FLarte

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FLarte FLarte è nata nel 2021 in onore e ricordo dell’artista Francesco Lucianetti.

Vuole sostenere e far evolvere lo sviluppo della creatività, l’innovazione, l’originalità, il senso del bello e la libertà d’espressione. FLarte vuole dare continuità all’opera e allo spirito artistico del maestro Lucianetti, caratterizzato da grande sensibilità e curiosità esplorativa verso tutte le tecniche e gli strumenti a disposizione della tensione espressiva, in un approccio che si può definire multidisciplinare e di modello rinascimentale. FLarte intende proporre azioni che da una parte favoriscano l’espressione artistica dei giovani e dall’altra consentano il confronto inter-generazionale e la valorizzazione delle radici culturali del territorio.

Una caramella da una parte, un mucchio dall'altra. E in mezzo, il mondo intero.Guardate bene la fotografia: un signore i...
02/10/2026

Una caramella da una parte, un mucchio dall'altra. E in mezzo, il mondo intero.
Guardate bene la fotografia: un signore in giacca e cravatta, due mani appoggiate su un tavolo rosso. Nella sinistra, una sola caramella. Accanto all'altra mano, un mucchio colorato e traboccante. Sembra un gioco da bambini ed è invece il bilancio dell'economia planetaria, servito con ironia feroce.

L'ha pensata Adelita Husni Bey, artista italo-libica nata a Milano nel 1985, e il titolo dell'opera, Working for a World Free of Poverty, è già una piccola beffa. Il progetto parte dai dati statistici di organismi internazionali per riflettere criticamente su come vengono costruite le dinamiche economiche, sociali e geopolitiche del presente.

Ma che cos'è la Giornata del Contemporaneo?

È il grande appuntamento annuale dell'arte di oggi in Italia, promosso da AMACI (Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani). Sabato 10 ottobre 2026, per la ventiduesima volta, i musei dell'associazione apriranno gratuitamente le porte. Il tema è «Geografie della contemporaneità»: ecco perché le caramelle, una geografia del mondo in versione zuccherata.

I 28 musei della rete AMACI ad ingresso gratuito il 10 di ottobre:
Ca' Pesaro (Venezia) · Castel Sant'Elmo (Napoli) · Castello di Rivoli (Rivoli) · Centro Pecci (Prato) · Fondazione Ago (Modena) · Fondazione Pino Pascali (Polignano a Mare) · Galleria Spazzapan (Gradisca d'Isonzo) · GAM (Torino) · GAM (Verona) · GAMeC (Bergamo) · Istituto Centrale per la Grafica (Roma) · Kunsthaus (Merano) · MA*GA (Gallarate) · MAC (Lissone) · MACRO (Roma) · MACTE (Termoli) · Madre (Napoli) · MAMbo (Bologna) · MAN (Nuoro) · Mart (Rovereto) · MAXXI (Roma) · Museion (Bolzano) · Museo del Novecento (Milano) · Museo Marino Marini (Firenze) · Musma (Matera) · Museo Nivola (Orani) · PAC (Milano) · Palazzo Fabroni (Pistoia).

Ma non finisce qui. La Giornata è aperta a chiunque faccia arte contemporanea: possono aderire fondazioni, gallerie, spazi indipendenti, associazioni, accademie, collezioni private e altre realtà, con mostre, incontri, visite guidate, performance e laboratori. Così ogni anno la mappa si allarga, dalle capitali ai piccoli centri.

Un esempio: a Padova aderiscono i Musei Civici, con il Museo agli Eremitani (piazza Eremitani) e Palazzo Zuckermann (corso Garibaldi), uno di fronte all'altro. In occasione della Giornata, l'ingresso a entrambi è gratuito per i residenti a Padova e provincia e per gli studenti universitari ed Erasmus dell'Università di Padova.

Perché andarci? Perché l'arte contemporanea non è un'élite: è il modo in cui la nostra epoca si guarda allo specchio. A volte lo specchio è scomodo, e proprio per questo vale la pena.

Il programma si completa strada facendo: musei, fondazioni, gallerie, associazioni e altre realtà possono ancora aderire fino alle 17:00 di venerdì 9 ottobre. Dopo quella data la mappa sarà completa e si saprà dove andare.

Programma completo su amaci.org

📅 Sabato 10 ottobre 2026

Guardando il calendario espositivo del Veneto per i prossimi mesi, ci siamo resi conto di una cosa: ci attende una stagi...
29/09/2026

Guardando il calendario espositivo del Veneto per i prossimi mesi, ci siamo resi conto di una cosa: ci attende una stagione di una ricchezza davvero sorprendente. Un panorama fitto di appuntamenti che merita di essere attraversato con curiosità.

A Padova, Palazzo Zabarella porta una grande monografica su Max Pechstein e l'Espressionismo tedesco. A Rovigo va in scena il Surrealismo di Man Ray, mentre la Basilica Palladiana di Vicenza propone un dialogo tra arte italiana e tedesca, da Canova a Kiefer. E poi ancora Klimt tra Asolo e Mestre, Tiziano a Verona, Salgado a Bassano e l'arte africana a Treviso.

Insomma, un'occasione preziosa per fare un po' di strada e rimettere in moto lo sguardo.

Abbiamo raccolto le date, i dettagli e le schede di tutte le mostre in una guida completa per aiutarvi a orientarvi.

Trovate il nostro itinerario qui:

: Guida alle mostre a Treviso, Venezia, Padova, Verona, Vicenza, Rovigo e Asolo. Scopri il calendario delle grandi esposizioni in Veneto.

Domenica 4 ottobre - e non a caso proprio nel giorno di San Francesco, perché nell'arte le coincidenze non esistono mai ...
24/09/2026

Domenica 4 ottobre - e non a caso proprio nel giorno di San Francesco, perché nell'arte le coincidenze non esistono mai per davvero - la memoria smette di essere un semplice ricordo per farsi presenza viva.

Bisogna partire dall'inizio, però, perché qui la storia vale la pena raccontarla per intero, e non è la solita storia di un museo.

Il Liceo "Amedeo di Savoia Duca d'Aosta" vive dentro il Complesso Conventuale di San Francesco da quasi 150 anni . La vicenda che ci interessa comincia nel 2015, quando l'allora preside Alberto Danieli viene un'idea che di "originale" ha ben poco da invidiare a nessuno: chiedere agli artisti padovani di firmare, uno per uno, la porta di ogni aula? Detto, fatto. Nasce così il DUdA - DUca d'Arte.

Il risultato, oggi, sono 50 porte d'autore - un'intera collezione - affiancate da numerose altre opere donate nel tempo da decine di artisti: da Tono Zancanaro a Tobia Ravà, solo per citarne un paio di una lista che farebbe invidia a più di una galleria cittadina. I corridoi di una vecchia scuola, quelli dove di solito si corre per non arrivare tardi, sono diventati gli spazi di una vera galleria d'arte contemporanea diffusa - tanto che il FAI, che di luoghi da salvare se ne intende, l'ha censita tra i Luoghi del Cuore.

Il DUdA apre ora le sue porte e propone un nuovo GiroDUdA, in programma domenica 4 ottobre alle ore 10:00. E in questa tappa, la collezione si fa più grande in un punto a cui teniamo particolarmente.

Tra le 50 porte, infatti, ce n'è una firmata da Francesco Lucianetti. Ed è proprio dentro la sua aula dedicata che si inaugura una nuova installazione: le sue litografie "A vele spiegate… alla ricerca di noi stessi" (1986-1994), donate al DUdA grazie al contributo di FLarte.

Otto anni di lavoro, sempre sullo stesso soggetto - il mare, le barche a vela - con la testardaggine di chi sa che un tema, se è quello giusto, non si esaurisce mai al primo tentativo. E un titolo che è già una dichiarazione d'intenti: perché Francesco, come le sue barche, non ha mai navigato sottovento. Ha sempre cercato.

L'arte, che di solito si affida ai vecchi per essere raccontata, stavolta la si affida direttamente ai giovani per essere vissuta - il che, diciamocelo, è molto più difficile, e molto più utile che tenerla chiusa in un deposito.

Introduce Gianfranco Trabuio.

🗓️ Domenica 4 ottobre, ore 10:00
📍 Liceo Scienze Umane "Amedeo di Savoia Duca d'Aosta" – Via del Santo 57, Padova
📧 Per informazioni: www.liceoducadaosta.eu

Il coordinatore del progetto DUdA: Alberto Danieli
La dirigente scolastica: Anna Siragusa

La gioia più grande per chi sostiene l'arte emergente è vedere i giovani talenti premiati nei nostri concorsi FLarte far...
16/09/2026

La gioia più grande per chi sostiene l'arte emergente è vedere i giovani talenti premiati nei nostri concorsi FLarte farsi strada con forza e determinazione, conquistando traguardi sempre più importanti nel panorama editoriale. È il caso di Irene Di Oriente, un'artista straordinaria che continuiamo a seguire con grande piacere e di cui oggi vogliamo celebrare un nuovo, bellissimo successo.

Edito da NuiNui Books, è uscito ad agosto il suo nuovo progetto illustrato: "I DIARI DEL MALE – La vera storia del cacciatore di mostri Sir Alistair Hargrove".

Un volume unico nel suo genere, viscerale e affascinante, che prende vita a partire dalle meticolose ricerche del ricercatore Edmund Hale. Nel libro, Hale ricostruisce pezzo dopo pezzo le spedizioni, i diari di viaggio e gli oggetti raccolti dallo studioso Sir Hargrove. Tra resoconti d'esplorazione, leggende e folklore, l'opera ci guida ai confini della comprensione umana per porci una domanda profonda: i mostri sono davvero l'incarnazione del male, o sono piuttosto un'etichetta che diamo loro per non guardare ciò che vive dentro di noi?

A dare forma e anima a questo universo visivo sono le meravigliose e minuziose illustrazioni a china realizzate da Irene. Diplomata e specializzata in Incisione all'Accademia di Belle Arti di Venezia, Irene è una printmaker eccezionale e dal 2013 collabora con il Treviso Comic Book Festival occupandosi di laboratori e mostre. Nelle sue tavole è riuscita a unire il rigore descrittivo dei diari di Hargrove a una sua personale visione poetica e profonda, regalando a ogni creatura una dignità e un'umanità inaspettate.

Per festeggiare insieme a lei l'uscita del libro, scoprire da vicino i dettagli del suo lavoro d'illustrazione e acquistare la propria copia, l'appuntamento dal vivo è per questa settimana:
Questo venerdì 18 settembre, ore 17:30
Libreria Feltrinelli di Treviso (Via Canova, 2)

L'incontro vedrà la partecipazione dell'artista e sarà moderato da Paolo Biano, editor di NuiNui Books. A seguire ci sarà l'immancabile momento dediche e firmacopie!

Un immenso in bocca al lupo ad Irene per questo straordinario capitolo editoriale e per un percorso artistico che merita di brillare sempre di più!

“Ciò che Sir Hargrove mostra, a chi ha il coraggio di seguirlo, è c...

Mettete per un attimo da parte la solita pittura rassicurante da salotto e preparatevi a un vero e proprio urto sensoria...
03/09/2026

Mettete per un attimo da parte la solita pittura rassicurante da salotto e preparatevi a un vero e proprio urto sensoriale.

Siamo spesso abituati a pensare all'Espressionismo tedesco come a una parentesi di pura rabbia visiva e di angoscia esistenziale. Ma c'era un uomo, all'interno del celebre gruppo Die Brücke, capace di compiere un miracolo del tutto diverso: far dialogare l'energia eversiva del colore puro con una bellezza solida, viva, solare e accessibile a tutti. Stiamo parlando di Max Pechstein (1881–1955).

Dalle luci sfarzose della Berlino degli anni Venti al viaggio ideale verso le isole Palau nel Pacifico, fino al dramma della persecuzione del regime nazista che definì la sua produzione "Arte Degenerata", Pechstein ha attraversato oltre cinquant'anni di storia dell'arte europea lasciandoci un'eredità cromaticamente dirompente.

Una straordinaria retrospettiva dal 24 ottobre 2026 al 14 marzo 2027 a Palazzo Zabarella !

Scopri la mostra su Max Pechstein e il gruppo Die Brücke a Palazzo Zabarella. La forza del colore in mostra a Padova!

Cari amici di FLarte,C’è un paradosso squisitamente contemporaneo che merita la nostra attenzione: nell'era in cui trasc...
28/08/2026

Cari amici di FLarte,
C’è un paradosso squisitamente contemporaneo che merita la nostra attenzione: nell'era in cui trascorriamo le nostre giornate a levigare la nostra immagine tramite artifici digitali e algoritmi dispensatori di illusioni, finiamo tragicamente per smarrire l'unica cosa che ci appartiene davvero: il corpo. La carne, la sua imperfezione, il suo magnifico peso.

Ebbene, la nostra carissima amica Barbara Codogno - mente sottile, curatrice di raro acume e presenza cara al nostro percorso in FLarte - ha deciso di allestire una sorta di necessaria trincea visiva negli spazi della Galleria Cavour di Padova.

«Sul futuro del corpo» non è una semplice esposizione, ma una disamina socio-filosofica condotta attraverso cinquantacinque opere di diciassette maestri della figurazione europea. Da Julio Larraz a Nicola Samorì, la pittura e la scultura tornano a fare quello che sanno fare meglio: resistere. Reclamare l'umano contro l'omologazione del virtuale.

Ci vediamo per il vernissage, venerdì 4 settembre alle ore 18:00 (l'ingresso, peraltro, è felicemente libero).

https://fb.me/e/6yYKN6REZ

In un’epoca di immagini virtuali e algoritmi, cosa resta della nostra carne e della nostra identità?Dal 5 settembre al 4...
27/08/2026

In un’epoca di immagini virtuali e algoritmi, cosa resta della nostra carne e della nostra identità?

Dal 5 settembre al 4 ottobre 2026, la Galleria Civica Cavour di Padova ospita «SUL FUTURO DEL CORPO», la grande mostra a cura della nostra cara amica e curatrice Barbara Codogno , realizzata in collaborazione con il Comune di Padova e con il sostegno della Fondazione Alberto Peruzzo e della Fondazione Coppola.

17 maestri della nuova figurazione europea e 55 opere straordinarie si interrogano sul destino dell'umano, opponendo alla smaterializzazione digitale la forza e la vulnerabilità della pittura.

Inaugurazione: venerdì 4 settembre ore 18:00.

La mostra "Sul futuro del corpo", curata da Barbara Codogno, è alla Galleria Civica Cavour di Padova dal 5 settembre al 4 ottobre 2026.

09/07/2026

Siamo sicuri che tutta l’arte sia destinata a finire dentro un museo?

Treviso, storicamente celebrata come Urbs Picta (città dipinta) grazie ai meravigliosi affreschi che da secoli decorano le facciate dei palazzi e i portici, dimostra esattamente il contrario. L’arte qui non è mai stata una questione privata, ma una parte integrante dello spazio pubblico, accessibile a chiunque e intrecciata con la vita quotidiana dei cittadini.

Sambuco raccoglie questa eredità e porta la sua ricerca nella Marca Trevigiana, lasciando un segno inaspettato: un “Rubabile” posizionato direttamente sul muro di un museo.

Perché questa scelta? Portare un’opera nata per essere rubata, mossa dall’idea di un’arte totalmente libera e priva di vincoli, sopra il muro di un’istituzione significa scardinare completamente le regole del gioco. Lo spazio chiuso e formale non è più un limite o un elemento di distacco, ma diventa lo strumento perfetto in cui il “Rubabile” prende posto. In questo modo, il museo stesso si trasforma: smette di essere un rigido contenitore e diventa complice attivo dell’esposizione, accettando la sfida di ospitare un oggetto che celebra la libertà, la strada e la fruizione spontanea.

Il “Rubabile” è lì che aspetta solo di essere trovato e rubato!

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Ci sono incontri che cambiano un percorso. E poi ci sono percorsi che, guardandoli indietro, raccontano una storia ancor...
03/07/2026

Ci sono incontri che cambiano un percorso. E poi ci sono percorsi che, guardandoli indietro, raccontano una storia ancora più bella di quanto si potesse immaginare.
Quella Sambuco, è una di queste.

Lo abbiamo conosciuto quando era un giovane artista che partecipava al nostro concorso "Dante in Arte", dove ha conquistato il primo premio assoluto. Da quel momento è iniziato un cammino condiviso, fatto di crescita, confronto e fiducia, che oggi ci rende orgogliosi di vederlo non solo protagonista della scena artistica, ma anche membro della giuria di FLarte.

In questi giorni il suo progetto dei "Rubabili" è stato raccontato sulle pagine di Gente Veneta: opere lasciate nello spazio pubblico, pronte per essere "rubate" da chi se ne innamora. Un gesto semplice, quasi provocatorio, che ribalta il modo di vivere l'arte, che viene regalata a chi offre il proprio tempo per cercarla.

La nostra missione è credere nei giovani artisti, accompagnarli nel loro percorso e creare occasioni concrete perché il talento possa trovare il proprio spazio. Dal 2021, raccogliendo l'eredità dell'artista multidisciplinare Francesco Lucianetti, lavoriamo ogni giorno per trasformare un concorso in un punto di partenza, non in un punto di arrivo.

Vedere storie come quella di Sambuco crescere insieme alla nostra è la conferma che stiamo andando nella direzione giusta.

Grazie a Gente Veneta e a Camilla Pustetto per aver raccontato questa storia, e grazie a tutti gli artisti che continuano a scegliere di credere nell'arte come strumento di condivisione, libertà e cambiamento.

Il panorama dell'arte accessibile si arricchisce di una nuova, importante iniziativa istituzionale sul territorio. Il pr...
16/06/2026

Il panorama dell'arte accessibile si arricchisce di una nuova, importante iniziativa istituzionale sul territorio. Il progetto “Sculture da toccare”, promosso dal Museo tattile Polaris MUTAT di San Vito al Tagliamento, ha ottenuto un riconoscimento di rilievo vincendo il bando regionale di PromoTurismoFVG per lo sviluppo del turismo inclusivo. La direzione artistica e l'intero impianto curatoriale del percorso sono affidati a Barbara Codogno , critica d’arte, curatrice, giornalista e scrittrice che collabora stabilmente con FLarte nella ricerca e nel supporto delle nuove generazioni di artisti.

L'iniziativa nasce con l'obiettivo specifico di abbattere le barriere della fruizione tradizionale, creando un percorso artistico dedicato all'inclusione delle persone con disabilità visiva attraverso opere pensate per essere esplorate liberamente tramite il tatto e l'esperienza multisensoriale. Le nuove installazioni entreranno a far parte della collezione permanente del museo, garantendo alle persone non vedenti e ipovedenti un'interazione diretta, profonda e autonoma con la materia e lo spazio.
In questo contesto i nostri Riccardo Barichella e Matilde Bellusci di Padova porteranno la loro ricerca monumentale all'interno della collezione del Museo. Il progetto al MUTAT consacra il percorso iniziato all'interno del nostro concorso "Le forme dell'amore", dove Riccardo si è aggiudicato il primo premio con l'opera "Sicurezza di amare", mentre Matilde ha partecipato con l'intensa "Ciatu miu (Fiato mio)". I due giovani artisti realizzeranno opere originali utilizzando materiali contemporanei e lavorando sulla resa superficiale per renderla pienamente leggibile a livello tattile. Insieme a loro, la terna degli artisti selezionati si completa con la presenza di Giovanni Pinosio di Mestre, celebre per le sue strutture in fil di ferro che prendono forma nel vuoto, capaci di far esplorare il rapporto tra volume e leggerezza attraverso una diversa chiave di lettura spaziale e lineare.

Vedere i nostri giovani selezionati all'interno di un bando regionale così significativo conferma lo spirito con cui operiamo. Questo traguardo dimostra come il concorso organizzato da FLarte sia un punto di partenza: la nostra missione è agire come un ponte solido tra il talento emergente e le istituzioni culturali, creando opportunità reali e nuove possibilità professionali per i giovani artisti.

Indirizzo

Padua

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