30/03/2026
In merito all’inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti e sulla falsificazione di certificazioni legate al cantiere del Parco della Salute di Torino, come Libera Piemonte e Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta esprimiamo una forte preoccupazione per un quadro che, se confermato, evidenzia ancora una volta il rischio di infiltrazioni criminali e pratiche illegali nella gestione di opere pubbliche strategiche.
Il quadro accusatorio non rappresenta soltanto una violazione delle norme ambientali, ma costituisce un grave pericolo per la salute dei cittadini, per la tutela del territorio e per la trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche.
Questa vicenda richiama con forza i contenuti della nostra campagna “Pensa alla salute”, con cui da tempo chiediamo trasparenza e chiarezza sui fondi utilizzati per l'emergenza Covid e per la costruzione del Parco della Salute, consapevoli che non può esserci salute senza rispetto delle regole, né cura dei cittadini senza tutela dell’ambiente.
Accogliamo con favore il lavoro delle autorità inquirenti: ci auguriamo che le indagini del Nucleo operativo ecologico, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, facciano piena luce su quanto accaduto.
A colpire, sulla base delle notizie emerse, è anche la sproporzione tra i costi stimati di smaltimento, fino a 60 euro a tonnellata, e quelli accertati dagli inquirenti, intorno ai 7 euro a tonnellata, un valore del tutto incompatibile con un trattamento regolare. Lo smaltimento sotto costo rappresenta infatti una delle pratiche più diffuse nei fenomeni di illegalità nella gestione dei rifiuti speciali e pericolosi.
Il contesto regionale conferma la gravità del fenomeno: secondo il Rapporto Ecomafia 2025, ricorda Alice De Marco - presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta, in Piemonte i reati ambientali risultano in forte crescita, con un incremento significativo delle illegalità nel ciclo dei rifiuti, che registra uno dei balzi più consistenti dell’ultimo anno. La regione conta oltre 680 illeciti penali accertati nel ciclo dei rifiuti nel 2024, con un aumento superiore al 45% rispetto all’anno precedente. Il Piemonte diventa la prima regione del Nord con il maggior numero di reati in questo settore.
Di fronte a questo scenario, è fondamentale rafforzare i sistemi di controllo sugli appalti e sui subappalti, promuovendo trasparenza, legalità e partecipazione civica.
Continueremo a vigilare, insieme alla società civile, affinché opere così rilevanti non diventino terreno fertile per l’illegalità, ma occasioni di sviluppo sano e giusto per il territorio.