Voci nel Silenzio

Voci nel Silenzio Pagina ufficiale della Comunità Palestinese✌️🇵🇸 Rifiutiamo di considerarli numeri. Di fronte all’impunità di Israele non possiamo arrenderci.

Ormai sono oltre 44.000 le vittime del genocidio in corso nella Striscia di Gaza, quasi 800 quelle in Cisgiordania e oltre 3.800 le vittime dell’offensiva israeliana in Libano. Erano, sono e resteranno per sempre persone e quindi martiri: uomini, donne, bambini/e. Storie, vite, anime spezzate dalla barbarie dell'occupazione sionista, dal tallone dell'imperialismo e del colonialismo di Israele e da

lla complicità della comunità internazionale da un lato silente e dall'altro schierata dalla parte sbagliata della Storia. La causa palestinese non è nata il 07 Ottobre 2023, e lo ribadiamo con forza. Va avanti da oltre 76 anni e non sarà di certo questo genocidio deliberato e far venir meno il nostro impegno per porre fine alla pulizia etnica, sterminio e genocidio della popolazione palestinese, libanese e della regione tutta. Da anni la comunità palestinese di Palermo si spende nell’organizzare eventi, manifestazioni e assemblee per sensibilizzare la cittadinanza, la politica, la società affinché si ponga fine all’occupazione sionista in Palestina e le complicità dell’Italia in questo disegno criminale. Tanto abbiamo fatto, tanto dobbiamo ancora fare. Questo profilo serve proprio a potenziare la nostra voce e parlare a quante più persone possibile: per tracciare una linea guida da Palestinesi che vivono nella città di Palermo. Con delle rivendicazioni imprescindibili che hanno guidato e continueranno a guidare ogni nostra azione.

1. Fine immediata del genocidio in Palestina e dell'aggressione militare in Libano;

2. Apertura dei valichi per consentire l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza;

3. Riconoscimento, e quindi lo smantellamento, dell'entità sionista, in quanto progetto coloniale di insediamento fondato su pulizia etnica e genocidio sistematico del popolo palestinese (così come è stabilito dalla Corte Internazionale di Giustizia il 24 maggio 2024);

4. Riconoscimento della resistenza palestinese, in tutte le sue forme, come legittimo strumento di liberazione dall’occupazione (contemplato dal diritto internazionale), ispirandosi alla lotta dei/delle partigiani/e in Italia che hanno contribuito alla liberazione dal nazifascismo;

5. Attuazione del diritto al ritorno, cosi come riconosciuto anche dalle Nazioni Unite (risoluzione 194/1948) e il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese;

6. Liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi, a partire dai minorenni e da chi si trova in stato di detenzione amministrativa (illegale ai sensi della Convenzione di Ginevra);

7. Urgente istituzione di elezioni politiche libere e democratiche nei territori occupati;

8. Azione di pressione a istituzioni locali e nazionali per il boicottaggio commerciale, militare, tecnologico e accademico delle aziende e delle istituzioni sioniste per porre fine ai crimini orrendi che Israele compie;

9. Stop agli accordi diplomatici con il regime israeliano e avvio di un percorso di sanzioni (de facto) nei suoi confronti;

10. Accelerazione degli indagini indipendenti per crimini di guerra e crimini contro l’umanità nelle sedi dei tribunali internazionali, oltre a quella attualmente in corso all’Aja con l’accusa di “genocidio” mossa dal Sudafrica;

Nei giorni scorsi, nel silenzio e lontano da ogni confronto pubblico, il sindaco della città ha scelto di incontrare l’a...
18/03/2026

Nei giorni scorsi, nel silenzio e lontano da ogni confronto pubblico, il sindaco della città ha scelto di incontrare l’ambasciatore israeliano in un momento segnato da gravissime violazioni del diritto internazionale, dall’ennesima escalation militare nella regione mediorientale e da un’offensiva che continua a colpire la popolazione civile palestinese. Una scelta politica precisa, che non può essere ignorata né minimizzata, perché avviene mentre in Palestina si consuma una catastrofe umanitaria sotto gli occhi del mondo, tra distruzione sistematica, migliaia di vittime, l’annientamento di intere comunità e la pulizia etnica sotto il dominio sionista grazie al regime di apartheid. In questo contesto, ogni atto di normalizzazione istituzionale assume un significato politico chiaro: voltarsi dall’altra parte, rendere accettabile ciò che accettabile non è.

Questa decisione pesa ancora di più perché arriva dopo mesi di appelli pubblici, iniziative, richieste di presa di posizione avanzate dalla comunità palestinese e dall’assemblea palermitana solidale con la Palestina, tutte rimaste senza risposta. Un silenzio che diventa complicità quando, come in questo caso, si accompagna a gesti che legittimano rapporti istituzionali senza alcuna condizione, senza alcuna parola di condanna, senza alcun segno di discontinuità rispetto a ciò che sta accadendo.

Palermo è una città che si è sempre raccontata come città di pace, di accoglienza, di solidarietà tra i popoli. Ma che valore hanno oggi queste parole, se vengono smentite dai fatti? Che senso ha dichiararsi solidali se, nel momento in cui una città gemellata come Khan Younis viene devastata e praticamente cancellata sotto i bombardamenti nella Striscia di Gaza, si sceglie il silenzio e la normalizzazione? Quel gemellaggio non è un simbolo vuoto: è un impegno politico e morale che viene tradito ancora una volta.

Al Sindaco Lagalla diciamo chiaramente: non si può rappresentare una città di pace mentre si ignorano le responsabilità di chi la pace la distrugge; non si può parlare di diritti umani e poi tacere di fronte alla loro sistematica violazione; non si può chiedere alla cittadinanza di essere solidale se le istituzioni scelgono di non esserlo.

Alla cittadinanza chiediamo di interrogarsi, di non accettare il silenzio come normalità, di pretendere coerenza tra i valori proclamati e le scelte compiute; chiediamo di mobilitarsi contro questo silenzio complice. Perché ciò che accade non riguarda solo la politica internazionale: riguarda l’identità stessa di Palermo, la sua storia, la sua coscienza.

Noi continueremo a denunciare, a prendere parola, a rifiutare ogni forma di normalizzazione dell’ingiustizia. Continueremo a stare dalla parte dei diritti umani, del diritto internazionale, della dignità, della solidarietà tra i popoli, a favore della resistenza del popolo palestinese e dei popoli oppressi.

Perché oggi più che mai il silenzio non è neutralità.
È una scelta.

Comunità palestinese “Voci nel Silenzio”

Il sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli, ha incontrato stamani i rappresentanti della Comunità palestinese locale ...
30/10/2025

Il sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli, ha incontrato stamani i rappresentanti della Comunità palestinese locale “Voci nel silenzio”, Zaher Darwish e Yasmin Darwish. L'incontro si è tenuto in un clima di collaborazione e apertura. Al centro della discussione c'è stata la volontà di avviare e coordinare attività di promozione e iniziative tra la città di Bagheria e alcune città palestinesi. L'obiettivo è favorire scambi di esperienze e attività in diversi ambiti, rafforzando i legami culturali e sociali. Durante l'incontro, la delegazione della Comunità Palestinese ha omaggiato il sindaco con due doni altamente simbolici: una bandiera palestinese e una kefiah. Questi oggetti sono stati consegnati come simboli di identità e resistenza del popolo palestinese. L'iniziativa segna un passo verso la collaborazione internazionale e l'arricchimento reciproco tra le comunità.

25/10/2025
16/10/2025
02/10/2025

COMUNICATO STAMPA

Palermo, 2 ottobre 2025

La comunità palestinese "Voci nel Silenzio" incontra il Prefetto: netta
opposizione alla manifestazione militarista promossa dal Ministero della
Difesa

In considerazione del veloce susseguirsi degli eventi internazionali e
della grave aggressione illegale perpetrata dall’IDF (Forze di Difesa
Israeliane) contro le imbarcazioni della Flotilla in rotta verso la
Striscia di Gaza – missione con obiettivi politici e dal forte carattere
umanitario – la comunità palestinese "Voci nel Silenzio" ha partecipato
nella notte ad una manifestazione spontanea, a seguito della quale si è
svolto un incontro istituzionale con il Prefetto di Palermo.

All'incontro, svoltosi nella giornata odierna, erano presenti anche il
Vice Sindaco e l’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, insieme
ad una pluralità di soggetti della società civile, associazioni e
cittadini, per esprimere la ferma contrarietà e l’inopportunità della
manifestazione militarista promossa dal Ministero della Difesa e
prevista a Palermo a partire da oggi.

Tale iniziativa, che si configura come lesiva del sentimento popolare
ampiamente diffuso sul territorio nazionale, siciliano e palermitano,
appare inoltre in contrasto con i principi fondamentali sanciti dalla
Costituzione italiana, e risulta particolarmente grave per la scelta dei
tempi e dei luoghi in cui viene proposta.

Le istituzioni presenti hanno condiviso le preoccupazioni espresse e si
sono impegnate a trasmettere al Governo e al Ministro della Difesa la
posizione emersa, anche in relazione ai potenziali rischi per la
sicurezza e la coesione sociale che tale evento può generare in un
contesto già fortemente provato dagli avvenimenti in Medio Oriente.

Ci auguriamo che il Governo prenda atto del chiaro dissenso manifestato
da ampie fasce della cittadinanza e rinunci all’organizzazione della
manifestazione, scegliendo invece di promuovere percorsi di pace,
dialogo e rispetto del diritto internazionale.

05/09/2025
21/08/2025

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