29/08/2026
Rossella Icardi ha intervistato Marco Terragno, impegnato da anni come volontario e attualmente membro del consiglio direttivo di Sentieri Solidali ODV.
Ecco le sue risposte!
𝐶𝑖𝑎𝑜 𝑀𝑎𝑟𝑐𝑜, 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑣𝑜𝑟𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑖𝑡𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑓𝑢𝑔𝑖𝑜, 𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑖 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖, 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑎 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑆𝑒𝑛𝑡𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑆𝑜𝑙𝑖𝑑𝑎𝑙𝑖 𝑂𝐷𝑉. 𝑃𝑒𝑟 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎, 𝑐𝑖 𝑣𝑢𝑜𝑖 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑡𝑢𝑎 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑎𝑙 𝑅𝑖𝑓𝑢𝑔𝑖𝑜 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑖?
Sono volontario al rifugio Massi dal 2021, e sono attualmente anche Consigliere nel direttivo della nuova associazione Sentieri Solidali ODV. Negli anni da volontario ho fatto varie cose, mi sono occupato di tutto quello di cui c’era bisogno. Soprattutto, mi sono occupato di dare ai migranti quello che serve loro per attraversare il confine nelle migliori condizioni di sicurezza possibili.
𝐶𝑖 𝑣𝑢𝑜𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑖𝑡𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑓𝑢𝑔𝑖𝑜?
Attualmente il rifugio è gestito dalla fondazione Talità K*m presieduta da Don Luigi Chiampo, ed è aperto dal 2018. Dalla sua nascita ha gradualmente aumentato il perimetro del servizio fino a raggiungere un servizio disponibile 24h su 24, 365 giorni all’anno. Un servizio così ricco, che presuppone anche una presenza importante dal punto di vista numerico di personale era reso possibile dall’esistenza di fondi pubblici che, attraverso progettualità specifiche, arrivavano a Talità K*m che li usava per sostenere i costi di gestione e in particolare i costi del personale. Dal momento in cui qualche anno fa è venuta meno la condizione di stato di emergenza, non è stato più possibile per le istituzioni erogare questi fondi e Talità K*m ha iniziato a sperimentare difficoltà legate al fatto che la struttura di cui si era dotata non era più sostenibile dal punto di vista economico. Talità K*m è riuscita a resistere per un po’ ma poi ha dovuto iniziare un iter che prevede il licenziamento degli operatori, ed ha annunciato che dal 1 settembre il rifugio chiuderà e non riaprirà più sotto la gestione di Talità K*m stessa.
𝑄𝑢𝑎𝑙 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑣𝑜𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑖 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖?
La risposta dei volontari del rifugio insieme a Rainbow4Africa e Diaconia Valdese a questa situazione è stata di non diminuire la presenza durante tutto il periodo transitorio che ha visto negli ultimi mesi il rifugio ridurre gradualmente il suo orario di apertura. La presenza si è esplicitata tramite la costituzione di un piccolo presidio, costituito da due container e due gazebo. Uno dei container e’ destinato a supporto di natura medica e di natura legale. L’altro gazebo è usato dai volontari per immagazzinare il materiale che serve. Sotto i gazebo le persone in movimento passano il tempo aspettando che il rifugio riapra alle 20. Durante tutto l’arco della giornata in cui il rifugio è chiuso, tutte le attività che prima avvenivano all’interno (pasti, bevande calde, colloqui con medici, legali, colloqui con volontari per fornire informazioni salvavita) si svolgono nell’area del presidio. Questa situazione si complicherà ulteriormente dal 1 settembre quando il rifugio chiuderà definitivamente, e non sarà più disponibile neppure per la notte.
𝐶𝑜𝑚𝑒 𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑎𝑡𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑎 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑒𝑠𝑖𝑔𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑅𝑖𝑓𝑢𝑔𝑖𝑜 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑖?
Innanzitutto svincolerei il rapporto di causa effetto così stretto tra i problemi del rifugio e la nascita dell’associazione. Nel senso che i problemi del rifugio hanno agito da acceleratore, ma l’idea dell'associazione risale a più di un anno fa.
Per prima cosa ripercorrerei un po’ di storia. A partire dalla fine del 2017 quando i flussi migratori hanno scoperto la Val di Susa come corridoio di collegamento tra Francia e Italia, si sono iniziati a registrare i primi passaggi. Già in quel contesto, la società civile si era attivata per sostenere queste persone. Con modalità anche semplici come la presenza nella stazione di Bardonecchia e la messa a disposizione di bevande calde e coperte. Verso la fine del 2017, è nato il rifugio grazie ad un’intuizione di Don Chiampo. I volontari che già erano presenti prima della nascita del rifugio, hanno continuato a giocare un ruolo importante nelle sue dinamiche.
Adesso che il rifugio sta incontrando le difficoltà economiche di cui sopra, i volontari vogliono continuare ad esserci. A fronte di questa situazione, già più di un anno fa quando si iniziano a intravedere alcune difficoltà, si era pensato di costituirsi in un'associazione. Questo perchè si credeva che trasformare una rete informale in un’associazione costituita da soci, con una struttura, fosse l’unico modo per continuare ad esserci. L’associazione ha fondamentalmente lo scopo di continuare ad esserci, di stare vicino alle persone migranti, dandosi come primo obiettivo quello dell'incolumità fisica delle persone in cammino. I volontari sono anche convinti che attraverso la salvaguardia dell’incolumità fisica, si possa portare avanti la difesa dei diritti di queste persone e la salvaguardia della loro dignità di essere umani che viene messa in discussione da questa situazione di indeterminatezza che i migranti si trovano davanti una volta arrivati nel territorio europeo. La missione dei volontari è di avere a che fare con esseri umani e fare quello che è possibile per stare al loro fianco in questo passaggio delicato del cammino che hanno deciso o sono stati obbligati ad intraprendere.
𝐶ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑅𝑖𝑓𝑢𝑔𝑖𝑜 𝑀𝑎𝑠𝑠𝑖 𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒?
Il dato di fatto è che il rifugio chiuderà dal 1 settembre, quindi non sarà più disponibile in quella modalità. Il cambiamento è quindi radicale: se prima c’era un posto fisico, caldo, protetto, strutturato con dei servizi, da settembre non ci sarà più. Un recente incontro con la Prefettura di Torino ha stabilito che, da settembre, la Croce Rossa allestirà strutture mobili temporanee per l'accoglienza notturna dei migranti. Una soluzione emergenziale per gestire i bisogni immediati in vista dell'autunno e dell'inverno.
Dal punto di vista di noi volontari il cambiamento è parallelo. Infatti, fino a qualche mese fa anche noi operavamo dentro ad una struttura chiusa e protetta, con certi livelli di privacy. Da diversi mesi anche noi operiamo all’esterno, con quello che abbiamo a disposizione.
𝐶𝑖 𝑣𝑢𝑜𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑒 𝑝𝑟𝑖𝑜𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜?
Il 9 Agosto è stata costituita l’associazione Sentieri Solidali ODV, 45 soci fondatori hanno sottoscritto l’atto costitutivo. La domanda è stata sottoposta al RUNTS (portale servizi lavoro) per farla diventare un ente del terzo settore. Il primo direttivo, è stato nominato dall’assemblea, ed avrà una vita circoscritta di un massimo di 6 mesi. Il direttivo ha come mandato di mettere in piedi la campagna associativa per fare sì che tutti quelli che riconoscono i principi riportati nello statuto possano associarsi. Una volta portata a termine la campagna associativa verrà indetta un’assemblea che eleggerà il consiglio direttivo definitivo che resterà in carica 3 anni.
L’attuale consiglio direttivo si sta muovendo su più fronti: fronte amministrativo; gestione operativa (questioni di natura logistico/operative); fronte delle relazioni (confrontarsi con quelle che sono le controparti che hanno qualcosa da dire nel contesto in cui l’associazione opera). Per ora il consiglio direttivo è attivo su questi tre fronti, è un periodo impegnativo.
𝑃𝑒𝑟 𝑐ℎ𝑖 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑎𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑚𝑒𝑚𝑏𝑟𝑜 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑜 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑜, 𝑞𝑢𝑎𝑙 𝑒̀ 𝑙'𝑖𝑡𝑒𝑟 𝑑𝑎 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑖𝑟𝑒?
Per iscriversi come soci si deve aspettare in quanto la campagna associativa non è ancora partita. Non ancora possibile associarsi, ma contiamo che la parte burocratica si sblocchi presto.
𝑂𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑡𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑜 𝑎𝑙 𝑣𝑜𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎𝑡𝑜, 𝑖𝑛 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑖 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎𝑑𝑖𝑛𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑢𝑠𝑎?
Abbiamo attivato un conto corrente bancario, a cui potete fare riferimento per le donazioni*. Ecco gli estremi:
• IBAN: IT36 R050 1801 0000 0002 0001 600
• Intestato a: Sentieri Solidali ODV — Piazza Mistral 2, Oulx (TO)
* 𝑃𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜, 𝑎 𝑐𝑎𝑢𝑠𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙'𝑖𝑠𝑐𝑟𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑙 𝑅𝑈𝑁𝑇𝑆, 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑈𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑇𝑒𝑟𝑧𝑜 𝑆𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒, 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑡𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒/𝑑𝑒𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖. 𝐴𝑝𝑝𝑒𝑛𝑎 𝑙𝑜 𝑠𝑎𝑟𝑎̀, 𝑛𝑒 𝑑𝑎𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒.