09/07/2026
Siamo sicuri che tutta l’arte sia destinata a finire dentro un museo?
Treviso, storicamente celebrata come Urbs Picta (città dipinta) grazie ai meravigliosi affreschi che da secoli decorano le facciate dei palazzi e i portici, dimostra esattamente il contrario. L’arte qui non è mai stata una questione privata, ma una parte integrante dello spazio pubblico, accessibile a chiunque e intrecciata con la vita quotidiana dei cittadini.
Sambuco raccoglie questa eredità e porta la sua ricerca nella Marca Trevigiana, lasciando un segno inaspettato: un “Rubabile” posizionato direttamente sul muro di un museo.
Perché questa scelta? Portare un’opera nata per essere rubata, mossa dall’idea di un’arte totalmente libera e priva di vincoli, sopra il muro di un’istituzione significa scardinare completamente le regole del gioco. Lo spazio chiuso e formale non è più un limite o un elemento di distacco, ma diventa lo strumento perfetto in cui il “Rubabile” prende posto. In questo modo, il museo stesso si trasforma: smette di essere un rigido contenitore e diventa complice attivo dell’esposizione, accettando la sfida di ospitare un oggetto che celebra la libertà, la strada e la fruizione spontanea.
Il “Rubabile” è lì che aspetta solo di essere trovato e rubato!
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