Snoq Osimo

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Snoq Osimo Pagina ufficiale dell'associazione SNOQ (Se Non Ora Quando) di Osimo.

L'associazione nasce nel 2014 con l'intento di creare e rafforzare, in piena autonomia, una rete organizzata di individui, gruppi ed associazioni di promozione della libertà femminile.

Nella giornata mondiale della salute mentale, vogliamo condividere la riflessione di Mammadim***a Sarah Malnerich, perch...
10/10/2026

Nella giornata mondiale della salute mentale, vogliamo condividere la riflessione di Mammadim***a Sarah Malnerich, perché delle donne, delle mamme, ci si occupa ancora troppo poco o nel modo ancora sbagliato.
La maternità non è un lusso
La maternità non è una piaga, ma non è nemmeno un paradiso rosa e azzurro dai colori pastello.
Alla Ministra Eugenia Roccella che non vuol dividere gli oneri della figliolanza tra padri e madri, diciamo che non può essere che il Governo Italiano e questo Stato si occupi di mettere bocca sulla questione denatalità solo fino al momento del parto: farli, figli e figlie) spesso (non sempre sia chiaro) è la fatica minore!

08/10/2026
Ed ecco a voi la Ministra per Disparità!
04/10/2026

Ed ecco a voi la Ministra per Disparità!

Una donna su cinque lascia il lavoro dopo il parto, ma Eugenia Roccella vuole che tutto resti come è. La ministra si è detta contraria ai congedi paritari obbligatori, perché “non amo gli obblighi”. Ma in questo modo lo “svantaggio” legato alla genitorialità rimane un problema solo per le donne.

A cura di Annalisa Cangemi

22/09/2026
Facciamolo!
11/09/2026

Facciamolo!

Arriva al cinema il 10 settembre il film documentario “Un giorno senza donne” di Pamela Hogan.
Il giorno senza donne fu il 24 ottobre 1975.
Quel giorno le donne islandesi non andarono a lavorare, né svolsero il lavoro casalingo o di cura. Il 90% delle donne partecipò allo sciopero, incluse le donne che vivevano in campagna.
Questo costrinse diversi settori a chiudere durante tutta la giornata. Niente servizio telefonico, i giornali non furono stampati perché le compositrici tipografiche erano in maggioranza donne. I teatri chiusero perché le attrici si rifiutarono di lavorare. Anche le scuole chiusero. E gli asili.
I voli furono cancellati dal momento che non c’erano le assistenti di volo ed i dirigenti di banca dovettero lavorare come cassieri.
25.000 donne si riunirono nel centro di Reykjavík.
Lo sciopero durò fino alla mezzanotte, momento in cui le compositrici tipografiche tornarono a lavoro per far uscire i giornali. Che parlavano solo dello sciopero.
L’anno successivo, il parlamento islandese approvò una legge per garantire l’uguaglianza di diritti.
Il “Giorno Libero” (come è passato alla storia) aprì la strada per l’elezione di Vigdís Finnbogadóttir, la prima donna al mondo eletta Presidente della Repubblica.
Il 24 ottobre 1975 cambiò la storia di quel paese.
Al centro del documentario c’è la forza di quel gesto collettivo. E Björk con il brano finale sui titoli di coda composto per l’occasione.
“Un giorno senza donne” trasforma un fatto storico in un film capace di ricordare la capacità delle donne di cambiare il mondo quando solo scelgono di agire insieme.
Il 1975 è qui.
Le parole e i racconti delle protagoniste sulla discriminazione sulle donne sono terribilmente attuali. Labodif ringrazia Pamela Hogan e quelle donne, una per una, che hanno dato prova di cosa significa un paese in cui le donne anché solo per un giorno si fermano.
Noi gratissime a voi, madri e sorelle islandesi, oggi come allora. Stiamo lavorando per cambiare la realtà anche sulla vostra scia.

La guerra è sempre una montagna di m***a.Ma per le donne lo è sempre un po’ di più.
10/09/2026

La guerra è sempre una montagna di m***a.
Ma per le donne lo è sempre un po’ di più.

Nelle guerre balcaniche gli eserciti, più o meno regolari, di tutti gli attori in campo si sono macchiati di atti criminali e violenze carnali. Ma gli abusi sessuali più gravi per numero e modalità sono stati quelli praticati dai soldati serbo-bosniaci ai danni delle donne bosniache musulmane. Queste ultime non furono soltanto violentate, ma spesso coscientemente ingravidate, internate e poi costrette a partorire affinché dessero alla luce dei “piccoli cetnici”. Le sevizie e gli orrori che dovettero subire erano infatti considerate dalle autorità serbo-bosniache tanto un mezzo per accelerare il processo di pulizia etnica, quanto il f***e tentativo di riassimilare alla nazione serba i figli delle violenze, considerati come bambini di sangue slavo che cresciuti al di fuori del mondo islamico avrebbero onorevolmente servito la proprio patria. Uno dei casi più aberranti prodotti da questa delirante linea politica venne sperimentato a Foča. Tra l’aprile del 1992 e il febbraio 1993, le donne musulmane vennero internate in “case di stupro” sparse in tutta la città. In questi bordelli i soldati e i paramilitari serbi usavano i loro corpi come strumenti di intrattenimento serale. Veniva loro rasato il capo, gli tatuavano la pelle, le picchiavano e ovviamente le stupravano sottoponendole ad abominevoli pratiche sessuali. Particolarmente aberrante fu il fatto che in molti casi le donne violentate conoscevano i propri carnefici: dei normali vicini prima dello scoppio del conflitto che si erano trasformati in aguzzini senza pietà. Aguzzini capeggiati da soggetti come Ratko Mladić che, intervistato sugli stupri nell’aprile del 1996, negò ogni abuso e rispose beffardamente: “noi serbi abbiamo il palato troppo fine per fare cose del genere”.
In realtà le violenze avvennero e furono numerosissime: si calcola che tra le 20.000 e le 50.000 donne musulmane vennero abusate nel corso della guerra in Bosnia. In questo, come in altri terribili passaggi storici, le donne hanno pagato un prezzo altissimo.
Quando una mentalità misogina si fonde col nazionalismo vengono generati orrori come questo.

08/09/2026

Abbiamo bisogno che la maternità sia un fatto sociale e non solo individuale, che per esempio da un punto di vista fiscale sia a carico della FISCALITÀ GENERALE.
Sempre!
Sono 50 anni che lo andiamo dicendo.

05/09/2026

COSTRUIAMO INSIEME I PROSSIMI PASSI!

Si riparte! Il gruppo femminista Snoq Osimo torna a riunirsi per pianificare le prossime attività, condividere idee e confrontarsi sui progetti futuri.

Che tu sia già parte del gruppo o che voglia semplicemente conoscerci e dare il tuo contributo, ti aspettiamo:
l'incontro è aperto a tutte e tutti! 😉

Ecco il programma di

Mercoledì 9 Settembre 2026:

🍷 Ore 19:30 – APERITIVO CONDIVISO:

Porta qualcosa da mangiare o da bere: iniziamo la serata stando insieme, chiacchierando e condividendo del buon cibo.💬

Ore 21:00 – RIUNIONE DI PROGRAMMAZIONE

Inizio dei lavori e spazio alle idee per le prossime iniziative del gruppo.

📍 DOVE: Nella nostra sede in Via Andrea da Recanati, Osimo (Zona San Marco).

Alcune foto dall’inaugurazione della mostra “Le madri della libertà “ in onore delle Madri costituenti e a celebrazione ...
02/09/2026

Alcune foto dall’inaugurazione della mostra “Le madri della libertà “ in onore delle Madri costituenti e a celebrazione degli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia.
La mostra rimarrà a Loreto fino a sabato 12 settembre prossimo!

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Osimo
60027

Telefono

+393280199958

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