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sciopero generale 18 maggio. corteo per le via di Padova
18/05/2026

sciopero generale 18 maggio. corteo per le via di Padova

sciopero generale 18 maggio. Presidio di fronte a Confindustria Padova
18/05/2026

sciopero generale 18 maggio. Presidio di fronte a Confindustria Padova

SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIO ANCHE IL VENETO SI MOBILITA "NEMMENO UN CHIODO PER IL GENOCIDIO"SOLDI AI LAVORATORI E NON AL...
15/05/2026

SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIO ANCHE IL VENETO SI MOBILITA

"NEMMENO UN CHIODO PER IL GENOCIDIO"
SOLDI AI LAVORATORI E NON ALLA GUERRA!

L’Unione Sindacale di Base (USB) del Veneto raccoglie l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla e conferma la proclamazione lo sciopero generale per il 18 maggio.
Assieme a Comunità Palestinese del Triveneto, Giovani Palestinesi Italia e Global Sumud Movement promuove due iniziative di lotta.

Alla mattina del 18 maggio alle 10:30 si terrà un presidio in piazza Zanellato, davanti alla sede di Confindustria e cui è stato chiesto un confronto sulla piattaforma dello sciopero, e in particolare:
1. sulla proposta di salario minimo a 12 euro netti e l'introduzione di un meccanismo di adeguamento automatico dei salari e delle pensioni al costo della vita
2. sull'interruzione di ogni collaborazione economica con lo stato di Israele in particolare per quanto riguarda il traffico d'armi e anche i componenti cosiddetti "dual use"

Al pomeriggio, alle 18, si terrà un presidio con corteo che a partire dal Liston attraverserà le piazze e poi proseguirà per piazza Garibaldi, via Altinate e via Belzoni fino a piazza Portello.

Sciopero generale 18/05/26 SOLDI AI LAVORATORI E NON ALLA GUERRA E AL GENOCIDIOORE 10.30 PRESIDIO DAVANTI A CONFINDUSTRI...
14/05/2026

Sciopero generale 18/05/26
SOLDI AI LAVORATORI E NON ALLA GUERRA E AL GENOCIDIO

ORE 10.30 PRESIDIO DAVANTI A CONFINDUSTRIA
PIAZZA ZANELLATO (centro direzionale La Cittadella)
ORE 18 PRESIDIO DAVANTI AL COMUNE DI PADOVA

Promuovono USB, Comunità Palestinese del Triveneto, Giovani Palestinesi Italia, Global Sumud Movement

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USB raccoglie l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla e proclama lo sciopero generale per il 18 maggio. La guerra, il genocidio in Palestina, la corsa al riarmo, l’attacco al diritto internazionale e il restringimento degli spazi democratici impongono un salto di qualità nella mobilitazione.

La guerra entra nelle nostre vite. Entra nei salari che perdono valore, nella sanità pubblica svuotata, nella scuola impoverita, nel welfare tagliato, negli affitti che aumentano, nei prezzi che corrono, nella benzina che pesa sempre di più sulle famiglie.

Ogni euro destinato al riarmo è un euro sottratto a chi vive del proprio salario. Dopo anni di tagli, privatizzazioni e precarietà, oggi le risorse pubbliche vengono spostate dai bisogni sociali alle spese militari.

La ricchezza prodotta dal lavoro viene concentrata nelle mani di grandi gruppi industriali, finanziari, energetici, tecnologici e bellici. Alla maggioranza della popolazione vengono invece chiesti sacrifici, salari bassi, pensioni più povere, servizi peggiori, vite più precarie

Il 18 maggio fermiamo il Paese contro il genocidio che continua in Palestina e che oggi si estende agli altri Paesi aggrediti da Israele con il sostegno degli USA, contro il riarmo, contro la repressione, contro la complicità del Governo italiano e dell’Europa.

Chiediamo la rottura immediata di ogni rapporto diplomatico, economico, commerciale e militare con lo Stato terrorista di Israele. Chiediamo l’embargo definitivo delle armi verso Israele e verso tutti gli scenari di guerra, il blocco di ogni fornitura militare, di ogni cooperazione industriale e tecnologica funzionale alla guerra, di ogni accordo che alimenti occupazione, genocidio, aggressioni militari e distruzione dei popoli.

I SOLDI NON DEVONO ANDARE ALLA GUERRA MA AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI

• La paga base prevista da ciascun contratto collettivo nazionale deve essere portata subito a 2.000 euro mensili, da erogare per tutte le mensilità, comprese tredicesima e quattordicesima. Che è la cifra minima necessaria per coprire i bisogni primari di una famiglia.
• L'inflazione deve essere calcolata non sulla base dell'IPCA, ma dell'in­dice FOI che prende in considerazione anche i carburanti e le bollette.
• Il salario minimo deve essere sancito per legge e deve essere di almeno 12 euro all’ora riferiti al minimo tabellare e al netto in busta paga.
• Il part-time deve tornare ad essere una scelta volontaria .
• I contratti a tempo determinato non possono durare più di un anno e devono essere ammessi solo due rinnovi.
• La tassazione deve tornare ad essere progressiva (chi più ha, più paga) e vanno tassati i grandi patrimoni.

PRIMO MAGGIO 2026. C'È POCO DA FESTEGGIARE![volantino diffuso alle lavoratrici e ai lavoratori di supermercati, negozi e...
01/05/2026

PRIMO MAGGIO 2026. C'È POCO DA FESTEGGIARE!

[volantino diffuso alle lavoratrici e ai lavoratori di supermercati, negozi e esercizi pubblici di Padova obbligati a lavorare anche il Primo Maggio]

Anche quest'anno si celebra la giornata internazionale dei lavoratori e anche quest'anno la classe lavoratrice ha ben poco da festeggiare: un numero sempre troppo alto di incidenti e morti sul lavoro e una precarietà lavorativa che non permette di costruirsi un futuro in tutta serenità a fronte di aumenti salariali ridicoli subito bruciati dall'inflazione e dall’impennata delle bollette e del prezzo dei carburanti causati dalla guerra scatenata da Usa e Israele contro ogni norma del diritto internazionale.

Si lavora tanto, si lavora male e si guadagna ancora meno.

E per tanti, troppi, questa è una giornata in cui si è costretti a lavorare: dalla ristorazione, al turismo, ai musei, passando per la grande distribuzione e la logistica, non c'è festa che tenga, si lavora anche il Primo Maggio!

In particolare il settore del turismo e della ristorazione, un settore già povero dal punto di vista del salario e delle tutele, impone ai lavoratori turni ancora più pesanti proprio nei giorni festivi.

Il decreto Primo Maggio non introduce alcun correttivo serio sui salari, ma interviene coi soliti bonus a vantaggio delle imprese e non certo dei lavoratori. Anzi utilizza risorse sottratte come al solito ai lavoratori dipendenti che pagano le loro tasse direttamente in busta paga.

Il governo dice che questi bonus vengono concessi solo alle aziende "virtuose" che garantiscono un "giusto salario" ai propri dipendenti, ma la modalità con cui verrebbe valutato quale sia questo "giusto salario" è quanto mai astrusa, diversa da contratto a contratto e in sostanza complessa da calcolare.

In questo modo il governo ha introdotto una norma sufficientemente ambigua da lasciare al padronato la possibilità di adottare contratti al ribasso, dove le parti accessorie del salario configurino una retribuzione solo figurativamente in linea con il cosiddetto "giusto salario".

Anche la norma che introduce un adeguamento automatico dei salari del 30% è basata sull'indice IPCA che non tiene conto degli aumenti dei prodotti energetici importati, una vera presa per i fondelli.

E in ogni caso questo adeguamento vale solo per i contratti collettivi scaduti da almeno 12 mesi.

E' ARRIVATO IL MOMENTO DI DIRE BASTA A QUESTE PRESE IN GIRO.
• La paga base prevista da ciascun contratto collettivo nazionale deve essere portata subito a 2.000 euro mensili, da erogare per tutte le mensilità, comprese tredicesima e quattordicesima. Che è la cifra minima necessaria per coprire i bisogni primari di una famiglia.
• L'inflazione deve essere calcolata non sulla base dell'IPCA, ma dell'in­dice FOI che prende in considerazione anche i carburanti e le bollette.
• Il salario minimo deve essere sancito per legge e deve essere di almeno 12 euro di retribuzione oraria riferiti al minimo tabellare e al netto in busta paga.
• Il part-time deve tornare ad essere una scelta volontaria del lavoratore o della lavoratrice.
• I contratti a tempo determinato non possono durare più di un anno e devono essere ammessi solo due rinnovi.
• La tassazione deve tornare ad essere progressiva (chi più ha, più paga) e vanno tassati i grandi patrimoni.

UNIONE SINDACALE DI BASE – LAVORO PRIVATO PADOVA
via F. Marzolo, 13/B 35131 Padova tel. 049 680538 - email: [email protected]

Solidarietà allə compagnə del CSO Pedro.Alcunə militantə del CSO Pedro sono statə fermatə all'uscita di una riunione e f...
17/04/2026

Solidarietà allə compagnə del CSO Pedro.

Alcunə militantə del CSO Pedro sono statə fermatə all'uscita di una riunione e fattə oggetto di una pesante provocazione da parte dei carabinieri.
Mentre la crisi avanza e la guerra di aggressione all'Iran ne esaspera le conseguenze, mentre crolla il potere d'acquisto di salari e stipendi, e istruzione e sanità subiscono tagli su tagli, il governo Meloni dà come unica risposta la repressione. Dopo il Decreto Legge approvato appena pochi mesi fa, il governo ne sta infatti predisponendo un altro pensato per colpire soprattutto lə giovanə delle periferie urbane.

In questo contesto vanno infatti collocati i fatti gravi avvenuti nella notte fra il 15 e il 16 aprile. Approfittando del fatto che nella zona della stazione di Padova è ancora in vigore la cosiddetta "zona rossa", una pattuglia di carabinieri ha fermato senza alcun motivo un'auto con a bordo tre compagnə. Quando ne sono arrivatə altrə che uscivano dalla stessa riunione a chiedere spiegazioni su quanto stava succedendo, hanno chiamato rinforzi, lə hanno aggreditə e poi ne hanno arrestatə 4, accusandolə di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Dai video rilasciati dallo stesso centro sociale si vede chiaramente, e in tutta la sua forza, l’abuso di potere che è stato perpetrato a danno di questə compagnə.
Questi abusi non sono un caso isolato, ma rappresentano la cifra di uno Stato in cui la progressiva militarizzazione della società si riversa nelle nostre città con la veste di un regime di polizia: dai tentativi di infiltrazione ai fogli di via, dalle misure cautelari alla celere schierata davanti a ogni protesta... fino alle menzogne di una certa stampa asservita, che criminalizza quel dissenso che ormai non riesce più a nascondere.

Unione Sindacale di Base - Padova

03/04/2026

Stanotte i lavoratori di GLS in sciopero hanno bloccato i cancelli a Padova contro i licenziamenti e contro l'attacco al diritto di sciopero

LE INIZIATIVE DEI PROSSIMI GIORNI
04/03/2026

LE INIZIATIVE DEI PROSSIMI GIORNI

Indirizzo

Via Marzolo 13b
Padua
35131

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 12:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
Giovedì 09:00 - 12:00
Venerdì 09:00 - 12:00

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