E’ nata l’Associazione Italiana Giardinieri Professionisti. Molteplici sono le peculiarità di questa associazione. Innanzitutto è un’Associazione Professionale, che nasce secondo le recenti normative in materia di regolamentazione della associazioni professionali. Ci riferiamo alla Legge n. 4/2013 e del D.Lgs. n.13/2013, che introducono numerose peculiarità e adempimenti da parte delle associazion
i stesse, per una maggior trasparenza e tutela del cittadino. Cosa molto gradita dalle Associazioni di Consumatori, che in questo modo vedono il cittadino molto più tutelato e consapevole del lavoro che andrà a compiere il Giardiniere Professionista Certificato. Le motivazioni che hanno spinto i soci fondatori a riunirsi per far nascere l’Associazione sono diversi, con il fine ultimo di migliorare la cultura del verde in generale, essendo il giardiniere professionista, l’addetto che più di ogni altro, si trova a contatto, giornalmente con il verde privato e pubblico delle nostre città. E', inoltre, l’interlocutore privilegiato del Cittadino. Altro elemento è la carenza professionale di molti operatori che si autodefiniscono giardinieri, ma che non hanno la minima conoscenza teorica e pratica, di quello che fanno. Svilendo l’antica e nobile arte del giardinaggio, da sempre tenuta in grande considerazione nei secoli addietro, ma che è poi praticamente scomparsa con la prima e poi la seconda guerra mondiale, in seguito all’abbandono, in Italia, dei giardini dei grandi palazzi nobiliari. Se leggiamo testi di quelle epoche vedremo quanto fosse considerato il giardiniere per il suo sapere ed il suo saper fare. In questo momento, il verde che dovrebbe poter esplicare i suoi benefici effetti di carattere ecosistemico soprattutto è devastato da operazioni assurde sotto il profilo strettamente tecnico, che funzionale ed anche estetico. Soprattutto in questi anni si pota sempre di più e sempre peggio. Grossi alberi di pregio, vengono ridotti ad attaccapanni per giganti. Si tratta di operazioni senza alcuna motivazione, se un grosso albero lo mutiliamo come detto, o addirittura lo trasformiamo in un palo, quale delle sue innumerevoli funzioni potrà mai svolgere, se così facendo lo condanniamo ad una morte anticipata!? In sintesi, gli scopi principali dell’associazione, possono riassumersi in tre grandi filoni, anche secondo le nuove disposizioni normative in materia di Associazioni Professionali, che abbiamo sposato ben volentieri, e che definiscono un ruolo importante al Consumatore e trasparenza del lavoro del Professionista. Quindi il Giardiniere Professionista Certificato, oltre ad una preparazione seria, mantenuta grazie all’aggiornamento si impegna in maniera decisamente forte al rispetto di un Codice deontologico ed etico, verso i Colleghi e verso i Consumatori. Quindi un carattere decisamente innovativo questo della “trasparenza” dell’operato del Professionista. I tre grandi filoni di cui si parlava in precedenza a sintesi degli innumerevoli obiettivi puntuali sono:
1) Tutela del Verde e diffusione della Cultura del Verde, in tutte le sue declinazioni e applicazioni. I soci fondatori di questa associazione hanno ravvisato un grave problema della quotidianità, comune a molte parti d’Italia: il “verde maltrattato”, vale a dire che troppo spesso, sia in ambito pubblico che privato, il verde, che in sé ha la potenzialità di determinare innumerevoli effetti benefici, sull’ambiente antropizzato e sull’uomo, è invece svilita da progettazioni sbagliate, da messe a dimora approssimative, ma soprattutto da una gestione, che pare mai essere considerata, come l’elemento fondamentale, per la buona riuscita dell’opera a verde. E così vediamo aree verdi, nascere sotto tanti buoni auspici che poi magari deperiscono rapidamente per mancanza di una gestione consapevole.
2) Tutela dei Giardinieri Professionisti. a) AIGP, E’ la prima e unica Associazione Nazionale che raggruppa Giardinieri Professionisti e che definisce le caratteristiche professionali del socio, certificandone la preparazione. E’ definito un preciso Codice deontologico e vengono definite le “Buone prassi”, per l’esecuzione dei lavori. Chi si avvale di Giardinieri aderenti all’Associazione, sa che non si tratta di operatori improvvisati, magari “in nero”, e che non adempiono alle norme sulla sicurezza, la cui responsabilità finale, ricordiamo resta a carico del Committente, bensì di addetti, che hanno superato una prova teorica ed una pratica, nonché un apprendistato, per poter ottenere la certificazione professionale. Inoltre ogni socio per mantenere la certificazione deve seguire corsi di aggiornamento. Sono poi, previsti livelli diversi a seconda della preparazione acquisita e dimostrata. b) L’Associazione tutelerà i propri soci professionisti, nei confronti dell’abusivismo, si adopererà per controllare che i ribassi nelle gare di appalto non nascondano frodi all’atto esecutivo, con la mancata adozione delle prescrizioni della stazione appaltante. Segnalerà le operazioni malfatte, come esempi di “come non fare”. Uno degli scopi statutari è infatti la “diffusione della cultura del verde”. Il giardiniere professionista, in Italia, purtroppo, è una figura negletta e fortemente sottovalutata, sia dalle Istituzioni pubbliche che dai Committenti privati, uno degli scopi dell’Associazione è quella di diffondere la conoscenza di questo importante professionista e far capire che esso è portatore di una professionalità complessa e poliedrica, che necessita di preparazione teorica, pratica e di costante aggiornamento. Pertanto sarà fondamentale fare diffusione della professionalità del Giardiniere Professionista Certificato, cercando di spingere il Legislatore all’elaborazione di una norma nazionale che renda cogente il possesso di determinati requisiti tecnico-professionali per poter esercitare questa professione. c) DIALOGO E CONFRONTO CON TUTTI I SOGGETTI DELLA “FILIERA DEL VERDE”. AIGP, Si adopererà per essere presente in tutti i “tavoli di lavoro” in cui si tratti del tema del verde, in tutte le sue varie declinazioni. E questo a tutti i livelli istituzionali. La “Filiera del Verde”, deve cominciare a funzionare come tale. Invece si lavora ancora a comportamenti stagni, noi di AIGP, riteniamo strategico e non più rinviabile che i vari soggetti della Filiera, debbano “parlarsi” e collaborare, con un linguaggio comune. Lamentiamo purtroppo ad oggi l’esclusione da qualsiasi convegno, seminario, congresso, l’invito di Giardinieri esperti e preparati, che possano esprimere la loro opinione, dal loro “osservatorio”. In altre parole, coloro che sono i professionisti più impegnati a seguire le Opere a Verde, non sono mai interpellati, bensì snobbati, come se il Giardiniere, fosse figura, che necessiti solo di braccia, e non di intelletto e di esperienza per gestire le varie operazioni, nella loro sequenzialità e secondo le giuste modalità. Vogliamo partecipare fattivamente, per portare il nostro contributo, senza usurpare nessuno, ma rivendicando con giusta causa il nostro ruolo di Professionisti del Verde. d) Vogliamo anche aprirci ad un serio confronto con esperienze internazionali, dei nostri omologhi europei, ad es., di quei Paesi, dove la cultura del verde è molto maggiore e dove la figura del giardiniere professionista è consolidata e strutturata da molto tempo. Come formazione, teorica e pratica, apprendistato e formazione continua. Quindi scambi professionali con l’estero, anche per arrivare ad un’omogeneizzazione della formazione e delle qualificazione in ambito UE.
3) Tutela del Consumatore. Vogliamo instaurare un rapporto “etico”, con i nostri interlocutori. Sarà predisposto uno SPORTELLO DEL CITTADINO, dove chi ritiene di non essere stato servito bene potrà rivolgersi ed il suo caso verrà esaminato da figure terze, per stabilire ragionevolmente se c’è “colpa” del professionista o meno. Ci distingueremo con un marchio, un numero, e ci qualificheremo come appartenenti all’Associazione anche sui vari documenti. Affinché l’interlocutore sappia esattamente chi siamo. Per chi si comporta al di fuori dalle regole è compresa l’espulsione, necessaria per mantenere sana l’Associazione. Vogliamo essere “trasparenti” perché vogliamo diffondere la cultura del verde e non vogliamo trasformarci in “casta”.