18/05/2026
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Un ex insegnante di religione padovano è stato arrestato con l’accusa di abusi sessuali su almeno sette minorenni. Gli episodi sarebbero iniziati dal 2017 ma solo a marzo di quest’anno è partita l’inchiesta, dopo che un 17enne si era confidato con un docente. L’uomo, ora agli arresti domiciliari, avrebbe dovuto fare da padrino per la cresima del ragazzo, considerato persona di fiducia dalla famiglia.
La diocesi di Padova si è subito smarcata con un comunicato del vescovo Claudio Cipolla, affermando di aver rimosso l’accusato dall’incarico di insegnante di IRC già dal settembre 2023 e quindi da qualsiasi incarico in ambito ecclesiale (era anche animatore parrocchiale), dopo un’indagine interna. Inoltre si viene a sapere che l’uomo vive nella canonica di una parrocchia (dove ora è ai domiciliari) e che ciò «si deve esclusivamente alla scelta personale del parroco, in violazione di una formale indicazione in senso contrario da parte dell’ordinario diocesano».
Questo significa che la diocesi era al corrente delle accuse nei confronti dell’insegnante di IRC da quasi tre anni almeno, ben prima della denuncia, e aveva gestito il caso in maniera riservata. Tanto che pure una società sportiva di Noventa Padovana in cui lavorava l’uomo – tra l’altro come delegato per la tutela dei minori – lo ha subito licenziato solo dopo aver saputo dell’arresto. L'uomo aveva continuato a seguire minori, anche nel percorso per i sacramenti, e a gestire incarichi amministrativi per una scuola dell'infanzia religiosa attigua alla parrocchia.
Il vescovo assicura di «aver ottemperato a tutte le prescrizioni canoniche e civili» (d’altronde il clero, i cui privilegi sono protetti dal Concordato, non è obbligato a denunciare reati alle autorità civili) e di essersi «messo a disposizione completa dell’autorità giudiziaria».👇
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