Comitato Difesa Alberi e Territorio

Comitato Difesa Alberi e Territorio Il sito si propone come un faro sulla situazione della gestione del verde pubblico nella città (sempre più -dinucola) di Padova. Giulini)

"a proposito di potature non sono più il solo a raccomandarne quanto meno la riduzione di numero e di estensione delle potature. Ora continua l’antica tradizione che 'ae piante le potature ghe fa ben' ! Niente di più falso e stolto: fa bene all’uomo (le piante da frutto fanno più frutto, ma per meno tempo), le potature fanno bene a chi pota, soprattutto male e riempie le sue tasche con i soldi del

la comunità; le potature alle piante sono indispensabili, quando sono malate o ferite, per curarle, ma non per ferirle ! Il tuo migliore tecnico lo poteresti delle dita o delle mani ? Perderesti quanto meno parte della sua produttività, in più ti odierebbe !" (P.

Devono pensarci i giornalisti americani della CNN a svergognare i sindaci e gli amministratori delle città italiane, per...
25/08/2026

Devono pensarci i giornalisti americani della CNN a svergognare i sindaci e gli amministratori delle città italiane, perchè i media italiani molto dediti ai casi di cronaca nera per nascondere le vere porcherie politiche come gli abbattimenti selvaggi di alberi in tutta Italia, non se ne accorgono se non marginalmente e saltuariamente. L'albericidio in tutte le principali città italiane è nell'ordine di grandezza di 800mila-1 milione di alberi abbattuti negli ultimi 7-8 anni, basti pensare a Roma, ben 35mila alberi abbattuti. Oltre 140 comitati cittadini a difesa degli alberi (riuniti dell'associazione nazionale ONDA) e nessun giornale o telegiornale o programma di approfondimento che ne parli. Ci devono abboffare di fake riempitive. Qui la giornalista della CNN svergogna la giunta Gualtieri di Roma che fa propaganda becera per coprire migliaia di abbattimenti e ha promesso il nulla come si vede in piazza Risorgimento: milioni di euro spesi per una promessa con pochi alberi secchi e nessuna fontana. Una vera fotocopia di quello che succede a Padova (vedi ad es. il Bosco della Pace a Mandria che è un bosco di erbacce), ma noi non siamo caput mundi e il sindaco Giordani e co. possono procedere indisturbati nella distruzione e nella distrazione del padovano medio preso da molto altro.

L'emittente americana pubblica video su sprechi del Comune 

Ringraziamo l'ex-presidente Zaia e il nostro incontenibile sindaco Giordani per la loro attenzione e cura della salute d...
24/08/2026

Ringraziamo l'ex-presidente Zaia e il nostro incontenibile sindaco Giordani per la loro attenzione e cura della salute dei veneti attraverso la loro potente lotta in favore del consumo di suolo, della distruzione del verde, dell'aumento dell'effetto isola di calore, della riduzione della biodiversità che tiene sotto controllo popolazioni di specie pericolose. E così assieme alla Lombardia (prima con noi nel consumo di suolo) siamo una delle regioni ideali e più amate in tutta Italia dal virus West Nile. Ricordate nel 2022 come Padova fosse stata l'epicentro del West Nile? Questa estate già 37 casi nel padovano e un morto. Ringraziamo e godiamoci i frutti di tanta cura della salute!!

Il virus continua a circolare in Italia: caldo, acqua, zanzare e uccelli favoriscono la diffusione, soprattutto nella Pianura Padana.

IL CONSIGLIERE PD TISO ATTACCA I COMITATI AMBIENTALISTI MA DIMOSTRA DI NON SAPERE GRANCHÉ DI ECOLOGIA NÉ DI SAPER LEGGER...
19/08/2026

IL CONSIGLIERE PD TISO ATTACCA I COMITATI AMBIENTALISTI MA DIMOSTRA DI NON SAPERE GRANCHÉ DI ECOLOGIA NÉ DI SAPER LEGGERE LE CARTE CHE CITA
Comunicato stampa del Comitato Difesa Alberi e Territorio - 18 Agosto 2026

Il consigliere Nereo Tiso spara a zero contro i comitati cittadini a difesa del verde dichiarando che a Padova si abbattono solo lo 0.3% di alberi e che "..i 17mila alberi abbattuti a Padova [menzionati spesso dai comitati stessi] sono un'invenzione". Aggiunge che «Quando si parla di sistema arboreo, abbattimenti, numeri un po’ buttati là, forse meglio andare alle fonti. Fonti che non sono nascoste a nessuno e dalle quali tutti possono, con un po’ di pazienza, informarsi". E qui cade rovinosamente il consigliere del Partito Democratico che evidentemente non sa leggere lui le fonti che cita e che, in alcuni casi, proprio non ci sono (ad es. le perizie dei 54 alberi in abbattimento a Villa Giusti).

Sugli abbattimenti globali, Tiso dimostra di non aver letto le carte prodotte dalla stessa amministrazione a cui appartiene, affermando "E quando si parla di abbattimento come una tempesta di alberi presunti malati, si parla dello 0,3% del patrimonio arboreo". Ma nell'ultimo piano di gestione delle alberature pubblicamente accessibili i dati riportano un ordine di grandezza maggiore, ovvero 2.5-3% all'anno (pg. 85 del piano versione 1.0 scaricato il 25-05-2025 dal sito del comune) oppure 1.8-2% nella versione 2.0 del piano (datata 01-04-2025, pg. 173). Il 2% di sostituzioni all'anno corrisponde approssimativamente ai dati ufficiali (secondo noi comunque molto sottostimati) incrociati del comune sugli abbattimenti, e questo dato corrisponde ad una sostituzione con abbattimenti del 20% in 10 anni, ovvero un quinto di tutti gli alberi ogni 10 anni, una cifra enorme che nelle grandi città sostenibili all'estero non ha corrispondenza e per le quali vale la percentuale inventata per Padova da Tiso, dello 0.3% all'anno (dato che coincide con la vicina Verona, allo 0.3%, Donini e Oliboni, 2016).

Sui nuovi impianti di alberelli di propaganda, che siano 20mila o 30mila cambia poco, Tiso mostra una imbarazzante ingenuità poiché tutti gli addetti ai lavori sanno che uno non vale uno (per la verità lo capisce anche un bambino di 8 anni), non bastano 200 alberelli di nuovo impianto per sostituire i servizi ecologici di un albero di prima grandezza maturo abbattuto.

Infine, sui 17mila alberi secondo Tiso inventati, questa è una stima abbastanza realistica (più probabile una sottostima, senza contare gli abbattimenti in area privata) fatta dal nostro comitato attraverso un monitoraggio continuo negli ultimi 14 anni, in particolare noi ci riferiamo agli alberi abbattuti negli ultimi 9 anni, ovvero durante le due giunte Giordani. Ci siamo basati sulle centinaia di segnalazioni con foto ricevute dai cittadini via mail, sui dati incrociati con altri comitati cittadini, mediante Googlemap 3D (che permette di vedere anche alberi non stradali) e infine dati desunti dalla cartografia del comune. La stima di 17mila alberi comprende tra i tanti, gli oltre 2200 grandi alberi abbattuti per il tram, ma anche molti alberi non censiti dal Comune, presenti in aree comunali che l'amministrazione ha abbattuto o fatto allegramente abba***re in ampi gruppi senza verificare o proteggerli (ad es. boschetti naturali, lungo la ferrovia, in zona industriale, sulle sommità arginali dove il genio non dovrebbe intervenire, lungo le tangenziali gestite dal comune).

COMUNQUE, A TISO E COLLEGHI RICORDIAMO CHE NON SONO I COMITATI CITTADINI AD AVERE L'ONERE DELLA PROVA, PIUTTOSTO I COMITATI MOSTRANO CON CHIAREZZA COME E DOVE LA MACCHINA AMMINISTRATIVA FALLISCE NEL MILLANTATO PROGETTO DI SOSTENIBILITÀ E NELLA TRASPARENZA NEI CONFRONTI DEI CITTADINI. QUINDI È L'ATTUALE AMMINISTRAZIONE CHE, GESTENDO STRUTTURE CON DECINE DI DIPENDENTI (OLTRE 60 NEL SETTORE VERDE) PAGATI DAI CITTADINI E SPENDENDO DECINE DI MILIONI PER SERVIZI ESTERNI, PROFESSIONALI E TECNICI, HA L'ONERE DELLA PROVA, E SE SI RITIENE UN MINIMO CORRETTA DEVE FORNIRE AI CITTADINI, LORO DATORI DI LAVORO, DATI TRASPARENTI E VERIFICABILI SUGLI ABBATTIMENTI. Questo al momento non è possibile perché l'unico bilancio delle alberature risalente al 2022 è gravemente carente per due motivi: 1) i dati aggregati totali non permettono verifiche di correttezza con i nostri dati di archivio in quanto non riportano nel dettaglio quali alberi e dove sono quelli abbattuti, solo in tale caso i comitati sono in grado di verificare se il bilancio comprende tutti quelli da noi documentati con foto. 2) un dato fornito dall'amministrazione è chiaramente falso o in contraddizione con quanto detto dalla stessa il che getta un'ombra grave sulla sua attendibilità. Chiara Gallani presentando pubblicamente l'unico bilancio delle alberature esistente, del 2022 (Il Mattino, 5 Maggio 2022) riportava che gli alberi schiantati/abbattuti per eventi atmosferici erano 293 (dato riportato anche nel documento Bilancio arboreo 2017-2022, data 30-03-2022, pg. 16). Ma tre anni prima, in seguito ad alcune recenti forti tempeste dichiarava (Il Mattino, 19-01-2019) che ne erano stati abbattuti ben 875, quindi l'assessora Gallani nel 2019 ne aveva dichiarati ben 585 in più, e questi sono spariti dal bilancio delle alberature del 2022. Ipotizziamo che l'errore sia legato al desiderio di mostrare dati sugli abbattimenti più bassi possibili per motivi di impopolarità. Ma la domanda corretta è: CHE ATTENDIBILITÀ E TRASPARENZA CI POSSIAMO ASPETTARE DA UN'AMMINISTRAZIONE CHE IN UN IMPORTANTE DOCUMENTO UFFICIALE DIMENTICA QUASI 600 ALBERI SU UNA VOCE MINORE QUALI ABBATTIMENTI PER EVENTI ATMOSFERICI, CON UN ERRORE IN DIFETTO DI MENO 200%?
Quindi, concludendo, noi abbiamo fatto le nostre stime al meglio di quello che si può ottenere con poche risorse ma grande presenza sul territorio e nel tempo. E' dovere di Tiso e della sua amministrazione fornire dati trasparenti e attendibili, visti i milioni di euro dei cittadini finora spesi più per distruggere e devastare verde e alberi e per fare propaganda con alberelli pronto-rinsecchimento che per fornire veri servizi ecosistemici e reale trasparenza ai cittadini e ai disinteressati ma attenti garanti del verde cittadino. Noi aspettiamo questi dati e siamo pronti a qualsiasi confronto e dibattito pubblico sul tema, il signor Nereo Tiso lo è?

Alessandro Angrilli
Presidente del Comitato Difesa Alberi e Territorio

In Texas i nostri amici dei comitati locali stanno cercando di salvare un pioppo di 200 anni con una circonferenza impre...
18/08/2026

In Texas i nostri amici dei comitati locali stanno cercando di salvare un pioppo di 200 anni con una circonferenza impressionante di oltre 10 metri. Il pioppo è al confine tra USA e Messico e lo vogliono ti**re giù per i soliti futili motivi per fare un muro anti-immigrazione che potrebbe essere spostato di pochi metri per salvarlo. I pioppi in tale zona arida segnalano le sorgenti d'acqua. I pioppi solo piante autoctone nel Veneto ma a Padova sono temuti dall'amministrazione Giordani per cui vengono abbattuti volentieri. Come mai? Semplice il pioppo se viene potato o capitozzato si infetta facilmente e non compartimenta bene le grandi ferite da taglio. Eppure, sarebbe la pianta del nostro futuro perchè cresce velocemente, assorbe grandi quantità di CO2 e di acqua e raffredda l'aria, ma è anche perfetto per fare fitodepurazione:al Piazzale Boschetti hanno abbattuto dei bei pioppi cipressini sani per fare una piastra schifosa mentre potevano piantarne molti per depurare il terreno, ma si sa l'ignoranza ecologica e botanica guida l'amministrazione di Padova ormai da oltre 9 anni.
https://www.repubblica.it/green-and-blue/2026/08/05/news/arizona_messico_ultimo_pioppo_secolare-425513722/?ref=RHLM-BG-P6-S1-T1-fattidelgiorno8

Riportiamo sotto l'interessante riflessione sull'infodemia e ipnotizzazione del cittadino su ambiente ed emergenze mondi...
14/01/2026

Riportiamo sotto l'interessante riflessione sull'infodemia e ipnotizzazione del cittadino su ambiente ed emergenze mondiali di Dante Schiavon. La foto mostra un recente murales dell'artista EvyRein apparso in via Altinate in centro a Padova.

PETROLIO, SOVRAINFORMAZIONE, CAMBIAMENTI CLIMATICI, AMBIENTE (di Dante Schiavon)
Secondo l’Accordo di Parigi del 2015 (Cop 21) entro il 2030 le emissioni in atmosfera, per limitare l’aumento del riscaldamento globale a 2 gradi, avrebbero dovuto diminuire del 28% e per limitare l’aumento della temperatura del pianeta a 1,5 gradi avrebbero dovuto diminuire del 42%. Tutti gli scenari indicano che la temperatura media globale supererà 1,5 gradi entro il 2030. E la politica, i media e l’opinione pubblica, dopo aver criminalizzato le forme di lotta disperate dei giovani che chiedono di fermare l’innalzamento della temperatura del pianeta, non si soffermano nemmeno un minuto sui 100 miliardi di dollari che l’amministrazione americana investirà per “raddoppiare la produzione di petrolio”.

Nel tragico e surreale teatrino della politica, dei media e dei social è assente il sentimento dell’indignazione e della rabbia per l’aumento delle emissioni che comporterà l’aggressione americana al Venezuela. Ci troviamo di fronte all’ennesimo “blackout out cognitivo” nella narrazione delle vicende umane e delle condizioni del “pianeta terra”, favorito anche da una sovrainformazione mediatica sui nostri dispositivi digitali, 24h su 24h, che inibisce un processo lineare nella formazione del pensiero e dei nostri giudizi.

Il clima, l’ambiente, la perdita di natura e di terra su cui seminare cibo e alberi non trova spazio nella narrazione mainstream. Una narrazione che trasforma la violazione della sovranità nazionale del Venezuela in una sorta di spettacolo di intrattenimento, in alcuni casi con toni di ammirazione, descrivendolo quasi come un evento indolore per il diritto internazionale, per l’uomo e per l’ambiente. La scienza ci ricorda che ad oggi sono stati superati sette dei “nove limiti planetari”: cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, alterazione cicli azoto/fosforo, uso del suolo, nuove sostanze chimiche, acqua dolce, acidificazione degli oceani. Il superamento dei 9 limiti planetari, secondo la scienza, può creare le condizioni per l'estinzione del genere umano. Ma anche la necessità di preservare le condizioni per la sopravvivenza del genere umano viene spazzata via da una narrazione mediatica massiva, frammentata, un bombardamento 24h su 24h di notizie e immagini: una narrazione mutilata della contestualizzazione storica e temporale, geografica, ecologica e spaziale che con l’avvento dei social e dell’intelligenza artificiale, nelle modalità massive che ha assunto, cancella la storia, l’evoluzione/involuzione della vita sul pianeta, la memoria delle vicende umane. Nel caso dell’aggressione americana al Venezuela l’ambiente e il clima diventano elementi marginali, residuali. Da notare come il processo di marginalizzazione dell’ambiente si ripropone di continuo nella sistemica narrazione consumistica, distrattiva e frammentata di informazioni, brevi video, notizie e immagini che purtroppo offuscano una visione complessiva. I problemi ambientali epocali sono oggetto di una rimozione continua anche per l’accavallarsi di vicende politiche, fatti, guerre, sconvolgimenti politici che occupano prioritariamente lo spazio della narrazione le cui modalità non favoriscono certob la crescita della consapevolezza sulle vitali urgenze planetarie.

La narrazione mediatica, apparentemente neutra, affianca la forza arrogante del potere e dei soldi, ne diventa strumento e può condizionare persino l’esito delle votazioni nelle democrazie elettorali. Al massimo, la narrazione mediatica, grazie alla sua frammentazione, al suo flusso inarrestabile 24h su 25h, favorisce sui nostri dispositivi digitali una rappresentazione litigiosa del confronto democratico che si caratterizza per la contrapposizione ideologica su singole parti dell’insieme e della sua complessità.

In questo stato di annichilimento culturale a farne le spese sono il senso dell’esistenza umana, la nostra corporeità, i nostri sensi, la nostra spiritualità, i nostri sentimenti più profondi, lo stato dell’ambiente, il nostro rapporto fisico con la terra, l’aria, l’acqua, la biodiversità, la natura, la situazione climatica del pianeta, la stessa democrazia e la voglia di partecipare alla politica.

Perché, come scrive Sauro Tronconi, “se la coscienza è anche capacità di mantenere un filo tra istanti, allora la modalità narrativa che viaggia sui nostri smartphone finisce per spezzare quel filo migliaia di volte al giorno produce individui più suggestionabili, più stanchi, più orientati al sollievo rapido. E una popolazione orientata al sollievo rapido è più facile da governare con narrazioni semplici, nemici comodi, promesse istantanee”.

L’unica via, secondo me, per cercare di resistere agli effetti del surplus di stimoli mediatici, che Sauro Tronconi definisce come “l’ipnosi moderna”, una volta acquisita la consapevolezza che stiamo perdendo la nostra capacità di collegare eventi e di scegliere di conseguenza, è quella del coraggio di una visione utopistica del futuro con una spinta emotiva e ideale alimentata da idee grandi, forti, radicali, rivoluzionarie su un nuovo ordine mondiale più equo fra Stati e fra individui, smettendola con il mito della crescita illimitata. Si tratta di assecondare e dare forma politica al desiderio di utopia che i partiti tradizionali delle democrazie elettorali non sono in grado di accendere. Solo così l’ambiente e il pianeta li possiamo salvare o coltivare la speranza di salvarli.

Schiavon Dante

A CONFERMA SU QUANTO DETTO SULLA CASTA POLITICA BIPARTISAN SULLA SALUTE DEI CITTADINI NEL POST PRECEDENTE - Il governo M...
11/01/2026

A CONFERMA SU QUANTO DETTO SULLA CASTA POLITICA BIPARTISAN SULLA SALUTE DEI CITTADINI NEL POST PRECEDENTE - Il governo Meloni ha appena tagliato il fondo anti-smog del 75%, 240 ml € tagliati dal fondo triennale 2026-2028 originariamente di 320 milioni di €. “Tagliare i fondi per la qualità dell’aria - sottolinea l’Isde, l'Associazione medici per l’ambiente - significa mettere a rischio la salute di 25 milioni di cittadini che vivono nel bacino padano. L'inquinamento atmosferico provoca ogni anno decine di migliaia di morti premature in Italia, con patologie cardiovascolari, respiratorie e tumori direttamente collegati all’esposizione prolungata al particolato”. Per la precisione nell'ultima decade sono stati stimati dall'UE da 63mila a 85mila i morti all'anno in Italia, buona parte nella Pianura Padana, per PM10, PM2.5, NO2, Ozono. Per quanto riguarda Padova e Veneto e l'entusiasmo mal riposto dell'assessora regionale Venturini e l'assessore all'urbanistica/cemento Ragona, per il calo di smog nel 2025, riportiamo che negli ultimi report ambientali Padova era, nel 2022, la terza città italiana per inquinamento atmosferico e proprio nel 2024 la prima in Italia per valore medio delle PM10 (v. figura) dati, che in continuità con i precedenti anni e i loro effetti sulla nostra salute, non possono essere cancellati da una singola annata diversa dalla serie (una rondine non fa primavera si dice! E la natura non fa salti, diceva Leibniz). Si tenga presente che i nuovi limiti appena introdotti a livello europeo sono passati da 40 µg/m³ a 10 µg/m³ , valore medio annuale, nuovi limiti stabiliti in base agli aggiornamenti degli ultimi anni su quanto cancerogene e pericolose sono le emissioni atmosferiche. Infine, ci teniamo a ricordare che nel conclamato e lodato Veneto, regione il cui consumo di suolo galoppa in cima alle regioni italiane (davanti alla Lombardia per il delta ovvero per la velocità di consumo negli ultimi anni), all'avanzare esponenziale del cemento corrisponde la diminuzione del verde e della vegetazione e l'abbattimento di decine se non centinaia di migliaia di alberi: un meccanismo fisico-biologico definito dry-deposition fa si che gli alberi e il loro fogliame assorbano i pericolosi particolati. Gli abbattimenti selvaggi per edificare quindi non possono che aumentare lo smog per un doppio motivo: aumento di edifici, strade, parcheggi, centri commerciali porta ad un incremento di traffico, la distruzione del verde e degli alberi porta ad una diminuzione dell'assorbimento di particolati. Ma siccome i più non lo sanno, la nostra percezione è che il Veneto sia la migliore regione del mondo, continuiamo a decantarla e respiriamone i v(b)enefici effluvi a pieni polmoni!! Amen.
https://www.parmatoday.it/attualita/Taglio-Fondi-Anti-Smog-Pianura-Padana.html

LA PROBABILITA' DI MORIRE PER LO SMOG A PADOVA E' 10.000 VOLTE PIU' ALTA CHE DI MORIRE UCCISI DA UN ALBERO - Ma politici...
06/01/2026

LA PROBABILITA' DI MORIRE PER LO SMOG A PADOVA E' 10.000 VOLTE PIU' ALTA CHE DI MORIRE UCCISI DA UN ALBERO - Ma politici e cittadini (manipolati) si preoccupano di più degli alberi da ammazzare preventivamente al minimo sospetto irrazionale che del veleno (smog) scientificamente certificato e sicuro che lentamente ci farà ammalare e morire in gran numero. Lo smog ci preoccupa, ma fino a un certo punto, non si vede, se ne parla ogni tanto, ma poi arrivano dai politici ammazza-alberi e ammazza-suolo i rassicuranti comunicati di propaganda di questi giorni, che nel 2025 Padova (Andrea Ragona, assessore all'Urbanistica) e il Veneto (Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione del Veneto) hanno diminuito lo smog in base a una centralina a Padova (Mandria) e sei nel Veneto. Che bello essere rassicurati e tornare alle nostre preoccupazioni quotidiane!! Peccato che per 25 anni Padova fosse in cima alle classifiche Europee e così i capoluoghi veneti (v. una mappa rappresentativa di tutti i precedenti anni delle PM10 e Pm 2.5 pallini neri e rossi) e che nel 2024 Padova fosse al primo posto in Italia per particolati!! Poi il consigliere regionale del PD Montanariello tira le orecchie alla Venturini perchè ha cantato vittoria sullo smog per un singolo anno ma si dimentica di farlo al suo compagno di parte Andrea Ragona che esulta per lo stesso motivo. Cosa ne deduciamo? 1) Che alla classe politica, una vera casta omogenea, interessa poco la nostra salute, conta per loro soprattutto prendersi meriti e farsi propaganda. 2) che i politici fanno "cherry picking" ogni 5 min, ovvero prendono la notizia su mille che gli fa più comodo e ci fanno un comunicato stampa roboante non contraddetto da nessun giornalista; 3) che i politici non capiscono una mazza di scienza e metodologia statistica, così come i cittadini ingenui che credono loro: un anno isolato su 25 anni di smog altissimo non è rappresentativo di nulla (bastano un pò di piogge in più o di vento per l'effetto isolato di un anno), e lo stesso vale per una singola centralina scelta per misurare lo smog in una città di 93 kmq e solo sei per il Veneto (si chiama bias del campione); 4) che la propaganda funziona sempre e il cittadino propagandato e disinformato è sempre più felice; 5) che lo smog, importante causa di morte ANTROPICA E QUINDI RIDUCIBILE se ne frega, ti ammazza e ti fa ammalare comunque, a prescindere dai precedenti punti, un pò perché i tuoi sistemi cerebrali non lo rilevano, un pò perché è molto lento, un pò perché è molto più facile farsi manipolare da bombardamenti mediatici finalizzati ad indurre la paura di un'invasione militare per giustificare grandi spese militari, o la paura del crollo di grandi alberi per giustificare l'eliminazione di interi filari di alberi o di boschetti urbani. Ma continuiamo ad essere felici, disinformati ed ottimisti: arriverà un tram che cancellerà ogni forma di smog e inquinamento. L'ha certificato la politica di casa, che è meglio della scienza nel promettere il paradiso, ed è bello e confortante crederci...

Continuano i sindaci italiani a fare strage di alberi sani in interi filari. Sono fatti tutti con la fotocopiatrice, son...
26/11/2025

Continuano i sindaci italiani a fare strage di alberi sani in interi filari. Sono fatti tutti con la fotocopiatrice, sono dei totali analfabeti in ambito scientifico, l'abbiamo già detto tante volte, e possono farlo perchè buona parte dei cittadini italiani lo sono altrettanto e gli credono. Ora anche il sindaco di Como si ripete e vuole sostituire un filare di ciliegi di una cinquantina d'anni con i PERI CINESI (Pyrus Calleryana Chantecleer), una specie di alberello colonnare piccolo e con i fiori puzzolenti, non più utilizzato da americani e cinesi da oltre un ventennio. Pianta mediocre che abbiamo già smontato (anche se a Padova se ne vergognano tanto da farla sparire dai censimenti), per sindaci incompetenti e ignoranti e privi anche di senso paesaggistico e storico. Come al solito, un gruppo di cittadini molto attivi (sempre troppo pochi rispetto a quelli che si potrebbero/dovrebbero attivare) si è opposto e vigila, ma il sindaco, coerentemente, fa lo gnorri e impone la sua totale ignoranza botanica all'intera comuntà.

Per evitare che vengano abbattuti, ogni mattina i residenti scendono in strada facendo arrabbiare il sindaco, che non è uno che le manda a dire

QUANDO UN SISTEMA CENTRATO SULLA COSTOSA E PROGRESSIVA DISTRUZIONE DEI GRANDI ALBERI SI NASCONDE FINGENDO DI AVER FATTO ...
20/08/2025

QUANDO UN SISTEMA CENTRATO SULLA COSTOSA E PROGRESSIVA DISTRUZIONE DEI GRANDI ALBERI SI NASCONDE FINGENDO DI AVER FATTO SOLO POCHI ERRORI VENIALI - BRESSA L'OPACO ASSESSORE AL VERDE DEVE RISPONDERE E DIMETTERSI - Abbiamo già menzionato l'abbattimento illegale del magnifico cedro dell'Himalaya di 70 anni di via dell'Arzere all'Arcella, un albero isolato improvvisamente sparito e di cui ci siamo accorti solo perché un nostro membro ce l'ha segnalato. Contattato da Gianluca Stefani l'assessore Bressa non sapeva dell'abbattimento, e però dopo essersi informato, l'ha derubricato/giustificato come un "errore" fatto da una ditta incaricata di fare una potatura. Ha anche detto che la ditta pagherà il valore "ornamentale" dell'albero, ritenendo evidentemente che un grande albero possa avere solo un valore ornamentale. La nonchalance con cui Bressa declassa l'evento come "errore", ovvero come sbaglio veniale, una piccola distrazione, dimostra come nella sua testa i grandi alberi contino meno del commercio, dell'edilizia privata, degli show di Ferragosto e di tutto il giocattoliere previsto nel poliedrico assessorato che dirige. L'avevamo capito fin dall'inizio. Ovvero, da quando i numerosi alberi che si schiantano in varie parti di Padova per la disastrosa e colpevole manutenzione (in un caso evitato per un pelo una caduta su una bambina) vengono fatti sparire rapidamente senza lasciare traccia, né fare una pubblica analisi delle cause. L'avevamo capito da quando centinaia di alberi sani delle aree pubbliche cittadine vengono eliminati in quanto presenti in aree naturali, ovvero non censiti (ad es. i 120 alberi in via Friburgo o il bosco della Prandina eliminato con un blitz per fare un parcheggio da 280 posti) e quindi meritevoli di eliminazione, oppure gli oltre 1500 grandi alberi abbattuti per le nuove linee del tram al fine di "riqualificare, ripristinare, mitigare, migliorandole, le funzioni ecologiche" delle piante abbattute con ridicoli arbusti pronto disseccamento piantati lontano dove non servono. Oppure da quando si usano, per oltre il 90% dei casi, perizie visive superficiali PRIVE DI ALCUNA VALIDITA' SCIENTIFICA NEL DICHIARARE IL RISCHIO DI CADUTA DI UN ALBERO.

I cittadini conoscono l'altro grande "errore" che c'è stato due mesi fa, sempre e solo su segnalazione dei comitati che vigilano, la dimostrazione eclatante di una perizia sbagliata con misure strumentali sbagliate che dichiarava la necessità di abba***re il Cedro secolare di San Leopoldo, cedro che Bressa avrebbe abbattuto senza ba***re ciglio, nonostante le nostre prime osservazioni sugli errori della perizia, e poi salvato da una nostra controperizia, fatta con metodo scientifico e corretto, e pagata dai cittadini. Nessun commento, nessun "mea culpa" di Bressa sulla perizia sbagliata, nessun ravvedimento su un intero sistema disfunzionale che "sbaglia" sempre nella stessa direzione, con metodi discutibili e non scientifici. Noi già in passato avevamo dimostrato, con quattro dei nostri esperti certificati, facendo controperizie su 26 grandi alberi condannati (Consensus Report, CDAT, 2017) l'elevata fallibilità delle perizie del comune di Padova. Ebbene, tra i tanti, cinque grandi e monumentali tigli di via Morgagni che il comune aveva condannato sono ancora lì in piedi grazie alle nostre controperizie. Bressa quindi rimane in totale continuità con un sistema che avevamo già certificato come poco affidabile, impreciso e non scientifico. Si può continuare a parlare di "errori" quando questi si ripetono decine di volte senza che venga ammessa la sistematicità dell'errore né fatto nulla per rimediare ad un sistema albericida? NO, L'ERRORE SISTEMATICO NON E' PIU' ERRORE, E' COLPEVOLE E RIPETUTA NEGLIGENZA NEL MIGLIORE DEI CASI. BRESSA NON HA MAI RISPOSTO ALLE NOSTRE 5 DOMANDE PUBBLICHE SUL CEDRO DI SAN LEOPOLDO (v. post precedenti) ora risponda a queste ulteriori 5, se ritiene di avere ragione, e poi si dimetta, perché nella catena gerarchica delle responsabilità lei è al primo posto insieme al funzionario che dirige il settore verde.

1) Renda pubblica la determina del settore verde che indica alla ditta che ha abbattuto l'albero che doveva fare la potatura/rimonda del secco su quel cedro;

2) renda pubblico il nome della ditta che ha "sbagliato" e ci dica se tale ditta verrà interdetta in futuro da qualsiasi altro intervento per il comune di Padova, in caso negativo spieghi perché;

3) qual è il risarcimento in euro del cedro di 70 anni abbattuto che il comune chiederà alla ditta? La suggerita sostituzione con un cedro di 5 metri non è minimamente equivalente. Il risarcimento deve comprendere il costo del ripristino totale del bene danneggiato, indipendentemente dal fatto che questo ripristino sia difficile o impossibile, parliamo nell'ordine di 80-120mila €;

4) Il comune si costituirà parte civile contro la ditta che ha abbattuto il cedro?

5) Come mai il suo assessorato manda polizia e funzionari del settore verde per controllare gli abbattimenti o le potature contestati dai cittadini e non manda nessuno a controllare altre operazioni di potatura su alberi importanti come il caso del cedro di via dell'Arzere, o scavi in prossimità delle piante, come nel caso dei cantieri del tram che hanno già danneggiato molti alberi in base a prove fotografiche raccolte dai comitati?

Indirizzo

Padua

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