Associazione Amici Alzheimer OdV

Associazione Amici Alzheimer OdV Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Associazione Amici Alzheimer OdV, Organizzazione no-profit, Via delle Baleari, 127, Ostia Lido.

L'associazione Amici Alzheimer è un'associazione di volontariato apolitica e senza scopo di lucro; ispirandosi ai principi della solidarietà umana, lavora per promuovere ed informare l'opinione pubblica e tutte le figure professionalmente coinvolte nella malattia dell'alzheimer. Promuove iniziative culturali, corsi, conferenze, convegni, eventi ed altre manifestazioni che facilitino la diffusione

di informazioni e la raccolta di fondi per la realizzazione degli obiettivi per cui la stessa è stata costituita.

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17/06/2026

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Il presidente dell’Associazione Claudia Martucci ha partecipato ieri alla proiezione del film “Discesa Libera” del regis...
14/06/2026

Il presidente dell’Associazione Claudia Martucci ha partecipato ieri alla proiezione del film “Discesa Libera” del regista Sandro Torella.
Una commedia che tratta in chiave ironica ma profonda la tematica dell’Alzheimer.
Dopo la proiezione, é seguito un dibattito con il regista ed operatori del settore socio-sanitario.
Si ringrazia per l’invito l’Associazione Dolce Stil Novo.

Ph:Massimiliano Mambor





12/06/2026

Trattate le prime due pazienti con Donanemab, l'anticorpo monoclonale contro la malattia di Alzheimer in fase precoce al policlinico San Donato di Milano

All'IRCCS Policlinico San Donato di Milano (Gruppo San Donato) è stato avviato il nuovo trattamento con Donanemab, un anticorpo monoclonale anti-amiloide impiegato per contrastare la malattia di Alzheimer nelle fasi iniziali. Presso l'Unità Operativa di Neurologia, diretta dalla professoressa Maria Salsone, associata alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Vita-Salute San Raffaele (UniSR) di Milano, sono state trattate le prime due pazienti, di 63 e 67 anni.

Il risultato, ottenuto in ambito di uso compassionevole del farmaco, si inserisce nel programma clinico-scientifico interdisciplinare del Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), volto a integrare ricerca, diagnosi precoce e accesso alle terapie innovative.

Gli anticorpi monoclonali anti-amiloide, approvati dalle principali autorità regolatorie internazionali, tra cui la Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti e l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) in Europa, rappresentano oggi la prima classe di farmaci in grado di agire direttamente su uno dei meccanismi biologici alla base della malattia di Alzheimer. Secondo l'ipotesi patogenetica più accreditata, infatti, la patologia è associata all'accumulo di placche di proteina beta-amiloide nel cervello. Gli studi clinici hanno dimostrato che la loro rimozione può contribuire a rallentare la progressione del declino cognitivo.

«Per la prima volta possiamo intervenire direttamente su uno dei meccanismi biologici alla base della malattia. Le evidenze disponibili sono promettenti e pongono le basi per una vera e propria svolta nella cura dell'Alzheimer», ha dichiarato il dottor Salvatore Mazzeo, responsabile del CDCD e ricercatore presso UniSR.

Le due pazienti trattate sono state sottoposte a un'approfondita valutazione multidimensionale per verificarne l'idoneità alla terapia. Attualmente, infatti, possono accedere al trattamento soltanto pazienti con diagnosi di disturbo cognitivo lieve o demenza lieve che soddisfino specifici criteri clinici di inclusione ed esclusione. «La selezione – spiega il dottor Mazzeo – avviene attraverso un percorso rigoroso che comprende la raccolta della storia clinica, esami di laboratorio, analisi genetiche e tecniche avanzate di neuroimaging, oltre a un costante monitoraggio specialistico dell'Alzheimer».

«Siamo entusiasti di poter offrire alle due pazienti più giovani seguite presso il nostro Centro una nuova opportunità terapeutica, potenzialmente in grado di rallentare la progressione della malattia. L'esperienza maturata in questa fase è particolarmente preziosa perché ci consente di acquisire competenze cliniche e organizzative fondamentali per affrontare una delle sfide più importanti della neurologia contemporanea: rendere sempre più concreta la possibilità di intervenire precocemente sulla malattia di Alzheimer», conclude la professoressa Maria Salsone.

02/06/2026

L'Alzheimer non si manifesta solo con i problemi di memoria. Ansia, confusione, difficoltà decisionali e cambiamenti dell'umore possono comparire nelle fasi iniziali della malattia.

29/05/2026

ALZHEIMER: IN GIAPPONE SI ACCENDE LA SPERANZA SULL'UTILIZZO DELL'ARGININA

La ricerca scientifica potrebbe aver individuato un alleato insospettabile nella lotta contro il declino cognitivo. Uno studio recente condotto dall'Università Kindai, in Giappone, ha portato alla luce il potenziale dell' , un aminoacido che tutti conosciamo e che è facilmente reperibile come comune integratore alimentare.

Il meccanismo scoperto dagli scienziati è affascinante. Immaginiamo le proteine del nostro cervello come ingranaggi che devono restare nella loro forma originale per funzionare correttamente.

Quando queste proteine iniziano a deformarsi, si accumulano creando le famose placche tossiche che danneggiano i neuroni, tipiche dell'Alzheimer. L'arginina agisce in questo caso come un custode: impedisce a queste proteine di deformarsi, proteggendo di fatto la salute delle nostre cellule cerebrali.

I risultati ottenuti nei test di laboratorio sono estremamente incoraggianti: non solo si è ridotto l'accumulo di placche, ma si è osservato un miglioramento tangibile nelle funzioni cognitive e una diminuzione dei processi infiammatori. Il grande vantaggio di questa molecola sta nella sua semplicità: è economica, sicura e già studiata da anni.

Naturalmente, è fondamentale mantenere i piedi per terra. Tuttavia, questa scoperta è un segnale positivo importante: a volte, le soluzioni per sfide mediche estremamente complesse potrebbero arrivare da sostanze naturali e accessibili, aprendo la strada a strategie di prevenzione sempre più efficaci per il futuro.

QUì IL LINK👇
https://scitechdaily.com/scientists-identify-simple-supplement-that-greatly-reduces-alzheimers-damage/?fbclid=IwY2xjawSEwDJleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFVbUxmaU9nV2RUbjJOelR0c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHsQn1RotNvDGTXE4fAspWDQrhnv94MeHQwGryxVKQGY23tmmZqz9AcM9tI5Y_aem_YWdncwCA0w7gz_IyQB8pVhpv-pSD&brid=YWdncwGDVoTUNbsS6DGcdtYPgmRA

23/05/2026

Studio rivela che esistono fattori di rischio modificabili di genere e indica l’importanza di agire con strategie mirate per frenare il declino cognitivo

17/05/2026

La terapia magnetica transcranica ripetitiva (rTms) permette di raggiungere un tasso di efficacia compreso tra il 50% e il 70% nei casi di depressione resistente ai farmaci e una superiorità significativa, rispetto a diversi principi attivi, nel trattamento dell'Alzheimer e del decadimento cognitivo lieve.
https://bit.ly/4nyc7Un

10/05/2026

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