01/03/2024
Questa è la verità ..
Un Omicidio e Suicidio, perpetrati da un uomo verso la madre di sua figlia.
C’è chi si rifiuta di chiamarlo femminicidio,
chi sperava di apprendere una verità diversa … magari che qualcuno entrato in casa per rubare avesse poi ucciso per paura.
C’è chi addirittura ha pensato che qualcuno abbia ucciso la coppia.
Nonostante la nostra mente si difenda dalla verità perché è la più angosciante, quella ancora oggi a molti incomprensibile..
la verità è che ci troviamo ancora una volta difronte all’uccisione di una donna per mano di un uomo a cui era legata sentimentalmente e con il quale aveva una figlia….
Io per la dinamica già ben evidenziata dell’evento lo definisco femminicidio
e poiché le parole hanno un peso perché portano un significato con loro, chiamare questa tipologia di delitto femminicidio vuol dire dargli una connotazione ben chiara.
C’è una profonda solitudine sociale nella quale si trova una coppia in crisi..
se uno dei due decide di separarsi l’altro resta senza possibilità di confronto o di sostegno.
Le famiglie sono sempre più piccole di numero, insufficienti a fare rete attorno ai due in crisi.
E in un epoca edonistica come la nostra, gli amici si contattano per condividere momenti belli e di successo, ma la sofferenza deve restare nascosta.
Il disagio psicologico e sociale non sono ancora riconosciuti, pertanto covano nella mente dei più fragili fino ad esplodere quando si rompe l’equilibrio in cui vivevano.
Forse dopo la TERZA DONNA uccisa in TRE MESI in Veneto, dobbiamo fare una riflessione su cosa dobbiamo fare per correre ai ripari ed evitare che un’altra donna subisca lo stesso trattamento, causando l’abbandono di un minore.
Il supporto psico educativo di una coppia che sta attraversando una crisi dovrebbe essere previsto come un dovere per mantenere sana una società,
anche una campagna informative sui diversi tipi di disagio psicologico sarebbe estremante utile per cominciare ad affrontare con metodo il problema.
Dott. Monica Dimonte
Veneto
Con il rinvenimento odierno 29 febbraio del corpo senza vita nel Bacchiglione di Alberto Pittarello, si è chiuso il cerchio attorno all'omicidio-suicidio che ha tolto per sempre alla figlia di 15 anni Sara Buratin, una splendida mamma di 41 anni