KNIGHTS OF CHRISTIANITY AND PEACE

KNIGHTS OF CHRISTIANITY AND PEACE Inter-Governmental Organization ( in corso di compimento ) Povertà è un concetto ben più ampio di quello spiegabile in termini economici.

DICHIARAZIONE PROGRAMMATICA
È certo ormai che le emergenze odierne e la decadenza morale, politica e sociale suscitino un turbinio di sentimenti che insidiano la pace interiore e minacciano di incattivire il dialogo. La violazione dei diritti dell'uomo e il degrado ambientale del mondo in cui viviamo hanno raggiunto limiti tali da mettere in dubbio sia la sopravvivenza fisica che l’evoluzione spir

ituale dell’uomo, il quale fronteggia quotidianamente una crisi profonda e diffusa che ormai ha svuotato di forza e significato i sacri valori tradizionali, i quali, nel corso dei secoli, hanno sempre sorretto il cammino dell’umanità. E così mentre alcuni, pienamente coscienti di un progressivo immiserimento morale e spirituale della società, si muovono, con difficoltà, alla ricerca di qualcosa che restituisca un significato più alto al proprio esistere, altri, ancor meno fortunati, brancolano disperatamente nelle nebbie della vita, nel coraggioso tentativo di uscire da una condizione precaria o, addirittura, di drammatico disagio, dovuto a guerre, povertà, rivoluzioni, calamità naturali, cattiva politica. A questa seconda, per così dire, categoria umana, è la prima, materialmente più avvantaggiata, che deve dare la fiducia nel domani, aiutandola nella conquista di una dignità certa del vivere civile, che è diritto inalienabile di ogni persona. Pertanto, chiunque, animato di buona volontà, desideri fermamente che la stella della pace e della fratellanza torni a risplendere sulla società, concorra, da parte sua, a ridonare ad ogni individuo in difficoltà la dignità, sostenendo il rispetto e la pratica attuazione dei diritti affermati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo sancita il 10 dicembre 1948 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ribadita successivamente nei documenti programmatici di molti organismi nazionali e internazionali. L’idea di un governo pacifico del mondo, che, oltre al mantenimento della pace, garantisca l’uguaglianza e l‘indipendenza di tutti i popoli, la cooperazione fra gli Stati, la tutela dei diritti dell’uomo, delle libertà fondamentali e richiami ogni popolo o gruppo al senso di responsabilità anche nei confronti degli altri, si esplica attraverso l’imprescindibile riconoscimento dei numerosi documenti programmatici, oltre a quello principale, già citato, dei Diritti dell’Uomo, dal quale gli altri hanno tratto origine ed ispirazione, nel loro impegno volto alla solidarietà sociale e contro ogni violazione dei diritti dell’infanzia, dell’istruzione, dei malati e dell’ambiente. In nome della Pace e della Fratellanza ecumenica, siano volte, pertanto, le opere di noi tutti, alla difesa, dei diritti fondamentali, in assenza dei quali è negata una vita completa e dignitosa:
- diritti civili (diritto alla vita, all’integrità fisica, alla libertà personale, alla libertà di religione, di pensiero e di associazione);
- diritti politici (diritto alla partecipazione alla vita dello Stato, al voto etc)
- diritti economici, culturali e sociali (diritto al lavoro, all’istruzione, all’assistenza sociale e sanitaria)
Unitamente a questi, dunque, non vengano dimenticati anche la Convenzione sui diritti dell’infanzia, solenne dichiarazione di principi contro la piaga del lavoro minorile, dello sfruttamento e delle situazioni che danneggiano i minori, negando loro un’infanzia serena, la tutela, il nome, la nazionalità, la sicurezza, la famiglia e l’istruzione, con gravi danni nel presente e nel futuro perché solo una società, che investe nel proprio capitale umano, è in grado ci combattere a fame, la povertà e il degrado. Tutti i bambini del mondo devono godere della stessa protezione sociale e dei diritti fondamentali per la loro crescita, così riassumibili:
- diritti di sopravvivenza (nascere e crescere sani, ricevere cure mediche)
- diritti allo sviluppo (crescita armoniosa ed istruzione)
- diritti di protezione (difesa da situazioni rischiose per il loro benessere presente e futuro). Una comunità civile deve garantire, inoltre, ai suoi membri un livello di qualità della vita accettabile, che permetta loro di utilizzare in pieno le proprie risorse. Lo stesso progresso di una società infatti è da sempre correlato al buon stato di salute della popolazione, per la cui salvaguardia si deve tener conto dei seguenti fattori:
- il miglioramento delle condizioni ambientali ed igieniche e sanitarie;
- la sicurezza sul lavoro;
- il potenziamento della ricerca scientifica;
- il rispetto dei diritti del malato
- l'assistenza e le cure gratuite agli indigenti. Un nuovo senso della comunità, solidale con tutti gli esseri viventi, nel rispetto di una chiara visione cristiana della vita, ancor prima che meramente ecologica, comporta in primis, l’acquisizione di un’etica ambientale, fondata sulla responsabilità personale. Custodire e preservare i beni naturali si traduce in una reale partecipazione al miglioramento del mondo che ci circonda, nonché alla maturazione di comportamenti consapevoli e responsabili, espressione di una Fratellanza universale, basata sui valori ecumenici originari, di profonda armonia, che lega l’uomo alla natura, all’intero Creato e a Dio. La scelta ecologica, a favore di uno sviluppo sostenibile, favorisce pertanto la protezione dei beni non solo naturali, ma anche artistici, molti dei quali inseriti nella lista dei siti “patrimonio dell’umanità”, da lasciare, come gloriosa eredità, alle generazioni future, quanto più possibile integri, rispettando dunque gli accordi stilati nel protocollo di Kyoto, nell’ambito della “Convenzione sui cambiamenti climatici”. E’ richiesto a noi tutti, pertanto, un giusto equilibrio tra crescita economica, giustizia sociale e ambiente sano, che devono rafforzarsi reciprocamente per assicurare lo sviluppo sostenibile. L’affinamento di una piena coscienza ambientale deve farci riflettere, dunque, su questi fattori essenziali per garantire la possibilità di vita nel futuro:
- rispetto dell’ambiente e delle biodiversità;
- tutela del territorio;
- riduzione dell’inquinamento;
- uso razionale delle risorse;
- impiego di energie rinnovabili ed alternative
Ispirarsi ai valori cristiani, per antonomasia, della Pace della Fratellanza, in definitiva, vuol dire, vivere al meglio il tempo che ci è dato vivere, comprendere il momento, il presente, senza tuttavia esserne travolti, memori dell’insegnamento della storia e proiettati nel futuro, creando così le condizioni di vita migliori per noi e per i nostri fratelli, al’insegna dei supremi valori della non violenza, della legalità e della solidarietà. I fondamenti a garanzia della pace sono l’eliminazione della povertà e della fame, dei razzismi, dei fanatismi, delle dittature, degli egoismi nazionali, della scarsa democrazia, che non determina la partecipazione delle persone ad una gestione paritaria dello Stato e il loro confronto su scelte di tranquillità e di stabilità politica e sociale. Se le leggi non vengono osservate, la vita di ognuno di noi diviene insicura, compromettendo così la stessa convivenza civile. Sviluppare una cultura della legalità vuol dire, in primo luogo, praticarla, facendo vivere il senso delle regole e delle leggi con piena coscienza e partecipazione quotidiana. Pace, legalità, sviluppo, dunque, civiltà, nel senso più alto che la connota, si determinano anche con l’abolizione delle disuguaglianze, offrendo dunque pari opportunità di espressione e realizzazione a tre categorie, a lungo discriminate nella storia: le donne, i diversamente abili e i poveri.
- Attualmente, per la donna, a parità formale ottenuta, rimangono in sospeso questioni di parità reale, nell’ambito di un giusto equilibrio tra lavoro all’interno e all’esterno del nucleo familiare.
- Solidarietà, ma soprattutto aiuti concreti, anche per le perone diversamente abili, per i quali va difeso il diritto al lavoro, all’assistenza e all’integrazione sociale, poiché si connota come massima espressione di elette virtù di una società civile, democratica e cristiana, nello spirito che la anima, manifestare solidarietà e aiuto sollecito, tempestivo, concreto a tutti coloro che, in difficoltà, indigenza, malattia, svantaggio, di quella solidarietà hanno più bisogno.
- La povertà, infine, altra piaga a cui, con difficoltà, rivolge il pensiero la nostra società, ancora a benessere diffuso, ma che esiste e che sembra attualmente in crescita. La povertà è principalmente solitudine, mancanza di istruzione, spazio di azione limitato, isolamento causato dalla vergogna della propria situazione. La povertà è quindi il prodotto di una scarsa attenzione della collettività verso le fasce sociali più deboli, alle quali dovrebbe offrire eguale possibilità di partecipazione ala vita comunitaria. I disagi, i malesseri sociali, la fragilità delle nuove generazioni, che percepiscono di non avere davanti a sé un futuro sereno, la condizione di solitudine degli anziani, l’insufficienza strutturale dei servizi sociali, i comportamenti a rischio di adolescenti sempre più problematici, sono alcuni delle questioni che ci interrogano tutti, sempre, e alle quali lo spirito della solidarietà può fornire un valido aiuto purchè disponga di risorse adeguate e di possibilità d’azione, d’intervento, di effettivo sostegno. In tal senso l’Associazione Internazionale della Cristianità e della Pace si apre a tutti coloro che sentono, innanzitutto nell’animo, di essere “solidali”per il fatto stesso di essere membri di una comunità sociale. Onde evitare che la solidarietà sia solo un gesto sporadico ed eccezionale, deve divenire quanto prima un modo di lavorare tutti insieme, ognuno secondo le proprie capacità. Solidarietà vuol dire anche assumersi le proprie responsabilità e compiere il proprio dovere ogni giorno, con serenità e forza morale vivificata dalla Fede. Se continueranno ad esistere, da un lato, i “volontari della solidarietà” e dall’altro, gli “indifferenti del quotidiano”, la sconfitta morale, umana, sociale investirà noi tutti, la società tutta. Si comincia dalle piccole cose, dai semplici gesti di condivisione e di attenzione, che tuttavia sono i veri cambiamenti in cui si comincia a vivere con pienezza e consapevolezza la vera solidarietà, la quale farà assurgere ognuno di noi a simbolo, modello e strumento di quella Sacra, divina Pace, che rappresenta da sempre la grande sfida, il miracolo atteso e a cui tutti aspiriamo sommamente. Possa questa dichiarazione programmatica, diretta a tutte le persone, animate di buona volontà e di cuore generoso, incoraggiare ed aumentare le schiere di coloro che credono, sperano e si adoperano per la vera rinascita della Ca**tà cristiana. Voglia Dio concedere alla nostra bandiera di Pace e di Fratellanza la piena riuscita e di poter garrire sempre fiera sul mondo della Solidarietà, sacro ideale, per la realizzazione del quale, la nostra nobile Istituzione si impegna da sempre. A ciascuno di noi incombe il dover essere solidale, di sentirsi corresponsabile di ciò che accade e non accade nel mondo per poter un giorno proferire le parole di Jean Debruynne:
Verrà un giorno nel quale i bambini impareranno
Alcune parole che sarà loro difficile comprendere. I bambini dell’India chiederanno / che cos’è la fame? I bambini dell’Alabama chiederanno / che cos’è la segregazione razziale? I bambini di Hiroshima
Chiederanno / che cos’è la bomba atomica? E tutti i bambini del mondo
Chiederanno / che cos’è la guerra? E tu sarai colui / che dovrà rispondere e allora dirai loro:
questi sono nomi / caduti in disuso,
come la diligenza / come le galere / o la schiavitù. Queste parole non hanno / più senso alcuno
Per questo sono state tolte / dal dizionario.

Indirizzo

Piazzale Della Stazione. 6, V Piano
Padua
35131

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