Fratel Mauro Billetta

Fratel Mauro Billetta Relazione che cura

In questa pagina si vuole raccontare il processo di condivisione che alimenta la nostra Comunità di popolo, centrato sulle relazioni fraterne che rispondono al duplice bisogno di unicità ed appartenenza, autonomia ed interdipendenza.

Abbiamo appena condiviso l’appuntamento annuale del concorso di torte fatte in casa, un pomeriggio di fraternità in cui ...
14/06/2026

Abbiamo appena condiviso l’appuntamento annuale del concorso di torte fatte in casa, un pomeriggio di fraternità in cui il valore non è stato attribuito alla vincita competitiva ma alla capacità di condividere del proprio in un clima conviviale.
Il senso di questi eventi è dato proprio dal riappropriarci di spazi e tempi da abitare secondo lo spirito di comunione che va oltre le apparenze e che permette di apprezzare l’impegno di tutti aldilà della performance di turno.
Diversamente il nostro mondo sta perdendo il senso dell’umorismo e della leggerezza perché troppo concentrato sul successo volto a dimostrare di essere i migliori. Un orizzonte che impone un’apparenza senza sosta e che di fatto ingabbia in una finzione scenica la quale spegne il gusto ed il desiderio della vita.
La pedagogia del desiderio, piuttosto, parte dal riconoscere la propria vulnerabilità e incompletezza sapendo che ciascuno è necessario all’altro perché portatore di valore e di confronto per custodire la direzione del cammino. (continua nel link)

Educativa di strada, Incontri culturali, Palermo, Ricerca di Dio Imperfetti e per questo felici 14 Giugno 2026 by FratelMauro Abbiamo appena condiviso l’appuntamento annuale del concorso di torte fatte in casa, un pomeriggio di fraternità in cui il valore non è stato attribuito alla vincita comp...

14/06/2026

"Cari migranti mi inchino dinanzi la vostra dignità. Non siete numeri o fascicoli ma prima di tutto persone"
Papa Leone XIV

13/06/2026

Palermo ha bisogno di tornare a credere nei sogni, quelli frutto dell'impegno di ciascuno.
Quando si coltivano sogni le diverse forme di violenza, sia quelle mafiose che quelle istituzionali, vengono meno perché viene svelata la loro illusorietà.
Noi adulti abbiamo la responsabilità di custodire i sogni dei piccoli affinché possano trasformarsi in realtà.
Equivale a farne esprimere l’essenza come direbbe Shakespeare nella celebre citazione de La tempesta (atto IV, scena I):
“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.
Non si tratta di un senso illusorio ma, al contrario, chi sogna vive pienamente.

Per non dimenticare ciò di cui celebriamo la memoria «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.La sovra...
02/06/2026

Per non dimenticare ciò di cui celebriamo la memoria
«L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.»
Art 1 della Costituzione

Per annunciare la Pace evangelica bisogna deporre le armi, tutto il resto è altro
31/05/2026

Per annunciare la Pace evangelica bisogna deporre le armi, tutto il resto è altro

Mosaico di pace
L’opinione di Tonio Dell’Olio
Cappellani militari alla parata? Ma anche no!

Nel Mosaico dei giorni del 22 maggio scorso avevamo riproposto – come facciamo ormai ogni anno – l’idea che la “parata” del 2 giugno venisse smilitarizzata. La Festa della Repubblica, infatti, celebra una Costituzione fondata sul lavoro, non sulle armi. Ma quest’anno quella richiesta aveva un motivo ulteriore e più urgente: l’appello lanciato dalle pagine di Avvenire da un gruppo di amici provenienti da culture ed esperienze diverse, uniti dall’idea che la pace non possa essere evocata mentre si esibiscono strumenti di guerra.
Avevamo anche suggerito che ad aprire simbolicamente una parata civile fossero gli italiani della Global Sumud Flotilla: uomini e donne che rappresentano oggi una delle esperienze più avanzate di presenza nonviolenta nei conflitti, nel Mediterraneo e accanto ai popoli feriti dalla guerra.
Per tutta risposta apprendiamo oggi, da un articolo di Luca Kocci sul Manifesto, che per la prima volta alla parata militare sfilerà anche un drappello di cappellani militari. Una scelta improvvida e profondamente antievangelica. Non solo perché contraddice il richiamo di Papa Leone XIV a una pace “disarmata e disarmante”, ma anche perché ignora il percorso avviato dalla Chiesa italiana per ripensare radicalmente il ruolo dell’assistenza spirituale nelle Forze armate. È scritto nero su bianco nel Documento di sintesi del Sinodo delle Chiese italiane (24, c) e nella Nota pastorale firmata dai vescovi italiani “Educare a una pace disarmata e disarmante” (3, e).
La partecipazione dei cappellani alla parata segna, invece, un’integrazione ancora più marcata dei preti dentro l’apparato militare, nella sua logica e nella sua mentalità. E tutto questo con ingenti risorse pubbliche. È un segnale preoccupante, che occorre invertire con urgenza se vogliamo restare credibili nell’annuncio evangelico della pace: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Gv 14,27).
https://www.mosaicodipace.it/index.php/rubriche-e-iniziative/rubriche/l-opinione-di/5873-cappellani-militari-alla-parata-ma-anche-no

Siamo desiderio, non un algoritmo
27/05/2026

Siamo desiderio, non un algoritmo

«Non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile».
La Chiesa non deve farsi trovare impreparata, come avvenne durante la schiavitù che condannò troppo tardi.
Dalla Silicon Valley alle fake news: il Papa chiede di “disarmare l’IA”. Qui, e ora.
👉 Leggi cosa dice l'enciclica: https://sl.famigliacristiana.it/FC/f3d196

L’esercizio del potere è un tema importante ai nostri giorni perché a ciascuno è dato la possibilità di servire o sottom...
26/05/2026

L’esercizio del potere è un tema importante ai nostri giorni perché a ciascuno è dato la possibilità di servire o sottomettere, invadere o accogliere, l’esistenza altrui.

Chi abita questo mondo con la volontà di colonizzare come sta accadendo in Cisgiordania, Iran, Libano, Ucraina, Sudan, Venezuela e altri paesi, cade nell’illusione di superiorità onnipotente che in modo spregevole può far giustificare gli abomini più gravi quali abusi e torture o guerre falsamente “preventive” fino al genocidio.

Tali brutalità sono analoghe a quelle delle mafie che continuano a vessare i territori ostacolando l’esercizio del lavoro onesto ed immettendo sistemi di corruzione e violenza per comprare o minacciare la libertà della gente.

Tutto ciò tradisce la verità dell’umano perché nessuno è fatto per il male o può realizzarsi da solo e perdipiù violando la dignità altrui.

Il cuore avido e rancoroso, piuttosto, si ammala e finisce col perdere il senso dei propri giorni. Il destino dell’oppressore è la disperazione perché solo chi serve l’umano sperimenta la gioia procurata dall’amore gratuito.

Consultorio familiare, Educativa di strada L’essenza del potere 26 Maggio 2026 by FratelMauro L’esercizio del potere è un tema importante ai nostri giorni perché a ciascuno è dato la possibilità di servire o sottomettere, invadere o accogliere, l’esistenza altrui. Chi abita questo mondo co...

Più che di belle cerimonie abbiamo bisogno del lavoro quotidiano nei territori.Solo così il senso dello Stato crescerà a...
23/05/2026

Più che di belle cerimonie abbiamo bisogno del lavoro quotidiano nei territori.
Solo così il senso dello Stato crescerà a sostegno del bene comune e le trame di fiducia potranno custodire i diritti di tutti, la giustizia, la dignità, la cittadinanza, il futuro...
In questo modo la memoria continuerà a fecondare il presente e le parole dette saranno semi di una nuova primavera e non sterili discorsi di circostanza.
Con gratitudine per chi ha donato la propria vita credendo necessaria la propria parte.

19/05/2026

Mi chiedo se il "fermo preventivo" possa essere l'ennesima strategia per contrastare la partecipazione democratica e l'esercizio della cittadinanza attiva alla vita del nostro Paese.
Per alcuni è già prassi la "guerra preventiva" e ancora si stanno mettendo le basi per il "rimpatrio preventivo" e chissà quante "anticipazioni" si potranno ideare per legittimare il potere orientato al totalitarismo...
e io pensavo che la prevenzione si basasse sulla promozione umana offrendo a tutti la possibilità di una crescita caratterizzata dal bene comune, dalla reciprocità, dalla gratuità...
Credo che abbiamo la responsabilità di rimanere umani, la grande sfida dei nostri giorni

Indirizzo

Palermo

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