03/06/2026
Volti e voti. 80 volte Italia di Abracalam alla Cooperativa Coralli, dove vive l'Italia di oggi e del futuro
Un'azione messa magistralmente in scena da Abracalam, memoria viva, fatta di citazioni, danza, ritmo, che ha percorso diversi quartieri padovani, particolarmente significativa alla Cooperativa Coralli.
Una storia, tra quelle presentate per ricordare le radici del primo voto delle donne in Italia, frutto delle lotte, finalmente riconosciute dalla Repubblica Italiana nata dalla Resistenza al nazifascismo e ratificata dal Referendum del 2 giugno 1946.
... Stessa cascina abitata da 11 famiglie in baruffa tra di loro, perciò con 11 corde e 11 secchi per ti**re l'acqua dall'unico pozzo. Ma le donne, tutte, hanno deciso di curare e nascondere il partigiano ferito. Finalmente, prima di ripartire per la montagna, il partigiano ha visto quelle donne comprare un'unica catena ed un solo secchio per tutti. Resistenza e solidarietà.
Qui, la cooperativa Coralli, di abitazioni di proprietà collettiva, nata oltre 20 anni fa su impulso dell'Unione Inquilini per offrire risposte concrete alla crisi abitativa svelata dalle lotte di migranti e rifugiati, è diventata una vera e propria comunità di persone e famiglie provenienti da molti paesi del mondo: un pezzo fondante la Repubblica italiana nata dalla Resistenza, moderna, multiculturale e multietnica. Le donne (ma non solo), anche qui svolgono un ruolo essenziale.
Insomma, una comunità di persone e famiglie che, anziché soffrire per cercare soluzioni individuali e baruffare tra di loro come vorrebbero le destre, ha deciso ed è riuscita a costruire casa assieme, solidariamente.
L'azione scenica ha fatto scaturire memoria e dialogo degli abitanti della Cooperativa Coralli: il voto alle donne è frutto delle lotte anche in altri paesi di provenienza, dalla Resistenza al nazifascismo nell'ex Yugoslavia, e per l'indipendenza in Senegal e in Marocco.
80 anni dopo il voto alle donne, cosa si aspetta a riconoscere la piena cittadinanza, incluso il diritto di voto, a tutte le persone, migranti inclusi, che vivono, lavorano e studiano e costruiscono la bella Italia che vogliamo?