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17/07/2026

Doppia ipocrisia di questo sistema che parlano di migranti senza specificare la loro provenienza geografica, soprattutto del colore della pelle.

Se guardate questo reportage,
Vedete solo africani!
Siamo noi africani quelli che sono nelle campagne d'Italia esclusi dalla vita civile.
Lavoriamo i pomodori che fanno l'eccellenza italiana
E lavoriamo i vigneti che fanno le eccellenze dei vini italiani.

Senza documenti e trattati come degli animali.
È ora di parlare chiaramente, di chiamare le cose con i loro nomi.
non sono tutti i migranti di tutte le categorie e di tutte le provenienze geografiche che si trovano in quelle condizioni, ma bensì sono gli africani neri.




🇮🇹

26/05/2026


Il panafricanismo è un’ideologia di resistenza e liberazione dell’Africa e degli afrodiscendenti nei quattro angoli del globo.

A differenza delle altre ideologie imperialiste cosmogoniche, il panafricanismo è un’ideologia cosmologica che vuole unire tutti gli africani nella loro multiforme diversità, con l’obiettivo di ottenere una collettiva sovranità a livello globale.

Quando diciamo che è un’ideologia di resistenza, è perché è nata nelle diaspore africane schiavizzate dalle ideologie imperialiste occidentali.

Quindi riescono sempre a dividerci e a dominarci, perché tutti vogliamo essere democratici, ma abbiamo tutti paura di essere panafricanisti.

E finché noi avremo paura di essere panafricanisti, loro vinceranno sempre.

È per questo motivo che ogni evento che riguarda il panafricanismo deve essere organizzato sovranamente, perché ciò che fa la diaspora influenza il continente.

A grazie a tutta l'equipe di 👏🏽

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13/04/2026

Il Ghana guida l’ONU a dichiarazione la tratta degli schiavi come il più grave crimine contro l’umanità, promuovendo la giustizia riparativa a livello globale e salvaguardando la verità storica.

Il 25/03/2026 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato per designare la tratta transatlantica degli africani ridotti in schiavitù e il sistema di schiavitù razziale come «il più grave crimine contro l’umanità». Adottata mercoledì 25 marzo 2026 con una schiacciante maggioranza di 123 Stati membri che hanno votato a favore, la risoluzione delle Nazioni Unite A/80/L.48 segna una svolta storica nell'impegno della comunità internazionale nei confronti delle eredità durature della schiavitù. Tre paesi – Argentina, Israele e Stati Uniti – hanno votato contro e 52 si sono astenuti.

La risoluzione è stata promossa dal Ghana e fortemente sostenuta dall’Unione Africana. La leadership del Ghana nel sostenere questa risoluzione riflette uno sforzo deliberato e strategico per spingere il dibattito globale sulla schiavitù oltre il riconoscimento simbolico verso la responsabilità istituzionale e la giustizia riparativa.

La richiesta di riparazioni contenuta nella risoluzione va ben oltre il risarcimento finanziario. Essa sottolinea la necessità di riconoscere l’immensa portata e la brutalità della schiavitù come crimine contro l’umanità, di una riconciliazione radicata nella verità e nella responsabilità storica, e di un cambiamento trasformazionale che affronti le persistenti disuguaglianze globali che rimangono legate all’eredità della schiavitù.

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06/04/2026

L’Occidente e il suo cavallo di T***a, chiamato "diritti umani", che hanno usato per colonizzare il nostro continente, per schiavizzare la nostra popolazione, l’estrarre le nostre risorse e uccidere i nostri leader rivoluzionari nel nome dei diritti umani.

Quei diritti umani che, prima che gli europei conoscono cos’è il diritto, erano già presenti in Africa e stabiliti nella carta di Kurkan Fuga, nell’impero del Manden, attualmente Mali, Guinea, Burkina Faso e Niger, quando ancora è in Occidente regnava il il sistema conosciuto come : "SERVITÙ DELLA GLEBE"

Il rivoluzionario panafricano Ibrahim Traoré, presidente del Burkina Faso gli ha dato una bella lezione di storia sull’origine dei diritti umani, ricordando e rinfrescando la loro memoria. Ma noi sappiamo che loro lo sappiano già, perché quando hanno penetrato l’Africa hanno distrutto le nostre biblioteche, bruciato i nostri libri, distrutto le nostre scuole, e ciò che ne è rimasto lo hanno portato qui in Occidente, l’hanno conservata nei loro musei come se fosse un’arte esotica.

Noi non siamo soggetti esotici né oggetti esotici. Siamo i padri e le madri delle civilizzazioni umane e dei suoi diritti umani.

Dunque, l’arroganza occidentale sui diritti umani oggi in Africa troverà una porta chiusa dai veri africani che conoscono la loro storia e non hanno paura di combattere per la loro esistenza degna.

Viva il Burkina Faso, viva il capitano Ibrahim Traoré, viva la Confederazione degli Stati del Sahel🇲🇱🇧🇫🇳🇪

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🇧🇫

04/04/2026

Dopo cinquecento anni di predazione, colonizzazione, schiavitù e violenze psico-ideologiche subite, molti africani finiscono per percepire i diritti umani come validi solo quando sono definiti, accettati e riconosciuti dall’Occidente. Un Occidente che stabilisce i criteri e i principi di questi diritti, nonostante nel corso della storia li abbia sempre contraddetti e violati.

Quando però un africano tenta di definire autonomamente i propri principi di giustizia, uguaglianza, sovranità e autodeterminazione, viene accusato di violare proprio quei diritti umani. Gli stessi principi che in passato sono stati utilizzati come strumento per giustificare interventi esterni, controllo politico ed eliminazione di leader orientati alla piena sovranità Continentale.

In questo contesto, il presidente del Burkina Faso e dell’Alleanza degli Stati del Sahel AES, , ha criticato apertamente questa dinamica durante un confronto con un giornalista occidentale. Alla domanda sui diritti umani in Burkina Faso, ha risposto evidenziando quella che considera una contraddizione: mentre vengono poste accuse sul rispetto dei diritti, si osservano contemporaneamente interventi politici e pressioni esterne in altri paesi della regione, come il Niger, volti a influenzarne la leadership.

Secondo questa prospettiva, tali dinamiche riflettono una continuità nei rapporti di potere internazionali. Allo stesso tempo, l’emergere di nuovi leader in paesi come Burkina Faso, Mali e Niger viene interpretato come un segnale di trasformazione e di ricerca di maggiore autonomia politica ed economica.

Traduzione video di .karim.assahly

Seguì




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30/03/2026

Indirizzo

Viale Giovanni Mimbelli
Palermo
51016

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00

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