30/12/2025
COMUNICATO UFFICIALE DEL COMITATO PER LA TUTELA DELLA NECROPOLI DI SANTO LIO
Noi cittadini membri del Comitato per la Tutela della Necropoli di Santo Lio abbiamo letto con molto interesse le parole del dirigente della Soprintendenza di Siracusa riportate dall’articolo della Civetta di Minerva, “Stazione Terna Palazzolo. Incertezze sul vincolo archeologico per Santo Lio e dubbi sui documenti presentati al Mase” del 17 Dicembre 2025.
Riteniamo significativo che il Soprintendente Antonino Lutri abbia definito pubblicamente la Stazione Elettrica di Palazzolo Acreide un’opera strategica. Si tratta di una conferma importante: l’infrastruttura, inserita nel Piano di Sviluppo di Terna sin dal 2021, risponde a una funzione di rete che va ben oltre l’ambito locale.
Ciò che appare inaccettabile è che il territorio debba subire un’infrastruttura di tale impatto senza che essa venga valutata per ciò che realmente è, attraverso gli strumenti ordinari di tutela ambientale previsti dalla legge. Il problema non è la stazione in sé, ma l’iter seguito: la documentazione sembrerebbe suggerire una procedura caratterizzata da omissioni e da uno “spacchettamento” artificioso di opere energetiche tra loro funzionalmente connesse, che avrebbero dovuto essere considerate unitariamente nell’ambito di una Valutazione di Impatto Ambientale cumulativa.
Lungo l’asse territoriale dell’antica via Selinuntina si concentrerebbero infatti una Stazione Terna a 380 kV, una Cabina Primaria a 150 kV e una sottostazione di connessione per impianti eolici offshore. Considerare questi interventi come opere indipendenti significherebbe svuotare di significato le valutazioni ambientali previste dalla normativa, ignorando l’impatto complessivo su un’area che è, a tutti gli effetti, un insediamento rupestre diffuso di straordinario valore storico e archeologico.
A questo quadro si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione: la fragilità idrogeologica dell’area interessata. Il sito ricade in un contesto geologico delicato, all’interno di un graben compreso tra due faglie, caratterizzato da terreni carbonatici fessurati e localmente carsici con una falda acquifera a 10 metri di profondità. Nel 2023 l’area è stata colpita da un grave episodio di allagamento, con ristagni idrici persistenti per circa venti giorni e livelli dell’acqua che hanno raggiunto fino a 1,5 metri. Si tratta di fatti documentabili, che avrebbero imposto valutazioni approfondite e preventive, che non troviamo nell’iter seguito.
Non siamo contrari alle infrastrutture energetiche per principio. Chiediamo però il rispetto delle regole: a un’opera definita strategica deve corrispondere una corretta qualificazione giuridica e una Valutazione di Impatto Ambientale cumulativa, capace di tenere insieme tutela del patrimonio, sicurezza del territorio e pianificazione energetica. In mancanza di ciò, il modello di sviluppo proposto rischia di configurarsi come un’imposizione sul territorio, piuttosto che come una scelta trasparente, responsabile e condivisa.