21/10/2026
UNARMA VENETO
Associazione Sindacale Carabinieri
RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI: IL RISPETTO DEI TEMPI BUROCRATICI NON PUÒ VALERE PIÙ DELLA SOFFERENZA DEI CARABINIERI E DELLE LORO FAMIGLIE
UNARMA Veneto denuncia la scarsa sensibilità dimostrata dal Comando Generale dell’Arma nella gestione delle istanze di ricongiungimento familiare, anche in presenza di situazioni sanitarie particolarmente gravi e urgenti.
Ci sono momenti nella vita di un Carabiniere in cui indossare un’uniforme non può e non deve significare rinunciare al proprio ruolo di figlio, di genitore o di coniuge. Momenti in cui la vicinanza a un familiare gravemente malato non rappresenta un privilegio, ma una necessità umana, morale e affettiva.
Eppure, come UNARMA Veneto, siamo costretti ancora una volta a richiamare l’attenzione su una situazione che riteniamo profondamente preoccupante.
Nella nostra regione vi sono colleghi che attendono risposte alle proprie istanze di ricongiungimento familiare da diversi mesi, in alcuni casi addirittura da quasi un anno. Altri attendono da due o tre mesi, pur avendo rappresentato condizioni sanitarie dei propri familiari di estrema gravità, tali da richiedere una valutazione particolarmente tempestiva.
Siamo perfettamente consapevoli che il Comando Generale possa operare nel rispetto delle tempistiche amministrative previste. Ma è proprio questo il punto: rispettare una scadenza burocratica non significa necessariamente rispondere con la giusta sensibilità a un’emergenza familiare.
Quando un Carabiniere chiede di potersi avvicinare a un padre, a una madre, a un coniuge o a un figlio gravemente malato, il tempo assume un valore completamente diverso. Ogni settimana di attesa può significare ulteriori sofferenze, preoccupazioni e difficoltà per una famiglia già duramente provata.
E allora ci chiediamo: possibile che, anche davanti a situazioni di documentata gravità sanitaria, non si riesca a garantire una risposta in tempi sensibilmente più brevi?
Il Comandante Generale, in più occasioni, ha richiamato i valori della fiducia, della vicinanza e dell’appartenenza, ricordando come l’Arma debba essere considerata una grande famiglia.
Parole importanti, che condividiamo e che vorremmo vedere tradotte concretamente nella quotidianità.
Perché una famiglia non può esserlo soltanto quando chiede sacrificio, disponibilità, spirito di servizio e senso del dovere. Una famiglia deve dimostrare di esserlo soprattutto quando uno dei suoi componenti attraversa un momento di difficoltà.
Un padre e una madre non si limitano a verificare che una richiesta sia stata presentata correttamente o che i termini formali siano rispettati. Cercano, nei limiti delle possibilità, di comprendere la sofferenza di un figlio e di offrirgli il sostegno necessario.
Ed è proprio questa sensibilità che, in determinate circostanze, fatichiamo a riconoscere nelle risposte e nei tempi di gestione del Comando Generale.
Non chiediamo favoritismi, scorciatoie o trattamenti privilegiati. Chiediamo semplicemente che le situazioni straordinarie vengano affrontate con strumenti e tempistiche straordinarie, distinguendo le ordinarie esigenze di trasferimento dalle richieste motivate da condizioni sanitarie particolarmente gravi e urgenti.
Non bisogna inoltre dimenticare che il Carabiniere è prima di tutto una persona. L’angoscia per un familiare gravemente malato, aggravata dall’incertezza di una risposta che tarda ad arrivare, può inevitabilmente ripercuotersi sul benessere psicofisico, sulla serenità personale e anche sull’attività lavorativa.
Un’Amministrazione che chiede ai propri uomini e alle proprie donne equilibrio, lucidità e responsabilità nello svolgimento di un servizio delicato come il nostro dovrebbe essere la prima a tutelare la loro serenità familiare.
UNARMA Veneto chiede pertanto al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri di prevedere una concreta accelerazione nell’esame delle istanze di ricongiungimento familiare caratterizzate da comprovate condizioni di particolare gravità sanitaria e urgenza, attraverso una corsia di trattazione prioritaria e tempi di riscontro sensibilmente ridotti.
Chiediamo altresì che venga prestata maggiore attenzione alle situazioni già segnalate e ancora in attesa di definizione, evitando che il protrarsi dei procedimenti amministrativi contribuisca ad aggravare condizioni familiari già estremamente difficili.
Non è nostra intenzione mettere in discussione le esigenze organizzative dell’Arma, ma ricordare che dietro ogni istanza esistono persone, famiglie, malattie e sofferenze reali.
L’appartenenza a una grande famiglia non dovrebbe essere soltanto un principio da richiamare nei discorsi istituzionali, ma un valore da dimostrare con i fatti.
Perché un Carabiniere non dovrebbe essere costretto a scegliere tra il proprio dovere verso lo Stato e quello verso un familiare gravemente malato.
E soprattutto, perché ci sono situazioni nelle quali il tempo non è soltanto una questione amministrativa.
È una questione di umanità.
UNARMA Veneto continuerà a rappresentare queste problematiche e a chiedere risposte concrete, affinché nessun collega si senta lasciato solo proprio nel momento in cui avrebbe maggiormente bisogno della vicinanza di quella grande famiglia chiamata Arma dei Carabinieri.
La Segreteria Regionale UNARMA Veneto