21/08/2026
🔴 , presidente di : «Mentre Governo e Unione europea indicano cooperative, Terzo settore e imprese sociali come uno dei pilastri delle nuove politiche di sviluppo, in Sicilia il sistema dell’assistenza continua a funzionare al contrario: rette ferme a parametri inadeguati, da anni non recepito nei corrispettivi, ritardi cronici nei pagamenti, Comuni che arrivano a far svolgere i servizi senza assumere gli impegni di spesa».
🔴 «C’è una contraddizione che ormai non può più essere nascosta dietro il linguaggio rassicurante dei programmi, dei tavoli istituzionali e delle dichiarazioni sulla centralità del Terzo settore», continua Michele Cappadona. «Da una parte lo Stato riconosce formalmente l’ come componente strutturale del sistema produttivo nazionale, ne individua le organizzazioni, ne valorizza il ruolo nella crescita, nella coesione e nella risposta ai bisogni delle comunità. Dall’altra, in Sicilia, una parte importante di quella stessa Economia Sociale viene lasciata a finanziare con risorse proprie servizi pubblici essenziali che Comuni e Regione affidano alle cooperative sociali ma non riescono, o non provvedono, a remunerare correttamente e senza ritardi, anche di anni».
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«Ogni mese entro il giorno 10 il Comune di , sindaco , paga regolarmente le strutture che erogano i servizi di assistenza. Perché tutti gli altri Comuni della Sicilia non fanno lo stesso? La L.R. 22 del 1986 non assegna all’Assessorato della Famiglia il ruolo di spettatore delle disfunzioni comunali – osserva Cappadona -. L’articolo 12 attribuisce alla Regione il controllo sugli adempimenti posti a carico degli enti locali e prevede interventi sostitutivi nei confronti degli organi inadempienti. Dal 2022 la formulazione è diventata ancora più esplicita. Il comma 2-bis dell’articolo 20 stabilisce che la Regione provvede a vigilare sull’adempimento degli obblighi relativi alle convenzioni socio-assistenziali e ad agire in via sostitutiva rispetto all’ente locale inadempiente. Non “può valutare se vigilare”. Non “può eventualmente intervenire”. La legge affida alla Regione una funzione precisa di vigilanza e di intervento al posto dell’Ente, funzione che è di competenza dell’assessorato regionale alla Famiglia, Politiche sociali, Lavoro, guidato dall’on, ».
Eppure AGCI Sicilia denuncia da tempo proprio l’assenza di quel controllo. Nell’istanza di luglio ha chiesto formalmente all’Assessorato regionale retto dall’on. Nuccia Albano di accertare la situazione delle convenzioni nei Comuni siciliani, verificare l’adeguamento dei corrispettivi, diffidare gli enti inadempienti e, in caso di ulteriore inerzia, attivare gli strumenti sostitutivi.
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Michele Cappadona, AGCI Sicilia: «Mentre Governo e Unione europea indicano cooperative, Terzo settore e imprese sociali come uno dei pilastri delle nuove p...