
Le visite al Museo continuano a essere gratuite e su

«La lotta alla mafia […] doveva essere un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti, specialmente le giovani g...
16/10/2026

«La lotta alla mafia […] doveva essere un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti, specialmente le giovani generazioni.»
Paolo Borsellino

Queste parole furono pronunciate poche settimane dopo la strage di Capaci. Per Paolo Borsellino il contrasto alla mafia non poteva essere affidato soltanto alla magistratura e alle forze dell’ordine.

Doveva riguardare anche la scuola, la cultura, le famiglie, le istituzioni e il modo in cui ciascuno sceglie di partecipare alla vita della propria comunità.
È anche da questa idea che nasce il lavoro educativo della Fondazione Progetto Legalità.

Il 12 ottobre 1941 nasce a San Giuseppe Jato, Giuseppe Insalaco.Eletto più volte al Consiglio comunale di Palermo, nel 1...
12/10/2026

Il 12 ottobre 1941 nasce a San Giuseppe Jato, Giuseppe Insalaco.

Eletto più volte al Consiglio comunale di Palermo, nel 1984 diventa sindaco della città. Rimane in carica per circa cento giorni, ma in quel breve periodo tenta di modificare alcuni meccanismi consolidati dell’amministrazione comunale, in particolare nel sistema degli appalti.

Denuncia pubblicamente le ingerenze mafiose nella politica palermitana e racconta alla Commissione parlamentare antimafia e a Giovanni Falcone le pressioni e i condizionamenti che aveva incontrato.
Il 12 gennaio 1988 viene assassinato a Palermo.

La storia di Giuseppe Insalaco ricorda quanto la trasparenza delle istituzioni dipenda anche dalle scelte di chi, al loro interno, decide di assumersi la responsabilità di cambiare ciò che non funziona.

Una visita gratuita.Un incontro con una classe.Un documento che viene conservato e reso accessibile.Il 5x1000 destinato ...
05/10/2026

Una visita gratuita.
Un incontro con una classe.
Un documento che viene conservato e reso accessibile.

Il 5x1000 destinato alla Fondazione Progetto Legalità contribuisce a mantenere attive e gratuite le visite al Museo Falcone Borsellino, custodire le testimonianze e realizzare attività educative e culturali.
Se devi ancora presentare la dichiarazione dei redditi, puoi scegliere di sostenerci.

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Il 3 ottobre 1952 nasce a Canicattì Rosario Livatino.Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Palermo entra in...
03/10/2026

Il 3 ottobre 1952 nasce a Canicattì Rosario Livatino.
Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Palermo entra in magistratura e, dal 1979, lavora come sostituto procuratore presso il Tribunale di Agrigento.

Nel corso della sua attività si occupa di indagini sulla criminalità mafiosa, ma anche di corruzione e intrecci tra interessi economici e amministrazione pubblica. Nel 1989 diventa giudice a latere, continuando a svolgere il proprio lavoro con rigore e riservatezza.

Il 21 settembre 1990 viene assassinato mentre si reca in tribunale. Nel 2021 è stato proclamato beato.
Ricordare Rosario Livatino nel giorno della sua nascita significa ricordare soprattutto il modo in cui scelse di esercitare ogni giorno la propria responsabilità di magistrato.

Prima di entrare, molti conoscono soprattutto due nomi: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.Durante la visita incontrano...
02/10/2026

Prima di entrare, molti conoscono soprattutto due nomi: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Durante la visita incontrano anche un metodo di lavoro, una rete di persone, documenti, scelte quotidiane e una storia costruita attraverso studio, collaborazione e responsabilità.

E quando escono?
Spesso portano con sé nuove domande sul presente, sulla giustizia e sul ruolo che ciascuno può avere nella propria comunità.

Se hai già visitato il Museo Falcone Borsellino, qual è la cosa che ti è rimasta più impressa?
Raccontacelo nei commenti.

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28/09/2026

Dona il tuo 5x1000 alla Fondazione Progetto Legalità.
Con una firma puoi aiutarci a mantenere gratuite le visite al Museo Falcone Borsellino e permettere a sempre più persone di conoscere la storia, il lavoro e l’impegno civile di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Non costa nulla, ma può fare molto.

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Vuoi visitare il Museo Falcone Borsellino?Il Museo si trova all’interno del Palazzo di Giustizia di Palermo, in piazza V...
25/09/2026

Vuoi visitare il Museo Falcone Borsellino?
Il Museo si trova all’interno del Palazzo di Giustizia di Palermo, in piazza Vittorio Emanuele Orlando, nei locali del “Bunkerino” in cui lavorarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Le visite sono gratuite e si svolgono normalmente dal lunedì al venerdì, nelle ore del mattino.
Gli spazi hanno una capienza limitata: per questo è necessario prenotare compilando il formulario dedicato.
Prenota la tua visita dal link in bio.

Hai già scelto a chi destinare il tuo 5x1000?Scegli la Fondazione Progetto Legalità.La tua firma ci aiuta a mantenere ap...
21/09/2026

Hai già scelto a chi destinare il tuo 5x1000?
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Osservare, ricostruire, raccontare.Giancarlo Siani fece del giornalismo uno strumento per comprendere la camorra e rende...
19/09/2026

Osservare, ricostruire, raccontare.
Giancarlo Siani fece del giornalismo uno strumento per comprendere la camorra e rendere visibili i suoi interessi, le alleanze tra i clan e le conseguenze sulla vita dei territori.

Nato a Napoli il 19 settembre 1959, collaborò con l’Osservatorio sulla Camorra e lavorò come corrispondente da Torre Annunziata per il quotidiano Il Mattino.

In un articolo pubblicato il 10 giugno 1985 ricostruì gli equilibri criminali successivi all’arresto del boss Valentino Gionta, raccontando il coinvolgimento del clan Nuvoletta nella sua cattura. Secondo la ricostruzione giudiziaria, quel lavoro contribuì alla decisione di ucciderlo.

Il 23 settembre 1985 Giancarlo Siani venne assassinato a Napoli. Aveva ventisei anni.

La sua storia ricorda quanto siano essenziali un’informazione libera e un giornalismo capace di indagare ciò che il potere criminale vorrebbe lasciare nascosto.

Indirizzo

P. Za Vittorio Emanuele Orlando
Palermo
90138

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