Arci Moka Letteraria aps

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Ci sono opere che non sono solo libri, ma bussole. Persepolis di Marjane Satrapi è una di queste.Attraverso il bianco e ...
04/06/2026

Ci sono opere che non sono solo libri, ma bussole. Persepolis di Marjane Satrapi è una di queste.

Attraverso il bianco e nero tagliente dei suoi fumetti, Satrapi ci ha regalato non solo la storia dell'Iran, ma un manifesto universale sulla libertà, sulla crescita e sul coraggio di non allinearsi.
​Oggi vogliamo ricordare una delle sue riflessioni più potenti, una lezione che come Arci Moka Letteraria portiamo nel cuore ogni giorno.

​"La paura ci fa perdere il senso della realtà. Ci rende vigliacchi. Se non hai paura, sei un uomo libero. E se sei un uomo libero, puoi cambiare il mondo."
Marjane Satrapi

​Il graphic novel, il cinema, l'arte, Satrapi usa la creatività come un'arma di costruzione di massa, dimostrandoci che l'ironia e la cultura sono le prime forme di resistenza contro ogni oscurantismo.

​Libera, ribelle, lucida. Oggi celebriamo la sua storia e la sua voce, che continua a ispirare chiunque creda che un foglio e una matita possano abbattere i regimi più duri.

21/04/2026
𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗡𝗢𝗡 È 𝗨𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗖𝗢…𝗺𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗼.Durante il Ventennio fascista, migliaia di donne e uomini mise...
14/04/2026

𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗡𝗢𝗡 È 𝗨𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗖𝗢…
𝗺𝗮 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗼.

Durante il Ventennio fascista, migliaia di donne e uomini misero a repentaglio la propria vita per spezzare le catene dell’oppressione nazifascista.

Tra racconti, riunioni clandestine e azioni rischiose, saremo chiamati a rivivere la tensione e la passione di chi ha lottato per un’idea — fino alla vittoria.

Saremo partigiani, staffette, disertori.
Saremo 𝗕𝗔𝗡𝗗𝗜𝗧𝗜… per la libertà.

“Bella Ciao” non è solo memoria: è una scelta.Un canto nato dalla Resistenza che continua a parlareogni volta che la dig...
13/04/2026

“Bella Ciao” non è solo memoria: è una scelta.

Un canto nato dalla Resistenza che continua a parlare
ogni volta che la dignità, la libertà e i diritti vengono messi in discussione.

Le lotte cambiano, i contesti anche.
Ma il bisogno di giustizia resta.

Condividiamo questo video perché crediamo
che la cultura non sia neutrale:
è presa di parola, è sguardo sul presente, è responsabilità collettiva.

Restare umani, oggi, è già una posizione.

cinematic reimagining of Bella Ciao from Gaza.To support Fouad and his music project through donations, click here 👇https://gofund.me/fd2c62fbThis version b...

In occasione della Giornata della Memoria, Arci Moka sceglie di non distogliere lo sguardo dalle complessità dell'animo ...
27/01/2026

In occasione della Giornata della Memoria, Arci Moka sceglie di non distogliere lo sguardo dalle complessità dell'animo umano.

Se la letteratura ci ha offerto testimonianze fondamentali, il cinema di Liliana Cavani ha avuto il coraggio di esplorare l'eredità psicologica del trauma con "Il portiere di notte".

​Perché parlarne oggi?
​Il film non racconta la storia dei campi, ma il loro "dopo" che non finisce mai. Ambientato nella Vienna del 1957, mette in scena l'incontro tra un ex ufficiale delle SS e una sopravvissuta ai lager.
​Oltre il bianco e nero, la Cavani evita la retorica rassicurante e ci interroga sulla "banalità del male" e sulla sua persistenza.
​La memoria come ossessione, il passato non è un capitolo chiuso, ma un fantasma che abita i corridoi del presente.

​L'iconica scena di Charlotte Rampling con i guanti di pelle e il berretto da ufficiale è diventata un simbolo della ferocia che si fa memoria visiva indelebile.

​"Il mio film non è un'opera sul nazismo, ma sulla natura umana che il nazismo ha portato all'estremo." Liliana Cavani

​Se il film vi ha scosso, vi suggeriamo di approfondire questi temi attraverso pagine altrettanto potenti:

​I sommersi e i salvati di Primo Levi (per comprendere la "zona grigia").

​La notte di Elie Wiesel.

​Gli anni dello sterminio di Saul Friedländer.

​Ricordare non è solo un esercizio di storia, ma un atto di vigilanza sulle nostre coscienze.

Tantissimi Auguri di Buon Natale a tutti  i soci da Moka😊🎄💫
25/12/2025

Tantissimi Auguri di Buon Natale a tutti i soci da Moka😊🎄💫

Ci avviciniamo al 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.Le voci che res...
11/11/2025

Ci avviciniamo al 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Le voci che restano.
​Ogni settimana, un viaggio nel tempo per riscoprire le voci che hanno lasciato un segno indelebile.

Con la nostra nuova rubrica "Le Voci Che Restano", vi guideremo attraverso la storia, l'arte e la letteratura, condividendo le frasi, le immagini e le storie di artisti, scrittori e pensatori che continuano a ispirarci.

​Dalle citazioni che fanno riflettere alle opere che hanno cambiato il mondo, il nostro obiettivo è celebrare il potere della cultura, mostrando come il passato possa ancora parlare al nostro presente.
​Le date e gli anniversari ci aiuteranno in questo viaggio.

​Seguiteci in questo percorso settimanale per ascoltare l'eco di quelle voci che, ancora oggi, hanno molto da raccontarci.
​Oggi il nostro nono appuntamento è con Giulia Cecchettin.

L'11 novembre di due anni fa, Giulia Cecchettin, studentessa 22enne di Vigonovo, scomparve. Questo giorno segnò l'inizio di una drammatica vicenda di cronaca che si concluse con il ritrovamento del suo corpo e la condanna per femminicidio del suo ex fidanzato, Filippo Turetta.

L'eco della sua storia non si è spenta, al contrario, è diventata un simbolo della lotta contro la violenza di genere e della necessità di un profondo cambiamento culturale. La sua tragedia ha scatenato un'ondata di indignazione e mobilitazione, riaprendo il dibattito sulla matrice patriarcale della violenza maschile sulle donne.

Nonostante il dolore, la sua famiglia, in particolare il padre Gino Cecchettin, ha scelto di trasformare questa tragedia in un motore di cambiamento.
Ha creato "La Fondazione Giulia Cecchettin" per mantenere viva la memoria di Giulia e per promuovere un cambiamento culturale e sociale che metta fine alla violenza di genere.

La fondazione si impegna a sviluppare strumenti di analisi, a supportare le vittime e, soprattutto, a promuovere l'educazione e la consapevolezza, in particolare tra i giovani.
La voce di Giulia non si è spenta, anzi, risuona oggi più forte che mai attraverso l'impegno di chi vuole costruire una società più equa e rispettosa, dove ogni donna possa sentirsi sicura e libera di vivere.
La sua storia ci spinge a riflettere e agire affinché il femminicidio non sia mai più percepito come una tragica fatalità, ma come una piaga sociale da estirpare.

Le voci che restano.​Ogni settimana, un viaggio nel tempo per riscoprire le voci che hanno lasciato un segno indelebile....
06/11/2025

Le voci che restano.
​Ogni settimana, un viaggio nel tempo per riscoprire le voci che hanno lasciato un segno indelebile.

Con la nostra nuova rubrica "Le Voci Che Restano", vi guideremo attraverso la storia, l'arte e la letteratura, condividendo le frasi, le immagini e le storie di artisti, scrittori e pensatori che continuano a ispirarci.

​Dalle citazioni che fanno riflettere alle opere che hanno cambiato il mondo, il nostro obiettivo è celebrare il potere della cultura, mostrando come il passato possa ancora parlare al nostro presente.
​Le date e gli anniversari ci aiuteranno in questo viaggio.

​Seguiteci in questo percorso settimanale per ascoltare l'eco di quelle voci che, ancora oggi, hanno molto da raccontarci.
​Oggi il nostro ottavo appuntamento è con Kevin Carter.

Oggi celebriamo e interroghiamo la voce di Kevin Carter (1960 – 1994), il fotoreporter sudafricano la cui fotografia è diventata un simbolo della tragedia, del conflitto etico e del peso della testimonianza.

​L'opera che lo ha reso tristemente celebre è "La bambina e l'avvoltoio" (The vulture and the little girl) .
​Sudan, 1993, durante una devastante carestia.
​Una bambina denutrita che striscia verso un centro di alimentazione, con un avvoltoio in agguato nelle vicinanze.
​La foto vinse il Premio Pulitzer per la fotografia di Feature nel 1994.

La voce di Carter risuona attraverso il suo silenzio finale e il dibattito che la sua foto ha innescato. L'eco più forte è la domanda che ha tormentato lui e l'opinione pubblica:
​Dov'era la linea? Quella tra il fotografo e la persona. Quella tra l'arte e l'atto.
​Questa domanda riassume il dilemma etico che la sua immagine ha immortalato, fino a che punto un fotografo è un testimone neutrale e quando è obbligato a diventare un soccorritore?

​Kevin Carter faceva parte del "Bang-Bang Club", un gruppo di giovani e coraggiosi fotoreporter bianchi che documentavano le violenze e gli orrori dell'apartheid in Sudafrica.
​Dopo aver scattato la foto in Sudan, Carter dichiarò di aver scacciato l'avvoltoio, ma non toccò la bambina per timore di contrarre malattie, come da prassi per i fotoreporter dell'epoca in quelle zone.
​Le critiche che seguirono la pubblicazione della foto furono feroci, "L'uomo che aggiusta il suo obiettivo per scattare una fotografia del genere è essenzialmente un altro predatore". Il peso morale della testimonianza, combinato con la violenza quotidiana che documentava, portò Carter al suicidio nel 1994, pochi mesi dopo aver vinto il Pulitzer.
​La sua voce resta un monito sul costo psicologico e morale del fotogiornalismo e sulla nostra responsabilità collettiva di fronte alla sofferenza che ci viene mostrata.

Ps siamo nel 2025 e in Sudan sono in atto atrocità e uccisioni di massa. Ma tutto tace.

50 anni senza Pier Paolo Pasolini.La forza di un profeta scomodo.​Oggi non ricordiamo solo la data di una tragica scompa...
02/11/2025

50 anni senza Pier Paolo Pasolini.

La forza di un profeta scomodo.

​Oggi non ricordiamo solo la data di una tragica scomparsa, ma celebriamo il cinquantenario di un'assenza che è diventata, nel tempo, una presenza più acuta che mai, quella di Pier Paolo Pasolini (Bologna, 1922 – Roma, 1975).

​Poeta, scrittore, regista, saggista, drammaturgo, Pasolini è stato l'intellettuale più lucido, critico e "scomodo" del Novecento italiano, capace di vedere e denunciare i cambiamenti antropologici della società dei consumi prima di chiunque altro.

​Il suo lascito per noi è un invito costante, a resistere all'omologazione culturale, a interrogare il potere con coraggio (“Io so”), a cercare la poesia nelle borgate e negli "ultimi".

​A mezzo secolo di distanza, le sue parole, i suoi film e il suo sguardo sulla periferia e sulla tradizione ci parlano ancora, con una forza profetica.
​“Io sono una forza del Passato. Solo nella tradizione è il mio amore.”

​Rendiamo omaggio a un gigante il cui pensiero continua a bruciare, illuminando le ombre del nostro presente.
Leggere Pasolini oggi è un atto civile.

Indirizzo

Via Carpineto
Orvinio
02035

Orario di apertura

Venerdì 16:00 - 19:00
Sabato 16:00 - 19:00
Domenica 16:00 - 19:00

Sito Web

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