07/07/2026
Negli ultimi giorni dell’anno scolastico siamo venuti a conoscenza, da educatrici e insegnanti delle scuole gestite dal Comune di Padova, quindi attraverso la stampa locale, di alcune gravi problematiche legate alla stabilizzazione lavorativa e alla continuità didattica.
I servizi scolastici del Comune si basano sul lavoro fondamentale di educatrici e maestre precarie: senza il lavoro di decine e decine di persone nidi e scuole dell’infanzia non potrebbero aprire. Si tratta di persone formate, che hanno alle spalle anche dieci anni di lavoro nelle scuole della città oltre a una formazione specifica, di cui abbiamo potuto apprezzare in molti casi la qualità non solo professionale ma anche umana in molti passaggi chiave della formazione delle nostre bambine e bambini.
La situazione è la seguente: l’ultimo concorso risale al 2022-2023; da tale concorso, oltre alle assunzioni, è uscita una graduatoria dalla quale sono state pescate le nomine per le supplenze, che si è però esaurita in breve tempo; la graduatoria è stata integrata con una lista di disponibilità, che ha funzionato finora; ora però sia graduatoria che liste decadono per raggiungimento dei termini legali, e il Comune si trova nella necessità di predisporre una nuova graduatoria da cui nominare i precari.
Il Settore servizi scolastici ed educativi decide dunque di creare una nuova graduatoria con modalità sorprendenti: la possibilità di inoltrare domande è stata aperta il 27 giugno alle ore 14.00, la graduatoria sarà in ordine di arrivo delle domande. Un vero e proprio click-day, che non valuta né titoli, né anzianità, né tantomeno servizio pregresso.
Come genitori siamo sconfortati: sappiamo come in tutti gli ordini e i gradi scolastici la continuità didattica sia la prima condizione di un servizio di qualità. La scuola è un’istituzione fondamentale della nostra società, a Padova abbiamo un servizio 0-6 di eccellenza; vediamo con grande preoccupazione come la mancanza di tempismo, di pianificazione e di investimento da parte del Comune vada a minarne la colonna principale, i lavoratori e le lavoratrici.
Come lavoratori siamo doppiamente sconfortati: l’abuso del precariato e l’impiego di modalità lesive della dignità professionale di educatrici e insegnanti non dovrebbe esistere in una città come la nostra, che dichiara grande attenzione ai diritti civili e sociali di cittadini e cittadine.
Oltre ad esprimere piena solidarietà alle lavoratrici che, attraverso il sindacato, hanno avanzato le proprie richieste al Comune, chiediamo che la piattaforma rivendicativa avanzata sia valutata con attenzione, che venga premiato l’impegno di chi sceglie di lavorare nella scuola pubblica del nostro Comune, che sia al più presto redatto un piano di stabilizzazione per le scuole del Comune di Padova.