16/05/2026
Un altro passo alla scoperta dell'uomo che inventò il business della pasta 'moderna'.
La ricerca d'archivio e lo studio delle fonti documentarie continuano a rivelare la straordinaria avanguardia istituzionale, tecnica e giuridica della Repubblica di Venezia in età moderna. Attraverso lo spoglio sistematico condotto da Roberto Berveglieri nella sua opera fondamentale «Ingegnosi artificij. Trecento anni di storia della scienza, della tecnica e dell'innovazione (1474-1788)», emerge un caso di assoluto rilievo nel campo del trasferimento tecnologico e della tutela delle invenzioni.
Il 2 maggio 1547, il Senato della Serenissima decretò la concessione di una privativa protoindustriale della durata di trent'anni a una società di costruttori e ingegneri composta da Cristofolo Lombardo da Salò, dal genovese Batista Orerio Nassano e da Bartholomeo Veronese, detto Trivisano. L'oggetto del privilegio riguardava l'introduzione di nuovi e più efficienti modelli di «mulini et altri edificij da rote», ovvero impianti idraulici destinati all'attività manifatturiera e alla macinazione.
L'aspetto di maggiore interesse storico-giuridico risiede nel rigido protocollo di controllo esercitato dallo Stato veneziano. La deliberazione del Senato non fu un atto incondizionato, bensì l'esito di un preciso iter consultivo: la fattibilità tecnica e la tutela del regime idrografico vennero preliminarmente vagliate dai Savi sopra le Lagune e sopra le Acque, i quali vincolarono il privilegio all'approvazione del sito di costruzione. Al contempo, a salvaguardia dell'ordine socio-economico e dei consumatori, la Repubblica impose ai soci l'obbligo formale di non rialzare i prezzi delle prestazioni. Si delineava così un modello di politica economica capace di equilibrare lo stimolo all'inventiva privata con il superiore interesse pubblico.
Vi aspettiamo per questa e altre storie al:
📍 MAAAP – Museo Archeologico Ambientale delle Acque del Padovano
🕗 22 maggio – ore 20.00
Prenotazioni e dettagli: https://shorturl.at/W0tCk