Prandina Parco della Città

Prandina Parco della Città Restituire il verde alla ex Caserma PRANDINA per incidere sulle condizioni di inquinamento cittadine.

FANNO IL DESERTO E LO CHIAMANO PARCO Mentre le motoseghe lavorano di lena per abbattere il Bosco Prandina , non possiamo...
28/08/2025

FANNO IL DESERTO E LO CHIAMANO PARCO

Mentre le motoseghe lavorano di lena per abbattere il Bosco Prandina , non possiamo fare a meno di segnalare ancora una volta il vero significato dell'operazione "Parco delle Mura di San Benedetto" : un'area frazionata, consegnata per un terzo ad APS holding ed erosa da un grande parcheggio. Per il resto, a giudicare dai rendering, un asettico parco lontano dalla più elementare idea di riforestazione
Tutto si tiene insieme: anche l'operazione Prandina, come l'hub Alì, la quarta linea dell’inceneritore, il cemento e l'abbattimento selvaggio che devastano il territorio urbano ed extraurbano , va in direzione di una città consegnata allo spreco di verde, suolo, ambiente e patrimonio storico culturale, a dispetto della salute e della città pubblica
Senza una visione che non sia quella delegata al profitto e alla speculazione

L'arena della musica e la città invivibile Padova è una città che vanta un consumo di suolo pari al 49,6%, alti livelli ...
19/07/2025

L'arena della musica e la città invivibile

Padova è una città che vanta un consumo di suolo pari al 49,6%, alti livelli di impermeabilizzazione, isole di calore estive che costringono a chiudersi in casa chi non può andare in vacanza, un tasso di inquinamento che la colloca fra le prime città europee per cattiva qualità dell'aria.
In una situazione del genere e in un mondo non tarato sulla post verità, ci si aspetterebbe un piano urgente per ripensare lo sviluppo urbanistico e la gestione della mobilità alla luce delle pressanti esigenze di tutela della salute dei cittadini.
Non è il caso dell'amministrazione comunale di Padova e dei principali gruppi di interesse che influenzano le politiche cittadine, le cui urgenze appaiono sempre più legate sulla necessità di oliare gli affari e consentire ai privati di espanderli a dispetto di tutto.
Una priorità estratta ad intervalli regolari da un copioso carnet che poco ha a che fare con il pubblico interesse è l'arena della musica, da realizzarsi in zona fiera oppure vicina allo stadio, magari sul modello del bosco dello sport nel veneziano, che sta devastando un'area di più di 50 ettari adiacente a Tessera. Nel primo caso si interviene su una zona a traffico già altamente congestionato, già oggetto di numerosi interventi di urbanizzazione , realizzati e in programma. Nel secondo, consumando ulteriore suolo in una zona con residui e preziosi terreni vergini, che comunque vede già la presenza dello stadio ed è vicina al teatro Geox (che verrà smantellato fra qualche anno lasciando il posto ad un parcheggio di 850 posti ) e al futuro polo Leroy Merlin, il cui traffico è frequentemente ostruito soprattutto in occasione di eventi musicali.
Padova non è una grande città, non deve far concorrenza ad un altro modello devastante come quello veneziano, non può, a pena di un'esplosione della mobilità e del peggioramento della qualità del suolo e dell'aria, pensarsi ulteriormente devastata da ettari di cemento e stabilmente ricettiva di un traffico ingestibile in arrivo e in partenza
Meditiamo su quale modello di città vogliamo lasciare alle nuove generazioni prima di fare ulteriori passi verso un polo urbano invivibile

Indirizzo

Padua

Sito Web

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