Coordinamento donne Cgil Palermo

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Il Coordinamento Donne Cgil Palermo si è costituito formalmente nel giugno del 2017 , anche se all’interno della Cdl non sono mai mancati momenti di confronto sulle politiche di genere , sulle varie forme di discriminazione.

IL FEMMINICIDIO NON È "UN REATO COME UN ALTRO": PERCHÉ ELIMINARE  LE PAROLE SIGNIFICA CANCELLARE LE VITTIME.Come Coordin...
16/06/2026

IL FEMMINICIDIO NON È "UN REATO COME UN ALTRO": PERCHÉ ELIMINARE LE PAROLE SIGNIFICA CANCELLARE LE VITTIME.

Come Coordinatrice e a nome di tutto il Coordinamento Donne della CGIL di Palermo,
​ sento il dovere di intervenire pubblicamente di fronte alle recenti dichiarazioni di un Europarlamentare italiano, il quale ha liquidato il femminicidio definendolo "un reato come un altro" e sostenendo che sia una parola da eliminare.

​ Sminuire i termini è un tentativo grave di rendere invisibile una strage quotidiana. Le parole sono sostanza e cancellare la parola "femminicidio" significa negare la radice stessa di questa violenza.

Il femminicidio non è il semplice omicidio di una persona di sesso femminile. È l'uccisione di una donna in quanto donna, all'interno di una cultura patriarcale che teorizza il possesso, il controllo e la sottomissione del corpo e della vita femminile. Si uccide una donna perché si rifiuta un controllo, perché decide di separarsi, perché rivendica la propria autonomia e libertà. È l'ultimo atto di una catena fatta di violenza psicologica, economica, fisica e sociale.

​Mentre si consumano dibattiti salottieri per sminuire il fenomeno, i dati del Ministero dell'Interno e dell'Istat ci restituiscono una realtà drammatica ed evidenziano una specificità che nessun altro reato possiede:
​Il contesto familiare: Oltre l'80% dei reati contro le donne si consuma tra le mura domestiche, per mano di partner, ex partner o familiari. Un omicidio stradale o una rapina finita male avvengono per cause totalmente diverse; il femminicidio nasce da una relazione di potere asimmetrica.

In Italia, negli ultimi vent'anni, gli omicidi complessivi (legati a criminalità, rapine, ecc.) sono drasticamente diminuiti. Al contrario, il numero di donne uccise ogni anno è rimasto tragicamente costante, oscillando sempre intorno alle 100-120 vittime l'anno. Questo dimostra che non siamo di fronte a una generica "criminalità", ma a un fenomeno strutturale e culturale che non accenna a diminuire.

​Chi sostiene che sia un'invenzione ignora il quadro legislativo nazionale e internazionale:
-​La Convenzione di Istanbul (2011). Ratificata dall'Italia nel 2013, è il trattato internazionale vincolante che riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione.
-​Il Codice Rosso (Legge 69/2019). Lo Stato italiano ha dovuto creare una corsia d'urgenza e reati specifici (come il revenge p**n o la deformazione dell'aspetto della persona) proprio perché le tutele ordinarie non bastavano a fermare la specificità della violenza di genere.
-​Il nostro codice penale prevede pene severissime (fino all'ergastolo) quando l'omicidio è commesso contro il coniuge o il convivente. La legge stessa riconosce che il legame affettivo e di possesso è un elemento specifico e devastante, non un dettaglio qualunque.

​Noi Donne della CGIL, sappiamo bene che la violenza di genere si contrasta anche nei luoghi di lavoro, difendendo l'autonomia economica delle donne (la prima barriera contro la violenza domestica) e scardinando la cultura del patriarcato.
​Non permetteremo che la memoria delle nostre vittime venga calpestata da slogan reazionari. Difendere la parola "femminicidio" significa sostenere l'autodeterminazione, i centri antiviolenza, i congedi per le donne vittime di violenza e i contratti che garantiscono dignità.
​La nostra battaglia è politica, è sindacale,
è quotidiana...
Non faremo un solo passo indietro.
Caterina Altamore

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25/05/2026

L' impegno allo Sperone continua.
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IL CONSENSO NON SI TRATTA.​Il Coordinamento Donne CGIL Palermo, insieme a LE Onde e l'associazione D.i.re, è  oggi in mo...
05/05/2026

IL CONSENSO NON SI TRATTA.

​Il Coordinamento Donne CGIL Palermo, insieme a LE Onde e l'associazione D.i.re,
è oggi in mobilitazione per dare una risposta chiara alle manovre del Comitato Ristretto.

Denunciamo il tentativo di arretramento in corso al Senato. Davanti alla manovra del Comitato Ristretto, che cerca una "mediazione" politica sulla riforma del reato di violenza sessuale:
la nostra risposta è un NO invalicabile.

​Non si può trattare sulla nostra libertà. Accettare un compromesso oggi significa voler cancellare il principio del consenso come fulcro della legge, per tornare a un sistema che riconosce lo stupro solo se accompagnato da violenza fisica o minaccia.
Rifiutiamo questa visione che sposta la colpa sulla vittima e sul suo "grado di resistenza", ignorando l'unica verità: senza volontà espressa, è sempre violenza.

​Riaffermiamo ciò che portiamo scritto nei nostri cartelli: il consenso deve essere riconosciuto dalla legge come LIBERO, ATTUALE e REVOCABILE.
​​ Coordinamento donne Cgil Palermo Cgil Palermo

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23/04/2026

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Rivolgiti alla sede inca più vicina

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