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Associazione Montà Attiva odv-onlus Smetti di cercare
di cambiare il mondo. Ama il mondo. E questo cambierà
Ogni cosa. L' associazione si ispira alla favola della "Zuppa di sasso".

La favola narra di un viandante che arriva in un villaggio dove si soffre la fame e nessuno collabora per risolvere tale problema. Allora il viandante mette al centro del villaggio una pentola d'acqua a bollire con un sasso dentro per farla sembrare piena e comincia a mescolare e assaggiare la "zuppa". Dopo un pò un bambino curioso si avvicina per chiedere cosa stesse facendo e il viandante, dando spiegazione, disse al bambino che sarebbe ottima con un pezzettino di carota. Il bambino andò subito a prendere il pezzo di carota, ma tornò con un amico anche lui incuriosito dalla fame che chiese cosa stesse facendo. Il viandante dopo tante risposte a gente curiosa che la zuppa era perfetta se ci fosse...... alla sera (dopo aver prima buttato via il sasso) tutto il villaggio si mangiò una zuppa buonissima. Questo ad indicare che non importa quanto un associato può dare in quantità o capacità. L' importante è aiutare le persone a far parte della pentola x diventare insieme una buona zuppa.

16/10/2026

IL TRONO DEI SOGNI 🤡❤️È proprio vero che quando entri in una corsia d’ospedale con un naso rosso non c’è mai niente di s...
14/10/2026

IL TRONO DEI SOGNI 🤡❤️

È proprio vero che quando entri in una corsia d’ospedale con un naso rosso non c’è mai niente di scontato. Basta uno sguardo, una parola o un piccolo gesto e l’improvvisazione ti porta dove non avresti mai immaginato.
Ieri sera, per via di un’assemblea comunale che mi aspettava dopo il turno, parto da solo con la mia Opel. Niente compagni di viaggio con cui cominciare a scherzare. Ma arriva una telefonata della dottoressa Peluche: «Sbrigati, che ti sto tenendo il posto per la macchina!». Conoscendo la difficoltà di parcheggiare in ospedale, quelle parole mettono le ali alla mia Opel e alle mie gambe!
In un attimo siamo pronti, nasi rossi al loro posto. «Merda, m***a, m***a!», il nostro immancabile rito propiziatorio, e via! Destinazione: l’infinito e oltre!
Le stanze scorrono tra bambini, adulti, sorrisi e piccoli incontri. Poi arriviamo all’ultima stanza.
C’è una signora anziana, appoggiata al suo cuscino, che ci guarda con timidezza e un po’ di incredulità.
«Ma voi andate anche dagli adulti?»
«Certo! Ma sa, superata una certa età si torna tutti bambini!»
Un piccolo sorriso. Qualche parola. Poi mi si accende una lampadina.
«Sei pronta per fare un bel sogno?»
«Sì!»
«Allora prendi il cuscino, mettilo davanti a te e appoggiaci sopra le mani.»
Guardo Francesca, la mia compagna di turno, che probabilmente si sta già chiedendo quale altra follia mi sia venuta in mente.
«Dove vuoi andare questa notte? Al mare, al lago oppure in montagna?»
«In montagna! A me piace la montagna!»
Perfetto! Si parte!
Io e Francesca cominciamo a prepararci: scarponi da allacciare, zaini sulle spalle, borracce da riempire, occhiali da sole. Poi iniziamo a camminare lungo un sentiero immaginario.
Ci fermiamo ad ammirare il panorama, salutiamo una volpe di passaggio, annusiamo fiori profumatissimi e ogni tanto beviamo un sorso d’acqua per riprendere fiato.
La signora ci guarda e intanto, quasi senza accorgersene, comincia a massaggiare dolcemente il suo cuscino.
La salita si fa impegnativa. Siamo stanchissimi, ma finalmente raggiungiamo il rifugio in cima alla montagna. Davanti a noi un panorama meraviglioso, con tutte le vette illuminate dal sole.
Ci avviciniamo alla signora e, con delicatezza, uniamo per un momento le nostre mani alle sue per un ultimo piccolo massaggio. Poi prendiamo il cuscino e lo riportiamo dietro la sua testa.
«Ecco, siamo arrivati. Adesso chiudi gli occhi e, quando sei pronta... parti!»
Ma prima di andarcene mi ricordo un particolare importantissimo.
«Ah, dimenticavo! Al rifugio non abbiamo pagato il conto! Quindi, se qualcuno ti chiede qualcosa, ricordati che noi non ci conosciamo!»
Un sorriso dolcissimo.
«Goditi il panorama. Giovedì, quando torniamo, ci racconterai com’è andata!»
Lei chiude gli occhi e ci lascia andare.
Usciamo dalla stanza in punta di piedi.
Ripensandoci, quella sera non abbiamo fatto altro che giocare con un cuscino. Eppure, per qualche minuto, quel cuscino è diventato qualcosa di straordinario: il punto di partenza per un viaggio tra le montagne.
Forse è proprio questo uno dei doni più belli dell’improvvisazione: trasformare ciò che abbiamo davanti in qualcosa che ancora non c’è, lasciando che sia l’immaginazione a costruire il resto.
Un semplice cuscino può diventare un piccolo trono dal quale partire per qualsiasi luogo, senza muoversi dal proprio letto.
Il trono dei sogni.
E chissà, magari quella notte, chiudendo gli occhi, quella signora è tornata davvero lassù, tra le sue montagne.
Spero soltanto che al rifugio non le abbiano presentato il nostro conto! ❤️🤡

Claudio Vesentini - Dal mio diario di clown in ospedale.
© 2026 Claudio Vesentini — Testo originale. Tutti i diritti riservati.

Quando finiamo di riprenderci vi raccontiamo com'é andata ieri sera. 🥰🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣💪
14/10/2026

Quando finiamo di riprenderci vi raccontiamo com'é andata ieri sera. 🥰🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣💪

💚 Benvenuto a casa, Bughi! ❤️Oggi la tua vita è cambiata: da una gabbia ormai troppo piccola a un grande giardino tutto ...
12/10/2026

💚 Benvenuto a casa, Bughi! ❤️

Oggi la tua vita è cambiata: da una gabbia ormai troppo piccola a un grande giardino tutto da esplorare, dove correre, saltare e goderti finalmente tanto spazio e nuove attenzioni! 🥕🌿

Un grazie di cuore all’associazione APAE per averci contattato e per l’impegno e l’amore che ogni giorno dedica al benessere di questi splendidi animali. 🐇💚

Adottare significa regalare una nuova possibilità, ma anche ricevere tanta felicità. E Bughi, con i suoi salti pieni di gioia, ha già iniziato a riempire le nostre giornate! 🥰🐾

🎨👕 MONTAATTIVA – ATTIVITÀ ASSOCIATIVENon è solo una maglia. È la nostra bandiera, il nostro orgoglio, un pezzo di ciò ch...
12/10/2026

🎨👕 MONTAATTIVA – ATTIVITÀ ASSOCIATIVE

Non è solo una maglia. È la nostra bandiera, il nostro orgoglio, un pezzo di ciò che siamo! ❤️

Una delle cose di cui andiamo più fieri nella nostra associazione sono proprio le nostre maglie: colorate, uniche, originali. Ognuna racconta una storia, esprime una personalità e racchiude lo spirito con cui affrontiamo ogni nostra missione. 🌈

Per noi, indossare quella maglia ha un significato speciale. Ed è per questo che, fin dal primo giorno, chi entra a far parte della nostra associazione non paga per avere una divisa: impara a crearla con le proprie mani!

Perché lo spirito associativo NON SI COMPRA. Si costruisce, si condivide e si colora insieme. ❤️

Sabato alcuni dei nostri volontari si sono ritrovati in sede per dare libero sfogo alla fantasia, alla creatività e all'ispirazione, trasformando delle semplici maglie in qualcosa di unico e personale.

E presto quei colori prenderanno vita tra le corsie degli ospedali, dove porteremo le nostre maglie come bandiere di allegria, cercando di regalare un sorriso e un pizzico di leggerezza a chi sta attraversando un momento grigio. 🏥🌈

Perché a volte basta una macchia di colore per accendere un sorriso. E dietro ogni nostra maglia c'è un volontario pronto a donarlo! 🤡❤️

❤️ QUANDO IL BOOGIE WOOGIE FA BALLARE ANCHE I RICORDI…Oggi, con Montaattiva, abbiamo vissuto una di quelle giornate che ...
11/10/2026

❤️ QUANDO IL BOOGIE WOOGIE FA BALLARE ANCHE I RICORDI…

Oggi, con Montaattiva, abbiamo vissuto una di quelle giornate che ti lasciano qualcosa dentro, qualcosa che non si misura con le parole, ma con gli sguardi e i sorrisi che incontri.

Abbiamo accompagnato i ragazzi della scuola Doo-Wop Boogiedancers alla RSA delle Piccole Suore della Sacra Famiglia di Colà di Lazise, portando un po' di musica, allegria e quel meraviglioso ritmo del Boogie Woogie che sembra non conoscere età.

Le canzoni di una volta hanno cominciato a riempire gli spazi e, quasi per magia, sui volti degli ospiti sono comparsi sorrisi, emozioni e ricordi. Perché certe musiche non si ascoltano soltanto con le orecchie: si sentono dentro, là dove il tempo sembra non essere mai passato.

E io, Claudio Vesentini, per tutti il Dott. Caciotta, avevo un compito speciale: fare in modo che quella danza non rimanesse soltanto uno spettacolo da guardare, ma diventasse un'occasione per incontrarsi davvero.

Così, tra una battuta, uno sguardo complice, una mano tesa, un abbraccio e qualche piccolo passo improvvisato, ho cercato di coinvolgere gli ospiti e portarli dentro quella festa.

Perché, diciamolo, per ballare non servono sempre gambe allenate o passi perfetti. A volte basta una mano che ne cerca un'altra, uno sguardo che si illumina, un sorriso che arriva all'improvviso.

E in quei momenti succede qualcosa di speciale. Non sai quali ricordi stiano tornando alla mente, quali emozioni si stiano risvegliando, ma capisci che la musica è riuscita ad arrivare dove le parole, qualche volta, non riescono ad arrivare.
Il Dott. Caciotta oggi non aveva bisogno di far ridere soltanto: doveva soprattutto far incontrare i cuori. ❤️
I ragazzi della Boogiedancers hanno messo in campo tutta la loro bravura e la loro energia, ma la cosa più bella è stata vedere come la loro danza si trasformasse in un gesto di vicinanza verso persone che meritano attenzione, affetto e momenti di autentica felicità.
Ringrazio Montaattiva per aver reso possibile questa esperienza, i ragazzi della Doo-Wop Boogiedancers, le Piccole Suore della Sacra Famiglia e tutto il personale della struttura per l'accoglienza.
Io oggi porto a casa tanti sorrisi e una convinzione che sento sempre più mia: non bisogna essere grandi artisti per regalare un'emozione. A volte basta esserci, mettersi in gioco e avere il coraggio di tendere la mano.
E se poi quella mano comincia a muoversi a ritmo di Boogie Woogie… beh, allora la festa è fatta! 🎶💃🕺
Perché gli anni passano, ma la voglia di sorridere, emozionarsi e sentirsi vivi non dovrebbe avere età.
Dott. Caciotta - Claudio Vesentini❤️

🤡❤️ «Tutti per uno, uno per tutti!» ❤️🤡Come i Tre Moschettieri, anche noi abbiamo una missione speciale: portare sorrisi...
09/10/2026

🤡❤️ «Tutti per uno, uno per tutti!» ❤️🤡

Come i Tre Moschettieri, anche noi abbiamo una missione speciale: portare sorrisi, speranza e un pizzico di sana follia dove ce n'è più bisogno! 🌈

E oggi, nella nostra allegra compagnia, un moschettiere d'eccezione: il Prof. Fabrizio Dal Moro, Primario di Urologia dell'Azienda Ospedale-Università di Padova! 🩺👏

Perché quando la grande professionalità incontra la semplicità di un naso rosso, le distanze si accorciano, i sorrisi si moltiplicano e l'umanità diventa protagonista.

Camici bianchi e nasi rossi, ruoli diversi ma un unico grande obiettivo: prendersi cura delle persone, ciascuno con i propri strumenti e tutti con il cuore! ❤️

E allora… tutti per uno, uno per tutti… e un sorriso per ciascuno! 🤡🥰


C’è un momento in cui l’adrenalina arriva al massimo.È quello della partenza, quando ci si ritrova insieme e ci si avvia...
07/10/2026

C’è un momento in cui l’adrenalina arriva al massimo.

È quello della partenza, quando ci si ritrova insieme e ci si avvia verso i reparti. In quei pochi istanti si mescolano emozione, entusiasmo e quella bellissima energia che nasce dal sapere che, di lì a poco, porteremo un sorriso a qualcuno.
Grazie, ragazzi, per le emozioni, le risate e per i mille momenti speciali che mi avete fatto vivere insieme a voi. Sono ricordi che porto con me e che danno un significato ancora più grande a questa meravigliosa avventura.

Claudio Vesentini

Una bella serata di improvvisazione teatrale.E pensavo una cosa.Chi non fa teatro forse leggerà “improvvisazione teatral...
06/10/2026

Una bella serata di improvvisazione teatrale.

E pensavo una cosa.
Chi non fa teatro forse leggerà “improvvisazione teatrale” e passerà oltre.... Eppure credo che abbia molto meno a che fare con il teatro di quanto immaginiamo.
L’improvvisazione ti apre la mente in una maniera pazzesca.
Ti allena a una cosa apparentemente semplicissima: prendere coscienza di dove sei e, soprattutto, con chi sei.
Che poi è una delle cose che, nella vita, facciamo meno di quanto crediamo.
Entriamo in una stanza pensando già a cosa dire.
Incontriamo una persona pensando a cosa fare.
Ascoltiamo preparando la risposta.
Improvvisare invece ti obbliga a stare lì.
Ad ascoltare davvero. A vedere l’altro. Ad accettare quello che arriva e costruire da lì.
Me lo ha ricordato ieri sera un giovane e promettente improvvisatore. Riccardo Bidoia.
E mentre lo ascoltavo pensavo a quanto tutto questo abbia a che fare con il mio mondo.
Faccio il clown di corsia da vent'anni.
E quando entri in una stanza d'ospedale non hai un copione.
Non sai cosa troverai. Non sai se quella persona avrà voglia di ridere. Non sai se vorrà parlare. Non sai nemmeno se vorrà che tu rimanga.
Devi capire dove sei e con chi sei.
Ci sono stanze larghe e stanze strettissime. ....e non parlo dei metri quadrati. Ci sono persone che ti spalancano la porta e altre che sembrano non lasciare nemmeno una fessura.

L'improvvisazione allena proprio questo: ascolto, presenza, attenzione all'altro, capacità di accogliere ciò che succede e di costruire insieme. Non a caso viene utilizzata anche fuori dal palcoscenico per lavorare sulla comunicazione e sulle relazioni.
Per noi clown tutto questo è prezioso. Perché forse improvvisare non significa essere bravi a inventarsi qualcosa.
Significa essere abbastanza presenti da accorgersi di ciò che c'è già.
E allora un consiglio lo do volentieri anche a chi pensa: “Ma io, SUL PALCO, non ci salirò mai”. PROVATE!!!

Qui tra Padova e Mestre c'è www.wonderform.it/corsi, scuola di improvvisazione teatrale con corsi a Mestre, Albignasego e Vigonza.
Per tutto ottobre è possibile entrare nei corsi e fare una prima lezione gratuitamente. Non serve esperienza e non serve “saper recitare”. Magari non salirete mai su un palco.
Ma potreste scoprire un modo nuovo di entrare nelle stanze.

E, soprattutto, di incontrare chi c'è dentro.💓💓💓

Claudio Vesentini

Prima regola per un clown?DIVERTIRSI‼️‼️‼️💞
02/10/2026

Prima regola per un clown?
DIVERTIRSI‼️‼️‼️💞

Indirizzo

Via Montà 138
Padua
35136

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