28/06/2026
Trentotto gradi. Non è una semplice giornata estiva, ma una condizione estrema che mette a dura prova atleti, arbitri, giudici di linea, accompagnatori, dirigenti e tutti coloro che rendono possibile una partita di tamburello. Forse è arrivato il momento che anche la Federazione apra una riflessione su protocolli e limiti legati al caldo estremo. Nel tennis professionistico, ad esempio, esiste una specifica "Heat Rule": quando l'indice WBGT supera determinati valori vengono introdotte pause di raffreddamento e, nelle situazioni più critiche, il gioco viene addirittura sospeso per tutelare la salute di giocatori e personale. Una strada che meriterebbe almeno di essere presa in considerazione anche nel nostro sport.
Passando al campo, a Corte Salvi andava in scena anche una sfida nella sfida. Da una parte Luca Vicentini con la maglia del Palazzolo, dall'altra Nicolò Vicentini con quella del Salvi. Una battaglia fraterna che non poteva passare inosservata, tanto che la Nonna, con la sua proverbiale saggezza, ha sentenziato: "Amor de fradei, amor de cortei."
L'avvio sorride subito agli ospiti. Il Palazzolo entra in campo con grande personalità, mentre i Draghetti appaiono contratti e soprattutto troppo fallosi. Errori gratuiti e qualche indecisione di troppo permettono ai palazzolesi di prendere rapidamente il largo fino allo 0-3, dimostrando tutta la solidità di una squadra che concede pochissimo.
Il Salvi prova però a cambiare volto. Lo spostamento di Nicolò Vicentini al centro ridà ordine e aggressività alla formazione di casa. I Draghetti ritrovano fiducia, infilano una bella rimonta e riescono ad impattare sul 3-3, riaccendendo l'entusiasmo del pubblico di Corte Salvi.
Purtroppo, proprio quando sembrava poter cambiare l'inerzia dell'incontro, riaffiorano i limiti già visti nelle ultime uscite. Il Salvi torna ad alternare ottime giocate a passaggi a vuoto, mentre il Palazzolo continua a giocare con lucidità e compattezza. La rimonta si ferma sul più bello e gli ospiti riprendono il controllo della gara, chiudendo il primo parziale sul 3-6.
L'inizio del secondo set sembra mettere definitivamente i titoli di coda alla sfida. Il Palazzolo domina, sfrutta ogni minima sbavatura dei Draghetti e vola rapidamente sullo 0-4, dando l'impressione di avere ormai la partita saldamente in pugno.
Il Salvi decide allora di cambiare ancora. Esce Nicolò Vicentini e Turco prende posizione al centro. Forse anche il caldo comincia a presentare il conto agli ospiti, che perdono un pizzico di brillantezza. I Draghetti, con grande orgoglio, si aggrappano alla partita e costruiscono una disperata rimonta che li riporta fino al 4-5, facendo nuovamente sperare il pubblico. Per la cronaca il pubblico di ieri era composto da ( Mi e ti el Toni )
Ma i figli delle mummie sanno chiudere le partite nel momento decisivo. Il Palazzolo, meritatamente seconda forza del campionato, ritrova freddezza proprio nel finale e chiude definitivamente la porta in faccia ai Draghetti, imponendosi anche nel secondo set per 4-6.
Per il Salvi resta una prestazione dai due volti. I Draghetti continuano ad assomigliare ad una barchetta senza bussola: alternano momenti di ottimo tamburello a lunghi blackout, concedendo ancora troppi falli agli avversari. Contro una squadra organizzata e concreta come il Palazzolo, ogni regalo finisce inevitabilmente per pesare.
La chiosa finale, come sempre, spetta alla Nonna. Visto il clima africano che ormai accompagna ogni partita, starebbe seriamente valutando di aprire a Corte Salvi un servizio di noleggio cammelli. Considerati i 38 gradi di ieri... forse non è nemmeno un'idea così strampalata.
Forza Salvi sempre!